In quanto degna rappresentante della Mater Italica dedita allo stalkeraggio ossessivo compulsivo della povera prole, mia madre, dall'intelligenza luciferina, sta sperimentando un nuovo, seppur non proprio innovativo, metodo per fare in modo che io passi a trovarla più spesso: prendermi per la gola.
Usually l'offensiva scatta il mercoledì, quando verso mezzogiorno mi propone al telefono un piatto di spaghetti co' le vongole fresche fresche prese dar pesciarolo che vie' 'na vorta a settimana.
Se rifiuto contrattacca il venerdì con pennette al salmone o penne alla norcina che dieta esci fora da codesto corpo!
La domenica l'artiglieria pesante passa attraverso mattarello e spianatoia ed io innalzo bandiera bianca perché davanti alla pasta all'ovo non posso proprio resistere.
Sono un'italiana vera, lasciatemi magnare.
Che poi io c'ho provato ad aprirmi, davvero. Tipo quando, in preda a deliri da buoni propositi come voglio il girovita di Adriana Lima ho comprato i cracker di soia. E siccome mi ero pure messa in testa di diffondere il verbo salutista ho persino provato a smerciarli a mensa, scontrandomi contro un muro di ostinati rifiuti ed espressioni disgustate.
Ho smesso quando mi sono resa conto che masticare Billy di Ikea sarebbe stato molto probabilmente più soddisfacente e sono tornata alla cara vecchia italianissima rosetta, michetta o come vi aggrada di più chiamarla.
La perfetta forma fisica è, però, un ambito traguardo che continuo a bramare. Sarà per questo che ho scaricato un'App che ti conta passi e calorie.
Quale orrore è stato scoprire che solo con la prima colazione ne ingurgito oltre mille e che in un'intera giornata arrivo a malapena ai 2000 passi non credo sia necessario spiegarlo.
Ho l'impressione che aver rinunciato a soia, tofu e kamut sia proprio l'ultimo dei miei problemi.
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mercoledì 24 settembre 2014
martedì 20 maggio 2014
The Big Brother's diet
Qualche giorno fa, totalmente immersa nel mio nuovo ruolo di casalinga repressa, tra una passata di Swiffer e una spruzzata di Viakal, ho deciso di acquistare una di quelle riviste responsabili del suicidio di massa dei miei neuroni attivi, piene di rimedi miracolosi contro la cellulite e formule magiche per aumentare il volume delle tette.
Ad attirare la mia attenzione la cosiddetta dieta del supermetabolismo altresì nota come dieta Hollywoodiana. Seguita da numerose star, compreso quel figaccione di Lenny Kravitz, promette di risvegliare il vostro corpo in preda alla cecagna post consumo sconsiderato et irresponsabile di carboidrati. Carboidrati che, per la cronaca, non sono presenti neppure sottoforma di grissino integrale.
Gli alimenti base sono salmone, tonno, bresaola, insalata, mandorle, noci, pinoli e tanto coraggio.
La sto seguendo, più o meno fedelmente, da quattro lunghissimi giorni.
In queste notti ho sognato rispettivamente: mezzemaniche alla carbonara, fusilli alla norcina, pennette alla crema di peperoni.
Ieri notte ho sognato il sushi. Cioè, il sushi. Quell'accozzaglia di riso e pesce crudo a cui i milanesi hanno venduto l'anima completamente dimentichi del gusto sopraffino d'un risotto allo zafferano fatto col brodo d'ossobuco.
Il sushi. Proprio io che ho mangiato per la prima volta in vita mia una tartare di salmone e lime due anni fa e c'ho avuto cagotto e nausea per una settimana.
Ho il sospetto che questa non sia una semplice dieta. È un gombloddo. Vogliono asservirmi all'alimentazione new age. Vogliono farmi rinnegare l'amatriciana de mammà.
Avrebbero dovuto chiamarla la dieta grande fratello o la dieta Apple.
