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lunedì 17 novembre 2014

Sboccaccio

Dunque.

Per essere Vip, è Vip. Così Vip che la fase raccolta minuziosa delle analisi e delle nevrosi della sottoscritta se l'è ciucciata la sua assistente mora.

Sono entrata nel suo studio e lui like a Boss, seduto in poltrona, mi ha teso la mano presentandosi.

Faccia tonda, brizzolato, bocca stretta.

Io ero quasi emozionata, in posa e gergo reverenziale inizio a parlare come mia abitudine. A manetta.

Io te conosco, a te. Mi interrompe lui. Tu sei una cybernauta da internet, forum, diagnosi on line.

'orcocazzo, ma che lavori al KGB?

Punto primo: su internet ce stanno 'nsacco de cazzate. Su internet tu 'ncedevianna'. Punto secondo: hai fatto 'nsacco de cose che 'nservonoancazzo.

Gente, il GinoVip è 'n parolacciaro de roma.

Gente, sono a casa!

Ora, se il Gino Boccaccesco sapesse di questo blog, credo m'ammazzerebbe. Ma il Gino Boccaccesco che da ora sarà, semplicemente, Sboccaccio mica lo sa che anche grazie a questo blog sono arrivata, finalmente, a lui.

E' venuto fuori che tra le cose che 'nservonoancazzo c'è pure l'isterosalpingografia. Cioè non è che 'nserveproprioancazzo è che, per avere una diagnosi completa, nun basta. Così lui mi spedisce al Gemelli da tale dottoressa che mi metterà in lista per isteroscopia e udite udite laparoscopia. Che al confronto il cagotto che m'è venuto in quel settembre 2013 in occasione dell'esame stappatube è 'na passeggiata de salute.

Io lo pensavo che era difficile, ma no così.

USI, ovvio, altra pippa. Ma pippa diversa. Sì perché sul ricettario medico, stavolta, c'è scritto tipo MAR, swim-up e 'naltra cosa che spero serva a qualche cazzo.

La conclusione, ordunque, è tale:

se lui ha anticorpi antisperma o altri cazzi che nun vanno bene si va in vitro
se lui sta bene io mi faccio bucare la trippa con la laparoscopia
se la laparoscopia e l'isteroscopia sono pulite si va di IUI o vitro, tocca valutare
se la laparoscopia e l'isteroscopia presentano piccole aderenze o altre cazzate risolvibili in loco, si
risolvono e per 6 mesi si fa all'amore alla vecchia maniera sperando di aver rimosso l'intoppo.
se la laparoscopia e l'isteroscopia presentano problemi gravi si va in vitro.

Ho scritto vitro un sacco di volte. Me ne rendo conto solo adesso.

Già, capita.

Capita che ti rendi conto d'essere stata dove sei stata solo a tarda sera, mentre scrivi un post. Capita che t'è capitato di vedere le foto di 70 bambini e 13 coppie di gemelli e hai sorriso pensando alle loro mamme e vorresti abbracciarle, una a una. Capita che t'è pure capitato di sentire parole come transfert e pick up. Parole che avevi solo letto in quei forum, quei blog, quei siti così odiati da Sboccaccio. 

Lo sto facendo, ci sono dentro.

Ci aggiorniamo coi risultati in mano, coraggio che sei 'na ragazzina. 

E' la prima volta che qualcuno mi rende orgogliosa dei miei quasi trenta.

Sei simpatica e sveglia. Però ricordati su internet...

...'ncedevoanna', ho capito dotto'

Che ci crediate o meno io non ho manco googolato swim-up. Mi piace pensare sia una prova di nuoto. E se sapete cos'è, vi prego, non ditemelo. Perché su internet, voi, mie care ricercatrici

NUNCEDOVETEANNA'

lunedì 1 settembre 2014

Il triangolo no

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni.

Io l'ho tradito.

Ho tradito l'uomo che potrebbe darmi un figlio, l'uomo che conosce come sono fatta dentro, colui che scruta con attenzione maniacale le mie più intime particolarità, l'uomo che programma i miei rapporti, che gestisce le mie nevrosi, che mi rallegra, che mi consola.

Avevo bisogno di certezze, di confronto, di diverse attenzioni. Perciò non giudicatemi.

Sono andata da un altro ginecologo.

Basso, abbronzato, vecchissimo. Con uno studio fichissimo e un conto salatissimo.

E sono delusa.

Che io, sapete, sono sempre la solita scema. Quella fermamente convinta che certe soluzioni possano essere tirate fuori per magia, come un coniglio da un cilindro. Insomma, sei un luminare, illuminami.

E invece no.

Sono uscita di lì con un opuscolo sulla fertilità che parla di fumo, alcool, calcolo dell'ovulazione, età della donna, abitudini alimentari. Aria fritta. Sulla copertina due modelli in finta posa nature si scambiano effusioni da scuola media. E lui ha pure un maglione blu sulle spalle, il capello al vento e i mocassini.

Lei è fertile.

Tutto quel che ha detto. Quel che ha detto di sensato, almeno. Il resto del tempo l'ho passato a parlare, parlare, parlare, roba che tra i due il medico parevo io. Fascio d'analisi in mano, un'ecografia, un follicolo pronto, un utero perfetto, l'endometrio pure. Stop. La storia infinita che si ripete sempre uguale a se stessa. Che barba che noia, proprio.

Lui è seguito da un andrologo, quindi va bene così. La natura farà il suo corso, intanto si dia da fare che sta ovulando.

La natura. Dico, stiamo scherzando?

Il Prefolic da 15 va benissimo, in gravidanza si vedrà. Lavande vaginali per prevenire infezioni e Chirofert 1000, un integratore a base di vitamine per regolarizzare un ciclo già di per se puntuale come la telefonata del mio commercialista il 16 d'ogni mese.

Tutto qui?  E mio figlio, di preciso, dove l'hai nascosto, luminare de 'sta ceppa?

Insomma, mi fossi vistata da sola o avessi affidato la mia salute a Dr. Google sarei, probabilmente, più soddisfatta, meno povera e meno incazzata ma il dubbio, quell'atroce dubbio riguardo le competenze e il modus operandi dello specialista che mi sta seguendo da oltre un anno, quantomeno, me lo sono tolto. E sono tornata, con la coda tra le gambe, all'ovile, da lui. Brizzolato con gli occhiali a specchio e la battuta pronta. Adesso mi pare pure più intelligente.

lunedì 24 febbraio 2014

Divieto di transito

Come volevasi dimostrare. Quelli di voi che sono usciti  indenni da un liceo scientifico dovrebbero comprendere il moto d'orgoglio che percorreva tutto il mio essere quando, senza imbrogli di sorta, riuscivo a scrivere queste tre paroline alla fine d'una complessa dimostrazione matematica piena, nella maggior parte dei casi, più di simboli alfabetici greci che di simboli numerici umanamente comprensibili. Insomma, se questa è matematica io sono la dea della fertilità.

