Sì perché il livello di abbrutimento o abbruttimento è direttamente proporzionale al numero di ore passate senza mettere il mio nasino alla francese fuori dal portone di casa.
Per esempio mi sono accorta intorno alle due del pomeriggio di essere andata a letto la sera prima senza essermi tolta il trucco dalla faccia, orrore e raccapriccio. Il WWF avrebbe tranquillamente potuto usare la mia faccia per il suo logo. Mi pare superfluo far cenno alla mia capigliatura perché, insomma, una che non si strucca manco si pettina. I miei capelli avevano la forma del panettone della Motta, ci mancava giusto che l'USI mi mettesse sotto il camino incitando Babbo Natale a lanciarsi. Peccato che il mio testone sia tutt'alltro che morbido, non dimentichiamoci, signori miei, che la mia scatola cranica ha retto ad un impatto a 110 all'ora. Buttati adesso se c'hai coraggio, vecchio panzuto.
Il pigiama come seconda pelle. Che fosse stato uno di quelli fichi della Yamamay pure pure, peccato fosse quello bianco a roselline blu regalatomi udite udite da una simpatica 90enne amica di mia nonna per il mio matrimonio.
Alle sei del pomeriggio, impegnata in un selvaggio accoppiamento con l'ecopelle del mio divano, mi è balenata in mente l'idea di mettermi lo smalto. Poi ho pensato che sarebbe stata più indicata una doccia con depilazione annessa. Non ho fatto ne l'uno ne l'altro. Cioè, la doccia sì ma alle otto di sera e senza eliminare il pelo in eccesso.
Ho perso il conto delle calorie. O forse non ho coraggio sufficiente per farlo. Due fette di pane tostato con la Nutella, un piatto di pasta al salmone, gelato alla stracciatella, gelato al tartufo. 2 gocciole, qualche Smarties, una frittata con le zucchine, il Bounty gelato, quanto cazzo è buono il Bounty gelato?
Però ho mangiato pure la verdura, giuro.
Sono tornata in me solo quando sono entrata nell'ottica di dover andare a lavorare il giorno seguente.
Io non posso fare la casalinga.
Diventerei così:

