Visualizzazione post con etichetta psicoterapia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicoterapia. Mostra tutti i post

mercoledì 30 ottobre 2013

Latitanze

I miei sogni mi precedono. Da sempre. E' il vantaggio d'avere un incoscio parente stretto di Stakanov. Lui non si lascia ingannare dagli artefatti della mia ragione, dalle costruzioni artificiali di serenità, dalla felicità in pillole, dal mantra e dalla respirazione. Lui lavora, sempre.

Così io sogno litigi. Violenti e dolorosi. Spesso le persone che amo sono protaginiste indiscusse delle mie divagazioni oniriche, qualche volta ne fanno parte anche i semplici conoscenti. Disagio e eccitazione sono le sensazioni che mi si appiccinano addosso quando apro gli occhi preda di un respiro affannato.

Credo d'aver cantato vittoria troppo presto.

Sto meglio.
Piano piano ce la faccio.
Il Gonasi mi fa una sega, vedete come sono serena?

Balle.

L'inconscio non cede alle mia avances e gli ormoni dopati completano il quadro.

Sciattaman mi ha educatamete chiesto che minchia di fine avessi fatto.

Spero che vada tutto bene

Una favola, psaico. Una favola.

Sono contento. 


E io faccio finta di credere tu m'abbia creduto. 

Ho latitato e forse ho fatto male. Ma tra dopaggi, monitoraggi, lavoro e  la ZiaSanta che ha pensato bene di esibirsi in un doppio carpiato sulle scale di casa sua non ho avuto modo, testa, tempo di dedicarmi alla psicoterapia nonostante lui m'avesse pregato di non interromperla al fine di non creare resistenze che m'avrebbero fatto male.

Faccio da me.

Bella idea del cazzo, Princess.

Il punto è che faccio fatica e troppi percorsi insieme non li reggo, mi sfiancano. Ho bisogno di canalizzare le mie energie verso un unico obiettivo poi, magari, avrò tempo e voglia di lavorare su me stessa.

Sempre che ci sia ancora una me stessa alla fine di tutta 'sta storia. Che mica son più tanto sicura di non lasciarci le penne, eh.

venerdì 27 settembre 2013

...e a culo tutto il resto!

Ciao, sono la Princess, sono una misantropa sociopatica e sono fiera del mio carattere di merda.

Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate, perché ho il filtro diplomazia su off e non ho manco intenzione di farvi credere che sia a causa dell'ormone a palla da periodo mestruale.

Da ieri sera convivo con l'identico stato d'animo che aveva Guccini la sera in cui scrisse l'Avvelenata, peccato che son quasi astemia, avrei potuto scrivere un post memorabile, roba da candidatura al MIA2014 e invece ho un mondo di rancore nel cuore e non riesco ad esprimerlo con le parolacce parole.

Riflettevo sull'ultima perla di Sciattaman.

Temi troppo il giudizio altrui

E te credo, strizzacervelli ottuso, convivo con gente idiota.

Dai su, provate ad azzeccare il primo della lista!

Bravi, è Capetto.

Lui rientra in quella categoria di persone grosso ego piccolo cervello. Che io dico, prima di esprimere qualsivoglia giudizio sul prossimo dovresti almeno imparare a camminare senza mettere i piedi a papera. A meno che tu non abbia interiorizzato la postura da prima posizione dopo 10 anni di danza classica non sei giustificato. Ci vorrebbe un modestissimo Q.I. da 90 per zittirlo, peccato possa decidere sul mio futuro, il che zittisce me, anche se ancora per poco.

Sarebbe davvero un meglio mondo se, semplicemente, tutti rispettassero quel tacito undicesimo comandamento, il cui valore, a mio modesto ma manco troppo avviso, supera di gran lunga il santificare le feste. Sarà che le feste comandate, come tutto quello di comandato, mi stanno sul cazzo.