Stavolta, invece, 'ste tre paroline mi inacidiscono le pareti interne dello stomaco, come se non fosse già abbastanza compromesso.

Come volevasi dimostrare le rosse son tornate. Quasi quasi cambio colore preferito, sia mai che porta sfiga.

Come se non bastasse SantoSpirito ha piazzato un bel cartello di stop all'ingresso della mia . Godete pure della poetica immagine che ho appena avuto l'onore di far apparire nel lobo frontale del vostro cervello. Provate a pensarci mentre siete in fila alla posta e poi spiegate il perché del vostro sghignazzo, se v'aregge.

Le ovaie sono ancora provate dal duro lavoro imposto loro dalle pere. Meglio non replicare il dopaggio per questo mese.

Ovulerai comunque spontaneamente, fa come se io non ci fossi

Così si torna ai vecchi cari calcoli astronomici combinati con imbarazzanti osservazioni mutandali. Non ne sentivamo affatto la mancanza ma tant'è.

Almeno avessi aggiornato Woman log, fanculo.

giovedì 20 febbraio 2014

Ordini dall'alto

E insomma all'ospedale io ancora non ci sono finita ma c'ho due ovaie come du' cocomeri.
Il dio delle gravide mancate quella parolina lì, quella che mi fa una paura da cagotto a spruzzo scusate questa era una citazione di Capetto, non ho saputo resistere non l'ha detta ma dai sintomi, dalla panza ics ics elle e pure, ammettiamolo, dal mio rodimento di chicchero mi pare abbastanza chiaro ch'io sia in iperstimolo.

Una cosetta moderata, niente che faccia pensare ad acqua nei polmoni e conseguente sepoltura però se dovesse succedere sappiate che voglio la mia corona nella bara. Allora ditemi perché ci sto pensando, ditemi perché ogni colpo di tosse si traduce nel pensiero ora vado su gugol e scrivo "sintomi versamento pleurico". Bravi, ho letto il bugiardino. Riletto per la precisione. Perché quando una è idiota, è idiota tutta. Mica a pezzi, mica a rate. Le cazzate non si fanno una volta sola, il vero gusto sta nel ripeterle, impararle a memoria come gli effetti collaterali e le possibili complicazioni del dopaggio ovarico da Gonaf-F.

Quando ha sondato la situescion SantoSpirito m'ha chiesto come andassero dolori e gonfiore.

Bene Doc! Ci sono tutti, nse famo manca gnente da 'ste parti

E manco hai finito, guarda qua!

E' incorragiante il mio gianio, eh. Non c'è che dire.

Se ti viene il ciclo son dolori

Molto bene.

Così oltre alla depressione da ennesimo fallimento in occasione dell'arrivo del grande rosso io dovrò subire fitte lancinanti e correre da lui perché, con una risposta ovarica così, forse non è prudente ripartire subito in quarta con un altro ciclo di buchi in panza. Forse è il caso di mettere a riposto tutto l'ambaradan, almeno per un mese e poi dosare meglio la troga.

Una cosa è certa. Con due ovaie così tu adesso i figli me li fai per forza, chiaro?

Signor sì, signore!

giovedì 13 febbraio 2014

Dica trentatrè

Io non lo so se tutti i miei malesseri possano essere imputati al doping ma mi sento una chiavica e aiutatemi a dire chiavica all togheter, coraggio: C-H-I-A-V-I-C-A.

Una parte dei miei disturbi ha senza dubbio origine da qual genio di mio marito, in possesso, fino a una settimana fa, di una forma di tosse con espulsione di polmone incorporata. Siccome il mio corpo è geloso delle altrui malattie, sia mai gli venga tolto il primato, ha deciso di appropriarsene indebitamente. Così ora ho un polmone in uscita dal tratto laringe-trachea, raffreddore, mal di gola e un respiro con fischietto da richiamo per tordi.

Un'altra fetta dei miei problemi deriva dagli effetti collaterali del Gonal-f, la penna magica per stimolazione ovarica. Sul bugiardino, lo so lo so non si fa, cattivissima me! c'è un vago riferimento a disturbi gastrointestinali. E cosa succede se uno ce li aveva già di suo? Ve lo dico io. Anche i disturbi si pompano. Come panza e tette. Roba che potrei presentarmi a Sanremo con occhiali da nerd e vestiti da ritardata a cantare aciditààààà, un elemento imprescindibileeeee, per una stimolazione stabileeee, che punti all'eternitàààà, m'attacco al Gaviscon come fosse Chardonnay dell'81, ho l'intestino gonfio e dolorante, ho appetito ma dopo tre bocconi un senso di pesantezza mi pervade le viscere e dulcis in fundo ho la nausea da pregnant 0-12. Probabilmente senza essere pregnant.

E poi c'è lei, la tipa occhialuta e coi capelli color pantegana del Tevere che gioca con la riproduzione 3D della mia bamboletta vodoo. Spero almeno l'abbia fatta very faiga e abbia aggiornato il taglio di capelli. Vi dico solo che l'altro ieri mi si sono congelati gli alluci. Avete capito bene. Erano freddi e bianchi, li ho immersi per un quarto d'ora nell'acqua bollente per farli diventare viola-blu e formicolanti e poi di nuovo rosa. Tra l'altro il sinistro aveva già dovuto subire un riuscitissimo attentato da parte della stufetta elettrica del bagno, quella che viene data in dotazione a qualsiasi famiglia italiana quando mette su casa, che ha pensato bene di cadere proprio sopra il suddetto dito. Sì, ho provato molto dolore.

Insomma se non scrivo è perché sono in ospedale, sapevatelo.
E qualcuno, poi, mi dica perché sono andata again su Gugol a cercare i sintomi dell'iperstimolazione ovarica. Perché ora ce li ho. Tutti.

martedì 11 febbraio 2014

Raggio al quadrato per tre e quattordici

Panza mia fatti capanna non è solo un modo di dire da usare quando si è di fronte ad un pasto succulento. E' una realtà concreta con cui debbono fare i conti tutte le stimolate. Pure quelle col ventre piatto da addominale allenato, pure la tipa che fa la pubblicità di Mediashopping e ci fa sentire così inaccettabilmente ciccione.

La panza si gonfia, s'arrotonda e fa male, dubito che qualcuna sia sfuggita a quest'effetto collaterale. Io, per esempio, se fossi un cartone animato sarei stata disegnata col compasso. Se fossi un dipinto sarei stata ritratta da Botticelli, che la Venere sarà pure stata una gran gnocca cinquecentesca ma c'aveva la trippa.

Niente di insopportabile, almeno per ora. Un fastidio irritante quanto basta per scoperchiare la mia parte misantropa, già di per se ipersviluppata, e potenziare quello sguardo acido da cheminchiaguaddi rivolto a chiunque osi fissarmi il ventre, anche inavvertitamente, per più di mezzo secondo.

