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venerdì 1 marzo 2013

Privazioni

Quando iniziai a lavorare qui, quasi due anni fa, commisi un fatale errore durante la mia prima settimana. In quella che viene comunemente definita fase di ambientamento rivelai ai miei colleghi l'orario in cui ero solita coricarmi. Roba che se vivessi a San Pietroburgo, in mezzo a stangone bionde che, però, potrebbero avere una faccia spaventosamente simile alla mia, in estate avrei bisogno di tendoni da circo per ripararmi dalla luce che passerebbe dai vetri delle finestre, ancora piuttosto forte in quell'ora lì:

le nove e tre quarti

Il punto è che quanto ho il turno che mi consentirebbe di avere una pseudo vita sociale, quello che va dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio, devo alzarmi ad un'ora che dovrebbe essere vietata da qualche convenzione internazionale. Tornata e casa e fatta la mia parte di lavori domestici, quelli a malapena sufficienti a garantire la mera sopravvivenza di Princess e Umile Servo, il cuscino mi chiama in una maniera così seducente, manco fossi Ulisse dotato di vagina e lui una sirena memory foam, che rifiutare un accoppiamento selvaggio con  il suddetto, il piumone e il materasso sarebbe un insulto al buon senso.

Tuttavia, nel vano tentativo di non essere più perculata, ho provato a fare la Ciovane. Perché dormirai quando sarai morta, dicono. Così ho dedicato tempo che avrei, solitamente, passato tra le braccia di Morfeo ad altro. Uscite serali, chiacchierate con le amiche, letture notturne, film.

Molto bene.

Testando le conseguenze sul mio fisico della sottrazione di unabarradue ore di sonno per notte sono arrivata alla seguente conclusione:

AIUTO

Volendo argomentare quella che ai più superficiali sembrerebbe soltanto una vaga e pigra richiesta di una che non c'ha er fisico vi spiegherò in tre semplici punti quello che mi è successo:

1. Assenza di filtri. Non che sia una novità per la sottoscritta. Già in quella fantastica fase del mese che ti permette di imputare le tue nevrosi allo scombussolamento ormonale io non me regolo ma stavolta, fidatevi, ho fatto di peggio. In particolare i seguenti filtri:

  • diplomazia
  • eufemismo 
  • dì una cazzata qualsiasi per non offendere

sono completamente OFF.

Per esempio ieri la Sister mi ha chiesto cosa ne pensassi delle sue nuove tende e io, invece di dare la solita risposta sono il tuo genere le ho detto, semplicemente,  fanno schifo.

Questa mattina il Capetto credo mi abbia chiesto un parere sul post-elezioni. Il credo è d'obbligo perché ho risposto con un scusami Capetto, non ti stavo proprio cagando, che hai detto? Mi ha mandata affanculo ops, a quel paese. Scusate era disattivato pure il filtro niente parolacce.

2. Deficit d'attenzione. Oltre a fissare il vuoto con sguardo vitreo diverse volte al dì, il mio cervello pensa bene di vagare nel fantastico mondo del no sense mentre gli altri mi parlano. Per esempio dal collega V. ha tirato fuori solo le parole: mail, pdf, path, messa in esercizio. A caso, come se le avesse pescate tipo numerelli della tombola. Il resto del tempo io ho pensato a SPONGEBOB. Avete capito bene.

3. Spiacevoli reazioni fisiche. Il mio corpo cerca di rimediare alla privazione del sonno col cibo. Ho una fame assassina. A tutte le ore. Da due giorni ingurgito schifezze. E mi gira la testa.

Se qualcuno mi chiede se sono incinta potrei insultarlo. Pesantemente. Senza filtri sono deleteria per gli esseri umani.

Stasera vado a letto alle venti.


martedì 8 gennaio 2013

Le notti postmatrimoniali


Se come me soffrite di insonnia, il matrimonio, sappiatelo, non gioverà affatto al vostro problema. Nonostante la palpebra pesante già alle 6 del pomeriggio e i numerosi tentativi di restare sveglia in macchina al ritorno dal lavoro con lo stereo a palla e l’aria condizionata, gelida, dritta sulla faccia potrebbe capitare che, arrivate le 11 di sera, quando state, finalmente, per rifugiarvi  tra le braccia di Morfeo, sole nel vostro lettone, rientri vostro marito imprecando contro la serratura del portoncino d’entrata di casa vostra. 

Voi, visto che non l’avete visto per tutto il giorno, vi sentirete quantomeno in dovere di alzarvi, abbracciarlo, baciarlo e chiedergli, sperando in un secco no, se vuole qualcosa da mangiare. Lui, se è un tipo comprensivo, vi rispedirà subito a letto con vostra immensa gioia. Poi, però, piomberà in camera vostra e, come sempre accade quando non si vuol far rumore, inciamperà nelle vostre ciabatte, gli cadrà qualcosa dalle mani scaraventandosi sul pavimento con un rumore infernale, entrerà nel bagno per una doccia e quando sarà sotto il getto dell’acqua il suo cellulare squillerà, diverse volte. Finché voi, prese dallo sconforto, vi alzerete e glielo porterete lottando contro l’ubriacatura da sonno. 

Riaddormentarvi non sarà facile. Cercherete invano di ritrovare la posizione che avevate assunto e che era tanto, ma proprio tanto comoda e quando vi sembrerà di averla trovata, vostro marito entrerà nel letto tirandosi dietro le lenzuola. Sfinite vi addormenterete verso le 2 di notte con la sveglia impostata sulle 6 pensando che il giorno dopo sarà un’altra bella giornata di merda passata tra la vostra scrivania e la macchinetta del caffè.

Buongiorno.