martedì 29 luglio 2014

Il contrappasso

Da quando sono stata contagiata dall'ignobile virus della bimborepellenza, i bimbi, contrappasso beffardo, hanno iniziato ad amarmi, cercarmi, adorarmi in maniera smisurata. Tipo F., figlio del compagno di mia cognata. Il piccolo esemplare di uomo più dolce, tenero, meraviglioso che io abbia mai conosciuto. Va in giro dicendo che sono la sua ragazza, che sono bella, che mi ama. Capite, sono diventata un po' di parte. Quando mi vede s'emoziona che vojo dì manco mi' marito. Spupazzarlo è il minimo ch'io possa fare per compensare il suo folle e immenso amore.

Crescerà anche lui. Spezzerà cuori e, con buona probabilità, dimenticherà il suo pazzo innamoramento bambinesco ma io, intanto, mi godo i baci che elargisce con generosità sulle mie guance e che, ovviamente, pretende sulle sue.

Domenica scorsa ha conosciuto Biagio. Abbracci, carezze, effusioni bavose. Durante una delle sue manifestazioni d'affetto rivolte al quadrupede, per stuzzicarlo, ho detto:

Aho mo non famo che vuoi più bene al cane che a me eh

Lui ha sorriso per poi fermarsi a riflettere.

Dopo 5 minuti, vicino al mio orecchio:

Pri', io voglio bene a tutti e due, eh

Non crescere F., non crescere mai.

mercoledì 23 luglio 2014

Scary movie

Due giorni orsono il riccone del paese in cui vivo ha subito un furto, una roba pesante alla Romanzo Criminale. Cinque persone decisamente poco per bene hanno fatto irruzione in casa sua e con tanto di passamontagna, mimetica, accento non meglio identificato e pistole hanno terrorizzato, minacciato e defraudato lui e la sua famiglia. Il villone teatro del fattaccio brutto è nello stesso quartiere del nostro appartamento, sebbene in una zona molto più isolata.

Ieri sera, davanti la tivvù

USI ma a te non t'è venuto un po' di cagotto?

Pff

Cioè non hai nemmeno un po' di paura?

Figurati, Princess. Noi abbiamo il cane da guardia




Sii serio

Okkei, abbiamo la gatta da guardia




Per quanto Penelope possa aver affinato le sue innate doti da criminale dubito sarebbe in grado di sgominare una banda armata e organizzata

Appunto. Armata e organizzata. Pensi forse che gente del genere rischi la galera per i 40 euro che abbiamo nel cassetto, le perle di tua nonna R. e quell'orrendo quadro d'autore regalo di nozze di tua cugina?

No, per il quadro d'autore no.

L'altra sera l'USI era fuori per lavoro ed io sono andata a dormire presto, conscia dell'alzataccia che mi avrebbe atteso l'indomani, a causa del colloquio di lavoro che avrei dovuto sostenere.

Alle due di notte un rumore desta i miei sensi assopiti.

Biagio si alza.
Ringhia.
Abbaia.
Corre verso il salotto.

Princess scagazza.
Si alza.
Lo segue.

Lo trova in posa cazzutissima. Gambe posteriori divaricate, collo teso, orecchie appizzate, naso umidiccio attaccato al vetro della finestra.

Princess si fa coraggio, scosta la tenda.
E vede lei.
...
Gatta Cì, altrimenti nota come Lea, la miciona dei dirimpettai.
In atteggiamento promiscuo con un gattone pezzato.

La zoccolona dalla lunga coda bianca e pelosa emetteva un lamento simile al pianto d'un neonato mentre praticava l'amore libero col suddetto Don Giovanni felino.

Ho guadato il quadrupede, il quadrupede ha guardato me.
Ce ne siamo tornati a letto scrollando le spalle.

