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mercoledì 3 luglio 2013
Cose boccaccesche
Questa mattina dopo il consueto caffè con Capetto e fedelissimi, fuori l'ufficio, col fresco delle 8, si parlava di zoccolaggine. Tanto pe dì na cosa nova, che altrimenti qui ci si annoia. Del resto il pettegolezzo aziendale è un must have della stagione estiva. E pure delle altre tre, a dirla tutta.
Oggetto delle nostre lingue biforcute era miss biondo che fa felice il mondo rea, secondo Capetto, di aver elargito la sue poche e malfatte grazie con estrema generosità a tutti i masculi con pelo sullo stomaco dell'azienda, quelli che ogni buco è trincea, per capirci.
A., che in rari e sporadici casi riesce ad essere anche più stronzo della sottoscritta, mi ha sorpreso con la seguente frase: ma no, lei non è zoccola.
Poi si è ripreso aggiungendo : ma solo perché...
Ed io, che di mattina ho i filtri azzerati, col cervello che cercava invano di metabolizzre i benefici effetti della caffeina ho pensato bene di palesare il mio stato di nobile completando la sua frase così: ... perchè non trova nessuno che glielo da.
Alla parola nessuno il mio organo preposto al pensiero s'è svejato, con più calma del Marchese del Grillo.
Che cazzo stai a dì? Fermati, idiota! Non puoi mica dire 'ste cose davanti a Capetto, che poi ti perculerà a vita o ne approfitterà per giustificare le sue sboccataggini omofobe.
Troppo tardi.
Scusa cervello, oggi ha vinto parola.
Ovviamente il mio intervento ha suscitato stupore e ilarità e io sono tornata in stanza pensando che la compagnia de 'sti due sta seriamente compromettendo il mio già provato senso della misura e della sobrietà.
martedì 18 giugno 2013
Primati
Sottostare ad alcune ferree regole di sopravvivenza è lo scotto che dovete pagare per avere l'onore di sentire il peso di una corona sulla vostra testa. Perché la vita da Princess è assai dura, sapevatelo. Che non ci sono mica solo i privilegi, tipo, che so, avere un Umile Servo Intelligente che ti porta la colazione a letto, no no. Ci sono anche delle responsabilità. Una di queste è primeggiare. E io, modestamente, primeggio. Non tanto in qualità e virtù quanto in vizi e magre figure. Del resto non faccio altro che dar seguito ad una millenaria tradizione. Non era forse un vizioso il Re Sole? E non fu forse una gaffe la celebre frase che mangino brioches di Maria Antonietta? Ma no, dai, non penserete mica che fosse solo questione di stronzaggine. Voglio dire, quella poraccia doveva andare in giro con un parruccone del peso di un San Bernardo, potreste mai anche solo lontanamente immaginare cosa succedeva alla sua regale cute in estate? Minimo si ritrovava in testa un allevamento di rane. Minimo.
Per darvi dimostrazione del mio primato in figure di merda ve ne racconterò qualcuna e siccome sono una a cui piace suddividere lo scibile in categorie ne ho individuate tre:
Nudità
Tra le numerose malsane abitudini principesche vi è quella di liberarsi delle vesti non appena varcato l'uscio di casa. Niente di male se non fosse che più di una volta ella è stata sorpresa dal dirimpettaio mentre passava il folletto vestita solo di un perizoma verde smeraldo, pure un po' catarifrangente.
In un'altra occasione, convinta che a suonare il campanello fosse stato l'USI, ha aperto la porta in mutande e reggiseno all'idraulico per poi richiudergliela violentemente in faccia blaterando una cosa tipo spetti scusi eh torno subito pensavofossemiomarito.
La sua autostima ha vacillato giusto un pochino quando è stata costretta a gattonare sotto la finestra aperta della sala da pranzo perché aveva intravisto la signora di fronte appollaiata sul davanzale. Le mancava giusto un cannocchiale.
