Senza Capetto il mondo è un posto migliore. E il mio ufficio pure. Sono sola e in pace coi sensi in una stanza usualmente occupata da quattro persone. Nei momenti di totale beatitudine tiro anche i piedi fuori dal tacco 10 che, si sa, non può mancare nemmeno quando l'azienda è meno popolata di casa mia. Micia a parte.
Periodo di saluti, baci e arrivederci, questo. I reduci e stakanovisti che ancora non si decidono ad alzare il culo dalla sedia girevole odorano di crema solare e calzano infradito. Ci si sente un po' come quei giorni di giugno che precedono la chiusura della scuola. Entusiasti per le imminenti vacanze, esausti ma pure un po' nostalgici perché ma sì dai c'avevamo quasi fatto il callo a far la muffa in ufficio. Alle minchiate di Capetto no, quello mai.
Io, per il momento, ho salutato solo l'ultima boccia di Serpentine. Non un profumo, una droga ormai fuori produzione. Trovarlo in commercio è impresa titanica. Ho finito 5 campioncini nel, per ora, vano tentativo di rimpiazzarlo.
Nel frattempo è venuta a farci visita G., la donna di cui vi avevo parlato qui, con in braccio 3kg e 700 grammi di perfezione. Io, manco a dirlo, mi sono emozionata. Sì, proprio io. Quella che da qualche mese a questa parte, quando ha capito che incinta facendo all'ammore non ci sarebbe rimasta mai, è diventata, come dire, arida. Sì ecco, arida è il termine adatto. Roba che quando vedo un bambino lo evito come la peste. Roba che provo sincero astio e sincero imbarazzo per tutte le mamme che postano foto di pargoli al mare, pargoli in piscina, pargoli dormienti, pargoli sorridenti, pargoli piangenti.
Non sono una bella persona. I know. Abituatevici.
Detto ciò io levo le tende, gente.
Tornerò con uno smalto rosso ciliegia, un nuovo taglio di capelli e due kg di meno. Così settembre sembrerà meno duro.
E siccome io di questo mio piccolo spazio virtuale non posso proprio fare a meno, proverò a non sparire, inghiottita da qualche demone marino o dall'ormai celebre angino.
Buone vacanze non ve lo dico, perché chi sta in vacanza non ha poi tanto bisogno di questo augurio. Augurio che giro a chi, invece, in vacanza non ci va. Non ancora o per niente E come disse la mia amica M., due anni orsono, di ritorno dalla Sardegna, ad una Princess che le vacanze le aveva saltate a piè pari in cambio di una licenza matrimoniale non pagata: beata te che non hai la depressione da rientro!
La mandai affanculo, ovvio. Mandatemici anche voi, se vi fa stare meglio.
Baci e abbracci, sudditi del mio cuore.
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venerdì 16 agosto 2013
giovedì 3 gennaio 2013
Ferie casalinghe
Si da il caso che la Princess, oltre che portatrice non troppo sana del famoso batterio Jellactus Cronicus, sia anche afflitta da tale disturbo chiamato Fessacchiaggine Acuta.
Le conseguenze di codeste malattie genetiche sul suo sistema nervoso centrale sono, sovente, infauste.
Per esempio quando la nuova arrivata, ULTIMA arrivata, ULTIMA persona in fila per ottenere il tanto agognato diritto di parola o meglio diritto di "scelta delle ferie nei giorni che cazzo mi pare a me" se ne è uscita con un "giochiamoceli a sorte" la Princess, afflitta da Fessacchiaggine e immemore di essere portatrice di Jellactus Cronicus che ha fatto, suoi carissimi e fedelissimi sudditi, secondo voi?
Ha accettato.
E, secondo voi, quale dei due periodi gli è toccato in sorte? Quello dal 24 al 31 o quello sfigatello che va dal primo dell'anno al 7?
Domanda retorica considerando le premesse, no?
Quindi ora la Princess, dopo aver lavorato anche il 24 e 31, si gode le ferie mentre il 90% delle popolazione attiva è tornata dietro la scrivania. Umile Servo compreso. Ciò significa che si sta convertendo alle gioie della casalinghitudine solitaria e, orrore e raccapriccio, ha scoperto che non sono poi tanto male, anzi.
Certo, da unica monarca al mondo con un lavorosottopagato appagante che le porta via dalle 10 alle 14 ore al dì non è tanto abituata a starsene, micia micia, nel suo castello a fare la calza o, chessò, la spesa. Lei, povera, la spesa è abituata a farla al volo in qualche tristerrimo Supermarket aperto h24 vicino al posto in cui lavora, a farla fare dall'Umile Servo o, a limite, dalla sua cara Mina. E quindi? E quindi si è dimenticata che oggi, giovedì, i negozietti del paesello sono TUTTI chiusi. E lei è senza Princessmobile. La vecchia-nuova Pollyanna è in mano all'Umile Servo che ha dovuto lasciare il suo personale mezzo di locomozione dal meccanico per una revisione.
Risultato:
La Princess ha pranzato con caffè e bomba alla Nutella gentilmente lasciata dall'Umile Servo sul tavolo della cucina e cenerà, tardissimo, con una pizza al cartone gentilmente acquistata dall'Umile Servo di ritorno dal lavoro.
Secondo me, prima o poi, l'Umile Servo lascia la corte e si converte alla vita monastica o, forse, si da alla macchia e diventa un bandito.
Le conseguenze di codeste malattie genetiche sul suo sistema nervoso centrale sono, sovente, infauste.
Per esempio quando la nuova arrivata, ULTIMA arrivata, ULTIMA persona in fila per ottenere il tanto agognato diritto di parola o meglio diritto di "scelta delle ferie nei giorni che cazzo mi pare a me" se ne è uscita con un "giochiamoceli a sorte" la Princess, afflitta da Fessacchiaggine e immemore di essere portatrice di Jellactus Cronicus che ha fatto, suoi carissimi e fedelissimi sudditi, secondo voi?
Ha accettato.
E, secondo voi, quale dei due periodi gli è toccato in sorte? Quello dal 24 al 31 o quello sfigatello che va dal primo dell'anno al 7?
Domanda retorica considerando le premesse, no?
Quindi ora la Princess, dopo aver lavorato anche il 24 e 31, si gode le ferie mentre il 90% delle popolazione attiva è tornata dietro la scrivania. Umile Servo compreso. Ciò significa che si sta convertendo alle gioie della casalinghitudine solitaria e, orrore e raccapriccio, ha scoperto che non sono poi tanto male, anzi.
Certo, da unica monarca al mondo con un lavoro
Risultato:
La Princess ha pranzato con caffè e bomba alla Nutella gentilmente lasciata dall'Umile Servo sul tavolo della cucina e cenerà, tardissimo, con una pizza al cartone gentilmente acquistata dall'Umile Servo di ritorno dal lavoro.
Secondo me, prima o poi, l'Umile Servo lascia la corte e si converte alla vita monastica o, forse, si da alla macchia e diventa un bandito.
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