Che poi la parte più difficile è fingere la normalità quando sei costretta a presenziare a quei meravigliosi eventi conviviali che tanto ti erano cari prima di diventare una rabbiosa e insoddisfatta sociopatica, preda di disturbi ossessivi compulsivi che ti obbligano a tastarti le tette, per assicurati non si siano sgonfiate, almeno 10 volte al minuto. Mi auguro che nessuno interpreti l'insano gesto come un segnale sessuale di dubbio gusto.

Nel frattempo litigo con tutti, Mina in primis. Che mica vorremmo farle perdere il primato di scazzi settimanali, sono o non sono la figlia ideale? La sua ansia è la mia ansia. Roba che pure pianificare la prossima visita da SantoSpirito pare un affare di stato. Qualcuno chiami la NATO, ora!

Ieri rivedevo la mia bozza di lettera di presentazione, quella roba che si invia insieme al curriculum nella vana speranza che sia sufficientemente convincente da garantirti un'assunzione in tempo di crisi. Dite che se esordisco così: ciao sono la Princess, mi sono bucata esattamente per 11 giorni, 12 se contiamo il buco in chiappa e la mia panza pare un punaspilli qualcuno, ammirato dal mio coraggio, potrebbe assumermi?

lunedì 9 dicembre 2013

Luci della ribalta

Siamo nati per la ribalta, siamo nati per essere protagonisti assoluti e indiscussi delle nostre vite, ognuno secondo i propri desideri, le proprie inclinazioni, le proprie possibilità. Ognuno secondo il proprio destino.
Basterebbe accettare questa consapevolezza per vivere sereni. Percorrere il proprio cammino, sia esso in salita, in discesa o fatto a scale senza confronti, senza ansie, senza sentirsi meno di.

Il mondo gira, sì ma alla rovescia. Tutti gli eventi che aspetti con trepidazione tardano ad arrivare o marcano visita, quelli che invece temi arrivano con una puntualità feroce e beffarda.

Ho ricevuto una notizia, la notizia. Quella che tutte le ricercatrici incallite come me temono. E non per invidia ma per paura. Paura del dolore, paura della propria reazione, paura di non essere mai come, paura di sentirsi meno di.

Ad essere incinta stavolta non è la figlia della cugina di terzo grado di tua madre, la vicina di casa di tua zia, la tipa che prende il bus con te, l'amica emigrata in America. Ad essere incinta è una tua cara amica d'infanzia, quella che insieme a te ha costruito tanti divertenti ricordi, quella senza la quale la tua adolescenza sarebbe stata un po' più piatta, un po' più grigia. Quella a cui vuoi un bene sincero anche se non la vedi spesso.

Io non la invidio, io sono felice per lei. Io non mi sento privata a causa della sua gravidanza di qualcosa che comunque non avrei avuto. E sono fiera di me.

Il punto, però, è che il lieto evento m'ha fatto riflettere su quella cosetta chiamata karma. Sì perché appena saputo io ho pensato solo che lei se lo merita perché ha sofferto tanto. A febbraio scorso ha perso il padre, si è tatuata il dolore sul braccio con la scritta papà e il segno dell'infinito. Non ha avuto la sua pacca sulla spalla quando ha comprato casa col suo compagno, quando ha iniziato a convivere. Ora però ha la sua luce.

Io no.

E mi chiedo perché, pure se so che non ha senso. Mi chiedo quando verrà il mio turno di tornare a sorridere. Mi chiedo dove sia la mia luce, quale forma prenda, se saprò riconoscerla dopo tutto questo dolore.

Perché lei se lo merita ma porcatroia me lo merito pure io.

E' per questo che l'incipit di questo post me lo dovrei tatuare, come ha fatto lei.

Non perdere di vista l'obiettivo, ognuno ha la sua strada, Princess. Niente confronti, niente ansie. Sii tu la protagonista della tua vita.

Certo che è lunghetta come frase, occhio e croce mi sa che l'avambraccio non mi basta.

domenica 17 novembre 2013

Un gioco di ruolo

Ho voglia di giocare, stasera. Un gioco di ruolo, uno di quelli in cui si vestono i panni di qualcun altro, avete presente no? E' complicato, sapete. Perché i ruoli ci si appiccicano addosso. Siamo donne o uomini, mogli, compagne o single, studentesse o lavoratrici, precarie, disoccupate, casalinghe. Siamo avvocati, ingegneri, commercianti, impiegati, operai.

Siamo fertili o infertili.

Stasera vi chiedo uno scambio particolare. Non fare i perversi, non sono interessata ai giochetti di coppia, suvvia, sono come Sissi mica come Maria Antonietta. 

Stasera facciamo che io sono una donna fertile, una moglie devota, una persona credente, una perbenista. Facciamo che io stasera ho due figli, carne della mia carne, usciti dalla mia vulva, partoriti con dolore, venuti fuori da me, rigorosamente da me. Arrivati senza bisogno di ricorrere a nessuna visita medica. Hanno due anni di differenza l'uno dall'altro perché farli crescere insieme è meglio. Hanno nomi da calendario, somigliano al padre, sono sani e svegli. 

Lui lavora, io sto a casa. Al massimo mi cerco un part-time, purché non mi faccia saltare il parrucchiere al sabato mattina e la spesa al pomeriggio. La domenica a messa, col vestito buono. 

Facciamo che io, stasera, ho una vita da manuale.

E poi facciamo che voi, che avete una vita da manuale, siete noi. Facciamo che le vostre ovaie funzionano a cazzo, facciamo che le vostre tube sono chiuse come cannucce mordicchiate o che vostro marito ha una teratozoosperimia non vi servirà mica il link a wikipedia per sapere cos'è vero?, facciamo che non vi arrendete al vostro corpo imperfetto anche se soffrite, anche se morite dentro ad ogni foto di neonato su Fb, anche se guardate gli occhi del vostro compagno e vorreste rivederli felici, grati alla vita per avere cose che il resto del mondo considera scontate. Considera naturali.

Brutta parola naturale, vero?

Brutta parola quando non potete usarla come scudo a tutela della vostra vita facile.

Perché la vostra vita è facile. E' facile quando pagate le bollette, quando compilate un CID, quando vi multano per divieto di sosta, quando litigate col capo, quando vostro figlio disegna sul muro col pennarello rosso.

E' tutto facile quando non sei costretto a lottare per le cose importanti.

E la cosa più facile di tutti è giudicare.

Giudicare quei genitori a cui è stato tolto il figlio nato grazie a un utero in affitto.


Siamo donne o uomini, mogli, compagne o single, studentesse o lavoratrici, precarie, disoccupate, casalinghe. Siamo avvocati, ingegneri, commercianti, impiegati, operai. Siamo fertili o infertili.