Quadro, perle e 40 euro sono salvi. Noi pure.

lunedì 21 luglio 2014

Orizzonti toscani

La mia amica C. ha dato alla luce suo figlio ieri pomeriggio ed io non sono invidiosa è che mi disegnano così. Mio marito, in un evidente momento di disconnessione neuronale, mi ha detto di non essere d'accordo con la mia invidia, io avrei voluto fargli notare che non si può essere in accordo o in disaccordo con un sentimento, per quanto ostile possa essere, di un'altra persona ma non avevo voglia di alimentare la tensione, così mi sono limitata a covare segretamente rancore e pensare a tutta una serie di attività che avrebbero potuto regalarmi momenti di gloria. Attività che, ovviamente, sono precluse a gestanti e neo mamme. Insomma, un po' come dire : sticazzi se tu hai un figlio e io no, io posso andare a fare rafting, corsa campestre, volo dell'angelo e parcavventura coi regazzini. E poi mi sveglio alle 11 del mattino, tiè.

Questo dovrebbe essere il mese del post-coital test. Oppure no. Tutto dipende dai risultati dell'ultimo spermiogramma. Perché se i soldatini continuano ad essere poco svegli il fatto che passino o no è superfluo. Bisognerà farli passare per forza.

Così ho deciso, l'udienza è tolta.

Sì perché, da queste parti, siamo diventati così esperti di ova, spermiogrammi, dopaggi e prostatiti che ci sentiamo pure in diritto di decidere in autonomia. SantoSpirito non sei nessuno, lasciami la scena e poi, diavolo, smettila di indossare gli occhiali a specchio, che c'hai n'età.

In occasione dell'ultimo incontro, corazzata e impavida, ho parlato di FIVET. Lui mi ha consigliato una clinica romana zona Parioli. Io gli ho sparato il Demetra.

Quando sarà ora, ovvio

Ovvio

Che poi per me l'ora sia passata già da un pezzo e partirei, seduta stante, per Firenze è un altro conto.

Attendere. Che brutta parola.

venerdì 18 luglio 2014

Primo

Sei un cane, solo un cane. Ma non lo sai. E qualche volta me lo dimentico pure io.



Hai riempito questa casa di peli, bava, giocattoli, fango, croccantini ma il tuo scodinzolio, in certi giorni grigi, è l'unica cosa che riesce a farmi sorridere.



Sei arrivato in mezzo alla tormenta e ogni giorno, come un fedele cavaliere, aiuti la tua principessa a combattere i mostri che, da troppo tempo, la abitano.

Grazie, cucciolotto e tanti auguri.

lunedì 14 luglio 2014

Like a woman

Forse sarò l'unico essere vivente dotato di apparato riproduttivo femminile sulla faccia della terra a pensarla così e col seguente post rischierò una severa scomunica da parte delle numerose vagino munite che continuano ad arrogarsi il loro sacrosanto diritto ad autodefinirsi pazze, complesse e nevrotiche attribuendo la colpa agli ormoni da premestruo ma a me la storia del siamo così dolcemente complicate mi ha rotto il cazzo, con tutto il rispetto per la Mannoia, la cui voce amo al pari dei suoi capelli rossi e dei suoi occhi blu come il cielo d'Irlanda.

Non capisco perché continuiamo ad autoinfliggerci definizioni irrispettose solo perché siamo più evolute del maschio beota adulto. Quell'esemplare che preferisce canalizzare tutte le sue energie nell'attività di scaccolamento al semaforo o gioco all'Xbox in mutande.

Dico io, ci vuole proprio così tanto a capire che no significa, che significa forse e che forse significa sto pensando a come incularti? 

IO NON CREDO.

Ci vuole proprio tanto a capire che accordiamo permessi solo per godere del gusto del rinfaccio postumo, del ricatto morale posticcio, del risentimento a buon mercato o, semplicemente, con lo scopo di aumentare il nutrito database di scheletri nell'armadio da tirar fuori al momento opportuno?

Ci vuole tanto a capire che il suddetto momento opportuno potrebbe anche essere una futura litigata nel 2045?

E' così difficile capire che quello che vogliamo davvero non lo sappiamo ma lo vogliamo adesso?

Che non dovete smettere di corteggiarci, di romperci il cazzo, di cercarci, di ricordarci quanto siamo fighe, quanto siamo dimagrite, quanto ci sta bene quel vestito, quanto stiamo meglio senza?

Quando vi ignoriamo vi amiamo e quando non vi amiamo vi ignoriamo. E' davvero così complicato?