Ci sono volute otto dico otto sedute per tirarmi fuori che mi viene l'ansia quando ho la sensazione di non potermi tirare indietro, quando mi costringo a sorridere e fingermi solare e accondiscentente.

Accondiscendente un par de cocomeri.

Volevo essere perfetta. Ma mica per me eh. E' qui che sta la deficienza, per gli altri. Figlia perfetta, moglie perfetta, lavoratrice perfetta. Perfettamente stronza, direi.

Comunica Princess, fatti conoscere per quella che sei. Esprimi i tuoi desideri, bisogni, necessità. E soprattutto, esprimi le tue perplessità, i tuoi disagi, i tuoi malesseri. Senza timori. Sei una persona libera.

Ok, Sciattaman, vado 7 anni in Tibet, che se me dice culo incontro pure Brad Pitt, smaltisco tutta la tossicità di anni e anni di sorrisi forzati e torno, incazzata e con la barba. No dai, quella no, che già rinunciare al tacco 12 sarà un mezzo trauma.

Non lo so se la terapia sta funzionando visto che dopo l'ultima chiacchierata ho deciso di non soffocare i miei scazzi dietro un non c'è problema ma io mi sento caricata a pallettoni. E incazzata, non so se s'era capito. 

Reprimersi è male

Esprimersi è bene

Ma esprimersi male è bene o male?

Va bè, vi saluto gente, vado a condurre Sottovoce al posto di Marzullo.



mercoledì 18 settembre 2013

E tu, chi pazzo sei?

Facciamo la conta... ambrabaciccìcoccò tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore... nessuno vi ha mai parlato di zoofilia eh?
Forse è meglio eeny neeny miny moe... no 'spettate, questa è inquietante, per non parlare della variante razzista.

Vabbè, facciamo che decido io.

Vi parlo di ovaie o di cervello?

Maschietti stanchi dei miei racconti splatter avete vinto.

Let's pick my brain!

Come gli affezionati sapranno o avranno potuto intuire, dopo tre settimane di assenteismo spregiudicato e superbo con la Princess schiena dritta e spocchia chiavi in mano che in preda a deliri di onnipotenza andava blaterando in giro sono forte, sono figa, sono invincibile e pure immortale, chi ha bisogno della psicoterapia? sono tornata, tremolante, coda tra le gambe e con questa espressione qui:


da Sciattaman.

S'è parlato di Mina e Pino aka i miei parents che, bontàloro, in una ipotetica cerimonia di premiazione per il titolo di genitore dell'anno sarebbero stati quelli in ultima fila che si girano i pollici e guardano avidamente il buffet, sperando che lo strazio finisca in fretta. Non è stata colpa loro, certo. Hanno ricoperto il ruolo come meglio hanno potuto. Epperò han fatto un bel casino, diciamocelo. Così io mi ritrovo con una mamma simbiotica e un padre fantasma. Famiglia Adams spazzame il salotto.

Hai sofferto per le mancanze di tuo padre Princess?

Ma no, figuriamoci. Ero così abituata che nemmeno le ho notate.

Ma prima hai detto che in adolescenza hai iniziato a chiederti se ti amasse o no, giusto?

Eh

E porsi domande simili non è già soffrire?

Azz, quando Sciattaman c'ha ragione, c'ha ragione.

Anyway

Pare che siam passati dalla fase benessere, tipica del periodo successivo ai primi incontri, alla fase must to do something alias damose da fa che siam mica qui a far crescere il pisello a Ken

Punto primo: evitare di sentirmi in obbligo di raccontare a mia mamma pure quando ovulo. Fare scelte consapevoli e assolutamente autonome. Non farsi condizionare dal giudizio altrui. 

Insomma fatte 'na vita, Princess. E io ci proverò, giurin giurello.