Ma prima di essere qualsiasi cosa siamo figli e figlie.

Avete provato ad essere noi?

Bene, adesso, se ancora ne avete voglia, giudicate pure. E se proprio non riuscite a perdonare chi non può aver figli naturalmente e va contronatura per realizzare un desiderio almeno siate clementi con quei poveri nati, quei figli strappati alla famiglia. 

Qualsiasi sia la forma, il colore, il sesso dominante della LORO famiglia.

mercoledì 13 novembre 2013

Un po' omo

Che uno di certezze nella vita ne ha poche, no?

Per esempio:

  • Il traffico sul tratto urbano dell'A24. 
  • Mina che mi chiama tutte le mattine dove sei?, io che tutte le mattine le rispondo a lavoro
  • Mina che tutte le mattine, ascoltata la mia risposta, chiede e che cosa fai? e io che tutte le mattine le rispondo quello che si fa a lavoro, lavoro.
  • La Nutella, che ha sempre lo stesso rassicurante, tossico sapore di surrogato.
  • Essere femmina. Ma femmina femmina. Femmina col fianco pronunciato, il culo tondo, la panzetta addominale free. 

Ecco.

L'ultima certezza è andata a farsi benedire.

Su qualche discutibile rivista scientifica una volta lessi che gli estrogeni sono responsabili anche della forma del corpo della donna. Quella classica a clessidra spalle larghe, vitino e fianchi in linea con le spalle è indice del loro corretto funzionamento. Che culo, pensai, certo io non ho problemi di deficit ormonali.

Mai fidarsi di Focus, mai.

I miei follicoli crescono a rilento, sono tanti ma piccini, modesti, low profile. I monitoraggi ecografici hanno sostanzialmente confermato la teoria iniziale, quella esposta qui, per capirci. Poco maturi. Il mio corpo è rimasto alla preadolescenza e forse ora capisco la fissa per la Disney, le cose che luccicano e gli scoiattoli de La spada nella roccia. Adovo.

Anyway.

Il Clomid non m'abbasta. Il ciclo scorso m'è andata di lusso, questo no. L'ovaia sinistra è diligente e laboriosa, la destra è perchè no, vivo in vacanza da una vita perchè no. Ma ora la metto ai lavori forzati, 'sta stronza.

Insomma, devo farmi le pere. Quelle simpatiche sulla panza. Gonal-F, la penna di cui tanto ho udito parlare dalle altre mie adorabili affezionate ricercatrici adesso me la sparo pure io, datemi il benvenuto, su! 150 ml al dì a partire dal terzo giorno di ciclo.

Funziona sicuramente, dice SS.

Speriamo, rispondo io.

Princess, ottimismo!

Non mi è concesso nemmeno un lamento perché le pere le ho chieste io, con quella sfacciataggine che si palesa sul lettino del giaino.

Doc, so' pronti st'ovi de Pasqua?

Risata. Questa ragazza mi fa morire! Buffetto sulla guancia.

Meno male Doc, pensavo mi odiasse, sa io sono una bella rompiscatole. E pure educata, notare che ho detto rompiscatole e non scassapalle.

Sei simpaticissima tu!

E infertile.

Eh suvvia, fuori da quella porta ho casi assai peggiori e comunque, ogni tanto, la bella notizia arriva. Se non mi figliano quelle come te i ginecologi dovrebbero cambiar mestiere.

Amo quest'uomo.

Allora o proviamo con un altro ciclo di Clomid, visto che l'altra volta è andata bene o...

Doc le pere! Voglio le pere!

Risata. E va bene. Ti spremo allora.

E ho pure un po' paura di quest'uomo.

Nel frattempo la notizia del mio deficit estrogeno suscita ilarità e prese per il culo

La Sister G: aho e per fortuna che ero io quella mascolina. Dovremmo avvertire Adele, che a danza mi faceva sempre fare la parte del maschio.

Mina (seria): io il sospetto che fossi un po' omo ce l'ho sempre avuto

Grazie, famiglia.

lunedì 7 ottobre 2013

Disparità genetica

Se una stimolazione così blanda m'ha ridotto in questo stato non oso immaginare cosa accadrà quando mi dovrò fare di ormoni che manco un pollo OGM. I doloretti da ovulazione indotta mi rendono un tantinello irrequieta. Passo le ore a chiedermi se sia normale che la mia ovaia mi crei tali fastidi con solo due follicoli, di cui uno pure piccolo. La sola prospettiva di una IUI o di una FIVET mi impensierisce, tanto che sono arrivata a chiedermi se ne valga davvero la pena.

Vi prego fivettare del mio cuore consolatemi. Ditemi che anche voi siete state colte dagli stessi dubbi. Dalla stessa sottile voglia di fanculizzare i pasticconi, le iniezioni, le ecografie, i calendari e scolarvi un martini. Dalla sensazione di non essere così forti per farvi carico di un peso così gravoso, di un cammino tutto in salita.

E poi c'è la coppia. O quel che ne resta. Ci sono silenzi e incomprensioni. C'è la solitudine. Ci sei tu che ti dopi e cerchi di non finire col culo per terra mentre dondoli come una forsennata sull'altalena dei tuoi umori. Tu che cerchi di allungare lo sguardo oltre l'oggi, in prospettiva, nel tentativo di non annegare nel mare dei tuoi non ci credo. Tu che, per quanto possa condividere il malessere che ti abita, non verrai mai capita fino in fondo. Almeno non da chi può fare pipì in piedi. Perché l'infertilità è donna, anche quando i problemi sorgono dall'uomo.

Che io posso pure immaginare quale danno psicologico comporti il dover depositare il proprio seme della speranza in un barattolino sterile nel cesso di qualche clinica ma lo preferirei all'alzarmi dal letto la mattina con  l'ovaia in fiamme e un primordiale istinto omicida. Lo stesso con cui convive Penelope da quando c'è Biagio in casa e che traspare da quest'espressione qui:



Insomma, la storiella della mela non giustifica tutta 'sta disparità. Voglio rivedere gli accordi quadro col padreterno perchè a parer mio ci sono gli estremi per una denuncia sindacale.

domenica 6 ottobre 2013

Doping di primo livello

Ho avuto la malaugurata idea di leggere con attenzione il bugiardino del Gonasi, l''iniezione di gonadotropina che dovrebbe dare una bella svegliata alle mie ovaie. Tra gli effetti collaterali annovera irritabilità, irrequietezza e depressione. Così ora sono irritata, irrequieta e depressa. E non mi faccio affatto condizionare da quegli strumenti del male che sono i foglietti informativi dei medicinali, no no.