Quando siamo ironiche non dovete ridere, quando siamo tristi sì. Non siamo mai gelose, non chiedetecelo, negheremo sempre perché noi siamo primedonne, siamo superiori, siamo sempre più belle, alte, intelligenti, col culo più sodo, il sorriso più bianco, la battuta più pronta di quella zoccola che vi mette mi piace su Fb. Ma questo non vi autorizza a darle spago. A meno che non voglia impiccarsi.

Dico io, cosa c'è di complicato in tutto questo?

Non so, a me pare tutto così dannatamente semplice.

venerdì 11 luglio 2014

Jump

Non andavo a letto senza struccarmi da quando mi sbronzai a suon di rhum e pera durante la seconda ed ultima vacanza romagnola, alla tenera età di 20 anni.

Stamattina la federa del mio cuscino reclamava una mezza giornata in ammollo in Ava e acqua bollente, la mia faccia, invece, la sua presenza sul logo di qualche associazione per la salvaguardia e la tutela delle quasitrentenni sull'orlo d'una crisi di nervi.

Sarà che non ho più il fisico ne la voglia di tirar tardi e far baldoria ma ogni tanto mi ricordo d'essere giovane ed esagero in direzione ostinata e contraria rispetto a quella che il buon senso e la mia posizione di donna sposata e desiderosa di prole imporrebbero.

Insomma sono in bilico sullo spartiacque delle quasi mature. Barcollo tra un vodkalemon e una vellutata di zucca e patate. Tra un locale alla moda e la Prenatal. Tra gli shorts girochiappa e la crema rimodellante.

Perché da un lato ci sono le wannabe forever young, quelle che facciamo le quattro tutte le sere, partiamo col last minute, hoconosciutounuovotipofighissimo. Dall'altro ci sono le neomamme accasate, scapigliate, pupo munite. Quelle che parlano solo di cacca, rigurgiti e notti in bianco.

In mezzo ci sono io.

Saltello forsennatamente tra quel che non sono più e quel che non sono ancora e non mi trovo a mio agio in nessuna delle due categorie, non so come gestire la mia inadeguatezza e mi rifugio spesso nella comoda corazza dell'asocialità.

A 15 anni tutti ti dicono che sei in una fase delicata, tutti ti preparano alla crescita, rimarcano il tuo equilibrio precario, si preoccupano per te, fanno in modo che il passaggio all'età adulta sia poco traumatico. Nessuno ti prepara ai 30. Nessuno ti tende la mano mentre compi il salto. Quello vero.

L'adolescenza è una passeggiata, il vero mazzo ve lo dovete fare adesso, quasitrentenni. 

mercoledì 9 luglio 2014

Iniziare bene XIII - caffè nero bollente

Siccome sono membro onorario dell'associazione ho gli occhi aperti ma non sono sveglia, associazione di cui fanno parte quelli attraversati da un torpore diffuso in tutto il corpo e uno stato neuronale passivo che perdura fin quando la caffeina non entra in circolo, quelli che se mi ami non mi parli appena sveglio, quelli che si affezionano al segno del cuscino che gli attraversa la guancia sinistra, ieri mattina ho fottuto la mia moca bianca da uno targata Bialetti. Quel piccolo e meraviglioso arnese che mi ha fatto compagnia durante le colazioni solitarie degli ultimi tre anni e che mi regalava un nettare nero in grado di risvegliare i miei sensi assopiti.

Si vede che ero più rincoglionita del solito perché non ho messo l'acqua nel piccolo contenitore e quando la puzza di bruciato ha invaso la mia piccola cucina, la moca da bianca è diventata marrone e il caffè non voleva saperne d'uscire è stato troppo tardi. La gommina circolare che riveste il filtro era fusa, filante e appiccicosa e la macchinetta era insalvabile. 

Ho rinunciato all'idea del caffè ripiegando su un tè freddo al limone.

Stamane ho preso la nuova moca, identica alla buonanima barbaramente assassinata dalla mia noncuranza il giorno precedente. Giaceva in fondo ad un pensile ed io ero convinta d'averla già usata e lavata. Così ho messo su il caffè senza pensarci due volte.

Quando ho sollevato il coperchio il foglietto delle istruzioni che, evidentemente, non avevo rimosso galleggiava nel liquido tingendolo di pece. L'inchiostro nero si stava fondendo alla mia colazione.