Ora, però una questione mi attanaglia. Sì perché Sciattaman m'ha dato i compitini a casa e io da scolara diligente, abituata a far la primina della classe, ho compilato il questionario consegnatomi dallo psaico il giorno stesso della seduta. Tra i molti quesiti ce ne sono alcuni finalizzati a rilevare eventuali forme di dipendenza, a vari livelli, da cibo, alcool, droghe, sesso e altri tesi ad evidenziare eventuali forme maniacali come il disturbo ossessivo compulsivo o le manie di persecuzione. Fortuna che io so' solo depressa e ipocondriaca. Pfiù.

Per farvi un esempio, queste sono alcune domande tipo:

In passato l'abitudine alla droga mi ha creato molte difficoltà: vero o falso

Il mio lavoro non è mai stato realmente disturbato dall'abitudine del bere: vero o falso


Fin da piccolo/a e per buona parte della vita ho avuto pensieri tristi: vero o falso


Ho difficoltà a dormire e mi sveglio stanco come quando sono andato a letto: vero o falso


Sarei disposto a morire di fame pur di diventare più magro di quello che sono: vero o falso


Mi accorgo che la gente parla male di me quando passo loro accanto: vero o falso

Fin qui nulla di strano. Ora però, por favor, qualcuno mi spieghi questa:

L'anno scorso sono andato a finire sulla copertina di una rivista: vero o falso

E questa:

Negli ultimi 10 anni non ho visto nemmeno un'automobile

Voi l'avete vista almeno una macchina negli ultimi 10 anni, vero?
Sennò sete pazzi, amici miei. Stiratevi la camicia di forza che vi servirà.

domenica 8 settembre 2013

La PMA dell'io

Dunque vediamo se ho capito. Ci sono io, poi ci sono io come mi vedete voi, poi ci sono io come credo mi vediate voi. Poi ci sono io come vorrei essere io. Poi ci sono io come sono io.

Uno nessuno e centomila. Pirandello docet.

Un sacco di io. Io a destra e a manca. Io da collezione. 

Ce l'ho, mi manca, ce l'ho, mi manca.

Ecco. 

A me manca quello più importante.

L'io interiore.

Ovvio che non me lo dico da sola, che va bene che penso e penso e penso ma sono così tante le cose a cui penso che pensare all'io no, non c'avevo pensato.

Me l'ha detto Sciattaman.

Che poi io sono una cazzona, lo sapete no? E quando ha nominato st'io interiore io me lo sono collocato tra stomaco e budella. Non sono affatto poetica e a st'io devo stargli un pochino sul cazzo visto che ho scelto per lui la periferia invece, che so, di collocarmelo sul cuore, sul cervello, nelle zone in. Quelle che agli americani piace raffigurare con gabbie intorno agli alberi. 

Pure Mary Poppins docet.

Insomma st'io nasce quando siamo piccini, pare. Il mio non è nato. Cioè io oltre che non essere tanto brava a far nascere bambini non faccio nemmeno nascere gli io.

Un fallimento.

Ma niente panico, dice Sciattaman, che l'io lo facciamo nascere adesso. Con la psicoterapia.

E io ho pensato cazzo esiste pure la procreazione assistita dell'io.

Non me faccio manca' niente. Io.

lunedì 22 luglio 2013

Amarsi un po'

E' una questione di schemi mentali. Si formano nell'infanzia, per imitazione. Non ce li togliamo più di dosso, li applichiamo ogni volta percepiamo una situazione di pericolo, paura o semplicemente una novità. Non ce ne sono di giusti o sbagliati ma alcuni ci fanno vivere male, altri bene.

Sai cosa vuol dire avere un rapporto simbiotico con qualcuno, Princess?



E con chi credi di averlo?

