Io e l'USI rimbalziamo come biglie di gomma impazzite dall'Adriatico al Tirreno. Sarà che viviamo all'ombra degli Appennini che, oltre a farci tremare le chiappe soventemente (vedi l'ultima scossa che ci ha inseguito sul Conero) ci fanno sentire esattamente al centro del centr'Italia e col potere di scegliere se vedere il sole sorgere o tramontare sul mare.
La preospedalizzazione, tra gli altri indiscutibili meriti, c'ha pure avuto quello di farmi capire che nella clinica marmocchi a portar via i medici son tutti naif. Il tizio che mi ha fatto il prelievo, per esempio, ha battezzato la mia generazione come mucchio di rammolliti quando, per pura precauzione, l'ho avvertito che sarei potuta svenire. Non è accaduto. Fatemi un applauso pliz.
L'anestesista, secondo l'USI, è un ex capellone che ha perso i capelli perché, dice, c'ha la faccia sofferente da chioma mancata. E' simpatico e rassicurante. Quando mi ha raccomandato di mangiare leggero la sera prima mi sono resa conto che SantoSpirito non mi ha dato indicazione alcuna riguardo l'affaire spurgo dell'intestino. Lunedì mattina lo chiamerò sperando che non mi ordini di mandar giù un cucchiaio di olio di ricino.
La mia camicia da notte è pronta. Vù pure. Del resto, come i fedelissimi già sanno (e quelli che non lo sanno: sapevatelo qui!) lei non teme la ribalta, anzi la brama. Maledetta egocentrica.
Nel frattempo a Sciattaman manco. Mi ha mandato un sms per accertarsi stessi bene. L'ho rassicurato pensando che non c'avrebbe mai creduto. Gli ho anche promesso che mi sarei fatta risentire presto perché, detto tra noi, se l'isterosalpingografia dovesse andare nel peggiore dei modi, il suo ruolo diverrà assai importante. Che non vorrà mica avermi sulla coscienza, che ne sarebbe poi della sua reputazione?
Sono stanca. Parecchio. E per reazione non penso a niente. Tabula rasa. Stop. Il mio cervello reclama pace e serenità.
Rallenta 'ste sinapsi, Princess, che sono in affanno.
E io gli do retta.
Scrollo le spalle e que sera, sera




