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lunedì 29 luglio 2013

Manuale di sopravvivenza per mogli sole

E' tornato sabato sera, tardissimo e stanchissimo con due valigione al seguito e un mal di testa epocale da cambio d'altezza e, soprattutto, di temperatura. Ha preferito dormire nel suo letto sudaticcio piuttosto che restare un giorno in più nella frescura alpina.

Io ho barattato la mia personalissima reinterpretazione dell'uomo vitruviano con le sue braccia attorno alla vita e la certezza di potermi attaccare alla sua schiena dopo un incubo.

Ho detto a Sciattaman, orgogliosa, di aver superato la prova solitudine. Forse non a pieni voti ma è comunque un buon risultato. E' importante essere generosi con se stessi, no?

Intanto, dall'alto della mia esperienza di moglie sola ho deciso di stilare un manuale di sopravvivenza fatto di poche semplici e universali regole.

Tv spazzatura
Che poi sarebbe il sinonimo di Real Time. Lode a te, digitale terrestre. Sì perché quando la sera, sole nel vostro lettone, sentite la mancanza dell'omo, sia sul fronte glicemia che sul fonte hot c'è solo una cosa che potrà consolarvi: vedere gente che mangia la gommapiuma o che parla con gli orsacchiotti di peluche. Non sapevo di essere incinta o 24h in sala parto sono, invece, programmi consigliati solo a donne con pargoli al seguito o che non stanno cercando di avere figli. Le ricercatrici incallite e pure sole non trarranno da quelle immagini che sensazioni sgradevoli e il solito moto d'invidia di fronte alla tipa che dichiara, candida, non so come sia potuto succedere.
Magari trombando, amica. C'avevi mai pensato?

Anyway. Se siete deboli di stomaco potrete, semplicemente, dedicare la vostra attenzione a quella tipa col nome ridicolo che pratica la nail art o impastricciarvi il viso seguendo i consigli di Clio. Per le buongustaie c'è la cucina di Buddy. Di italiano non c'ha manco il basilico ma vi farà venire voglia di mettervi a dieta.

Cibo di mater italica
Cucinare per se stessi non da soddisfazione ma mangiare sul divano, davanti la tivvù, un cibo pronto e iper condito vi farà bene allo spirito. La mater italica che vi sa sole e disperate si prodigherà nella preparazione di succulenti ranci. Nel caso in cui vostra madre non sia disponibile le soluzioni si chiamano Mc, rosticcerie, cibo cinese, pizza da asporto. Vi ritroverete con qualche etto in più ma risparmierete sulla bolletta. Io, per esempio, ho mandato la lavastoviglie 5 volte in 3 settimane.

Animale domestico
Sono di compagnia, si sa. E hanno l'indiscutibile vantaggio di non potervi contraddire. Potrete parlare con la vostra micia per ore, porle quesiti esistenziali e interpretare le sue risposte a seconda di quello che vi fa comodo. Oltre che un inequivocabile segno di disagio mentale è anche un toccasana per la vostra autostima. Dopo due manciate di crocchette lei vi farà le fusa anche se le avete appena chiesto se state bene col pigiama a fiorellini blu e avrete interpretato il suo mao come un sì, sei bellissima sempre, anche se non ti depili da due settimane.

Amico tuttofare
Essere indipendenti non vuol dire piegarsi a cacciare i bacarozzi o cambiare lampadine o stappare il tubo del lavandino. Sappiatelo. Lasciate da parte tutte quelle menate da femminista coi baffi e munitevi di amico tuttofare. E' fondamentale che lo conosciate da tempo, che sia amico di vostro marito e che, ai suoi occhi, sembriate una docile pecorella smarrita nel pericoloso bosco di casa vostra, una casa piena di insidie e di insetti. E, mi raccomando, donne, quando avrà gettato lo scorpione nel cesso assicuratevi che tiri la catena due volte che si sa, quelli risalgono dallo scarico. Sempre.

mercoledì 15 maggio 2013

Matrimoniale per uno, singola per due

Dunque funziona più o meno così.