Pettegolezzo in presenza di spettegolato
Presa da vocazione sgarbesca la Princess pensò bene di mettersi a criticare ferocemente i lavori di ristrutturazione di una piazzetta nel centro storico del paese. Lavori voluti, ideati e diretti dal padre, architetto, di una sua amica, in quel momento seduta di fronte a lei. Non paga della figura barbina pensò bene di chiedere alla Sister perché mi stai dando dei calci sotto il tavolo? quando lei cercò di salvarla usando quel convenzionale metodo anti-gaffe.
In un caldo pomeriggio estivo, seduta su una panchina, la Princess decise di intrattenere la corte attribuendo un voto da 0 a 10 ai fisici più o meno ben tenuti delle over 40 del paese. Il caso volle che la tipa che le era seduta dietro di cui lei, ovviamente, non si era accorta, ricevesse un timido 4 e mezzo accompagnato dalla frase: pe' avvecce 50 anni sta messa bene ma, cacchio, io eviterei i pantaloni bianchi attillati se avessi la sua cellulite.
Falling down
Cadere è un'altra delle attività predilette a Palazzo. Meglio se compiuta nel bel mezzo di un evento di proporzioni colossali. Per esempio durante una mostra, con un taccuino ed un registratore in mano, durante un'intervista all'artista di turno.
Ma la Princess, sapete, primeggia anche nei modi. Una volta, per esempio, cadde a terra in ginocchio mentre era intenta in una complessa attività: alzarsi da una panchina.
L'USI è ancora convinto che sia stata colpita da improvvisa crisi mistica. Una cosa tipo l'estasi di Santa Teresa.
E voi? Di quali figure fagose vi siete resi protagonisti?
Per darvi dimostrazione del mio primato in figure di merda ve ne racconterò qualcuna e siccome sono una a cui piace suddividere lo scibile in categorie ne ho individuate tre:
Nudità
Tra le numerose malsane abitudini principesche vi è quella di liberarsi delle vesti non appena varcato l'uscio di casa. Niente di male se non fosse che più di una volta ella è stata sorpresa dal dirimpettaio mentre passava il folletto vestita solo di un perizoma verde smeraldo, pure un po' catarifrangente.
In un'altra occasione, convinta che a suonare il campanello fosse stato l'USI, ha aperto la porta in mutande e reggiseno all'idraulico per poi richiudergliela violentemente in faccia blaterando una cosa tipo spetti scusi eh torno subito pensavofossemiomarito.
La sua autostima ha vacillato giusto un pochino quando è stata costretta a gattonare sotto la finestra aperta della sala da pranzo perché aveva intravisto la signora di fronte appollaiata sul davanzale. Le mancava giusto un cannocchiale.
Pettegolezzo in presenza di spettegolato
Presa da vocazione sgarbesca la Princess pensò bene di mettersi a criticare ferocemente i lavori di ristrutturazione di una piazzetta nel centro storico del paese. Lavori voluti, ideati e diretti dal padre, architetto, di una sua amica, in quel momento seduta di fronte a lei. Non paga della figura barbina pensò bene di chiedere alla Sister perché mi stai dando dei calci sotto il tavolo? quando lei cercò di salvarla usando quel convenzionale metodo anti-gaffe.
In un caldo pomeriggio estivo, seduta su una panchina, la Princess decise di intrattenere la corte attribuendo un voto da 0 a 10 ai fisici più o meno ben tenuti delle over 40 del paese. Il caso volle che la tipa che le era seduta dietro di cui lei, ovviamente, non si era accorta, ricevesse un timido 4 e mezzo accompagnato dalla frase: pe' avvecce 50 anni sta messa bene ma, cacchio, io eviterei i pantaloni bianchi attillati se avessi la sua cellulite.
Falling down
Cadere è un'altra delle attività predilette a Palazzo. Meglio se compiuta nel bel mezzo di un evento di proporzioni colossali. Per esempio durante una mostra, con un taccuino ed un registratore in mano, durante un'intervista all'artista di turno.
