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giovedì 23 ottobre 2014

Little (new) women

Sua tappezza reale s'è presentata alle ore 07:36 con quel piccolo ritardo che si concede solo alle grandi dive, trascinando un'imbottitissimo zaino rosa shocking e un album di figurine che andava rigorosamente spulciato, ripassato, completato prima dello svolgimento dei compiti.

Ha mangiato come un facocero africano, che uno si chiede come facciano quelle gambette ad essere così smilze. Nello specifico ha svuotato il mio barattolo di Nutella, chiedendo alla sottoscritta di spalmare quel nettare degli dei sopra qualsiasi tipo di superficie, commestibile o non.

Abbiamo visto il primo quarto d'ora di Up, i primi 10 minuti di Transformers, tutto Cattivissimo me e Shrek Terzo, 5 minuti scarsi del mago di Oz. M'è venuto un attacco epilettico da iperstimolazione neuronale e sono arrivata alla tragica conclusione che le nuove generazioni sono mostruose.

Il Paleolitco e il Neolitico io li ricordavo del tutto diversi. Il fatto che trovi interessante un libro di storia di quarta elementare la dice lunga sul pietoso stato in cui versa quella parte di cervello deputata alla conservazione della mia cultura generale, 'rgogna.

Nonostante copiosi sforzi non sono riuscita a farle entrare in quella zucca bionda il verbo levigare e tutte le sue possibili derivazioni. Penso che sopravvivrà ma se la maestra le avesse mai chiesto la differenza tra una pietra del paleolitico e una del neolitico avrebbe senz'altro fatto un figurone. Però ha compreso piuttosto bene che il cane è stato il primo animale ad essere addomesticato dall'uomo. Sarà perché Biagio l'ha sleccazzata tutto il tempo suscitando la sua ilarità e quei gridolini eccitati tra la paura e il divertimento che sono tipici della sua età.

Ha otto anni. E in otto anni, nonostante io sia una calamita vivente per gli under10, non mi ha mai concesso un bacio, non di sua sponte.

Però ieri m'ha detto io non ti lascerei mai, zia. 

Quale emozione, gente. Quanto sarebbe bello se un giorno una frase così uscisse dalla bocca di mia figlia.


giovedì 5 giugno 2014

Comunione di beni e candidature furti(ve)

Siccome il tenten è migliorato e non ho nessuna voglia di farmi vivisezionare manco fossi una rana sotto spirito dell'Università dell'Arizona  ho deciso di rimandare a data da destinarsi possibilmente il giorno del mai nel segno del poi l'affare taglio delle cenciva in ezzesso.

Scusa, Kappler. Te l'avevo detto che non sono una pampina tilicente. A limite un po' deficiente.

Spero solo che il dolore non torni a darmi noia domenica prossima quando il mio primo adorato in secola seculorum nipote, figlio di cugina L e tanto tanto bello, farà la prima Comunione dando alla sottoscritta una ghiotta occasione per interrompere la dieta Hollywoodiana con un pasto ipercalorico.

Del resto ho perso due kg. Ma forse il merito va più alla gengivite che alla dieta. Che nessuno faccia la spia alla redazione di Viversaniebelli.

Il suddetto angelo biondo futuro conquistadores di melense femminucce spocchiose no, non sono gelosa maledetti maligni riceverà da me, marito e famiglia un tablet Samsung. Io c'ho solo sbavato sopra per un quarto d'ora, poi ho resistito alla tentazione di rubarglielo chiedendomi se non potessi rifare pure io la prima Comunione o al limite smezzarmi coll'undicenne l'uso del portentoso e very fashion attrezzo tecnologico. No perché non so a voi ma a me, all'epoca, regalarono lenzuola, asciugamani e collier da gitana.

Tempi che cambiano. Persone che ci rimettono.

Nel frattempo la mia ricerca di lavoro assume aspetti grotteschi. Tipo che ieri ho consegnato a mano il mio curriculum  al meccanico di mio marito. No non sono diventata improvvisamente esperta di motori. Mi limito a sopravvivere in un'auto infestata da pelo di cane. Pare che una grande azienda del comprensorio abbia dovuto licenziare quaranta persone accusate nientepopodimenoche di furto. Persone che andrebbero, almeno si spera, rimpiazzate. Il figlio del meccanico lavora lì e non ha rubato niente. Così io ci provo.

Secondo voi quanto so' disperata da 1 a 10?

martedì 19 febbraio 2013

La mini-me

Non ho avuto ancora la fortuna di conoscere mia figlia ma nella mia corte, da qualche anno, si sta diffondendo la voce che una piccola mocciosa aspiri al mio trono e sia abbastanza spietata da non temere affatto di farmi concorrenza.

Spero almeno non arrivi a ricorrere al Principessicidio.

La tipetta in questione è una cinquenne, secondogenita della cugina L. e, non si sa per qualche divertente scherzo della genetica, ha la mia stessa faccia. Poi, vabbè, è bionda e mangerebbe pure i copertoni delle auto mentre io sono mora e alla sua età la mia massima aspirazione era essere eletta bimba Biafra dell'anno ma la perfezione, sapete, non è da tutti.

Dal parentame questo adorabile mostro viene chiamata la "piccola infame". E' acida, permalosa, capricciosa e un sacco di altri osa. E se la tira. A cinque anni.

La cugina L., nelle ormai rare circostanze in cui ci si vede, non perde occasione di sottolineare la nostra, diciamo, somiglianza. No, non quella fisica.

Cugina L: "è incredibile quanto sia stronza. E' proprio te da piccola"
Princess: "cugina L. mi stai, per caso e nemmeno troppo velatamente, dando della stronza?"
Cugina L: "ma figurati. Era per dire"

Bene.

Vista la non voluta affinità con la "piccola infame" io, fin dai suoi primi strilli isterici vagiti, mi sono sempre schierata dalla sua parte. Perché anche io sono stata una piccola infame e, sapete, si soffre. Moltissimo. E poi, come dire, è sempre bene farsi amici i propri nemici.

Ma poi è arrivata quella conversazione telefonica.
A chiamarmi, ovviamente, non fu lei ma il primogenito F. che è, sì, pazzo da legare ma anche tanto coccoloso, amoroso, teneroso e un sacco di altri oso.

Driiin driiin
"ciao zia!"
"ciao amore come stai?"
"bene! e tu?"
"bene. Quando venite a trovarmi?"
"mamma dice presto. Perché ci manchi"
"oh bellodezia... e tua sorella dov'è?"
"te la passo"
...
...
"Catie?"
"..."
"Catieeee?"
"..."
"Caterì!"
"ciao"
"ah finalmente. Ciao tesoro come stai?"
"abbastanza bene"
"abbastanza bene. Bene. Quando vieni dalla zia?"
"non saprei"
ci mancava che mi dicesse una cosa tipo "devo controllare l'agenda"
"beh quando vieni ti preparo la torta al cacao con la panna"
"non la voglio"
"no?"
"no, voglio i cupcakes"

E io, che in fondo sono una personcina dal cuore tenero, sono andata pure a comprare gli stampini.
Quando la piccola stronzetta mi ha onorato della sua presenza i cupcosi erano in bella mostra sul tavolo della cucina.

"grazie ma io preferirei pane e nutella"

tuttasuzia