Un giorno siete le Principesse sul pisello però senza pisello, spaparanzate sul vostro letto da single a quattro di spade, roba che Da Vinci se vi avesse viste avrebbe reintepretato in chiave femminile il suo Uomo Vitruviano, con le regali natiche che affondano nel morbido materasso e il piumone che vi avvolge stile pisello nel baccello o, se preferite, farfalla nel bozzolo. Quello dopo siete avide procacciatrici del vostro minuscolo spazio vitale, avvocati difensori di cause basate su arringhe povere di contenuti tipo stavi in mezzo tu, no tu, quello è il mio spazio, no il mio e, se il vostro avversario è un Umile Servo frustrato e alla disperata ricerca di prove, sarete persino protagoniste di qualche umiliante foto che ritrae la vostra regale persona in fase di accoppiamento selvaggio con entrambi i cuscini, esattamente al centro del lettone, con la folta chioma adagiata a fungo sui guanciali e un'espressione beata sul viso. Foto che, per inciso, verrà pubblicata su faccialibro col pretesto di dimostrare all'umanità intera il vostro palese torto. 

Vaglielo a spiegare, poi, all'umanità intera di essere stata incastrata perché l'USI si era alzato nella notte per fare pipì e mica una Princess può esimersi dall'occupare tutto lo spazio in questi casi, suvvia. Io c'ho la corona in testa, mica un casco di banane. 

A fare da divisorio tra il prima e il dopo c'è quell'affare lì: il matrimonio. O convivenza, se preferite. O rapporto occasionale con lui che resta ad occupare l'altra metà del letto. Insomma fate vobis, la sostanza non cambia.

Il letto matrimoniale è un'invenzione malefica. 

Perché sì, è una roba molto tenera farsi le carezzine e i grattini e abbracciarsi e guardarsi nelle palle degli occhi, in particolare dopo una sessione di sesso selvaggio però ecco, dopo, si potrebbe pure fare che ognuno se ne torna al letto suo. Perché essere scoperte nella notte è male. Perché essere spostate nella notte è male. Perché le capocciate sono male e pure i gomiti sullo sterno. 

Questa profondissima considerazione ha però una falla. Grossa.

Stanotte, per esempio, ho aperto gli occhi alle ore tre. Così, senza apparente motivo. Le mie braccia erano allargate e le gambe pure. Ero comoda e coperta fino alla fronte. Associare questo mio stato di grazia alla sua assenza è stato un attimo. E, che ve devo dì signore mie, quel pensiero d'assenza mi ha gettata nel panico. E da brava donnetta senza attributi ho allungato un piede e, cielo, sono stata così felice di trovare il suo. 

Così felice che poi mi sono attaccata in perfetto cozza's style alla sua schiena, invadendo senza pudore e ritegno il suo minuscolo spazio vitale. 

mercoledì 8 maggio 2013

Il pollice d'amianto

Le Princess del 2000 lavorano la terra. Me l'ha detto Kate Middleton al telefono ed io, che non posso certo permettermi di ignorare il severissimo protocollo reale, non mi sono fatta spaventare dallo stato pietoso in cui versava quello che io e il mio Umile Servo chiamiamo affettuosamente il giunglino e con tutto lo charme che mi contraddistingue ho imbracciato il rastrello e ho iniziato a far pulizia prima di passare il tagliaerba.

Una fatica porca.

Dopo minuti 15, madida di sudore e con la mia magliettina I love Paris sporca di terriccio, ho lasciato che fosse l'Umile Servo a completare il lavoro dopotutto pure 'sti servitori necessitano di qualche soddisfazione ogni tanto no? mentre io mi sono caricata di una grande responsabilità: la supervisione.

Siccome siamo due tipetti svegli abbiamo iniziato le attività campestri prestissimo: alle undici e mezzo del mattino. Come prevedibile, la fame ci ha assaliti all'improvviso, così abbiamo deciso di farci invitare da Mina per poi tornare sul campo alle quattro del pomeriggio.

