I preti sono esseri strani. Lamentano da tempo
l’allontanamento dei fedeli, inveiscono contro i matrimoni gay, le coppie di
fatto, la secolarizzazione e poi quando due poveri sventurati come noi decidono
di sposarsi in chiesa, mettersi in regola … ti trattano a pesci in faccia.
Trattarti male diventa il loro sport nazionale.
Don Complicolecosefacili, per esempio, ha dei seri problemi
di memoria e a pagarne le conseguenze eravamo noi. Dimenticava tutto. I
documenti consegnati e quelli da consegnare. Ma, soprattutto, dimenticava gli
appuntamenti. E, ve lo assicuro, quando gli appuntamenti ve li da di domenica
mattina, dopo una settimana di lavoro e un sabato passato tra Ikea e
LeRoyMerlin vi rode abbastanza il chicchero se poi il suddetto non si presenta
e vi rimanda a un’altra domenica per fare il giuramento.
Avere un prete già non è cosa facile. Averne tre è da supereroi.
Sì perché capita che lui abbia cambiato casa e parrocchia diverse volte. Battesimo
di qua, comunione di la, cresima da un’altra parte ancora.
Così, nell'intento di recuperare tutti i documenti necessari per convolare finalmente a nozze, ci siamo fatti i seguenti nuovi amici:
Prete n.1, anche detto l’anonimo. Non abbiamo capito come si chiamava ma è stato
rapido e indolore.
Prete n.2, “l’evangelista”. Faccione bonario, occhiale sceso
sul naso, capello bianco, aria da frate. Penso “che simpatico!” e gli faccio
una domanda di carattere religioso. Non chiedetemi quale, non la ricordo.
Ricordo solo di essermene pentita. Amaramente. L’evangelista è partito in
quarta con una filippica infinita. E il mio allora futuro marito mi ha riempito
di occhiatacce. Di quelle brutte.
Prete n. 3, “Il burbero”. Ma burbero davvero. Don Complicolecosefacili
rispetto a lui è un agnellino. Premesso che gli orari della segreteria erano
stampati a chiare lettere su un A4. Mercoledì e Venerdì dalle 16:00 alle 18:00.
Bene. Siamo li alle ore 17:00 in punto di un venerdì. Viene ad aprirci un
giovane filippino che, manco a dirlo, non sapeva nemmeno una parola di
italiano. Cerchiamo di fargli capire, gesticolando, che vogliamo parlare con il
parroco. Lui continua a ripetere “Via Clucis, via clucis!”. Poi scappa via e
torna con il principale. Arrabbiatissimo dice “Voi venite qui a pochi minuti
dall’inizio della Via Crucis? Ma io dico… cosa volete?” Rispondiamo, educati.
Lui entra in archivio “Anno di cresima?”. Panico. Lui non lo sa… “Oddio non mi
ricordo”. Apriti cielo … “Dio lasciamolo stare eh!”. Ecco. Figura di merda.
Soluzione estrema al problema data : guardare le foto, con data annessa, appese
sul muro del corridoio della parrocchia, in cerca della faccia del mio lui
quando aveva 14 anni, gli occhiali, i brufoli e qualche kg in più. Tombola!
1994. Prendiamo il trofeo e via.
Fortuna che i sacramenti sono solo questi.