Ma la Princess, sapete, primeggia anche nei modi. Una volta, per esempio, cadde a terra in ginocchio mentre era intenta in una complessa attività: alzarsi da una panchina.
L'USI è ancora convinto che sia stata colpita da improvvisa crisi mistica. Una cosa tipo l'estasi di Santa Teresa.
E voi? Di quali figure fagose vi siete resi protagonisti?
venerdì 17 maggio 2013
Iniziare bene V
Ore 07:45.
Interno giorno.
Princess preme il pulsante dell'ascensore.
Entra, seguita da un distinto signore di mezza età in giacca e cravatta.
Primo o secondo? chiede
Secondo. Pensi che c'è anche chi prende l'ascensore per salire al primo
... tipo io
Ah
Ma è perché ho i tacchi eh
Certo. I tacchi. Sì sì, fa bene
Onestamente, io non lo so chi ha fatto la figura peggiore.
Interno giorno.
Princess preme il pulsante dell'ascensore.
Entra, seguita da un distinto signore di mezza età in giacca e cravatta.
Primo o secondo? chiede
Secondo. Pensi che c'è anche chi prende l'ascensore per salire al primo
... tipo io
Ah
Ma è perché ho i tacchi eh
Certo. I tacchi. Sì sì, fa bene
Onestamente, io non lo so chi ha fatto la figura peggiore.
sabato 30 marzo 2013
Donne e motori. Stereotipi e dolori.
Quando l'USI mi ha comunicato che nel giorno che commemora la resurrezione di nostro Signore casa nostra sarebbe stata invasa da tutta la sacra corona unita, tredici persone in tutto di cui uno simpatico come un calcio in culo con rincorsa, ho sentito l'impellente bisogno di un paio di scarpe nuove. E un maglioncino color melanzana. E uno smalto fuxia. E una collanina con pendolo a forma di gatto.
Quindi dopo il lavoro sono andata a fare shopping. Schiava del capitalismo che non sono altro.
All'uscita dal centro commerciale quell'inquietante spia a forma di pompa di benzina ha iniziato a lampeggiare. Dopo km 15, nel disperato tentativo di attirare la mia attenzione, è diventata fissa. Ed io, che ho fatto dell'arte di rimandare fino a quando diventano improcrastinabili le azioni che mi risultano scomode uno stile di vita, ho saltato numero 2 benzinai perché tanto c'è quello sull'A24.
Prava pampina itiota, direi a me stessa, col senno di poi.
Il mio machiavellico piano avrebbe funzionato alla perfezione se non fosse che, distratta da una comunicazione telefonica, anzichè girare verso l'area di servizio ho preso l'A1.
Da un minuto all'altro mi sono ritrovata persa.
Persa senza benzina.
Persa senza benzina sull'Autostrada del Sole.
Persa senza benzina sull'Autostrada del Sole con una chiamata dell'USI in arrivo.
Ciao Princess dove sei?
USI ehm... ecco... io, come dire, avrei fatto una principessata
Vi risparmio le parolacce. Dopotutto ho il sangue blu, santocielo.
La prima uscita dal nome amichevole, raggiunta, suppongo, grazie all'accoppiata carezzine ruffiane sul volante e frasi zuccherose tipo amore mio ce la puoi fare, ho fiducia in te rivolte alla mia Polly, mi ha catapultata dritta dritta sul set di Jack lo squartatore, il ritorno. In 3D. Stazione di servizio deserta, poco illuminata, rumore di lamiere cigolanti.
No panic, penso, faccio benzina e me ne vado. Poi cerco di capire dove minchia sono e come faccio a tornare a casa.
Incenua pampina itiota.