Con mia madre

Sogno onde anomale dall'adolescenza. Le prime, impetuose e inarrestabili mi soffocavano, riempiendo i miei polmoni d'acqua, mi uccidevano. Ed io mi lasciavo travolgere, svegliandomi di soprassalto, annaspando. Con gli anni ho imparato a scappare. Nel sogno percepivo il pericolo e iniziavo a correre, girandomi ogni tanto per controllare l'altezza dell'acqua. A volte mi salvavo raggiungendo a fatica un'altura, con la speranza che il livello del mare non si elevasse tanto da affogarmi. Ora le onde son quasi sparite. Ma l'acqua popola ancora le mie visioni notturne. Qualche mese fa camminavo sul pavimento di ghiaccio della mia camera da letto, il ghiaccio si è spezzato ed io sono andata a fondo. Ho nuotato, con grazia e con calma. Ieri notte ero su una gondola. Il gondoliere ha virato su un canale, chiuso fino a pochi minuti prima. La gondola ha incamerato acqua, si è spezzata in due ed io ho nuotato di nuovo. Con la stessa calma e la stessa grazia del sogno precedente.

Sabato ho scoperto che l'acqua è un simbolo forte, profondo, viscerale e, soprattutto, primordiale. L'acqua richiama il liquido amniotico, il rapporto con la madre.

Un rapporto complesso. Tanto intimo e profondo quanto soffocante e malato.

Ho assimilato per osmosi gli schemi mentali di mia madre. Ho fatto mie le sue ansie, l'ipocondria e l'angoscia. Ho fatto mio il suo male di vivere così come la sua sensibilità, la capacità di analisi e di introspezione.

Ma sono anche una persona ricca. Parola di Sciattaman. Perché rispondo bene alla psicoterapia, non ho costruito resistenze, mi sono aperta, miglioro in fretta.

Ci deve essere stata un'altra persona, nella tua vita, nella tua infanzia che ti ha dato un'alternativa, ti ha mostrato altri schemi mentali a cui tu hai attinto, ti ha fatto capire che esiste altro oltre la depressione, come arma di difesa e reazione.

C'è stata. E' la ZiaSanta. Che sorride e sdrammatizza, che ama viaggiare e ha fatto dell'indipendenza la sua bandiera. Che non si è mai sposata perché non voleva accontentarsi. Che trova il bello nelle piccole cose.

C'è stata lei quando mia madre si chiudeva in casa preda degli attacchi di panico.

Gliel'ho detto.

Ti ha salvata, sai?

E' stata la sua risposta.

E, inoltre, hai avuto l'intelligenza di trovare una persona più simile a tua zia che a tua madre per passarci la vita.

Sono fortunata Doc!

No, sei scaltra. La fortuna ce la facciamo da soli, Princess. E il segreto della scaltrezza è solo uno: volersi bene

E io me ne voglio, tanto. Avevo smesso e ho sbagliato. Ma non mi spaventa ricominciare.

martedì 9 luglio 2013

Core de pietra

Sciattaman continua a dirmi che sono una tipa very smart e che per tale motivo uscirò dal mio stato catalessico a breve. Io continuo a sentirmi un'idiota durante le sedute. Non sempre eh. Un'idiota a tratti.
Per esempio l'ultima volta mi ha chiesto dei miei sogni. Me ne sono venuti in mente due o tre zozzi e quindi m'è pure venuto da ridere poi però mi son ripresa fischiettando in modalità gnorri on, c'ho pensato un po' su e mi sono resa conto di fare spesso incubi. Sogno di morti improvvise di persone care, soprattutto. L'ultimo, per esempio, riguardava il mio povero Pino, venuto a mancare in circostanze misteriose mentre io ero fuori per lavoro. Ricordo solo una lapide strana e un dipinto che non gli somigliava pegnente.

Che io pensavo che sta cosa del dipinto fosse rilevate ai fini terapeutici e invece lui mi ha chiesto di impersonarmi nella morte.

Impersonarmi nella morte. Pare facile.

Ciao io sono la morte e ho problemi di socializzazione. Nessuno vuol fare amicizia con me.

E grazie al cazzo

Ecco, questo m'è venuto in mente..

La mia faccia perplessa non l'ha smosso dal suo obiettivo, così ho detto:

Sono violenta, inaspettata e ingiusta

Silenzio

Eccola là, mo questo me interna, lo sapevo io.