Quale dramma è stato rinunciare al benefico effetto della caffeina per due mattine di fila lo sa solo mio marito che, come sempre, fa da capro espiatorio pure quando la colpa è solo ed esclusivamente mia.

Io, intanto, ho deciso che da domani la macchinetta del caffè me la preparo la sera, prima d'andarmene a letto. Dite che la mattina sarò almeno in grado di accendere il gas senza provocare un'esplosione?



lunedì 7 luglio 2014

L'appuntamento

Ci siamo, Sister O. I temuti 30 sono arrivati. La soglia oltre la quale minigonne inguinali e scollature ombelicali iniziano ad essere guardate con sospetto e disappunto è stata oltrepassata. Quell'appuntamento col terzo decennio della tua vita, quell'incontro che t'ha spaventata così tanto da indurti a spendere fior di quattrini in creme anticellulite, contorno occhi e antirughe è passato. E noi l'abbiamo festeggiato alla grande. Noi tre prima e tutto il resto del mondo poi.

I trenta t'hanno trovato magrissima, come sempre. Più saggia e più pazza. Più grande e più bambina. Più matura e più disorganizzata. Insomma, i trenta hanno trovato te. Te all'ennesima potenza.

Quella ragazzina pelle olivastra e ossa appuntite che conosco da sempre c'è ancora. Così come ci sono sempre i tuoi ammonimenti, le tirate d'orecchie, le occhiatacce e quella sincerità disarmante che, qualche volta, a me e alla Sister G., fa paura. Una paura che ci spinge a complottare e tirare a sorte su chi debba confessarti i nostri piccoli e stolti reati d'immaturità. Reati da cui pare immune. Ma immune, dopotutto, non lo sei. Sei solo la più grande. Quella che detta legge, quella che proietta su di noi il peso della responsabilità, quella che ama arrogarsi il diritto di rimetterci in riga perché nata qualche mese prima. Quella che, ogni tanto, si lascia andare, si lascia coccolare, viziare, sgridare.

Come una sorella. Come mia sorella.

Tanti auguri, O.

mercoledì 2 luglio 2014

Chimica

Sono sempre stata fermamente convinta che nella vita, tra altre qualità, sia necessario avere il senso della misura. Se così non fosse, del resto, i nostri avi non avrebbero inventato le unità di misura.

Così ti misuro il peso, così l'altezza, così la quantità.

A ben pensarci i nostri avi hanno fatto di più. Grazie ai loro studi ora possiamo calcolare spazi, tempi, velocità. Possiamo volare, navigare, prevedere. Vivere bene, vivere meglio.

Se le regole e le formule vengono seguite pedissequamente non possiamo sbagliare o, meglio, possiamo minimizzare i rischi, massimizzare i profitti, avere certezze. Avere controllo.

Quindi uno cresce con tutte queste convinzioni. Studia, si applica, calcola tempi, pesi, misure, assi cartesiani, spazio fratto tempo, radice quadrata di x.

E poi sbam! t'arriva l'amore.

Così, senza preavviso. E non esistono manuali, calcoli, integrali. Non esistono ancore.

E verrebbe da chiedersi perché lasciamo che le nostre vite siano dominate dal calcolo e dalla ragione e poi affidiamo le nostre relazioni a un'aritmia cardiaca, un profilo, un sorriso, una battuta, un colore. Un gioco. Cazzo, un gioco.

Pure se qualcuno c'ha provato, l'amore non si calcola. L'algoritmo del rapporto perfetto non esiste E' materia oscura.

Quando, nel tentativo di diventare un brava massaia, seguivo mia zia nelle preparazione delle sue ricette prelibate, le chiedevo di continuo cifre. Minuti precisi di cottura, esatti pizzichi di sale, giuste proporzioni tra gli ingredienti. Una volta lei mi rispose che la cucina è amore, passione, dedizione, intuito.

Sei una cuoca, mica una farmacista.

Non aveva tutti i torti, mia zia. In fondo, pensateci, le cose migliori della vostra vita non le avete fatte quando eravate fuori controllo?


Primavera non bussa, lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne, i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano