lunedì 29 settembre 2014

Io volo

Non si è fatto vivo per più di una settimana. Ha deliberatamente ignorato telefonate, messaggi, appelli della Corte Suprema, intimidazioni terroristiche.

Mi ha chiamata stamattina nell'unico momento in cui ero impossibilitata a rispondere. Quando l'ho richiamato, cinque minuti più tardi, era già volato verso altri lidi, lasciandomi senza nemmeno la promessa di tornare in giornata.

Sì, sto di nuovo parlando del mio idraulico e della nostra tormentata neverendingstory.

Se non altro, in questa valle di lacrime e vasche gocciolanti, è arrivata una buona notizia sul fronte andrologico. Non solo la prostata dell'USI è tornata sotto i livelli di guardia ma pare (i risultati ancora non li abbiamo visti ma l'andrologo ha chiamato il laboratorio di analisi e si è fatto dare qualche ghiotta anticipazione) che la velocità dei fieri servitori di sua maestà sia migliorata, quasi raddoppiata.

Io me li sono immaginati zompettanti, in fila indiana e giubbe rosse mentre suonavano la fanfara dei bersaglieri.

Insomma, la vita mi ha reso più dura ma il tasso di deficienza è costante.

Non faccio salti di gioia perché, porcomondo, questo miglioramento alla pennuta non è evidentemente bastato.

Così il mio cuore ora è diviso tra Roma e Firenze. Ovvero tra il centro PMA che mi ha consigliato SantoSpirito, costosissimo mancoadirlo e quello, a mio parere, altrettanto buono, convenzionato ma ahinoi lontanuccio immerso nella verde Toscana.

Passo il tempo sui forum alla ricerca di nomi, protocolli, costi, esperienze (a proposito, grazie allafinearrivamamma per le dritte, che ti lovvo lo sai già).

Sono ancora molto confusa ma non riesco a stare con le mani in mano persa tra i miei pensieri annebbiati e affogati nelle mie paure, così ho preso due appuntamenti.

Due date, ne sceglierò una soltanto.

E non tornerò più indietro.

Il passato fa male e non si cambia il futuro è una carta da giocare. Io me la gioco. Io rischio.

Io, volo.



    

venerdì 26 settembre 2014

La spesa e le sciocchezze

La piccola ma funzionale lavagnetta nella nostra altrettanto piccola ma funzionale cucina riportava, ieri, la lista della spesa stilata dalla sottoscritta in seguito ad un attento inventario del cibo a nostra disposizione in freezer, frigo ,dispensa. Questi mesi di arresto domiciliare hanno perfezionato le mie già spiccate doti di risparmiatrice, oltretutto odio sprecare il cibo così, oltre a specificare di aver bisogno solo di UNA bottiglia PICCOLA di passata di pomodoro, ho anche aggiunto alla fine della lista la scritta a caratteri cubitali NIENTE SCIOCCHEZZE puntoesclamativo.

L'USI ieri si è ripresentato a casa con DUE bottiglie GRANDI di passata di pomodoro, DUE barattoli GRANDI di pelati, un tubo di Pringles, un sacchetto di M&M's e tredicotre pacchetti di Sofficini Mini.

Siccome sono una persona paziente ho evitato di sclerare per i primi cinque minuti ma quando ho dovuto tirare fuori il primo cassetto del freezer e giocare a tetris con le suddette scatole di Sofficini, nel tentativo di farle entrare tutte, devo aver detto qualcosa di acido perché lui ha assunto quell'espressione da Biagio affamato e con le sopracciglia alzate e le pupille dilatate mi ha detto: ma io li ho presi solo perché so che ti piacciono tanto. 

Sapete, in fondo sono una frescona perciò mi sono ammorbidita con la stessa facilità con cui mi ero incazzata.

Dopo cena, mentre ero intenta a giocarmi qualche diottria con Photoshop perché mi ero messa in testa che cambiare il template del blog era una questione di vita o di morte, lui ha svuotato la lavastoviglie, pulito la cucina, portato un pezzo di Viennetta. Così questa mattina, mentre pulivo i cessi con la sola candeggina, con buona pace delle mie narici e della manicure appena fatta, perché l'USI evidentemente non sa che il Lysoform non si trova sullo stesso scaffale delle patatine, ho pensato che dopotutto sono fortunata, che se mi riporta le Pringles al posto dell'insalata non me ne frega un cazzo e che i Soffcini Mini mi piacciono davvero tanto.

mercoledì 24 settembre 2014

Trappole e contapassi

In quanto degna rappresentante della Mater Italica dedita allo stalkeraggio ossessivo compulsivo della povera prole, mia madre, dall'intelligenza luciferina, sta sperimentando un nuovo, seppur non proprio innovativo, metodo per fare in modo che io passi a trovarla più spesso: prendermi per la gola. 

Usually l'offensiva scatta il mercoledì, quando verso mezzogiorno mi propone al telefono un piatto di spaghetti co' le vongole fresche fresche prese dar pesciarolo che vie' 'na vorta a settimana.

Se rifiuto contrattacca il venerdì con pennette al salmone o penne alla norcina che dieta esci fora da codesto corpo!

La domenica l'artiglieria pesante passa attraverso mattarello e spianatoia ed io innalzo bandiera bianca perché davanti alla pasta all'ovo non posso proprio resistere.

Sono un'italiana vera, lasciatemi magnare.

Che poi io c'ho provato ad aprirmi, davvero. Tipo quando, in preda a deliri da buoni propositi come voglio il girovita di Adriana Lima ho comprato i cracker di soia. E siccome mi ero pure messa in testa di diffondere il verbo salutista ho persino provato a smerciarli a mensa, scontrandomi contro un muro di ostinati rifiuti ed espressioni disgustate.

Ho smesso quando mi sono resa conto che masticare Billy di Ikea sarebbe stato molto probabilmente più soddisfacente e sono tornata alla cara vecchia italianissima rosetta, michetta o come vi aggrada di più chiamarla.

La perfetta forma fisica è, però, un ambito traguardo che continuo a bramare. Sarà per questo che ho scaricato un'App che ti conta passi e calorie.

Quale orrore è stato scoprire che solo con la prima colazione ne ingurgito oltre mille e che in un'intera giornata arrivo a malapena ai 2000 passi non credo sia  necessario spiegarlo.

Ho l'impressione che aver rinunciato a soia, tofu e kamut sia proprio l'ultimo dei miei problemi.

lunedì 22 settembre 2014

L'augurio

Ci sono quelli che danno il buongiorno al mondo, che corrono per 12km, che scalano l'Everest, che sono sempre pronti per qualche misteriosa nuova avventura e poi ci sono io, che non svuoto nemmeno la lavastoviglie, mi rifiuto categoricamente di spazzare, perfino di rifare il letto. Perché oggi no, non c'ho voglia, oggi voglio stare spento, come diceva qualcuno.

Siccome però il tempo è tiranno pure quando è vuoto alla fine qualcosa da fare me la trovo sempre. E con la lavastoviglie piena, il letto disfatto, i peli sul pavimento mi sono messa  sorpresona! a pensare. Evidentemente non m'ero afflitta a sufficienza visto che colta da malinconia, che vojo dì con l'apatia va a braccetto, ho deciso bene di rovistare tra i faldoni della libreria alla ricerca dei biglietti di auguri inviateci da amici e parenti in occasione delle nostre nozze.

La maggior parte nemmeno li ricordavo.

Ce ne sono di festosi, di spiritosi, di poetici. C'è quello di Lupo Alberto che porta in calce la firma delle Sisters, ci sono parecchie frasi di circostanza, un mare di congratulazioni, i disegni dei miei nipoti strapieni di cuori e faccine sorridenti.

E poi c'è questo:



Il mio preferito.

Lei è una professoressa di italiano e latino. Una di quelle vecchio stampo. Coltissima, rigidissima, a volte sopra le righe. Sempre elegante con le sue collane di corallo appese al collo. E' la professoressa per eccellenza, quella conosciuta solo come tale in paese, quella a cui si ricorre per le ripetizioni di latino a fine anno nonostante sia in pensione, forse, da un ventennio.

Casa sua ha una splendida vista sulla Valle, è piena di fiori, di libri, di quadri. Al centro della grande sala principale c'è un tavolo di legno massiccio circondato da sedie pesanti. Io lì mi ci sono seduta una volta sola. Volevo avere il suo parere sulla mia tesi di laurea.

E' perfetta, non cambiare una virgola.

Mi laureai un mese dopo, con lode.

Vorrei incontrarla ancora, adesso. Vorrei avere il coraggio di presentargli la mia vita e le mie scelte come feci con la mia tesi. Vorrei quasi mi dicesse che questa è la strada giusta, anzi perfetta. Vorrei esser certa, per parola sua, di non aver perso quella bella e vibrante intelligenza. Vorrei avere la stessa costanza, la stessa determinazione che avevo quando lessi quel biglietto la prima volta, sorrisi e pensai:

Lo farò, Prof. Ci puoi scommettere. 

martedì 16 settembre 2014

Questioni aperte e porte chiuse

Per essere un attrezzo che utilizzo in media 5 o 6 volte l'anno, la mia vasca idromassaggio mi sta già dando troppi pensieri. E' iniziato tutto con un flessibile rotto. Poco male penso posso sostituirlo anche da sola. Ma l'idraulico mi ha fatto capire che, a meno che non avessi avuto intenzione di districarmi in un complesso labirinto di cavi elettrici, tubi, sifoni e altre amenità, sarebbe stato più opportuno far fare a lui che, prima, mi ha cazziata per aver scelto una vasca idromassaggio in luogo di una vasca normale, poi mi ha ricazziata per non aver scelto una Jacuzzi ma una sua pallida imitazione a metà prezzo da Leroy Merlin, infine si è deciso a fare il suo lavoro. Ha iniziato smontando il pannello anteriore e tenendomi sulle spine con la frase speriamo non sia necessario smontare TUTTA la vasca si è sdraiato supino e, torcia alla mano, ha iniziato a smanettare. A lavoro finito ho tirato un sospiro di sollievo, messo mano al portafogli e chiuso la questione. Ieri ho fatto un bagno.

La vasca perde acqua.

Tanta acqua.



Se c'è una cosa che odio di più che rimetter mano su questioni che credevo risolte è rimandare gli appuntamenti presi, soprattutto quelli che cadono il primo del mese, soprattutto quelli con SantoSpirito. Lo spermiogramma dell'USI, infatti, non sarà pronto per quella data ed io mi vedo costretta ad attendere ancora. Una settimana o due forse non ti cambiano la vita, vero, ma quando sei al 24esimo tentativo di gravidanza la parola attesa assume un significato diverso da quello che gli viene comunemente affibbiato, un significato sinistro. Roba che pure le attese in cassa al supermercato mi sono diventate indigeste.

Di positivo c'è che passerò oggi e i prossimi due giorni completamente da sola. Il marito è andato a lavorare in Tuscia ed io, sebbene senta la sua mancanza, ne approfitto per dedicarmi ad un salubre isolamento. Non è che sono sociopatica ma dopo due settimane di inviti fatti e subiti, vecchie e nuove conoscenze, cene, parole, sorrisi, balli, canzoni, uscite serali ho il sacrosanto bisogno di prendermi una pausa da tutta questa trasbordante socialità e chiudere a doppia mandata il portone di casa mia.

