Quando stamane ho udito il trillo irriverente della sveglia ho pensato nell'ordine:
io non ci vado più da quello, tanto non serve a niente e sticazzi dell'iperstimolo
lasciatemi morire in pace
non sarò mai madre
la vita fa schifo
Molto bene.
lasciatemi morire in pace
non sarò mai madre
la vita fa schifo
Molto bene.
Mi sono alzata con fatica, perché dopotutto sono una persona sana di mente (hahahaha). Ho atteso con la Zia Santa che lui arrivasse. Camminata fiera e galoppante, giubbotto di pelle, sorriso, occhiolino.
Ciao Princess, ti chiamo subito!
Pff, come se servisse a qualcosa. Odioso d'uno spocchioso spione di vagine
Cinque minuti di visita, venti di chiacchiere. A dirla tutta ha parlato quasi sempre solo lui. Un profondissimo discorso sull'importanza dell'ottimismo e udite udite sul potere della mente.
Tu quoque, SantusSpiritus.
Sì, persino lui.
Lui scienziato, lui cinico, lui razionale, lui diverso, lui uguale, negro, ebreo, comunista. Lui.
Lui mi ha detto che c'ho il blocco psicologico. Lui m'ha detto che così non va bene, che ci devi credere.
Sai Princess, fino a qualche anno fa, nemmeno io credevo che la mente potesse avere un'influenza determinante
E devi iniziare a crederci proprio mo' che c'hai me sottomano?!
Però è vero.
Un gran paio di palle, scova il mio problema piuttosto, lavativo d'un giaino
Ero un po' nervosetta, lo ammetto. Com'era la storiella sugli sbalzi d'umore? Ecco.
Tornata a casa ho riflettuto. E il dubbio ha corroso la mia corteccia cerebrale, sempre che ne sia rimasta un po'. E se fosse vero? Del resto io ho iniziato dal primo ciclo (frustatemi) a pensare male, ad angosciarmi a dire a me stessa cose tipo lo sapevo, lo sapevo che sarebbe andata così. Ho intrapreso questo percorso con l'ansia di chi ha un destino segnato. Ero paralizzata dalla paura e della certezza che tutto sarebbe andato male. Un po' come la teoria del piano inclinato. Quando le cose iniziano a capitolare non c'è verso di fermarle, arrivano fino in fondo.
Detto in soldoni me la so' tirata. Ma di brutto.
Continuo ad essere scettica riguardo il potere della mente. Non credo possa bloccare un impianto, impedire un'inseminazione. Al massimo, col fattore stress, l'ovulazione diventa incostante ma io sono sotto monitoraggio perenne e la mia è indotta dalle pere panza-chiappa. Non riesco ad accettare la possibilità che sia proprio io il filtro che impedisce ai miei figli di arrivare a me. Non ci casco, non voglio alimentare il mio senso di colpa.
Però devo iniziare a crederci, questo sì. Credere che un giorno il mio utero sarà abitato, credere che un giorno stringerò tra le mie mani un altro paio di mani, piccole e perfette. Credere che un giorno qualcuno mi chiamerà mamma.
Ero un po' nervosetta, lo ammetto. Com'era la storiella sugli sbalzi d'umore? Ecco.
Tornata a casa ho riflettuto. E il dubbio ha corroso la mia corteccia cerebrale, sempre che ne sia rimasta un po'. E se fosse vero? Del resto io ho iniziato dal primo ciclo (frustatemi) a pensare male, ad angosciarmi a dire a me stessa cose tipo lo sapevo, lo sapevo che sarebbe andata così. Ho intrapreso questo percorso con l'ansia di chi ha un destino segnato. Ero paralizzata dalla paura e della certezza che tutto sarebbe andato male. Un po' come la teoria del piano inclinato. Quando le cose iniziano a capitolare non c'è verso di fermarle, arrivano fino in fondo.
Detto in soldoni me la so' tirata. Ma di brutto.
Continuo ad essere scettica riguardo il potere della mente. Non credo possa bloccare un impianto, impedire un'inseminazione. Al massimo, col fattore stress, l'ovulazione diventa incostante ma io sono sotto monitoraggio perenne e la mia è indotta dalle pere panza-chiappa. Non riesco ad accettare la possibilità che sia proprio io il filtro che impedisce ai miei figli di arrivare a me. Non ci casco, non voglio alimentare il mio senso di colpa.
Però devo iniziare a crederci, questo sì. Credere che un giorno il mio utero sarà abitato, credere che un giorno stringerò tra le mie mani un altro paio di mani, piccole e perfette. Credere che un giorno qualcuno mi chiamerà mamma.