Notate, prego, il sottile umorismo british di questa battuta. Forse i miei neuroni non sono morti del tutto. Resistono agonizzanti in un mare di thè verde e finocchi. Se non l'avete capita fatevi venire il dubbio che state seguendo una dieta sbagliata e correte in edicola e comprare Viversaniebelli.
mercoledì 20 novembre 2013
Sua schifiltà
Ci risiamo. La Princess magnona è tornata. E in grande stile, perdipiù. No, non è vestita scozzese di tartan, al massimo di tartin. Lo so, questa faceva cagare, saranno i polifosfati che mi attappano le connessioni neuronali, perdonatemi.
Qualcuno mi blocchi le mascelle, va bene anche una museruola per cani. Anzi no, che potrei farci passare dentro una cannuccia.
Venerdì scorso, pregna di senso di colpa derivante dall'abbuffata della sera prima nella casa materna, ho portato a lavoro la solita misera insalatona con lattuga, lattuga, lattuga, mais e tonno senz'olio.
Poi succede che la tua compare di scrivania proponga il Mc. Che a me solo la parola provoca ipersalivazione ai limiti della scialorrea. Ma ho resistito alla tentazione eh, sì sì. Ho lottato strenuamente cercando di convincere M. ed A. a non andare e consumare i nostri rispettivi e salutari pasti.
Perché non andiamo da Mc?
Oh no, M. non tentarmi... ok, andiamo
Ecco. Sono una braveheart, io.
Galvanizzati dalla tossica esperienza mangereccia e non paghi delle porcate di cui ci siam resi protagonisti abbiamo inaugurato il venerdì junk food, per gli amici non anglofoni semplicemente giorno dello schifo.
Che fosse solo un giorno non sarebbe manco tutta 'sta tragedia. Il problema è che io sono dentro fino al collo alla settimana dello schifo. Per esempio faccio colazione con cannoli Nutella e cioccolato bianco, mangio Cipster durante lo spuntino pre pranzo, ho voglia di surgelati Findus. Quelli mini, sopratutto. Fritti e consumati rigorosamente davanti la tivvù, pescandoli da un mega cestone di carta, tipo quelli delle alette di pollo americane, che, voglio dire, vuoi mettere la suspance di non sapere quale dei settantatrè gusti ti capiterà in bocca? Una libidine.
Fino a due giorni fa, nonostante le grandi abbuffate, lo specchio mi restituiva un'immagine clemente. La bilancia due numerelli simpatici, così piccoli piccoli. Teneri loro.
Oggi, invece, complici gli estrogeni, il preciclo e il conseguente crollo di autostima è successo questo:


Sì, mi misuro il culo con le mani e mi dispero.
Ma la settimana non è ancora finita, che non si dica che lascio le cose a metà, io.
Venerdì cinese.
Poi cyclette, giuro.
Succede che la genitrice, sì proprio Mina, sì proprio quella che quando sono a dieta mi passa il pane sottobanco e mi fa trovare nel freezer i Cornetti Algida, proprio quella che quando il mio didietro era diventato una riproduzione 3D della ballerina di Botero
diceva cose tipo il tuo pediatra sarebbe fiero di me, ah se ti vedesse adesso! Altra cosa rispetto a quando eri una bimbetta smilza, malaticca e Biafrana!, insomma proprio lei mi ha fatto notare che ultimamente mi diletto troppo con questo preciso tipo di ginnastica facciale:
diceva cose tipo il tuo pediatra sarebbe fiero di me, ah se ti vedesse adesso! Altra cosa rispetto a quando eri una bimbetta smilza, malaticca e Biafrana!, insomma proprio lei mi ha fatto notare che ultimamente mi diletto troppo con questo preciso tipo di ginnastica facciale:
Qualcuno mi blocchi le mascelle, va bene anche una museruola per cani. Anzi no, che potrei farci passare dentro una cannuccia.
Venerdì scorso, pregna di senso di colpa derivante dall'abbuffata della sera prima nella casa materna, ho portato a lavoro la solita misera insalatona con lattuga, lattuga, lattuga, mais e tonno senz'olio.
Poi succede che la tua compare di scrivania proponga il Mc. Che a me solo la parola provoca ipersalivazione ai limiti della scialorrea. Ma ho resistito alla tentazione eh, sì sì. Ho lottato strenuamente cercando di convincere M. ed A. a non andare e consumare i nostri rispettivi e salutari pasti.