SantoSpirito ha iniziato a monitorarmi e ha minacciato un'esplorazione transvaginale al posto della meno invasiva ecografia esterna se mi ostino ad andare da lui a vescica vuota. Così ieri ho bevuto un litro d'acqua. Peccato lui si sia presentato con 40 minuti di ritardo. Ho provato a fare solo poca pipì ma evidentemente i miei muscoli pelvici non sono molto sviluppati. Ho quindi rimediato bevendo tutto d'un fiato un altro mezzo litro 10 minuti prima del mio turno ed è andata bene. 

Nell'arco di due giorni siamo passati da è ancora presto a sei pronta, bucati col Gonasi domani ore 9, non possiamo aspettare.

Signor sì, signore!

Il Clomid mi ha portato due follicoli a sinistra, uno è cresciuto tanto e più fretta dell'altro. Che vai a capire se l'altro era un ritardato o il primo un megalomane egocentrico. 

Nel frattempo ho sperimentato le gioie della lavanda vaginale e non capisco proprio cosa ci trovino di eccitante le donne in un vibratore. Ma forse non ero nella giusta condizione psicologica per apprezzare i vantaggi dell'autoerotismo perché, insomma, mettersi a gambe in sù nella doccia con una cannula bucherellata non è eccitante per nessuno.

Vediamo come va così, la stimolazione per ora è blanda. Il prossimo mese ti spremo.

E' un sadico, ora ne ho la certezza.

venerdì 20 settembre 2013

Infertile a chi?!

Allora: o SantoSpirito è un pazzo che si finge medico quasi quasi con nonchalance gli faccio compilare il questionario di Sciattaman o c'è del marcio in Danimarca. Sì, la chiamo Danimarca adesso la mia , e allora!?

Ieri ho fatto una visita di controllo dopo la isterocosa dalla quale, per i gentili ascoltatori che si mettono solo ora all'ascolto, è uscito fuori che le mia cannucce son libere come l'A24... no, paragone sbagliato, come il viale di casa mia la mattina alle sei e mezzo. Roba che pare io sia l'unica che lavora nel mio condominio.

L'ottimismo in camice bianco è tornato a parlarmi di tempi, pazienza, saturno contro. Marito bene, io bene. Tanti saluti e un bacio ai pupi. Quali pupi? L'unico che abbiamo miagola e c'ha i baffi, santocielo!

Non azzardarti a definirti infertile. Dice lui.

Doc, tiri fuori la marmotta che confeziona la cioccolata, ora! Dico io.

No, dai, non l'ho detto. Solo pensato.

Ho acceso i riflettori sul mio cruccio, senza vergogna e timore d'essere cacciata a calci. L'MTHFR. Non aggiungo altro. Che ogni volta che dico ho una mutazione genetica mi sento come E.T. anche perché sono già munita di un cranio xxl, mi mancano giusto un po' di rughe e il colorito verdastro. No, 'spettate, c'ho pure quello, porco boia.

Ci penseremo dopo. Ora pensiamo a farti restare incinta.

Mi conferma l'eventuale terapia acido folico, cardioaspirina, eparina all'occorrenza.

Dopo la smanettata e l'ecografia mentre io cercavo di far riprendere l'USI dalla visione di sua moglie che attraversa la stanza senza mutande per farla vedere ad un altro, mi prescrive la terapia da seguire per i prossimi tre mesi. Insomma fino a Natale semo coperti.

Clomid. Again?! Again.

Monitoraggio ecografico degli ovetti de pasqua.

Gonasi. Sono punture?! Sono punture. Erede, appena esci io te gonfio. Lo sai sì?

E per finire lavande. Sì quelle con quell'inquietante beccuccio. Il clistere da vagina.

Ah che bello vedere i propri sogni di bambina realizzati eh...

martedì 3 settembre 2013

Sboc!

Alle ore sette e trentadue di un fresco ma soleggiato mattino di settembre duemilaecredici una Princess dotata di camicia da notte anni '70, poco ottimismo, tanto cagotto varcava la soglia della clinica sforna marmocchi a lei ormai tanto cara.

Alle ore otto e zerodue subiva già la prima pesantissima violenza psicologica da una caposala occhi verdi e caschetto biondo:

devi toglierti lo smalto, mani e piedi, eccoti l'acetone.

Barbari.

No, dico io, avete presente la cura e la pazienza necessarie per pittarsi le unghie? Il meticoloso lavoro di precisione, il pennello inclinato a 35°, gli smadonnamenti per la comparsa delle antiestetiche bollicine? E avete presente quando il rosso ciliegia vi riesce alla perfezione che manco la tipa che fa nail art su Real Time e per giunta si intona pure perfettamente ai vostri outfit settimanali?

Ecco.

Un minuto di silenzio per tutta Kiko di Porte di Roma. Grazie.

Come se non bastasse la povera vittima entrata dopo di lei, stessa spiaggia e stesso esame aveva le unghie dei piedi pittate d'azzurro. Nessuno le ha chiesto di togliersi lo smalto.

Infamità. Figli e figliastri. E mo glielo dico a SantoSpirito eh.

Anyway

Vestita di tutto punto la Princess si è dovuta, poi, piegare ad un'altra umiliazione. Spogliarsi delle sue vesti e indossare lui: il camiciotto verde. Incubo delle operande. Orrore e raccapriccio. Oltre ad essere vergognosamente trasparente e totalmente scoperto all'altezza natiche era pure provvisto di accessori.

La cuffia.

Oscenità.

Parcheggiata in una sorta di ampio salone anti operatorio ha poi atteso lui. Bello come il sole, abbronzato e, come sempre, cazzone allegro.

Eccoci qua Princess! Siamo carichi?

Certo, come no. Non vedo l'ora di farmi esplorare. Me so fatta la ceretta all'inguine apposta. 

Eh Princess cara, tu non me lo fai 'sto figlio...

E speriamo che lei fa meglio de me. Sennò semo rovinati

Allora ora ti girerà un poco la testa

Sì ok doc ma il referto me lo da subito?

Per il referto scritto ci vorrà qualche giorno ma te lo dico a voce

Ah quindi dopo passa in stanz...

Addormentiamola!

Okkei
, forse il vero motivo era proprio ti tramortisco così non rompi il cazzo. Avevate ragione.

Quindici minuti dopo, senza che se ne rendesse conto, la Princess, sveglia ma ubriaca d'anestetico, ha chiesto a chiunque gli capitasse a tiro USI, infermiere, Mina come fosse andato l'esame. Domanda ripetuta, in base ai racconti del parentame tutto, diverse volte fin quando Mina, esausta, le ha risposto:

Bene! L'hai già chiesto 4 volte!

Ma che dici? Non è mica vero

Ok, l'anestesia mi fa strani effetti. Vista da fuori devo esser stata piuttosto comica.

Ripreso il senno e la decenza la Princess ha dato il via alla sua attività prediletta nei momenti d'attesa.

Fracassare i maroni dell'USI e girarsi nervosamente i pollici.

Dopo due ore ha deciso:

scendo al suo studio e chiedo che io co' st'ansia non ce posso sta'.

