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giovedì 2 gennaio 2014

To be or not to be

Scrivere il primo post del 2014 mi mette addosso un pochettino d'ansia da prestazione. A ben pensare questo è anche il primo post da disoccupata. Il primo post di un nuovo capitolo della mia vita. Nuovo deve esserlo per forza, visto che i cambiamenti pur non essendomeli cercati mi si sono piazzati sullo stomaco a mo' di cinghiale della reclame di Brioschi.

Insomma questo post è un sacco di primi post.

Il mio desiderio di rinascita fisica e mentale, lo confesso, si è accompagnato ad un nefasto pensiero anche se forse, per alcuni, potrebbe essere anche stata una bella notizia.

Quasi quasi chiudo il blog

Troppo dolore in questo mio minuscolo spazio virtuale, troppi ricordi che fanno male. Poi, però, ho pensato che rinascere non significa mica mettere una croce sopra tutto, cancellarlo, annientarlo, far finta che non sia mai esistito. Dopotutto siamo la somma di tutte le volte. Di tutte le prime, di tutte le ultime. Siamo ciò che siamo, che siamo stati, che saremo. La vita non è fatta a compartimenti stagni. Così sono ancora qui, con i polpastrelli sulla tastiera del mio vetusto hp a raccontarmi, a stilare la lista dei buoni propositi, che poi sono grossomodo gli stessi dell'anno scorso. 

La fine del 2012 mi aveva proiettato, speranzosa, verso un anno che con un po' di buona volontà credevo mi avrebbe restituito tutto quel che avevo perso. E invece non è mica stato così facile. Anzi. E' stato un anno di fatica. Tanta fatica e pochi risultati. E' stato l'anno della semina. 

Non mi aspetto che questo 2014 mi porti, finalmente, il raccolto. Ho deciso che non stilerò liste. Ho deciso che tra programmare e vivere preferisco vivere.

E questo è anche quel che sento di augurare a tutti voi. Voi che siete il motivo per cui sono ancora qui, a picchiettare i tasti del mio vetusto hp.

Vivete, semplicemente.

Buon anno, adorati sudditi!

martedì 1 gennaio 2013

Capodanno al fresco

Passare il capodanno in un parco divertimenti all'aperto vuol dire:

Arrivare al capolinea delle montagne russe senza la tua faccia. Ti raggiungerà dopo un quarto d'ora.
Sentire chiaramente l'aria gelida che si infila tra le tue palpebre e le palle degli occhi.
Scoprirsi abili nello staccare le mani dal maniglione congelato della giostra su rotaie, meno abili nel far assumere loro una forma umana e non simile alle zampe di un pappagallo indiano.
Congelarsi le chiappe sul cavallo del carosello.
Guardare con un misto di orrore e ammirazione le 16enni in tacco 12, minigonna inguinale, trucco glitterato e paillettes pure nelle frocie del naso e sentirsi vecchie. A 28 anni.
Benedire lo zuccotto di lana che l'Umile Servo ti ha gentilmente dato in prestito rinnegando senza remore la tua passione per la moda.

Brindare al nuovo anno in fila per una giostra chiamata Cagliostro.

lunedì 31 dicembre 2012

Speravo nei Maya

Miei cari, concedetemi il lusso di indossare i panni della Princess e di tutta l'intera corte solo per un attimo. Perché devo proprio farlo. Per salutare il 2012 devo scompormi con un liberatorio:

VAFFANCULO ANNO DI MERDA

Questo è stato l'anno in cui, a pochi mesi dal nostro sì, io e l'Umile Servo abbiamo dovuto combattere contro un nemico invincibile. Il glioblastoma multiforme si è portato via in poco tempo una delle persone a noi più care e con lui molte certezze e qualche pezzo, troppo grosso, della nostra serenità di coppia.

E' stato l'anno in cui l'Umile Servo ha dovuto lottare contro una precarietà mai così spietata, restando a casa troppo tempo mentre io, trascinandomi in ufficio, cercavo di non fare troppo caso a quell'enorme peso che sentivo tutto sulle mie spalle.

E' stato l'anno in cui la crisi ha colpito duramente anche il lavoro dei miei genitori. E le tasse hanno fatto il resto rendendoli fragili e insicuri dopo una vita di fatica e poche soddisfazioni.

E' stato l'anno in cui, alla fine, anche la mia salute ha deciso di dare forfait. Una brutta enterite mi ha lasciato uno strascico duro a morire e la paura si trattasse di qualcosa di più.

E' stato l'anno in cui una lastra di ghiaccio sull'autostrada che percorro tutte le mattine è finita sotto le ruote della mia macchina che, impazzita, mi ha sbattuto da una parte all'altra della carreggiata.

E, infine, è stato l'anno in cui ho scoperto di avere una mutazione genetica che potrebbe rendere difficile una gravidanza.

Io non voglio sfidare la sorte. Non voglio fare richieste. E so che gli anni altro non sono che unità di misura, effimere, con cui ci piace scandire il tempo. Che non si ferma, mai. Che non cambia, mai. Non pretendo che questo 2013 mi riporti indietro la felicità che il 2012 mi ha strappato via ma che allontani almeno un po' di tutto questo dolore.

Buon anno nuovo a tutti voi.