Perché non andiamo da Mc?
Oh no, M. non tentarmi... ok, andiamo
Ecco. Sono una braveheart, io.
Galvanizzati dalla tossica esperienza mangereccia e non paghi delle porcate di cui ci siam resi protagonisti abbiamo inaugurato il venerdì junk food, per gli amici non anglofoni semplicemente giorno dello schifo.
Che fosse solo un giorno non sarebbe manco tutta 'sta tragedia. Il problema è che io sono dentro fino al collo alla settimana dello schifo. Per esempio faccio colazione con cannoli Nutella e cioccolato bianco, mangio Cipster durante lo spuntino pre pranzo, ho voglia di surgelati Findus. Quelli mini, sopratutto. Fritti e consumati rigorosamente davanti la tivvù, pescandoli da un mega cestone di carta, tipo quelli delle alette di pollo americane, che, voglio dire, vuoi mettere la suspance di non sapere quale dei settantatrè gusti ti capiterà in bocca? Una libidine.
Fino a due giorni fa, nonostante le grandi abbuffate, lo specchio mi restituiva un'immagine clemente. La bilancia due numerelli simpatici, così piccoli piccoli. Teneri loro.
Oggi, invece, complici gli estrogeni, il preciclo e il conseguente crollo di autostima è successo questo:


Sì, mi misuro il culo con le mani e mi dispero.
Ma la settimana non è ancora finita, che non si dica che lascio le cose a metà, io.
Venerdì cinese.
Poi cyclette, giuro.
martedì 4 giugno 2013
La dieta fertile e il broccolo killer
Non penserete mica che per essere donne fertili basti svegliare le ovaie o dare un'aggiustatina agli ormoni o stapparvi le tube o produrre quantità industriali di muco vaginale o diventare moderatore di qualche forum sull'infertilità, di quelli che ti fanno sgranare gli occhi e gridare cose tipo io ce le ho tutte queste cose, non avrò mai bambini, voglio mamma.
Nossignore.
SantoSpirito docet.
La fertilità è cosa assai complessa
La fertilità è cosa assai complessa
Che poi vaglielo a dire a quelle che restano incinte con uno sguardo spermatozoico che la fertilità è cosa assai complessa, minimo ti sputano in faccia ma vabbè, soprassediamo, che qua di immacolate concezioni non se ne vedono, ahime.
I metodi del genio delle impazate mi fanno riflettere. Sono un misto di interventismo medico frutto di scienza esatta e consigli degni di qualche abitante di Salem. Per esempio, quando ha suggerito all'USI di mangiare le mandorle a colazione ed evitare gli broccoli che uccidono i soldatini io me lo sono visto con un cappello a punta in testa e una sfera di cristallo in mano mentre invocava qualche buon Dio protettore delle donne wanna be gravide.
I metodi del genio delle impazate mi fanno riflettere. Sono un misto di interventismo medico frutto di scienza esatta e consigli degni di qualche abitante di Salem. Per esempio, quando ha suggerito all'USI di mangiare le mandorle a colazione ed evitare gli broccoli che uccidono i soldatini io me lo sono visto con un cappello a punta in testa e una sfera di cristallo in mano mentre invocava qualche buon Dio protettore delle donne wanna be gravide.
Perchè la fertilità è fatta di tanti piccoli tasselli che devono coincidere
Uno di questi è la dieta. E pare che la sottoscritta stia alla dieta sana come Giordano Bruno alla Chiesa Romana. A confermarmelo è stata l'espressione di sdegno del doc quando ho descritto la mia colazione: caffè al volo e/o merendina ipercalorica e/o cornetto del bar. Per non parlare della quantità di acqua giornaliera: 3 o 4 bicchieri, se mi impegno.
Con un'espressione accigliata simile a questa:
ha, quindi, continuato la sua arringa in favore di colazione abbondante, carboidrati e verdure a pranzo, proteine derivanti da carne bianca e pesce a cena, mandorle a volontà e poi... poi mi pare che abbia detto una cosa tipo niente dolci.