Invece dice una cosa tipo:

Hai un blocco delle emozioni. E' una strategia difensiva. Tu razionalizzi tutto, razionalizzi troppo. Mi hai dato una definizione da manuale. Nessuna sensazione, nessun sentimento. Del resto quest'atteggiamento è coerente con la tua esigenza di controllo che a sua volta sfocia nell'ipocondria, nella mancanza di fiducia verso gli altri, nella frustrazione dovuta all'impossibilità di cambiare le cose.

Che robetta eh? Sono una Princess algida e senza core, vi avevo avvertiti no?

Pare che bisogna capire da dove abbia origine tutto ciò. Mi ha detto si pensarci durante la settimana. Così mentre faccio la fila a mensa o pago il benzinaio o pulisco la lettiera di Penelope vengo colta da momenti d'assenza finalizzati all'indivuduazione dell'origine di tutti i mali.

Non sarà mica stata la mia fissa temporanea per Eros Ramazzotti, vero?

giovedì 20 giugno 2013

Una questione di coscienza

Lo studio è piccolo, probabilmente ricavato da un grande stanzone. C'è un divano bianco di pelle a due posti  che deve esser stato oggetto di divertimento per più di un gatto. Sopra troneggiano i faccioni sorridenti e colorati della diva per eccellenza, Marylin Monroe. Quel quadro l'ha voluto mia moglie, dice lui, serve solo a coprire una macchia d'umidità, non scandalizzarti, sorride. Sulla parete di fronte due quadri di un artista amico della famiglia di mio zio, marito della sorella di mio padre e suo cugino carnale. E' l'unica connessione evidente della parentela. Nessuna somiglianza tra i due.

L'aria passa attraverso una lunga finestra che da su un cortile interno la cui vegetazione rigogliosa e un po' incolta mi ricorda il giunglino. La tenda è semistrasparente e svolazza nella corrente.

I libri sono accatastati uno sull'altro, sopra una sorta di ampia mensola ricavata dal controsoffitto e provvista di faretti. Nomi ridondanti e autori a me sconosciuti. Qualche consonante di troppo sul dorso di una ventina di libri mi ha fatto azzardare un anche io amo la letteratura russa, sa?. Lui ha sorriso di nuovo e ha imputato ancora alla consorte la colpa di qualche Bukowsky di troppo. Sempre meglio di Moccia, dico io.

La porta a soffietto non si chiude bene e il tavolino basso, di fianco al divano è pieno di agende, fogli di carta scribacchiati, qualche caramella, due bicchieri e una brocca d'acqua naturale.

La forma non è tutto.

Lui siede su una poltroncina nera, davanti al divano. In braccio ha un cagnetto marrone, faccia simpatica, occhi tondi e orecchie grandi. Abbaia in continuazione quando lui si alza o si allontana. L'abbiamo preso in un canile, racconta, è stato maltrattato da piccolo, per questo è aggressivo. Gli carezzo le testa e mi siedo.

Cominciamo. Suona come un ordine ma mi va bene.

Mi siedo e inizio a parlare. Di me, di mio padre, di noi, di mio suocero, di un matrimonio martoriato dagli eventi, della mia ipocondria, dei miei figli, quelli che non vengono, quelli che pare non mi vogliano. Parlo dell'angoscia che sento quando mi sveglio, parlo degli incubi e del fiato corto. Di pensieri bui, di pianti, di apatia.

Cosa vuoi ottenere alla fine del percorso, Princess?

La serenità che ho perso. Perchè io, dottore, questo male oscuro lo odio, con tutta me stessa. Lo voglio schiacciare, perché ho tanta voglia di vivere.

Ho iniziato una psicoterapia. Perché me lo devo e lo devo a loro: i miei futuri figli. Che se continuo così non verranno mai e io, invece, li voglio tanto, ancora.