Mi manco e voglio ritrovarmi, possibilmente in silenzio.


lunedì 15 settembre 2014

Coi baffi o senza

Gigina, nome di fantasia ma manco troppo, è la nostra estetista di fiducia. In realtà io ho fatto ricorso poche, pochissime volte ai suoi servigi perché sono una di quelle che il corpo è mio e lo gestisco io e poi prendermi cura della mia regale persona, dallo smalto al pelame in eccesso, mi piace quasi quanto risparmiare.

Gigina è minuta, docile, silenziosa, mano decisa ma delicata, economica e discreta. Con lei non ci si sente in imbarazzo nemmeno durante la doggy style, quella particolare posizione che in Italia viene associata all'ovino femmina e si pratica molto più spesso in un letto comodo anziché su un altissimo e strettissimo lettino da centro estetico.

A Gigina siamo arrivate dopo innumerevoli peregrinazioni nel pomatato mondo dell'estetica femminile. Peregrinazioni finite tutte in tragedia.

Per esempio la prima estetista aveva i baffi. Ma mica una cosa moderata da ricrescita, proprio il baffo da testosterone in eccesso. Che insomma, va bene la storia del calzolaio che va in giro con le scarpe rotte ma così s'esagera.

La seconda, formata probabilmente in qualche Gulag sovietico, pretendeva di estirparci pure la peluria alla base del collo, sulla panza, sulla schiena. Un'invasata.

La terza ha accolto la mia amica Cristina così: tesoro mio qua c'è da lavorare parecchio, c'hai la fica anni '80.

Ascoltando questi racconti Gigina s'è fatta una risata e ha ricambiato con una serie di aneddoti interessanti sul meraviglioso universo delle femmine di nuova generazione. Quelle che non si spaventano davanti a una ceretta integrale e conoscono la differenza tra una brasiliana, un'americana e una francese e no, non sto parlando di nazionalità.

Pare che ci sia chi, addirittura, si fa ricamare l'iniziale del moroso. Ci sono poi cuori, stelle, saette, fiamme e frecce, forse utili per i novellini bisognosi di indicazioni stradali, non saprei. 

Ma la vera rivelazione è stata la depilazione maschile. Capite, un ossimoro. 

Pare che oltre la metà dei maschietti la pratichi in qualche modo. La maggior parte di loro si limita a una sfoltita ma c'è pure chi sceglie l'integrale o, peggio, i baffi.



Vuoi vedere che la prima estetista, in realtà, stava un cifra avanti?




martedì 9 settembre 2014

L'agenda

Da bambina, come tutti i bambini che non capiscono l'ironia, non riuscivo a trovare il filo logico della frase si stava meglio quando si stava peggio. A dirla tutta non lo capisco manco adesso, che di fanciullesco m'è rimasto solo il vizio di battere i piedi quando l'USI non vuole assecondare qualche mio assurdo capriccio.

Stamane, però, mi sono ritrovata a pensare che avevo più tempo quando avevo meno tempo ovvero quando lavoravo, mi svegliavo alle sei del mattino e tornavo a casa alle nove di sera.

Sarà che mi sono messa in testa di rendere la casa splendida splendente, di non permettere ai panni sporchi o a quelli da stirare di autoriprodursi, organizzarsi e ribellarsi al sistema armati di Dixan, di curare le mie bestie compresa quella bipede che risponde al nome di mio marito di imparare finalmente bene l'inglese, modellare le mia chiappe sulla cyclette almeno una volta al dì e di svolgere tutta una serie di altre attività volte ad ossigenare il mio cervello per far sì non si disabitui al pensiero complesso e sia pronto a rimettersi in gioco in vista di qualche nuovo lavoro che tarda, però, ad arrivare.

Insomma, c'ho un sacco di roba da fare che al confronto stare seduta tutto il giorno su una sedia girevole mi pare una cosa assai più semplice.