Niente dolci?
Devi moderare gli zuccheri
Immaginate quale tragedia shakesperiana si celi dietro questa frase per una come me. Una che mette la Nutella nel caffè.
Ditemi che posso, dai. Ditemi che la Nutella è senza zucchero, dai.
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venerdì 5 aprile 2013
Chi ben comincia...
Immemore delle conseguenze nefaste che l'associazione tacchi - gonna stretta - pioggia - mezzi pubblici può provocare sul proprio equilibrio interiore, questa mattina una Princess decisa ad elevare il suo livello medio di ficaggine, in vista di una cena core a core con il suo Umile Servo, si è vestita tanto caruccia e tanto attillata.
Forse troppo, visto che sul bus s'è rimorchiata un baldo ciovine che ha attaccato bottone con la solita, triste e stantia frase sul tempo. Voglio dire, me stanno a cresce le branchie, lo vedo da sola che piove, spremiti quelle meningi, diobono!. Fortuna vuole che il baldo ciovine non fosse poi tanto caparbio e abbia desistito nell'esatto momento in cui ho pronunciato la parola scacciamosconi: marito.
Non paga di aver scelto un abbigliamento comodo come una bici senza sellino, ho deciso di assecondare la richiesta dell'amica M che ama definirsi fieramente morbida e mi ha condotto per mano sulla via della perdizione, quella che porta dritta dritta ad un cornetto con la nutella e un caffè macchiato col cacao sopra.
Non soddisfatta di aver infranto con una dose extra di calorie uno dei tanti inutili buoni propositi settimanali, quello di non far spostare di un mm l'ago della bilancia, ho ceduto ad un'altra seducente tentazione. Comprare quelli che Mina ama definire stracci da quattro soldi in una delle tante bancarelle da stazione. Sono arrivata a sospettare che i mercatini da strada siano stati strategicamente posti in corrispondenza di qualche polo magnetico e che io, con la mia carica negativa, ne sia maledettamente attratta. Deve essere questo il motivo per cui invece di rigare dritta verso la fermata del bus, stamattina ho deviato a destra. Considerando le temperature non propriamente caraibiche dubito che io possa sfoggiare il mio consistente bottino, due magliette di cotone rispettivamente rossa e blu, prima di un paio di mesi ma fare shopping da strada prima di iniziare la giornata lavorativa è terapeutico.
Ora, però, qualcuno mi imbavagli e leghi le mani. Please.
Forse troppo, visto che sul bus s'è rimorchiata un baldo ciovine che ha attaccato bottone con la solita, triste e stantia frase sul tempo. Voglio dire, me stanno a cresce le branchie, lo vedo da sola che piove, spremiti quelle meningi, diobono!. Fortuna vuole che il baldo ciovine non fosse poi tanto caparbio e abbia desistito nell'esatto momento in cui ho pronunciato la parola scacciamosconi: marito.
Non paga di aver scelto un abbigliamento comodo come una bici senza sellino, ho deciso di assecondare la richiesta dell'amica M che ama definirsi fieramente morbida e mi ha condotto per mano sulla via della perdizione, quella che porta dritta dritta ad un cornetto con la nutella e un caffè macchiato col cacao sopra.
Non soddisfatta di aver infranto con una dose extra di calorie uno dei tanti inutili buoni propositi settimanali, quello di non far spostare di un mm l'ago della bilancia, ho ceduto ad un'altra seducente tentazione. Comprare quelli che Mina ama definire stracci da quattro soldi in una delle tante bancarelle da stazione. Sono arrivata a sospettare che i mercatini da strada siano stati strategicamente posti in corrispondenza di qualche polo magnetico e che io, con la mia carica negativa, ne sia maledettamente attratta. Deve essere questo il motivo per cui invece di rigare dritta verso la fermata del bus, stamattina ho deviato a destra. Considerando le temperature non propriamente caraibiche dubito che io possa sfoggiare il mio consistente bottino, due magliette di cotone rispettivamente rossa e blu, prima di un paio di mesi ma fare shopping da strada prima di iniziare la giornata lavorativa è terapeutico.
