Gente, sono molto cambiata.
Innanzitutto ho acquistato un nuovo paio di occhiali da sole. Niente di particolarmente dispendioso, 20 euro da Decathlon. Hanno lenti e montatura blu e quando li indosso e guardo a terra vedo una cifra di buche e dossi, manco soffrissi d'una grave forma di astigmatismo miopico irregolare. Nonostante per anni mi sia ostinata ad indossare gli occhiali rosa elefante di Mina, resto convinta di essere una di quelle persone a cui qualsiasi tipo di occhiale da sole sta, fondamentalmente, di merda. D'altro canto continuare ad ostentare con orgoglio borse e occhiaie spacciandole come uno dei punti cardine del manifesto della donna moderna non era più proponibile, almeno da quando mia madre m'ha fatto notare che portare a spasso il cane non significa necessariamente abbandonarsi alla sciatteria. Così nascondo tutto dietro lenti scure e anziché un panda paro 'na mosca.
In secondo luogo, ho imparato ad accendere il fuoco. O giù di lì. Nel senso che anziché usare mezza scatola di Diavolina me ne bastano solo 3 cubetti. E mezzo vecchio Espresso. E una bottiglia di plastica. E tanta buona volontà. Comunque sono così fiera della mia personalissima uscita dall'era Mesozoica che continuo a mandare a mio marito foto del camino acceso omettendo, però, quelle del salotto ostaggio di nubi tossiche. Una nebbia che manco le paludi pontine prima della bonifica fascista.
Infine ho deciso di dare una chance ai dolci senza cacao. Io che metto le gocce di cioccolato pure nello Strudel ho preparato una merenda leggera a base di sfogliatine alle mele con confettura d'albicocche, gelato alla vaniglia e tè.
Niente da fare, invece, sul fronte disturbo ossessivo compulsivo. Continuo a sistemare cuscini, cassetti, armadi e dispense rispettando distanze e simmetrie ma il peggio è che mi sto preparando alla visita col GinoVip come se dovessi passare un esame universitario. Ho sistemato le analisi per data, preso appunti su tutto il mio percorso, preparato un discorso e scritto le domande.
Secondo me invece che la FIVET mi consiglia le benzodiazepine.
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lunedì 10 novembre 2014
lunedì 25 novembre 2013
Cambio
Tutti i lunedì mattina mi viene da scrivere lo stesso patetico e deprimente post. L'antitesi dell'Inno alla gioia, una cosa melodrammatica e tristissima che al confronto la Celeste di Andrea del Boca perdonatemi il confronto ho avuto anche io una nonna drogata di telenovelas argentine era il ritratto della felicità. Se poi il lunedì mattina coincide col 15 p.o. (post ovulazione, per i non addetti ai lavori riproduttivi) la tentazione di gettarsi in lacrime tra le braccia del cioccolato Kinder è francamente irresistibile.
Sono al 15 p.o. e ho i crampi. Sono al 15 p.o. e ho la nausea. Sono al 15 p.o. e sono una cretina, perché ci spero. Perché io la panza non me la voglio bucare, vorrei solo vederla crescere. Perché ho paura. Perché dopo 'sto ciclo si fa sul serio.
Settimana scorsa, ricetta di SantoSpirito alla mano, sono andata da Negnente per farmi prescrivere il Gonal-f.
Allora ci si prova sul serio, eh?
E certo, perché fino ad ora avemo giocato.
Così pare, Doc.
Ma lo sai che ho visto più donne restare incinte con questa penna che naturalmente?
Carini 'sti Docs che infondono speranza, eh? Se non fosse che hanno sempre torto, 'nnaggia a loro.
Nel frattempo penso. Penso a quel tempo in cui beltà splendea negli occhi miei ridenti e fuggitivi, penso a quando non c'avevo un cazzo da pensare. E penso che nonostante non avessi un cazzo da pensare pensavo. Pensavo che se un giorno la vita m'avesse mostrato gli aguzzi denti, che se un giorno tutto quello in cui credevo, tutte le basi su cui i miei regali piedini si tenevano in equilibrio fossero crollate io, anzichè imparare a nuotare con l'acqua alla gola avrei cambiato stagno.
Piano d'evacuazione, abbandonare la nave. Sono la Schettino dei monti. O forse lo ero.
Sì perché adesso che non me ne va bene una, adesso che la basi son crollate, adesso che mi son fatta crescere le ali perché non ho nulla su cui poggiare i piedi, io mi ostino a restare. E volo basso. Raso terra.
E mi chiedo se non sia davvero arrivato il momento di abbandonare la nave. Di cambiare. Cambiare vita. Cambiare davvero.
Intanto mi sa che cambio taglio di capelli, che da qualche parte si deve pur iniziare, no?
Sono al 15 p.o. e ho i crampi. Sono al 15 p.o. e ho la nausea. Sono al 15 p.o. e sono una cretina, perché ci spero. Perché io la panza non me la voglio bucare, vorrei solo vederla crescere. Perché ho paura. Perché dopo 'sto ciclo si fa sul serio.
Settimana scorsa, ricetta di SantoSpirito alla mano, sono andata da Negnente per farmi prescrivere il Gonal-f.
Allora ci si prova sul serio, eh?
E certo, perché fino ad ora avemo giocato.
Così pare, Doc.
Ma lo sai che ho visto più donne restare incinte con questa penna che naturalmente?
Carini 'sti Docs che infondono speranza, eh? Se non fosse che hanno sempre torto, 'nnaggia a loro.
Nel frattempo penso. Penso a quel tempo in cui beltà splendea negli occhi miei ridenti e fuggitivi, penso a quando non c'avevo un cazzo da pensare. E penso che nonostante non avessi un cazzo da pensare pensavo. Pensavo che se un giorno la vita m'avesse mostrato gli aguzzi denti, che se un giorno tutto quello in cui credevo, tutte le basi su cui i miei regali piedini si tenevano in equilibrio fossero crollate io, anzichè imparare a nuotare con l'acqua alla gola avrei cambiato stagno.
Piano d'evacuazione, abbandonare la nave. Sono la Schettino dei monti. O forse lo ero.
Sì perché adesso che non me ne va bene una, adesso che la basi son crollate, adesso che mi son fatta crescere le ali perché non ho nulla su cui poggiare i piedi, io mi ostino a restare. E volo basso. Raso terra.
E mi chiedo se non sia davvero arrivato il momento di abbandonare la nave. Di cambiare. Cambiare vita. Cambiare davvero.
Intanto mi sa che cambio taglio di capelli, che da qualche parte si deve pur iniziare, no?
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