Polly è una tipetta stronza, sapete. Deve aver pensato non l'ho fatta perire da sola sull'A1 senza benzina, è sufficiente per oggi, perché il fottuto tappo non si apriva. A nulla sono valse le istruzioni telefoniche di un marito rassegnato a farmi da badante, meccanico e navigatore satellitare. Stavo per arrendermi ad un aspettami lì, chiuditi in macchina e non muoverti, vengo a prenderti quando è arrivato lui. Il mio salvatore. La colombella pasquale. Il ramoscello d'ulivo. Tale Raffaele che ha esordito con sono passato due volte ed eri sempre lì, ho pensato fossi in difficoltà. Gratidutine infinita. Se avete bisogno di un'immagine che racchiuda il concetto posso farvi avere un'istananea che riproduce la mia espressione in quel momento. Il tipo non mi ha solo aperto il tappo. Mi ha fatto benzina. Perché io, ormai col cervello in pappa, manco sono stata in grado di far funzionare la macchinetta del self service. Dubito avrei centrato il foro del carburante. Sono andata via che ancora gridavo grazie grazie grazie dal finestrino.
Trovare la strada per tornare a casa è stata la cosa più semplice.
Ammettere di incarnare alla perfezione lo stereotipo della femmina al volante è stata davvero, davvero dura.
Quindi dopo il lavoro sono andata a fare shopping. Schiava del capitalismo che non sono altro.
All'uscita dal centro commerciale quell'inquietante spia a forma di pompa di benzina ha iniziato a lampeggiare. Dopo km 15, nel disperato tentativo di attirare la mia attenzione, è diventata fissa. Ed io, che ho fatto dell'arte di rimandare fino a quando diventano improcrastinabili le azioni che mi risultano scomode uno stile di vita, ho saltato numero 2 benzinai perché tanto c'è quello sull'A24.
Prava pampina itiota, direi a me stessa, col senno di poi.
Il mio machiavellico piano avrebbe funzionato alla perfezione se non fosse che, distratta da una comunicazione telefonica, anzichè girare verso l'area di servizio ho preso l'A1.
Da un minuto all'altro mi sono ritrovata persa.
Persa senza benzina.
Persa senza benzina sull'Autostrada del Sole.
Persa senza benzina sull'Autostrada del Sole con una chiamata dell'USI in arrivo.
Ciao Princess dove sei?
USI ehm... ecco... io, come dire, avrei fatto una principessata
Vi risparmio le parolacce. Dopotutto ho il sangue blu, santocielo.
La prima uscita dal nome amichevole, raggiunta, suppongo, grazie all'accoppiata carezzine ruffiane sul volante e frasi zuccherose tipo amore mio ce la puoi fare, ho fiducia in te rivolte alla mia Polly, mi ha catapultata dritta dritta sul set di Jack lo squartatore, il ritorno. In 3D. Stazione di servizio deserta, poco illuminata, rumore di lamiere cigolanti.
No panic, penso, faccio benzina e me ne vado. Poi cerco di capire dove minchia sono e come faccio a tornare a casa.
Incenua pampina itiota.
Polly è una tipetta stronza, sapete. Deve aver pensato non l'ho fatta perire da sola sull'A1 senza benzina, è sufficiente per oggi, perché il fottuto tappo non si apriva. A nulla sono valse le istruzioni telefoniche di un marito rassegnato a farmi da badante, meccanico e navigatore satellitare. Stavo per arrendermi ad un aspettami lì, chiuditi in macchina e non muoverti, vengo a prenderti quando è arrivato lui. Il mio salvatore. La colombella pasquale. Il ramoscello d'ulivo. Tale Raffaele che ha esordito con sono passato due volte ed eri sempre lì, ho pensato fossi in difficoltà. Gratidutine infinita. Se avete bisogno di un'immagine che racchiuda il concetto posso farvi avere un'istananea che riproduce la mia espressione in quel momento. Il tipo non mi ha solo aperto il tappo. Mi ha fatto benzina. Perché io, ormai col cervello in pappa, manco sono stata in grado di far funzionare la macchinetta del self service. Dubito avrei centrato il foro del carburante. Sono andata via che ancora gridavo grazie grazie grazie dal finestrino.
Trovare la strada per tornare a casa è stata la cosa più semplice.
