lunedì 12 agosto 2013

Tipi poco rassicuranti

Grande festa alla corte di Francia, la seienne di casa, figlia delle cugina L. e dalla nomea non particolarmente lusinghiera è ufficialmente uscita dalla fanciullezza perdendo il suo primo incisivo. La madre ha provato a circuirla con la celebre storiella della fatina dei denti ma lei ha declinato l'invito ad attendere fiduciosa la misteriosa apparizione del soldino sotto il cuscino pretendendo, in cambio della sua prestazione da sdentata, un gelato pistacchio e cioccolato.

L'evento, di per se comune e apparentamente non degno di rilevanza mi ha dato spunto di riflessione circa i personaggi di fantasia che hanno popolato la nostra infanzia ai quali, con buona probabilità, potremmo attribuire la responsabilità delle nostre nevrosi adulte.

Sì perché ai miei tempi e dalle mie parti la fatina dei denti, aggraziata fancuilla bionda provvista di bacchetta magica, non esisteva. Al suo posto c'era un ratto. Un topo. Un roditore avvezzo a frequentazioni di luoghi poco idilliaci come fogne e paludi. L'idea che un essere del genere potesse finirti dentro il letto era tutt'altro che rassicurante. Se non altro per le infezioni.

Ma il topo dei denti non è stato l'unico protagonosta dei nostri incubi.

Al terzo posto di questa classifica dell'orrore troviamo mazzo maestro. La prima a parlarmene fu la Sister G. Pare che tale misterioso demone avesse la capacità di attorcigliarvi le budella qualora voi aveste avuto la malaugurata idea di inghiottire una gomma da masticare o gomma americana come la chiamava la signora Lisetta, nonna di G., amica intima di mazzo maestro.

Nonna R., evidentemente terrorizzata dalle alture, era invece solita metterci in guardia contro tale angino. Il Capitan Uncino paesano. Misterioso uomo di mezz'età, si appostava sotto finestre, balconi, muretti in attesa che il tuo testone si sporgesse. A quel punto ne approfittava per aggangiarti col suo uncino e trascinarti, con violenza inaudita, giù. Uccidendoti, ovvio.

Il primato spetta invece allo stracciarolo. Venditore ambulante di stracci e roba vecchia. Lavoro che gli serviva da copertura per la sua reale attività: il traffico internazionale di bimbi molesti. Ad ogni capriccio seguiva la minaccia ora chiamo lo stracciarolo. E tu vedevi te stessa abbandonata stile piccola fiammiferaia sul ciglio della strada, vestita degli stracci dello stracciarolo. Al freddo e al gelo.

Unico personaggio neutro era il celebre nonno in cariola. Responsabile del frastuono temporalesco. Per cause ignote poi. Perché, parlamose chiaro, una cariola non fa mica tutto quel casino. E poi 'sto nonno la cariola la trasportava o ci stava messo dentro? E nel secondo caso chi trasportava lui? Ma soprattutto, per quale motivo usava mettersi dentro una cariola?
E poi non dimentichiamo i dettagli. Tale nonno in cariola aveva mutande viola. Non so voi ma io me lo immaginavo sempre in boxer viola a pois bianchi. So' nata fashion, io.

16 commenti:

  1. ehi! in casa mia invece si narrava del garabuja, che era un ladro, ma chissà perché ricordo che doveva essere una mago.
    Come mago non so, come ladro, era solito nascondere la refurtiva nelle tasche degli ignari passanti.
    Non riesco a spiegarmi perché dovesse farmi paura, ma alla fine era proprio così.

