L'intento era quello di comprare una sveglia e un paio di collant neri a pois visti indosso ad una collega ex brutto anatroccolo e diventati immediatamente oggetto di desiderio. Desiderio zozzo, spinto, ossessivo. Così ossessivo da farmi ferventemente sperare di non dover arrivare a pagina due di google immagini perché si sa che quando sei costretto ad arrivare a pagina due sei fottuto. Quel che cerchi non esiste.
Centro commerciale, domenica pomeriggio, Biagio e marito al seguito. Uno sbuffava, l'altro slittava con le sue zampotte sul pavimento di marmo. Sono uscita con due paia di calze, un paio di leggings e un maglione nero. Senza sveglia ne calze a pois.
Credo d'avere un serio problema con le tentazioni. Roba che nemmeno ci provo più a resistere. Roba che mi ritrovo spesso a pensare a cose tipo la vita m'ha castigato abbastanza, perché dovrei rinunciare?
Così compro come se le sorti del mercato globale dipendessero dai miei acquisti dite a quella culona della Merkel che ci penso io a risollevare l'economia mangio porcherie come se zuccheri e conservanti fossero fibre e proteine, mi vizio e, soprattutto, oso.
Ho tagliato i capelli e indossato un paio di calze da far concorrenza alle signorine della Salaria, tanto che pure C. mi ha dato dell'audace e io sto ancora cercando di capire se quello fosse un complimento. Ma il bello è che non mi interessa, il bello è che sono stanca d'essere rosa pallido. Voglio essere rossa. Ai limiti del fluo. Sono stanca della diplomazia, del perbenismo, delle frasi fatte, dell'affetto fraterno, del miele e dello zucchero. Voglio acidità, sincerità, docce fredde, frasi bollenti, estremismi e tanto sale, che si fotta pure la ritenzione idrica.
Voglio sentirmi viva che son morta dentro troppe volte, quest'anno.
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martedì 3 dicembre 2013
venerdì 11 ottobre 2013
Ma come mi vesto?!
In tutt'altre faccende affaccendata ho commesso un banale errore, uno di quelli che non t'aspetti da una regnante che abbina il colore dello smalto agli outfit settimanali. Sì, ho detto proprio settimanali. Senza un piano mentale degli abiti che indosserò dal lunedì alla domenica sono una donna finita.
Cercare un vestito per presenziare alle nozze di due amici due giorni prima dell'evento. A Chiara Ferragni è appena preso un crampo allo stomaco, lo so. Mentirei se dicessi che non ho avuto tempo e modo. Lavoro a 10 minuti di macchina dal centro commerciale più fornito di Roma. Il mio è stato un vizio di superbia. Un ti pare che non trovo un bell'abito che mi doni?
Sì, mi pare.
Ieri pomeriggio ore 18:00. Sul mio volto la disperazione. Nel mio camerino qualcosa come 2 tubini, tre giacche, 5 camicie, 2 paia di scarpe e niente che stesse bene con niente. Non guardatemi così, di solito rispetto il divieto di occupare abusivamente le cabine di prova dopo esserci entrata carica come un mulo da soma, sono ligia alle regole dello shopping ma ieri, ieri era necessario farmi maledire dalla fila di gente in attesa da Zara.
In certi casi sarebbe davvero utile avere il numero di telefono di Carla Gozzi, sarei stata ponta a correre il rischio si portasse dietro anche quel tipo che si crede fashion quando si veste come dovesse presenziare la Fiera del Fumetto.
Eccovi le prove:
Ho intenzione di spedire una vivace lettera di reclamo agli stilisti di H&M . Perchè se metti sul mercato un delizioso tubino color cipra smanicato io, procacciatrice di outfit autunnali, mi aspetto anche di trovare un blazer, un giacchino, uno scialle dello stesso, identico, spicciato, colore. Non una tonalità sopra, non una tonalità sotto. Che il cipria si abbina col cipria. Punto.
Alle 18:10 ho afferrato rabbiosamente un abito grigio. Ero scettica. E invece è stato una rivelazione. Mi rendeva gnocca chic, massima aspirazione della femmina del XXI secolo. Peccato che la taglia 40, che per dovere di cronaca si allacciava perfettamente ora prova a ridirmi che sono ingrassata, Capetto mi rendesse un tantinello troppo gnocca e troppo poco chic. Insomma se vedeva pure il colon. Sono uscita convinta di trovare una 42 e con la vittoria in tasca. La 42 non c'era.
Presa dallo sconforto ho rinunciato all'idea del tubino. Ho preso una gonna blu longuette, una camicia a sbuffo rosa antico, scarpe altissime dello stesso colore.
Non imitatemi, mai.
Il blu è un colore sfigato. Trovare una borsetta elegante blu è mission impossible 1,2,3,4. Senza Tom Cruise, sia chiaro. Ho ripiegato su un rosa antico leggermente più scuro di quello della camicia e delle scarpe.