Ora, però, qualcuno mi imbavagli e leghi le mani. Please.
giovedì 21 febbraio 2013
Princess ics-elle
Il primo sospetto si è insidiato nella mia mente insana quando quel jeans, quello che tutte le donne hanno, quello che fa da unità di misura della propria ficaggine, è salito sui miei fianchi con difficoltà. Quando ho pensato "ok ora mi sdraio sul letto a panza in su, la ritiro e vedrai che il bottone entra in questa stramaledetta asola". Quando, in preda a quel moto di orgoglio che ti fa pensare "io arrendermi? mai!" ho fatto ricorso al saltello sulle punte abbinato alla strattonata disperata verso l'alto dell'indumento incriminato con l'intento di far entrare il bagaglio posteriore in quel tessuto non propriamente malleabile.
Il fatto di non essere diventata blu nel corso della giornata mi aveva fatto sperare che si trattava solo del comunissimo effetto "appena lavati". Una scusa dietro la quale, per secoli, generazioni di femmine si sono trincerate. Magari dopo una sana magnata di manicaretti. Ma questo non lo dite.
Il sospetto ha iniziato a sconfinare nella zona parietale del mio cervello, impedendomi, tra l'altro, di gustare senza alcun rimorso un etto e mezzo di ravioli ricotta e spinaci e due pastarelle rispettivamente panna e cioccolato, quando, domenica mattina, proprio prima di colazione, in bagno, davanti lo specchio grande, ho visto lei. Il risultato di settimane di carboidrati, cioccolato e fame atavica tempestivamente scongiurata con chilate di cibi tossici. Il risultato di fancazzismo e vita sedentaria. E della pizza a taglio consumata sul divano in panciolle con l'Umile Servo, ormai radicata tradizione della domenica sera. La maniglia dell'amore. O dell'odio, nel mio caso. Quell'infame rotolino di lardo che trasborda dall'elastico della mutanda e ti fa passare da Kate Moss a Platinette.
E' stato allora che tutto il mio povero organo preposto al pensiero è stato invaso totalmente. Il sospetto è stato promosso cum laude a tremenda certezza.
Ero ingrassata.
Solo un'ultima carta mi restava da giocare, sperando in un miracolo, sperando che i jeans e la mutanda non fossero metri di valutazione attendibili o si fossero alleati con l'intento di fustigare la mia autostima. Sti stronzi incompetenti.
La bilancia.
Lo strumento per eccellenza. Colei che ti guarda dal basso con l'aria di chi vorrebbe dirti "sali sali bella de casa, che mo ce penso io a te". Verdetto ufficiale: enne kg e mezzo in più, ovviamente.
Non mi restava altro che porre rimedio.
Sono a dieta da tre giorni.
Ieri ho sognato le fettuccine. Oggi, alle otto del mattino, ho sbavato davanti la foto di una pizza porcini, salsiccia e mozzarella sebbene, ad occhio, la pasta risultasse più gommosa della manina appiccicosa delle patatine. Ora voglio le patatine solo perché ho scritto "patatine". E le voglio con la maionese.
Io e l'USI stiamo progettando un week end a Napoli e io riesco a pensare ad una cosa sola: il babà.
Con la Nutella. Sia chiaro.
Il fatto di non essere diventata blu nel corso della giornata mi aveva fatto sperare che si trattava solo del comunissimo effetto "appena lavati". Una scusa dietro la quale, per secoli, generazioni di femmine si sono trincerate. Magari dopo una sana magnata di manicaretti. Ma questo non lo dite.
Il sospetto ha iniziato a sconfinare nella zona parietale del mio cervello, impedendomi, tra l'altro, di gustare senza alcun rimorso un etto e mezzo di ravioli ricotta e spinaci e due pastarelle rispettivamente panna e cioccolato, quando, domenica mattina, proprio prima di colazione, in bagno, davanti lo specchio grande, ho visto lei. Il risultato di settimane di carboidrati, cioccolato e fame atavica tempestivamente scongiurata con chilate di cibi tossici. Il risultato di fancazzismo e vita sedentaria. E della pizza a taglio consumata sul divano in panciolle con l'Umile Servo, ormai radicata tradizione della domenica sera. La maniglia dell'amore. O dell'odio, nel mio caso. Quell'infame rotolino di lardo che trasborda dall'elastico della mutanda e ti fa passare da Kate Moss a Platinette.