Siccome una testa coronata non si piega a bussare alle altrui porte ha delegato un USI sbuffante che, non c'è che dire, le ha così dato gran prova del suo amore.

E' poi prepotentemente entrata nello studio delle meraviglie

Eccomi doc! Allora, allora, allora?

Allora tu devi startene a letto! A letto!

Sì, sì ora ci torno giuro ma mi dica, la prego

Rullo di tamburi

Ancora

Ancora

Ancora

Va beeeene, ve lo dico.

Sinistra libera. Nella destra il liquido ha fatto un po' fatica a passare ma ce l'ha fatta. Utero bellissimo. Sto bene. Le tube non sono la causa della mia infertilità. Nessun problema meccanico.

Ora vattene subito a letto!

Ok ok doc un'ultima cosa, io sto sanguinando ehm, un bel po'

E' per questo che devi startene A LETTO!

Rincuorata e stanca la Princess, digiuna dalle 21 del giorno precedente e cazziata da infermiere ostinate che con un cenno di diniego zittivano le sue ripetute richieste di cibo, si è concessa una micropennica. Alzatasi per fare pipì ha trovato il percorso cesso-letto irto di ostacoli. Orecchie tappate, sguardo appannato, vuoto di stomaco, gira il mondo gira nello spazio senza fine.

Mina, preso coscienza del malore della progenie ha chiamato soccorsi. Pressione 90 su 60.

Un po' bassina

No, non è bassina. E' la Brunetta delle pressioni, fateme magna', diobono.

Va bene, qualcosina di salato

Qualcosina di salato si è tradotto in 3mq di pizza e mortadella.

Sono felice? No. Non resterò certo incinta domani. Ma sono sollevata, questo sì. Il mio corpo resta imperfetto, io lo so. Ma ora lo è un po' meno e io, forse, lo amo un po' di più. Poco poco eh. Che poi si monta la testa.

Dopo altre interminabili ore d'attesa, come da promessa fatta sul lettino operatorio, SantoSpirito è passato in stanza per darmi spiegazioni più dettagliate e poi dimettermi. Pare, mie care infertili che sicuramente saprete già tutto, che le tube siano affarini assai delicati. Possono ostruirsi da un momento all'altro e per i motivi più fantasiosi. Come un intestino che preme troppo su di loro, per esempio. Questo impronunciabile esame ha, quindi, il vantaggio di essere diagnostico e, in alcuni specifici casi, anche terapeutico.

Insomma st'esame le può stappare

Sì, proprio così: sboc!

Capito gente? Le tube quando si liberano fanno lo stesso rumore del tappo del Tavernello. Pensateci mentre aprite il cartone domenica prossima, a pranzo co' la socera.

Siccome il sanguinamento non cessava e tutt'ora ho qualche residuo ho chiesto al guru delle panze a portar via se fosse normale

Sì, sì è che io voglio vedere bene tutto e sono un poco materiale, è per questo che uso l'anestesia

Un poco materiale. Ah moglie fortunella la sua!

Tra dieci giorni visita di controllo, poi si decide il da farsi. Previsto doping, pesante stavolta, che col Clomid avemo giocato. 

Io non lo so se è solo il benefico effetto di una notizia decente che domani scomparirà, lasciandomi di nuovo sola, nel buio dei miei malumori fatto sta che io, stasera, ti sento un po' più vicino, erede mio.


giovedì 29 agosto 2013

La bella anestetizzata

C’è poco da fare. Lui sorprende, sempre.

Ieri mattina ore 10 e un quarto, seduta di fronte all'autore del nuovo programma firmato Real Time Non sapevo di poter restare incinta, poi l’ho incontrato ero pronta a sbottonarmi i jeans e assillare il mago delle wanna be gravide con le mie paturnie. La paura dell’endometriosi, innanzitutto. Affacciatasi nella mia mente ipocondriaca a seguito degli ultimi tre dolorosissimi cicli. Roba da due OKI al dì, mica pizza e fichi.

Lui, invece, se ne esce con un

Allora Princess ci prepariamo per quest’esame?

Volentieri!

Dico io senza falso entusiasmo per poi redimermi con un

Cioè… volentieri no eh…

Eh no, l’esame lo dobbiamo fare, lo dobbiamo fare!

Certo, io sono pronta

E sono una bugiarda maledetta

Inizia a prescrivermi una serie di esami e visite tra cui un ECG e una visita anestesiologica.

Scusi Doc ma a che serve l’ECG?

Io ti sedo

Lui mi seda, annamo bene

Stavo per protestare con un

…ma… ma io ho letto su internet che si fa da svegli, le mie amiche blogger…

Poi il mio cervello ha proiettato l’immagine della sua faccia offesa da tale sfacciato affronto, quella da il capo sono io, sono io che decido quando si attacca! (scusate, la Disney m’ha deviata, lo so) così, orecchie basse e coda tra le gambe, son stata zitta, forse è stata una delle poche volte in vita mia in cui, come se dice a Roma, ho fatto pippa. Cosa non si fa per gli eredi? Lui, in ogni caso deve aver intuito le mie perplessità poiché mi ha poi spiegato il motivo della sua scelta. No, non è ti tramortisco così non rompi il cazzo, malelingue. SantoSpirito non vuole rischiare falsi positivi che potrebbero sorgere nel caso in cui la percezione del dolore mi creasse spasmi involontari. O giù di lì.

L’ho presa bene, che ve pensate. Ho solo, nell'ordine, passato al vaglio le seguenti eventualità:

non mi risveglierò dall'anestesia

le analisi saranno sballate

l’ECG rivelerà un infarto del miocardio

mi troveranno qualcosa di gravissimo tale da giustificare un’isterectomia

Roba che, poi, m’è venuta davvero voglia di ciucciarmi il tubo del gas, avidamente.

sabato 24 agosto 2013

Tutto lì

Siccome io e la Sister O. siamo due tipette allegre, così allegre che se ci vede un becchino si gratta le balle, ieri sera, mentre consumavamo un classico pasto da sagra, hot dog, patatine, panino con la porchetta, sedute su un marciapiede e in attesa che iniziasse l'atteso tributo a Michael Jackson, abbiamo parlato del nostro reciproco male di vivere.

Montale, spostati e dacci la scena please

Lei si è rimessa l'anello all'anulare, solo parzialmente convinta di aver fatto la scelta giusta. Sta pagando a caro prezzo il tempo che non si è presa per riflettere. Convive col dubbio atavico di ogni donna ma lui sarà davvero cambiato? 

Io beh, io avevo avvertito come un leggerissimo fastidio sotto il ventre preludio oscuro dell'ennesima delusione. Sono banale e noiosa, lo so. 

L'istero-sciogli lingua non è più rimandabile. Settembre è alle porte e io ho prenotato una ceretta all'inguine, che da SantoSpirito ci si va con Vù in ordine. Quasi quasi la faccio bionda.