Ammettere di incarnare alla perfezione lo stereotipo della femmina al volante è stata davvero, davvero dura.
giovedì 14 marzo 2013
Iniziare bene IV
Incontrare il collega V. che ti saluta, amichevolmente, così:
"Ah stronza!"
Rispondere da persona matura.
Con una pernacchia.
Accorgersi, un secondo dopo, di avere alle spalle l'AD.
"Ah stronza!"
Rispondere da persona matura.
Con una pernacchia.
Accorgersi, un secondo dopo, di avere alle spalle l'AD.
venerdì 1 marzo 2013
Privazioni
Quando iniziai a lavorare qui, quasi due anni fa, commisi un fatale errore durante la mia prima settimana. In quella che viene comunemente definita fase di ambientamento rivelai ai miei colleghi l'orario in cui ero solita coricarmi. Roba che se vivessi a San Pietroburgo, in mezzo a stangone bionde che, però, potrebbero avere una faccia spaventosamente simile alla mia, in estate avrei bisogno di tendoni da circo per ripararmi dalla luce che passerebbe dai vetri delle finestre, ancora piuttosto forte in quell'ora lì:
le nove e tre quarti
Il punto è che quanto ho il turno che mi consentirebbe di avere una pseudo vita sociale, quello che va dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio, devo alzarmi ad un'ora che dovrebbe essere vietata da qualche convenzione internazionale. Tornata e casa e fatta la mia parte di lavori domestici, quelli a malapena sufficienti a garantire la mera sopravvivenza di Princess e Umile Servo, il cuscino mi chiama in una maniera così seducente, manco fossi Ulisse dotato di vagina e lui una sirena memory foam, che rifiutare un accoppiamento selvaggio con il suddetto, il piumone e il materasso sarebbe un insulto al buon senso.
Tuttavia, nel vano tentativo di non essere più perculata, ho provato a fare la Ciovane. Perché dormirai quando sarai morta, dicono. Così ho dedicato tempo che avrei, solitamente, passato tra le braccia di Morfeo ad altro. Uscite serali, chiacchierate con le amiche, letture notturne, film.
Molto bene.
Testando le conseguenze sul mio fisico della sottrazione di unabarradue ore di sonno per notte sono arrivata alla seguente conclusione:
AIUTO
Volendo argomentare quella che ai più superficiali sembrerebbe soltanto una vaga e pigra richiesta di una che non c'ha er fisico vi spiegherò in tre semplici punti quello che mi è successo:
1. Assenza di filtri. Non che sia una novità per la sottoscritta. Già in quella fantastica fase del mese che ti permette di imputare le tue nevrosi allo scombussolamento ormonale io non me regolo ma stavolta, fidatevi, ho fatto di peggio. In particolare i seguenti filtri:
sono completamente OFF.
Per esempio ieri la Sister mi ha chiesto cosa ne pensassi delle sue nuove tende e io, invece di dare la solita risposta sono il tuo genere le ho detto, semplicemente, fanno schifo.
Questa mattina il Capetto credo mi abbia chiesto un parere sul post-elezioni. Il credo è d'obbligo perché ho risposto con un scusami Capetto, non ti stavo proprio cagando, che hai detto? Mi ha mandata affanculo ops, a quel paese. Scusate era disattivato pure il filtro niente parolacce.
2. Deficit d'attenzione. Oltre a fissare il vuoto con sguardo vitreo diverse volte al dì, il mio cervello pensa bene di vagare nel fantastico mondo del no sense mentre gli altri mi parlano. Per esempio dal collega V. ha tirato fuori solo le parole: mail, pdf, path, messa in esercizio. A caso, come se le avesse pescate tipo numerelli della tombola. Il resto del tempo io ho pensato a SPONGEBOB. Avete capito bene.
3. Spiacevoli reazioni fisiche. Il mio corpo cerca di rimediare alla privazione del sonno col cibo. Ho una fame assassina. A tutte le ore. Da due giorni ingurgito schifezze. E mi gira la testa.