E' stato allora che tutto il mio povero organo preposto al pensiero è stato invaso totalmente. Il sospetto è stato promosso cum laude a tremenda certezza.
Ero ingrassata.
Solo un'ultima carta mi restava da giocare, sperando in un miracolo, sperando che i jeans e la mutanda non fossero metri di valutazione attendibili o si fossero alleati con l'intento di fustigare la mia autostima. Sti stronzi incompetenti.
La bilancia.
Lo strumento per eccellenza. Colei che ti guarda dal basso con l'aria di chi vorrebbe dirti "sali sali bella de casa, che mo ce penso io a te". Verdetto ufficiale: enne kg e mezzo in più, ovviamente.
Non mi restava altro che porre rimedio.
Sono a dieta da tre giorni.
Ieri ho sognato le fettuccine. Oggi, alle otto del mattino, ho sbavato davanti la foto di una pizza porcini, salsiccia e mozzarella sebbene, ad occhio, la pasta risultasse più gommosa della manina appiccicosa delle patatine. Ora voglio le patatine solo perché ho scritto "patatine". E le voglio con la maionese.
Io e l'USI stiamo progettando un week end a Napoli e io riesco a pensare ad una cosa sola: il babà.
Con la Nutella. Sia chiaro.
lunedì 14 gennaio 2013
Cronache di inizio lunedì
Questa mattina mi sono truccata a lume di candela perché pretendere di avere la corrente elettrica dopo una tempesta nottura non è ottimismo. E' utopia.
Non ho potuto utilizzare la piastra ne accendere lo scaldino del cesso ergo ho i capelli colti da smania rivoluzionaria con frange radicali che gridano all'anarchia e un freddo allo stato osseo che non mi scollerò di dosso prima di stasera, sotto settantatre strati di piume d'oca.
Ho preso i mezzi pubblici dopo un anno e mezzo, evento già di per se traumatico, poi ho pure sbagliato a fare l'abbonamento settimanale rimettendoci ben 8 euri.
I collant mi calano. Ho il cavallo alle ginocchia e la vita sotto le ascelle. Fantozzi non sei nessuno.
Come da migliore tradizione, visto che è lunedì, ho deciso di incominciare quella cosa con la d. che ti imporrebbe di non mangiare. Condizionale d'obbligo visto che alle ore otto e zerozero mi sono avventata su un cornetto con la Nutella per poi rendermi conto in corso d'opera, più o meno al quinto mozzico, che avevo iniziato la d., la di..., la die..., quella cosa là.
Sono a lavoro da 3h e 2 minuti, già stanca e incazzata.
Non credo che arriverò sana di mente alla fine di questo lunedì, figuriamoci alla fine della settimana.
Non ho potuto utilizzare la piastra ne accendere lo scaldino del cesso ergo ho i capelli colti da smania rivoluzionaria con frange radicali che gridano all'anarchia e un freddo allo stato osseo che non mi scollerò di dosso prima di stasera, sotto settantatre strati di piume d'oca.
Ho preso i mezzi pubblici dopo un anno e mezzo, evento già di per se traumatico, poi ho pure sbagliato a fare l'abbonamento settimanale rimettendoci ben 8 euri.
I collant mi calano. Ho il cavallo alle ginocchia e la vita sotto le ascelle. Fantozzi non sei nessuno.
Come da migliore tradizione, visto che è lunedì, ho deciso di incominciare quella cosa con la d. che ti imporrebbe di non mangiare. Condizionale d'obbligo visto che alle ore otto e zerozero mi sono avventata su un cornetto con la Nutella per poi rendermi conto in corso d'opera, più o meno al quinto mozzico, che avevo iniziato la d., la di..., la die..., quella cosa là.
Sono a lavoro da 3h e 2 minuti, già stanca e incazzata.
Non credo che arriverò sana di mente alla fine di questo lunedì, figuriamoci alla fine della settimana.
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