Mentre con O. parlavo delle mie angosce mi son resa conto che la soluzione di tutti mali sarebbe solo lui. O lei. Quel minuscolo ammasso di cellule che si ostina a non prender forma nel mio utero.

Ed ora insultatemi pure, venitemi a dire che non posso far girare la mia vita intorno al desiderio di una gravidanza che, forse, non avrò mai. Venitemi a dire, voi banalotti dalla genitorialità facile, voi che ci siete riusciti dopo ben 4 mesi, voi che non conoscete neppure la differenza tra IUI e FIVET, tra estrogeni e testosterone, tra stick ovulatori e test di gravidanza, che NON CI DEVO PENSARE.

Prendetemi a sberle, svegliatemi, ditemi che no, il problema è più profondo, va ricercato altrove parlami della tua infanzia, lo scoviamo lì.

Balle.

Sono adulta, razionale e incredibilmente equilibrata, parola di Sciattaman. Una gravidanza sarebbe salvifica. Tutto qui.

Non ho smesso di vivere. Progetto vacanze, mi metto lo smalto, prenoto il parrucchiere, trovo il bello nelle piccole cose, nel sole e nel mare, in un Crodino con le amiche, nelle fusa di Penelope, nelle carezze sulla pancia ad un cucciolo di Labrador. Faccio liste, voglio studiare inglese come si deve, riprendere i corsi di Photoshop, iniziare un corso di fotografia, curare il giunglino, dipingere.

Ma più di ogni altra cosa io voglio essere madre.

Non posso farci nulla. Sta tutto lì. Tutto all'origine. L'origine della vita.

giovedì 8 agosto 2013

Una di noi

Di infertilità non si parla. L'infertilità non si ammette. E' intima, dolorosa, personale.

Ma l'infertilità si sospetta, si intravede negli occhi delle donne quando parlano di maternità, di amore, di bambini.

Conobbi lei più di due anni fa, qualche giorno dopo la mia assunzione. Mi dissero di trattarla con i guanti perché è isterica e umorale, perché è una ex bella abituata alle luci della ribalta, ad essere al centro dell'attenzione e mal digerisce le nuove leve, soprattutto se giovani e carine. Adeguai il mio atteggiamento sulla base di quei consigli  ma dubito, col senno di poi, che ce ne sarebbe stato davvero bisogno. Succede che, a volte, semplicemente, certe persone vadano d'accordo. Succede che, a volte, semplicemente si trovino a condividere lo stesso beffardo destino di donne alla disperata ricerca di un figlio.

Quando la conobbi non ero ancora una di loro. Stavo per sposarmi e il mio futuro era un cofanetto rosa ripieno di aspettative che poi sarebbero state spazzate via da un'ondata di problemi e delusioni, ma questo allora non potevo saperlo. Ero felice e mi bastava.

Lei mi disse fai bene a sposarti così giovane.

Capii il significato di quelle parole solo qualche tempo dopo.

Aveva 43 anni e da tempo cercava una gravidanza. Voci di corridoio, pettegolezzi. Nulla più. Ma io sapevo che era vero. Una volta mi confessò di aver appena avuto un aborto spontaneo e che aveva sofferto perché era capitato così, a Capri senza calcoli e gambe a candela. Pensava che finalmente la fortuna si fosse tolta la benda e l'avesse vista bene, con i suoi capelli nerissimi e il naso alla francese. E invece no. Ma quasi non le interessava, quella gravidanza durata giusto il tempo di crederci era una sua piccola vittoria, la dimostrazione che dopotutto era fertile. Poteva farcela.

L'anno scorso si è assentata. Vado in vacanza, una settimana in Spagna. 

E' tornata incinta.

Ha fatto la FIVET

Ma allora non è che sono due?

Finalmente ce l'ha fatta, a quell'età... giusto in tempo eh

Io, nel frattempo, ero diventata una di loro, una di voi, una di noi.

Ho gioito con riserva perché le stesse voci di corridoio parlavano di una gestazione complicata, di contrazioni abortive al quarto mese, di pressione alta, di perdite e ricoveri.

Tieni duro pensavo che tu mi dai speranza.

Non gliel'ho mai detto, il nostro rapporto non è mai stato tanto intimo da potermelo permettere ma io ero con lei, tifavo per lei, contavo con lei le settimane.

Dieci giorni fa sulla porta del suo ufficio c'era un fiocco rosa.

E' nata Sara e, con lei, è nata una mamma e una nuova speranza.

Auguri, G.

martedì 30 luglio 2013

Cara amica (?) ti scrivo

Ehilà! Mi vedi? Sono qua. Quella bassetta, mora, occhi verdi, faccia tonda. Mi sto sbracciando, mi dai un briciolo d'attenzione pliz? Capisco che hai un bel daffare, visto la vergognosa quantità di panze che mi vengono sbattute in faccia ma, ecco, insomma ci sarei anch'io.

Che lo capisco eh, che c'hai il becco lungo che ti oscura la visuale ma porca zozza quello non dovrebbe farti pure da bussola? Tipo i baffi dei gatti? No eh...

Allora forse sarà questo cara mia il motivo per cui stai a fa un sacco de casini lassù, tra le tue nuvolette rosa e azzurre. Che io non vorrei mica offenderti eh ma me pari il Berlusconi IV. Ennamo un po'. Vedi di interpretare bene le richieste e azzeccare gli indirizzi.

La vuoi una mappina di Google Maps? Metto una bella ics rossa su casa nostra. Sì, quella col giardino co' la cicoria. Non pretenderai mica che ci mettiamo a piantare il pratino all'inglese per accoglierti, suvvia. Non eri te quella che usava farsi il nido sui camini? Ecco, quello lì ce l'abbiamo. Che voi de più? Che aspetti ancora?

E poi, perché?

Perché ti presenti da chi manco sa che esisti e poi ti fai pregare da chi, come noi, conosce il numero esatto delle tue piume? Le abbiamo contate, sì. Come contiamo i giorni, le ore, i minuti. Come contiamo pure i secondi di ritardo che, per la cronaca, non ci sono mai stati.

Non è un atteggiamento professionale questo. Che si sappia.

C'è mica una Cassazione delle Pennute a cui posso far ricorso? Perché io sarei determinata a farlo. Te denuncio bella de casa se continui a smarrirti. Non li vendono i tom tom nell'esosfera? Te lo compro io. Non fa la pidocchia, su.

...

No Cicogna, spetta. Ti sei offesa? Ti senti minacciata?

Oh cara ma io scherzavo. Ok, non te denuncio.

Dimmi cosa vuoi, dai. Ti corrompo. Lo vuoi il pratino all'inglese? Vuoi uno shampetto lisci effetto seta così le piume non te se arrufano con l'umidità estiva? Vuoi un pescetto succulento? Un sushi? 'Na coratella?