Se qualcuno mi chiede se sono incinta potrei insultarlo. Pesantemente. Senza filtri sono deleteria per gli esseri umani.
Stasera vado a letto alle venti.
le nove e tre quarti
Il punto è che quanto ho il turno che mi consentirebbe di avere una pseudo vita sociale, quello che va dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio, devo alzarmi ad un'ora che dovrebbe essere vietata da qualche convenzione internazionale. Tornata e casa e fatta la mia parte di lavori domestici, quelli a malapena sufficienti a garantire la mera sopravvivenza di Princess e Umile Servo, il cuscino mi chiama in una maniera così seducente, manco fossi Ulisse dotato di vagina e lui una sirena memory foam, che rifiutare un accoppiamento selvaggio con il suddetto, il piumone e il materasso sarebbe un insulto al buon senso.
Tuttavia, nel vano tentativo di non essere più perculata, ho provato a fare la Ciovane. Perché dormirai quando sarai morta, dicono. Così ho dedicato tempo che avrei, solitamente, passato tra le braccia di Morfeo ad altro. Uscite serali, chiacchierate con le amiche, letture notturne, film.
Molto bene.
Testando le conseguenze sul mio fisico della sottrazione di unabarradue ore di sonno per notte sono arrivata alla seguente conclusione:
AIUTO
Volendo argomentare quella che ai più superficiali sembrerebbe soltanto una vaga e pigra richiesta di una che non c'ha er fisico vi spiegherò in tre semplici punti quello che mi è successo:
1. Assenza di filtri. Non che sia una novità per la sottoscritta. Già in quella fantastica fase del mese che ti permette di imputare le tue nevrosi allo scombussolamento ormonale io non me regolo ma stavolta, fidatevi, ho fatto di peggio. In particolare i seguenti filtri:
- diplomazia
- eufemismo
- dì una cazzata qualsiasi per non offendere
sono completamente OFF.
Per esempio ieri la Sister mi ha chiesto cosa ne pensassi delle sue nuove tende e io, invece di dare la solita risposta sono il tuo genere le ho detto, semplicemente, fanno schifo.
Questa mattina il Capetto credo mi abbia chiesto un parere sul post-elezioni. Il credo è d'obbligo perché ho risposto con un scusami Capetto, non ti stavo proprio cagando, che hai detto? Mi ha mandata affanculo ops, a quel paese. Scusate era disattivato pure il filtro niente parolacce.
2. Deficit d'attenzione. Oltre a fissare il vuoto con sguardo vitreo diverse volte al dì, il mio cervello pensa bene di vagare nel fantastico mondo del no sense mentre gli altri mi parlano. Per esempio dal collega V. ha tirato fuori solo le parole: mail, pdf, path, messa in esercizio. A caso, come se le avesse pescate tipo numerelli della tombola. Il resto del tempo io ho pensato a SPONGEBOB. Avete capito bene.
3. Spiacevoli reazioni fisiche. Il mio corpo cerca di rimediare alla privazione del sonno col cibo. Ho una fame assassina. A tutte le ore. Da due giorni ingurgito schifezze. E mi gira la testa.
Se qualcuno mi chiede se sono incinta potrei insultarlo. Pesantemente. Senza filtri sono deleteria per gli esseri umani.
Stasera vado a letto alle venti.
martedì 5 febbraio 2013
Ode al silenzio. Mancato.
A sei anni mentre aspettavo il mio turno dal dentista vidi una mia coetanea che chiacchierava con i pesci del grande acquario all'angolo della sala d'aspetto. Scesi dalla poltroncina, la raggiunsi, picchiettai con la mia regale manina la sua spalluccia e quando lei, incuriosita, si voltò io le dissi:
"guarda che i pesci non parlano"
per poi tornarmene, con estrema disinvoltura, a sedere vicino a Mina.
