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lunedì 16 settembre 2013

Rose rosse e fiori fuxia

Ho comprato un piccolo cactus dagli aculei lunghissimi, l'ho messo in bella mostra sulla mia scrivania, tra telefono e tastiera, che si sappia che non sono un'orchieda, io. Però, ogni tanto, faccio fiori fuxia e bellissimi che l'orchidea, al confronto, è un Armadillium vulgare altresì conosciuto come porchetto de Sant'Antonio. Insomma chi vuol intendere intenda. Pungo, faccio male, so scontrosa, c'ho il muso lungo e a Capetto gli passo la lingua sulla mia adorabile piantina la prossima volta che mi da della capocciona.
I swear.
Quante soddisfazioni da un euro e novanta di spesa? Moltissime.

Ho voglia matta di spiedini di pesce. Però devono essere ben cotti, possibilmente sulla brace, meglio se accompagnati da qualche salsa agrodolce e piccanti. No, non sono incinta. Sono a dieta. Precisamente da cinque giorni. E muoio di fame. Inoltre, da brava masochista, non faccio altro che spulciare blog di cucina per poi piangere dentro a mensa, davanti all'insalatina lattuga, mais e tonno sgocciolato. Senza sapore. Non aggiungerci un po' di maionese è reato. Ne sono certa, danno il carcere.

M'è venuta voglia di portare la ZiaSanta a vedere Massimo Ranieri, al Sistina dall'8 al 20 ottobre, perché Massimo Ranieri piace pure a me, embè? Non è che una che ascolta Guccini, De Andrè  Rino Gaetano, Beatles, Queen, Doors e Janis Joplin non se po' senti pure Massimo Ranieri. No? La cosa davvero importante è fingere di portarci qualcun altro. Daje zi' che se scatenamo co' Erba di casa mia. Che è una canzone, maligni che non siete altro. Non intendevo dire che mi faccio le canne co' zia. Che a ben pensarci non sarebbe manco un'idea malvagia.

Buon inizio settimana, adorati sudditi


lunedì 22 luglio 2013

Amarsi un po'

E' una questione di schemi mentali. Si formano nell'infanzia, per imitazione. Non ce li togliamo più di dosso, li applichiamo ogni volta percepiamo una situazione di pericolo, paura o semplicemente una novità. Non ce ne sono di giusti o sbagliati ma alcuni ci fanno vivere male, altri bene.

Sai cosa vuol dire avere un rapporto simbiotico con qualcuno, Princess?



E con chi credi di averlo?

Con mia madre

Sogno onde anomale dall'adolescenza. Le prime, impetuose e inarrestabili mi soffocavano, riempiendo i miei polmoni d'acqua, mi uccidevano. Ed io mi lasciavo travolgere, svegliandomi di soprassalto, annaspando. Con gli anni ho imparato a scappare. Nel sogno percepivo il pericolo e iniziavo a correre, girandomi ogni tanto per controllare l'altezza dell'acqua. A volte mi salvavo raggiungendo a fatica un'altura, con la speranza che il livello del mare non si elevasse tanto da affogarmi. Ora le onde son quasi sparite. Ma l'acqua popola ancora le mie visioni notturne. Qualche mese fa camminavo sul pavimento di ghiaccio della mia camera da letto, il ghiaccio si è spezzato ed io sono andata a fondo. Ho nuotato, con grazia e con calma. Ieri notte ero su una gondola. Il gondoliere ha virato su un canale, chiuso fino a pochi minuti prima. La gondola ha incamerato acqua, si è spezzata in due ed io ho nuotato di nuovo. Con la stessa calma e la stessa grazia del sogno precedente.

Sabato ho scoperto che l'acqua è un simbolo forte, profondo, viscerale e, soprattutto, primordiale. L'acqua richiama il liquido amniotico, il rapporto con la madre.

Un rapporto complesso. Tanto intimo e profondo quanto soffocante e malato.

Ho assimilato per osmosi gli schemi mentali di mia madre. Ho fatto mie le sue ansie, l'ipocondria e l'angoscia. Ho fatto mio il suo male di vivere così come la sua sensibilità, la capacità di analisi e di introspezione.

Ma sono anche una persona ricca. Parola di Sciattaman. Perché rispondo bene alla psicoterapia, non ho costruito resistenze, mi sono aperta, miglioro in fretta.

Ci deve essere stata un'altra persona, nella tua vita, nella tua infanzia che ti ha dato un'alternativa, ti ha mostrato altri schemi mentali a cui tu hai attinto, ti ha fatto capire che esiste altro oltre la depressione, come arma di difesa e reazione.

C'è stata. E' la ZiaSanta. Che sorride e sdrammatizza, che ama viaggiare e ha fatto dell'indipendenza la sua bandiera. Che non si è mai sposata perché non voleva accontentarsi. Che trova il bello nelle piccole cose.

C'è stata lei quando mia madre si chiudeva in casa preda degli attacchi di panico.

Gliel'ho detto.

Ti ha salvata, sai?

E' stata la sua risposta.

E, inoltre, hai avuto l'intelligenza di trovare una persona più simile a tua zia che a tua madre per passarci la vita.

Sono fortunata Doc!

No, sei scaltra. La fortuna ce la facciamo da soli, Princess. E il segreto della scaltrezza è solo uno: volersi bene

E io me ne voglio, tanto. Avevo smesso e ho sbagliato. Ma non mi spaventa ricominciare.

lunedì 11 febbraio 2013

God save the aunt

Sabato scorso abbiamo fatto tardi. Così tardi che le ore piccole avevano compiuto 18 anni. E allora, in barba a qualsivoglia senso della decenza, io, che non sono proprio un'allodola, mi sono presa la libertà di restare sotto le pezze fino all'ora di pranzo di domenica.

Prima che i miei vicini si decidessero a chiamare la Sciarelli ho messo piede fuori dal letto con l'unico rammarico di essermi persa Gordon Ramsey che imprecava contro qualche malcapitato masochista che prima gli chiede aiuto poi sclera davanti le telecamere in piena crisi nervosa al primo insulto carico di turpiloquio. Grazie di esistere, Real Time.

Mentre mi accingevo a consumare una tardiva e solitaria colazione ho fatto una scoperta dall'altissimo valore scientifico: la Nutella ha un qualche misterioso potere reminescente sul mio cervello. Infatti, mentre addentavo il primo morso del cornetto farcito un'illuminazione mi ha colta. Come in un sogno ho rivisto l'Umile Servo che, alzatosi prima di me per partecipare ad una riunione di lavoro, mi ha parlato di... di... di...

ospiti

cazzo, ospiti!

Presa dal panico ho fatto l'unica cosa sensata. Chiamato soccorsi. Dove per soccorsi intendo la Zia Santa. Quella che se non sai ammassare non ti considera una donna dotata di apparato riproduttivo funzionante, quella che non ha un congelatore ma un banco frigo modello megalomane con cui potrebbe sfamare mezz'Africa quella che, in questi casi, ti salva il culo.

In un'ora ho rimediato viveri a sufficienza da beccarmi complimenti del tipo "ma non ti dovevi scomodare così tanto!". E mentre l'Umile Servo rideva sottecchi io, senza pudore alcuno, mi gongolavo vantando le mie doti da casalinga mentre in camera da letto, rigorosamente chiusa a chiave, regnava, incontrastato, il caos.