Che vuoi Cicogna? Che cosa cazzo vuoi per venire da me?!

mercoledì 24 luglio 2013

Flashback e udienze papali

Ho messo su un cd di Sting. Una volta credevo mi piacesse. Me lo prese la povera vittima, colui il cui cuore infransi senza pietà alcuna 10 anni orsono. Mi amava d'un amore malato, perché non ricambiato. Un amore che ha nutrito per anni il mio senso di colpa. Ieri si è sposato. Il suo nuovo amore, quello vero, è biondo, ha gli occhi azzurri e un fisico esile in un abito da sposa barocco fatto di balze, fiocchi, lustrini e paillettes. Basterebbe quello a render l'idea di quanto siamo diverse, la tipa bionda e io. Lei così simile a lui, io così opposta. Il senso di colpa è passato, dopo anni, con la foto di loro due sorridenti all'altare. E il cd di Sting è di una noia mortale. L'ho tolto a metà. Il mio tuffo nel passato s'è concluso con un 'mmazza che palle, senza nostalgie e sentimentalismi. E va bene così.

Al km 32 dell'A24 c'era un brutto incidente stamattina. Un'Alfa nera distrutta da un impatto frontale. Lamiere piegate, vetri a terra, sirene blu. Questo, di salto, è stato meno lungo, mi ha lanciato in un passato più recente. Quello di 7 mesi fa. Quando dentro una macchina distrutta c'ero io. Stavolta non si è concluso tutto con un 'mmazza che palle, senza nostalgie e sentimentalismi. Stavolta la paura, quella che credevo aver definitivamente debellato è tornata, prepotente, arrogante. Ho continuato il viaggio stringendo forte il volante, schiena dritta e tesa. E sono andata a 80 all'ora. 100 nei momenti in. Una ola per il mio cuor di leone, grazie.

Ho sognato di aver chiesto e ottenuto un'udienza papale. Io che nell'ultimo anno ho frequentato la chiesa solo per assistere a funerali. Il tipo di bianco vestito era simpatico. Abbiamo conversato per un tempo indefinito poi io gli ho consegnato un foglietto bianco chiedendogli, in lacrime, di pregare per me, per farmi avere un figlio. Che magari a lui il Principale lo sente, che magari c'ha un canale preferenziale, tipo la corsia dei bus. 

Non credo che per interpretare questo mio viaggio mentale notturno ci sia bisogno di Sciattaman. Stavolta posso fare da sola.

Intanto le mie tette esploderanno tra 3,2,1..., i crampi premestruo mi lasciano senza respiro almeno 4 volte al dì e io ho smesso di sperare nella botta di culo pre-esame. Che esiste eh, ma non passa di qua. Venerdì chiamo SantoSpirito. 

Amen.

venerdì 28 giugno 2013

Questioni di tempi e d'attese

La parte divertente del complesso flusso di pensiero che m'ha attraversato le meningi è stata l'orrida canzone di Fiorello che ha accompagnato il mio ragionare.

Sì o no anche detta Please don't go, che dovrei proprio farmelo spiegare dall'ex codino rampante che c'azzecca il titolo inglese scritto tra parentesi vicino ad una canzone chiamata sì o no ma sorvoliamo và, che forse certe cose è meglio non saperle.

Alla fine la mia mente ha partorito. Beata lei. 

Giuro e spergiuro che non si è trattato di assenza di palle coraggio. Il punto è che luglio è mese assai pregno e complicato. Visto che non godo di giorni di ferie illimitati e visto che sono una donnina piccola e lagnosa senza il suo Umile Servo accanto, io e quel tale che con me condivide l'affaire gravidanza perduta abbiam deciso di comune accordo di rimandare l'ispezione nei miei regali anfratti ad agosto, che un mese non ci cambia la vita, a limite sarò solo un tantinello più isterica.

Nel frattempo Sciattaman aka il mio strizzacervelli, chiamato così grazie alla sua totale mancanza di cura nel vestire e pettinarsi, ha fatto la scoperta del secolo. Io ho un problema con le attese. E sono pure una perfezionista, maniaca del controllo. Non me manca niente.

Pare dunque che la difficoltà nell'accettare e nel vivere serenamente le mie sfighe generi angoscia che si trasforma in depressione che sfocia nell'ipocondria che non è il male ma il sintomo.
Detta così par cosa facile trovare una soluzione. Mancopegnente, signori miei. L'accettazione è lavoro lungo, complesso e tortuoso. Un po' come la ricerca del pargolo smarrito. Quindi abbiam fatto scopa.

Che culo.

E siccome sono una sadica voglio condividere con voi la sopraccitata colonna sonora che ha così dolcemente stimolato le mie povere e martoriate sinapsi:



Va bene, odiatemi. Me lo merito.


giovedì 27 giugno 2013

Proposte indecenti

Riconosco di aver fatto la scelta giusta ogni volta che lo sento al telefono. Perché avere uno scrutavagina che ti sorpende non è mica da tutti.

Succede che l'USI se ne va un mesetto in Trentino per lavoro ma senza i trentatrè trentini che entrarono a Trento trotterellando, cioè senza la sua adorata mugliera che, però, lo andrà certamente a trovare in mezzo ad Heidi che se faceva le canne e alle sue caprette educate. Succede che lo sganciamento dell'ovulo non è previsto in data visita reale et qvindi prendere le pasticcone dopanti sarebbe come gettarle nel cesso e tirare lo sciacquone per poi sperare di restare incinta per gentile concessione del Principale.

Urge quindi chiamata a SantoSpirito per sapere se posso fare a cazzi miei trovare un'alternativa sospendendo l'ultimo ciclo di Clomid per riprenderlo quando la materia prima tornerà disponibile tra le reali lenzuola di casa sua.

Alla quarta chiamata mi risponde col suo solito tono cazzone allegro.

Io parto con un le rammento la mia situazione e spiego tutto il gigantesco inghippo.

Lui tace. Cosa strana.

Poi, cosa non strana, mi spiazza

Visto che tuo marito è fuori uso per un mese approfittiamone per fare l'isterosalpingografia. Chiamami appena ti torna il ciclo che te la fisso e ci togliamo il pensiero

Ah, così. Veloce veloce? Senza manco du carezze prima?

Sì signori miei. Così. Veloce veloce. E col marito in Trentino.

Ho deciso che mi prendo il primo dì di ciclo per pensarci. Che io c'ho paura ho bisogno dei miei tempi e, forse, pure dell'USI che mi stringe la manina prima, durante e dopo. Che a me i camici bianchi me fanno prende lo squaraus solo a vederli. Figuariamoci se devo sbattergliela in faccia e far espolare i miei anfratti da un catetere.

Però ecco, prima è meglio è, come dice Mina che, per la cronaca, si è resa disponibile al supporto morale e mi ha rincuorato con la seguente frase:  tranquilla, il Valium lo porto io.