A 9 anni decisi di vendicarmi di quella che ritenevo essere un'atroce ingiustizia compiuta nei miei riguardi rivelando alla mia cuginetta cinquenne la vera identità di Babbo Natale, ovvero nostro zio. Avevo appreso che i miei le avevano regalato la Nouvelle Cuisine dopo averla negata alla sottoscritta perché "ma tesoro, quella è per bambine piccole". E non ero piccola io a NOVE anni?! Perdindirindina!
A 12 anni la Sister G. ebbe il suo primo ciclo. La sua Mina le regalò un completino di pizzo verde acqua. Taglia terza. Lei aveva una retromarcia. "Mi cresceranno!" disse speranzosa mostrandomi il presente ancora mezzo incartato. "Non credo. Hai avuto il ciclo. Fine dei giochi. Secondo me ti restano così". Mai profezia fu più nefasta e... azzeccata. Mi odia ancora per quella frase.
A 18 anni la Sister O. mi venne ad aprire la porta di casa sua in mutande e con l'aria afflitta disse "sono ingrassata". "Ma dai - cercai di consolarla io - saranno al massimo tre kg". "Veramente è solo un kg e mezzo". "Libbre! Intendevo libbre!".
Ieri era il compleanno dell'ex collega V. Ed io ero proprio convinta di aver letto su Fb il suo anno di nascita. "Auguri V.! Dai che gli anta non sono poi tanto male. Sei ancora Ciovane!". "Sono Ciovane perché ne faccio 38".
E' ora che io faccia outing. Ho delle serie, serissime, insormontabili difficoltà nel comprendere quando è il momento di tenere la bocca chiusa.
Aiutatemi.
"guarda che i pesci non parlano"
per poi tornarmene, con estrema disinvoltura, a sedere vicino a Mina.
A 9 anni decisi di vendicarmi di quella che ritenevo essere un'atroce ingiustizia compiuta nei miei riguardi rivelando alla mia cuginetta cinquenne la vera identità di Babbo Natale, ovvero nostro zio. Avevo appreso che i miei le avevano regalato la Nouvelle Cuisine dopo averla negata alla sottoscritta perché "ma tesoro, quella è per bambine piccole". E non ero piccola io a NOVE anni?! Perdindirindina!
A 12 anni la Sister G. ebbe il suo primo ciclo. La sua Mina le regalò un completino di pizzo verde acqua. Taglia terza. Lei aveva una retromarcia. "Mi cresceranno!" disse speranzosa mostrandomi il presente ancora mezzo incartato. "Non credo. Hai avuto il ciclo. Fine dei giochi. Secondo me ti restano così". Mai profezia fu più nefasta e... azzeccata. Mi odia ancora per quella frase.
A 18 anni la Sister O. mi venne ad aprire la porta di casa sua in mutande e con l'aria afflitta disse "sono ingrassata". "Ma dai - cercai di consolarla io - saranno al massimo tre kg". "Veramente è solo un kg e mezzo". "Libbre! Intendevo libbre!".
Ieri era il compleanno dell'ex collega V. Ed io ero proprio convinta di aver letto su Fb il suo anno di nascita. "Auguri V.! Dai che gli anta non sono poi tanto male. Sei ancora Ciovane!". "Sono Ciovane perché ne faccio 38".
E' ora che io faccia outing. Ho delle serie, serissime, insormontabili difficoltà nel comprendere quando è il momento di tenere la bocca chiusa.
Aiutatemi.
giovedì 24 gennaio 2013
Come rovinare la propria reputazione
(Prima e spero ultima lezione)
Ce l'avete presente quel fantastico momento, diciamo, grossomodo, alle 17:53, durante il quale, dopo quasi 10 ore di lavoro intervallate soltanto da una pausa spuntino e da una mezza pausa caffè, il vostro Capo-Supremo, che non vi si è scollato un attimo stile cozza aglio scoglio, si decide a lasciare il vostro ufficio?
E voi, che siete state carine, composte e coccolose tutto il dì, in quella comoda posizione schiena-dritta-gambe-accavallate, elargendo sorrisi, ostentando sicurezza e professionalità e parlando in un italiano che Accademia della Crusca non sei nessuno, vi arrogate il diritto di convertirvi allo stravaccamento selvaggio sulla vostra sedia girevole, allargate le gambe e ... sbadigliate?
