O voi spose sette veli,
o voi nuvole di Organza,
o voi soffocate in un corpetto perline e paillettes,
o voi dallo strascico facile
insultatemi.
Banditemi dalla vostra cerchia.
Bruciatemi viva a Campo dei Fiori.
Fatemi in tre pezzi e gettatemi nella raccolta differenziata.
Perché me lo merito.
Lo ammetto.
Lo confesso.
Perché io, Princess S., proprio io, cresciuta a ovetti Kinder, febbroni e PRINCIPESSE DISNEY mi sono macchiata di un ignobile crimine contro la comunità delle promesse all'altare.
Ho scelto il mio abito da sposa sul web. Per comodità, praticità, economia.
Non mi sono fiondata in 800 diversi Atelier per trovare l'abito. Ho cercato l'abito e, poi, un Atelier che potesse vendermelo. E li ho trovati. Sia l'uno che l'altro.
Questo non significa che, da brava futura sposa, non abbia usufruito della mia sacrosanta dose di egocentrismo spietato. Perché quando una tipa tutta sorrisi e complimenti ti mette su un piedistallo rotondo, con un bouquet finto che pare vero in mano e un vestito da migliaia di euri che non indosserai mai più anche se sei la sposa più cheap e acqua e sapone della storia ti fai prendere la mano. E te ne provi otto, perfettamente consapevole di quello che in cuor tuo hai già scelto. Sempre quello. Quello del web.
E non mi sono nemmeno sottratta al numero necessario di prove necessarie di misure necessarie di necessarie modifiche che solo io parevo non notare. In pratica a una certa mancava solo mi si misurasse la circonferenza dell'alluce del piede. Ma va bene eh.
"La sposa deve essere perfetta" dicono.
"Ci si sposa una volta sola, non vorrai mica che l'orlo ti penda a destra" dicono.
E poi quando credi di aver finito con quel calvario di "un centrimetrello di là, ma forse lo allunghiamo un millimetro cubo di qua" o di "prova a camminare. Ma no! Un piede avanti l'altro, che mica stai andando a zappare santiddio!" o di "scalcia quando cammini, così non inciampi" manco ti andassi a sposare all'ippodromo di Capannelle arriva QUELLA raccomandazione "non ingrassare e non dimagrire".
Ha ha.
Io? Quella che gli amici chiamano "la sposa che magna?".
Sì, io.
"Non un etto in più, non un etto in meno".
E da quel momento tutti: Mina, Zia, Sisters, amiche, colleghi, gatto, topo, elefante e pure i due leocorni si sentono in diritto di scassarti le ovaie con la seguente frase "occhio che il vestito non ti entra" pronunciata esattamente un millisecondo prima che il cornetto alla Nutella a cui sei solita ricorrere per colazione o merenda o spuntino delle 11 o quando minchia ti pare tocchi le tue labbra immacolate.
E poi il giorno dell'ultima prova:
"pronta? al tre chiudiamo la zip"
"pronta"
"uno, due e ..."
E soffochi.
Le stecche del corpetto penetrano nelle costole. Reclamano spazio tra i tuoi organi vitali. Se ti scappa uno starnuto addio sogni di gloria. O muori o saluti col fazzolettino bianco i 2mila euro di vestito che porti indosso con così tanta grazia.
Ma loro sorridono e dicono "sei bellissima cara, brava è perfetto!"
"Beh sì. Mi piaccio ma ecco. Mmm non è che per caso l'è un tantino stretto? Io non è che respiri proprio a pieni polmoni."
"Ma no cara! Questo DEVE STARE COSI'"
Deve stare così... almeno me potevate fa magna'.