Spero che nessuna fashion blogger sia invitata al matrimonio perchè mi è bastata la cazziata di Mina, a cui ho descritto i miei faticosi acquisti al telefono appena rientrata a casa, quando si è resa conto e ha fatto render conto anche me che sarò senza giacca.
Bernacca, pretendo sole e temperature caraibiche. Non mi deludere.
Cercare un vestito per presenziare alle nozze di due amici due giorni prima dell'evento. A Chiara Ferragni è appena preso un crampo allo stomaco, lo so. Mentirei se dicessi che non ho avuto tempo e modo. Lavoro a 10 minuti di macchina dal centro commerciale più fornito di Roma. Il mio è stato un vizio di superbia. Un ti pare che non trovo un bell'abito che mi doni?
Sì, mi pare.
Ieri pomeriggio ore 18:00. Sul mio volto la disperazione. Nel mio camerino qualcosa come 2 tubini, tre giacche, 5 camicie, 2 paia di scarpe e niente che stesse bene con niente. Non guardatemi così, di solito rispetto il divieto di occupare abusivamente le cabine di prova dopo esserci entrata carica come un mulo da soma, sono ligia alle regole dello shopping ma ieri, ieri era necessario farmi maledire dalla fila di gente in attesa da Zara.
In certi casi sarebbe davvero utile avere il numero di telefono di Carla Gozzi, sarei stata ponta a correre il rischio si portasse dietro anche quel tipo che si crede fashion quando si veste come dovesse presenziare la Fiera del Fumetto.
Eccovi le prove:
Alle 18:10 ho afferrato rabbiosamente un abito grigio. Ero scettica. E invece è stato una rivelazione. Mi rendeva gnocca chic, massima aspirazione della femmina del XXI secolo. Peccato che la taglia 40, che per dovere di cronaca si allacciava perfettamente ora prova a ridirmi che sono ingrassata, Capetto mi rendesse un tantinello troppo gnocca e troppo poco chic. Insomma se vedeva pure il colon. Sono uscita convinta di trovare una 42 e con la vittoria in tasca. La 42 non c'era.
Presa dallo sconforto ho rinunciato all'idea del tubino. Ho preso una gonna blu longuette, una camicia a sbuffo rosa antico, scarpe altissime dello stesso colore.
Non imitatemi, mai.
Il blu è un colore sfigato. Trovare una borsetta elegante blu è mission impossible 1,2,3,4. Senza Tom Cruise, sia chiaro. Ho ripiegato su un rosa antico leggermente più scuro di quello della camicia e delle scarpe.
Spero che nessuna fashion blogger sia invitata al matrimonio perchè mi è bastata la cazziata di Mina, a cui ho descritto i miei faticosi acquisti al telefono appena rientrata a casa, quando si è resa conto e ha fatto render conto anche me che sarò senza giacca.
Bernacca, pretendo sole e temperature caraibiche. Non mi deludere.
martedì 27 agosto 2013
Oops I did it again
Ho capito tutto. Quando Britney Spears cantava Oops I did it again si riferiva allo shopping, maledette giornate di pioggia in ferie. Che volete farci io so' depressa, in qualche modo dovrò pure riprendermi no?
E' ormai risaputo che un nuovo paio di scarpe ha lo stesso effetto benefico di un'iniezione endovena di serotonina e poi da Kiko gli smalti stavano a uno e cinquanta e quei pantaloni color petrolio io li stavo cercando da mesi.
In compenso ho risparmiato sulle camicie da notte. Perché pare che per l'ispezione intrauterina io ne abbia bisogno. Mina mi ha fatto notare che le tre che posseggo sono un tantinello osé per mostrarle agli ER del team cercasi panza disperatamente e la quarta, acquistata per ben tre euri al mercatino del paese è puerile. Proprio così. Puerile. Solo perché ha un paio d'orsacchiotti stampati sul petto. Esagerazioni.
Fatto sta che per l'evento dell'anno la genitrice m'ha regalato ben tre camice da notte di sua proprietà. Tutte un po' troppo lunghe ma in fondo carine. Credo che indosserò quella gialla canarino, giusto per farmi prendere un po' per il culo da SantoSpirito, così se diverte, almeno lui.
Ecco, insomma, mi assolvo, da sola.
Sono un monarca, lo posso fare.
Udienza tolta.
Ora, quindi, qualcuno vada a dire all'USI che non ho intenzione alcuna di restituirgli i 50 euri, prelevati dal suo Bancomat, che ho speso con così tanta cura e dovizia d'entusiasmo.
E' ormai risaputo che un nuovo paio di scarpe ha lo stesso effetto benefico di un'iniezione endovena di serotonina e poi da Kiko gli smalti stavano a uno e cinquanta e quei pantaloni color petrolio io li stavo cercando da mesi.