Ma non parlo mica di uno sbadiglio normale. Nossignore. Un Signor sbadiglio, un Principe sbadiglio. Roba che se a qualcuno, in quel momento, venisse in mente di farvi una gastroscopia voi manco ve ne accorgereste.
Dico, avete presente?
Io sì, perfettamente.
Perché in quell'esatto momento il mio Capo-Supremo ha deciso di riaprire la porta del mio ufficio per, simpatico lui, fare una battuta.
Quindi ho convertito in itinere lo sbadiglio in un sorriso sbilenco.
Questi i risultati:
Lui si è accorto che stavo sbadigliando.
Il sorriso è risultato forzato e la mia faccia deturpata.
L'imbarazzo era palpabile nell'aria, tipo che ho sperato che i Maya avessero sbagliato giorno e mese.
Last but not least lo sbadiglio mi è rimasto in gola.
Sto provando a sbadigliare così da 10 minuti. Niente da fare.
Dite che so' sfigata o solo tanto, tanto scema?!
Ce l'avete presente quel fantastico momento, diciamo, grossomodo, alle 17:53, durante il quale, dopo quasi 10 ore di lavoro intervallate soltanto da una pausa spuntino e da una mezza pausa caffè, il vostro Capo-Supremo, che non vi si è scollato un attimo stile cozza aglio scoglio, si decide a lasciare il vostro ufficio?
E voi, che siete state carine, composte e coccolose tutto il dì, in quella comoda posizione schiena-dritta-gambe-accavallate, elargendo sorrisi, ostentando sicurezza e professionalità e parlando in un italiano che Accademia della Crusca non sei nessuno, vi arrogate il diritto di convertirvi allo stravaccamento selvaggio sulla vostra sedia girevole, allargate le gambe e ... sbadigliate?
Ma non parlo mica di uno sbadiglio normale. Nossignore. Un Signor sbadiglio, un Principe sbadiglio. Roba che se a qualcuno, in quel momento, venisse in mente di farvi una gastroscopia voi manco ve ne accorgereste.
Dico, avete presente?
Io sì, perfettamente.
Perché in quell'esatto momento il mio Capo-Supremo ha deciso di riaprire la porta del mio ufficio per, simpatico lui, fare una battuta.
Quindi ho convertito in itinere lo sbadiglio in un sorriso sbilenco.
Questi i risultati:
Lui si è accorto che stavo sbadigliando.
Il sorriso è risultato forzato e la mia faccia deturpata.
L'imbarazzo era palpabile nell'aria, tipo che ho sperato che i Maya avessero sbagliato giorno e mese.
Last but not least lo sbadiglio mi è rimasto in gola.
Sto provando a sbadigliare così da 10 minuti. Niente da fare.
Dite che so' sfigata o solo tanto, tanto scema?!
giovedì 17 gennaio 2013
Iniziare bene III
"Buongiorno Princess!"
"Buongiorno Egisto!"
"Mi chiamo Egidio"
"... Egidio, certo! Non ho detto Egidio?"
"No"
"Accidenti al sonno. Andiamo che ti offro un caffè"
Ok, Princess, Egidio è un nome poco comune e tu hai serie difficoltà di memoria quando si tratta di nomi ma, porcazozza, era proprio il momento di rispolverare quelle poche, vaghe e imprecise nozioni di mitologia greca?!
"Buongiorno Egisto!"
"Mi chiamo Egidio"
"... Egidio, certo! Non ho detto Egidio?"
"No"
"Accidenti al sonno. Andiamo che ti offro un caffè"
Ok, Princess, Egidio è un nome poco comune e tu hai serie difficoltà di memoria quando si tratta di nomi ma, porcazozza, era proprio il momento di rispolverare quelle poche, vaghe e imprecise nozioni di mitologia greca?!
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