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    1. Beh diciamo che se fossi stato beccato avresti rischiato il carcere ingiustamente. Mica poco :)

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  2. ne fanno di danni i genitori certe volte (...anzi... sempre) :D

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    1. Beh alla fine questi personaggi venivano usati come strumenti per le più banali raccomandazioni tipo "non ingoiare la gomma" o "non sporgerti troppo da balconi/finestre/alture". Forse però non è il caso che li usi anche io con la futura prole... :)

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  3. il topo ce l'avevo anche io! altro che glitter fatato...
    il nonno in carriola è epico, gli altri sono inquietanti non poco, in compenso avevo una cugina sadica che si divertiva a farmi stare immobile, altrimenti la processione (quella con le statue dei santi) mi avrebbe preso e portato via.
    Anticlericale dalla nascita, io. ;)

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    1. E ti credo! Hai sviluppato una precoce repulsione per il clero :D

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  4. Anche io avevo il topino!!
    Gli altri, invece, li sento oggi per la prima volta. Anche questo nonno dai boxer fashion.
    Per noi, c'erano luoghi comuni più banali (e forse anche più razzisti) tipo: non uscire da sola che ci sono gli zingari che ti rubano. Oppure, mi dicevano che chiamavano la pazza del paese che mi portava via (terrore!).
    Un bacio Princess :)
    Bello che è rimasto qualcuno a scrivere ad Agosto!

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    1. Bello anche che ci sia qualcuno che mi legge e commenta ad agosto. Mi sentivo un po' solo nella blogosgera :D
      Gli zingari venivano usati anche dalle mie parti. Poi sostituiti da extracomunitari di ogni provenienza. Come io sia venuta su non razzista è un mistero :)

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  5. Il topino esisteva anche per me che ho perso i dentini nella seconda metà degli anni '90, quindi la storia della fatina è proprio recente!! Ma piuttosto tu... dove sei cresciuta?? Chi sono questi loschi figuri?? :)))
    Dal canto mio ho da citare solo le SUORE PIZZICONE che rapivano i bambini disobbedienti e davano loro tantissimi pizzichi, dimmi te se poi facevo filone al catechismo di chi era la colpa??

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    1. hahaahahahahah ok ok le suore pizzicone hanno vinto.
      Io avevo una sana repulsione per le suore. Ho saltato mesi di asilo a causa loro. Se mi avessero raccontato questa storiella avrei latitato per tutti e 3 gli anni di scuola materna credo!

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  6. Tra quelli da te elencati in Sardegna abbiamo solo il topo dei denti, in compenso abbiamo una "fauna" locale variegatissima: Mommotti(che, in fin dei conti, sarebbe l'Uomo Nero), Bugginu, Urxia... Tutti corredati di leggenda locale truculenta :D

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  7. Ma vogliamo parlare della canzoncina celestiale e rassicurante con cui si pretendeva facessimo la nanna?? ...che tra omo nero, befana, omo bianco, ognuno con i suoi personalissimi tempi, più o meno lunghi, di sequestro, erano lo spauracchio musicale più gettonato?!
    Comunque mazzo maestro e Angino mi mancavano!
    Il topino dei denti in effetti potevano pure sostituircelo con una più aggraziata fata-principessa.
    Baci, buona giornata!

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    1. Hai ragione Luna. Pienamente. Ho sempre pensato che quella ninna nanna fosse inquietante. Un controsenso. O forse una minaccia velata della serie "o dormi o ti spedisco alla befana/omo nero e compagnia bella" :)

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  8. Nonno in Cariola mi ha piegato in due dal ridere.
    Io, invece, al posto dell'uomo nero o del lupo cattivo, insomma, di quella gente li, avevo il BruciaGiocattoli e mio fratello il MangiaCiucci. Uomini perfidi che per punire i bimbi cattivi, rispettivamente, bruciavano i loro giochi e si mangiavano il loro ciucciotto. Io BruciaGiocattoli l'ho pure visto, una volta...intento ad armeggiare con un cumulo fumante... L'ho capito solo più avanti che era un contadino che bruciava foglie secche, ma ormai lo spavento era bello e preso! Un bacio cara!

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    1. Non c'è nulla di peggio che vedere i propri incubi materializzarsi :D
      Fortuna che mazzo maestro e l'angino non mi hanno mai fatto visita, nonostante io abbia inghiottito più di una gomma americana in vita mia :)

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