Agli obiettivi imposti brutalmente dalla mia coscienza si aggiunge poi la questione deleghe. Perché quando sei a casa in panciolle diventi il ricettacolo umano delle richieste più disparate. Compiti che le cosiddette persone attive, cioè quelle che portano i sordi a casa, non hanno il tempo di svolgere.

Ed è così che mi ritrovo a lavare la macchina, scartavetrare il tavolo di legno del giardino e ridipingerlo, cambiare l'olio dell'auto dell'USI dal suo meccanico di fiducia, portare la micia a fare il vaccino, cucinare per le Sisters.

Il bello è che per tenere le fila delle mie attività da esecutore materiale delle altrui esigenze ho dovuto cedere all'agenda. Quando la apro e spunto qualche voce della to do list mi sento una cifra importante. Poi, niente, mi guardo allo specchio e penso ma perché cazzo te la tiri tanto, che sei in pantofole? 

giovedì 4 settembre 2014

Iniziare bene XIV. Autunno a corte.

Settembre è occasione propizia per tutti gli uomini di buona volontà che, Moleskine alla mano, stilano lunghissime liste di buoni propositi, obiettivi da raggiungere, cattive abitudini da debellare.

Pensate quindi a quanto mi senta inadeguata io che sto aspettando l'idraulico.

In pigiama.

lunedì 1 settembre 2014

Il triangolo no

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni.

Io l'ho tradito.

Ho tradito l'uomo che potrebbe darmi un figlio, l'uomo che conosce come sono fatta dentro, colui che scruta con attenzione maniacale le mie più intime particolarità, l'uomo che programma i miei rapporti, che gestisce le mie nevrosi, che mi rallegra, che mi consola.

Avevo bisogno di certezze, di confronto, di diverse attenzioni. Perciò non giudicatemi.

Sono andata da un altro ginecologo.

Basso, abbronzato, vecchissimo. Con uno studio fichissimo e un conto salatissimo.

E sono delusa.

Che io, sapete, sono sempre la solita scema. Quella fermamente convinta che certe soluzioni possano essere tirate fuori per magia, come un coniglio da un cilindro. Insomma, sei un luminare, illuminami.

E invece no.

Sono uscita di lì con un opuscolo sulla fertilità che parla di fumo, alcool, calcolo dell'ovulazione, età della donna, abitudini alimentari. Aria fritta. Sulla copertina due modelli in finta posa nature si scambiano effusioni da scuola media. E lui ha pure un maglione blu sulle spalle, il capello al vento e i mocassini.

Lei è fertile.

Tutto quel che ha detto. Quel che ha detto di sensato, almeno. Il resto del tempo l'ho passato a parlare, parlare, parlare, roba che tra i due il medico parevo io. Fascio d'analisi in mano, un'ecografia, un follicolo pronto, un utero perfetto, l'endometrio pure. Stop. La storia infinita che si ripete sempre uguale a se stessa. Che barba che noia, proprio.

Lui è seguito da un andrologo, quindi va bene così. La natura farà il suo corso, intanto si dia da fare che sta ovulando.

La natura. Dico, stiamo scherzando?

Il Prefolic da 15 va benissimo, in gravidanza si vedrà. Lavande vaginali per prevenire infezioni e Chirofert 1000, un integratore a base di vitamine per regolarizzare un ciclo già di per se puntuale come la telefonata del mio commercialista il 16 d'ogni mese.

Tutto qui?  E mio figlio, di preciso, dove l'hai nascosto, luminare de 'sta ceppa?

Insomma, mi fossi vistata da sola o avessi affidato la mia salute a Dr. Google sarei, probabilmente, più soddisfatta, meno povera e meno incazzata ma il dubbio, quell'atroce dubbio riguardo le competenze e il modus operandi dello specialista che mi sta seguendo da oltre un anno, quantomeno, me lo sono tolto. E sono tornata, con la coda tra le gambe, all'ovile, da lui. Brizzolato con gli occhiali a specchio e la battuta pronta. Adesso mi pare pure più intelligente.