Insomma, 50 sfumature di colore a caso avrei potuto scriverlo io, solo che dentro non c'avreste trovato nulla di perverso ma molte cose assai profonde. Quindi non avrei fatto una lira.
La cosa strana è che mi sto convincendo questo sia un passo in avanti.
Avrete di certo sentito parlare delle fasi del lutto. Siccome tutti le applicano a tutto ho deciso di farlo pure io. Dopotutto perdere le proprie aspettative significa, in un certo senso, essere in lutto. Perché si perde parecchio di se stessi e non c'è lutto peggiore.
Ho dapprima negato l'esistenza di un problema non posso essere infertile, non io/non posso perdere il lavoro, non io/non posso attraversare una crisi di coppia, non io/non posso star male, non io poi mi sono arrabbiata e ho invidiato vite che fino a poco prima rispecchiavano la mia desiderando una superficialità e una serenità che rimproveravo agli altri. Ora sono depressa. E l'ho capito perché non invidio più. Non voglio più, non mi va più. Mi crogiolo nel mio pessimo stato, lo uso come scudo per non affaticarmi, per non sforzarmi. Forse perché non reggerei un altro colpo ma poi mi toccherebbe reggerlo lo stesso. E allora non faccio.
Se continuerò a seguire questa macabra tabella di marcia il prossimo passo sarà l'accettazione. Pace dei sensi che effettivamente bramo.
Mi piace pensare che dopo ci sia una fase di cui nessuno parla. La rinascita. Anche perché non è che abbia molto senso essere depressi.
Dopotutto siamo a questo mondo. Respiriamo, camminiamo, esistiamo.
Dopotutto non ci saremo per sempre. Tanto vale vivere bene, tanto vale essere felici.
Dopotutto la felicità è un scelta. La più coraggiosa di tutte.