In compenso ho risparmiato sulle camicie da notte. Perché pare che per l'ispezione intrauterina io ne abbia bisogno. Mina mi ha fatto notare che le tre che posseggo sono un tantinello osé per mostrarle agli ER del team cercasi panza disperatamente e la quarta, acquistata per ben tre euri al mercatino del paese è puerile. Proprio così. Puerile. Solo perché ha un paio d'orsacchiotti stampati sul petto. Esagerazioni.
Fatto sta che per l'evento dell'anno la genitrice m'ha regalato ben tre camice da notte di sua proprietà. Tutte un po' troppo lunghe ma in fondo carine. Credo che indosserò quella gialla canarino, giusto per farmi prendere un po' per il culo da SantoSpirito, così se diverte, almeno lui.
Ecco, insomma, mi assolvo, da sola.
Sono un monarca, lo posso fare.
Udienza tolta.
Ora, quindi, qualcuno vada a dire all'USI che non ho intenzione alcuna di restituirgli i 50 euri, prelevati dal suo Bancomat, che ho speso con così tanta cura e dovizia d'entusiasmo.
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venerdì 5 aprile 2013
Chi ben comincia...
Immemore delle conseguenze nefaste che l'associazione tacchi - gonna stretta - pioggia - mezzi pubblici può provocare sul proprio equilibrio interiore, questa mattina una Princess decisa ad elevare il suo livello medio di ficaggine, in vista di una cena core a core con il suo Umile Servo, si è vestita tanto caruccia e tanto attillata.
Forse troppo, visto che sul bus s'è rimorchiata un baldo ciovine che ha attaccato bottone con la solita, triste e stantia frase sul tempo. Voglio dire, me stanno a cresce le branchie, lo vedo da sola che piove, spremiti quelle meningi, diobono!. Fortuna vuole che il baldo ciovine non fosse poi tanto caparbio e abbia desistito nell'esatto momento in cui ho pronunciato la parola scacciamosconi: marito.
Non paga di aver scelto un abbigliamento comodo come una bici senza sellino, ho deciso di assecondare la richiesta dell'amica M che ama definirsi fieramente morbida e mi ha condotto per mano sulla via della perdizione, quella che porta dritta dritta ad un cornetto con la nutella e un caffè macchiato col cacao sopra.
Non soddisfatta di aver infranto con una dose extra di calorie uno dei tanti inutili buoni propositi settimanali, quello di non far spostare di un mm l'ago della bilancia, ho ceduto ad un'altra seducente tentazione. Comprare quelli che Mina ama definire stracci da quattro soldi in una delle tante bancarelle da stazione. Sono arrivata a sospettare che i mercatini da strada siano stati strategicamente posti in corrispondenza di qualche polo magnetico e che io, con la mia carica negativa, ne sia maledettamente attratta. Deve essere questo il motivo per cui invece di rigare dritta verso la fermata del bus, stamattina ho deviato a destra. Considerando le temperature non propriamente caraibiche dubito che io possa sfoggiare il mio consistente bottino, due magliette di cotone rispettivamente rossa e blu, prima di un paio di mesi ma fare shopping da strada prima di iniziare la giornata lavorativa è terapeutico.
Ora, però, qualcuno mi imbavagli e leghi le mani. Please.
Forse troppo, visto che sul bus s'è rimorchiata un baldo ciovine che ha attaccato bottone con la solita, triste e stantia frase sul tempo. Voglio dire, me stanno a cresce le branchie, lo vedo da sola che piove, spremiti quelle meningi, diobono!. Fortuna vuole che il baldo ciovine non fosse poi tanto caparbio e abbia desistito nell'esatto momento in cui ho pronunciato la parola scacciamosconi: marito.
Non paga di aver scelto un abbigliamento comodo come una bici senza sellino, ho deciso di assecondare la richiesta dell'amica M che ama definirsi fieramente morbida e mi ha condotto per mano sulla via della perdizione, quella che porta dritta dritta ad un cornetto con la nutella e un caffè macchiato col cacao sopra.
Non soddisfatta di aver infranto con una dose extra di calorie uno dei tanti inutili buoni propositi settimanali, quello di non far spostare di un mm l'ago della bilancia, ho ceduto ad un'altra seducente tentazione. Comprare quelli che Mina ama definire stracci da quattro soldi in una delle tante bancarelle da stazione. Sono arrivata a sospettare che i mercatini da strada siano stati strategicamente posti in corrispondenza di qualche polo magnetico e che io, con la mia carica negativa, ne sia maledettamente attratta. Deve essere questo il motivo per cui invece di rigare dritta verso la fermata del bus, stamattina ho deviato a destra. Considerando le temperature non propriamente caraibiche dubito che io possa sfoggiare il mio consistente bottino, due magliette di cotone rispettivamente rossa e blu, prima di un paio di mesi ma fare shopping da strada prima di iniziare la giornata lavorativa è terapeutico.
Ora, però, qualcuno mi imbavagli e leghi le mani. Please.
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