Sei sacchi di erba e un'amaca di un fosforescente arancione più tardi l'USI ha capito che il giardinaggio è rilassante. Così rilassante che la sera siamo crollati sul letto e ci siamo addormentati pensando che cazzo ci trovi di tanto divertente nelle piante Luca Sardella.

In ogni caso per due come noi, passati alla storia per aver fatto seccare un bonsai in due giorni e ucciso persino una pianta pro-life come il tronchetto della felicità, il risultato non è affatto male:



Vero? Vero?! Vero!

giovedì 29 novembre 2012

La pipì solo nei giorni feriali


Ho sempre pensato che una delle cose più importanti per una giovane coppia sia instaurare un buon rapporto con gli inquilini del proprio condominio.  Capita, però, che gli inquilini non la pensino allo stesso modo, proprio non vogliano impegnarsi ad iniziare con il piede giusto e, diciamolo, fanno di tutto per essere mandati affanculo.

Ipotizzate, per esempio, che dobbiate fare dei lavori di ristrutturazione nella vostra nuova dimora. Il fatto è già di per se traumatizzante. Avere a che fare con muratori, pittori, idraulici ed elettricisti, la metà dei quali sono, tra l’altro, vostri parenti-amici (di conseguenza si arrogano il diritto di fare un po’ come minchia gli pare a casa vostra) non è cosa facile, per niente. Se poi dovete pure mettervi a discutere con il palazzo per, che ne so, il colore della tinta del muro delle scale (alla fine hanno votato il rosa due su tre, caz…) l’impresa diventa davvero ardua. Mission impossibile se poi, come un coniglio dal cilindro, vengono tirati fuori problemi, di fatto, inesistenti.

I problemi in questione sono nati con la nascita del nostro secondo bagno al quale ormai vogliamo bene come fosse un figlio, visto il travaglio che abbiamo passato per darlo alla luce. Ne avevamo fortemente bisogno considerando che vivere con un bagno solo, con due lavori, stessa ora della sveglia e possibili futuri marmocchi che, un giorno, diventeranno adolescenti e passeranno nella suddetta stanza la metà delle loro giornate era, diciamo, difficile. E poi avevamo una camera da letto immensa. Non lo dico per vantarmi … è che vorrei proprio sapere a cosa pensava il tizio che ha progettato, ormai diversi anni fa, casa nostra quando ha deciso di creare una stanza di quelle dimensioni e un bagno solo. Cmq … avrete capito che il bagno doveva venire in camera da letto. Bene. La nostra camera da letto, come accade spesso, è proprio sopra la camera da letto di altri due inquilini, abbiamo casa identica. I tizi in questione non ci sono mai. Vivono nella capitale e salgono al paesello solo nei fine settimane e durante le ferie estive. Ovviamente salgono al paesello per riposarsi e ovviamente (?) non vorrebbero sentire rumori molesti. Ebbene, abbiamo scoperto che il rumore della nostra pipì che cade a picco nel water … è un rumore molesto.
Ad informarci della cosa è stato il nostro parente-muratore durante un sopralluogo domenicale nella nostra dimora.
Parente-muratore : “Ci sarebbe un problemino con il bagno”
Io: “Oh no! Ancora? Quale problemino?”. Pensavo a qualcosa tipo catastrofe nucleare o pericolo che, non so, la cacca uscisse dalla doccia e cose del genere.
Parente-muratore : “Gli inquilini di sotto dicono che sono preoccupati. Perché, insomma, non è piacevole quando si è in camera sentire il rumore della pipì di quelli del piano di sopra”.
Ecco. A quel punto io ho guardato, abbastanza sconvolta, il mio allora futuro sposo, in cerca di sostegno.
Lui: “Non penso che sia un rumore intollerabile. Insomma si sentirà poco, immagino”
 Il parente – muratore tace.
Io: “Beh quindi che dovremmo fare?”
E a quel punto il lampo di genio: “Beh il sabato e la domenica potreste fare pipì solo nell’altro bagno”.

Me pare giusto.