lunedì 30 settembre 2013

Amebe in scarpe da trekking

Controllo, dominio, potere.



Le altezze mi gonfiano l'ego che manco il Re Sole a Versailles.

Quando ero una studentessa squattrinata che, non si sa come, riusciva a viaggiare per il mondo molto più di quanto faccia la lavoratrice sottopagata regolarmente stipendiata di ora, cercavo in ogni nuovo luogo qualcosa che mi consentisse di elevarmi, vedere la città dall'alto. La Tour Eiffel a Paris, il Castello di Praga, la funicolare di Barcellona, il London eye e così via. Da lassù i problemi diventano piccini, formiche da schiacciare. Quanto relativismo in qualche centinaio di metri d'altezza eh.



Sabato scorso l'allegra corte principesca composta da USI, Sisters, Sister col pisello noto ai più come amico G. e, udite udite, i rispettivi consorti manco un reggimoccolo gente! Son cose... hanno deciso di avventurarsi in un'allegra scampagnata, annoverata nella lista to do da secoli.
Perché oggigiorno se non avete una to do list siete nessuno, sapevatelo.

Rocca Calascio, Abbruzzo. Quota 1500, circa.



Lady Hawke, il film. Ve lo ricordate? Lei falco di giorno, lui lupo di notte, trombare un'utopia? Bene. Alcune scene, pare, furono girate qui.

Il castello domina la valle del Tirino, a pochi passi da Campo Imperatore, comprensiorio di sua maestà il Gran Sasso. E' a pianta quadrangolare, composto da un maschio centrale, mura perimetrali merlate e quattro torri su base circolare poste ai quattro angoli.



Ha il fascino di altre epoche e il mistero insito in tutto ciò che è in rovina.

Se siete un filino più sportivi della sottoscritta tranquilli non ci vuole molto potrete seguire il sentiero che dalla Rocca porta al piccolo borgho di Santo Stefano di Sessanio.

Onestamente da uno dei borghi annoverati tra i più belli d'Italia m'aspettavo di più ma il paese ha subito parecchi danni durante il terremoto del 2009, primo fra tutti il crollo della torre medicea.

Le viuzze pullulano di botteghe artigianali. Quelle odorose e colorate, dentro le quali perdersi è un piacere, quelle che lì dentro vaporizzeresti in mezzo minuto il tuo modesto stipendio, quelle in cui la Sister O. trasforma quest'ultimo condizionale in presente storico.


E se una palletta per l'albero di Natale vi costerà 10 euri, non lagnatevi. Questa è arte.


Nell'entroterra abbruzzese se non assagiate almeno un arrosticino verrete con buona probabilità sbranati da qualche orso marsicano per oltraggio al sacrificio della pecora. Io non sono un'amante della carne ma l'arrosticino per antipasto è da bava, soprattutto dopo una modesta lunga camminata.

Noi li abbiamo mangiati qui.

Evitate i ravioli burro e salvia. L'amico G. aveva ragione nel dire questi te li poi fa a casa, non sono un piatto da prendere al ristorante. Non ditegli che l'ho detto, pliz. In compenso le fettuccine ai funghi erano molto buone e la ciccia, mi è stato riferito, pure.

Così appanzati non ce la siamo sentita di affrontare la camminata verso Campo Imperatore. G., geologo montanaro futuro testimonial di qualche costosissima scarpa da trekking, s'è arrabbiato e c'ha dato delle amebe. Non le trovate carine?

Io sì.

venerdì 27 settembre 2013

...e a culo tutto il resto!

Ciao, sono la Princess, sono una misantropa sociopatica e sono fiera del mio carattere di merda.

Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate, perché ho il filtro diplomazia su off e non ho manco intenzione di farvi credere che sia a causa dell'ormone a palla da periodo mestruale.

Da ieri sera convivo con l'identico stato d'animo che aveva Guccini la sera in cui scrisse l'Avvelenata, peccato che son quasi astemia, avrei potuto scrivere un post memorabile, roba da candidatura al MIA2014 e invece ho un mondo di rancore nel cuore e non riesco ad esprimerlo con le parolacce parole.

Riflettevo sull'ultima perla di Sciattaman.

Temi troppo il giudizio altrui

E te credo, strizzacervelli ottuso, convivo con gente idiota.

Dai su, provate ad azzeccare il primo della lista!

Bravi, è Capetto.

Lui rientra in quella categoria di persone grosso ego piccolo cervello. Che io dico, prima di esprimere qualsivoglia giudizio sul prossimo dovresti almeno imparare a camminare senza mettere i piedi a papera. A meno che tu non abbia interiorizzato la postura da prima posizione dopo 10 anni di danza classica non sei giustificato. Ci vorrebbe un modestissimo Q.I. da 90 per zittirlo, peccato possa decidere sul mio futuro, il che zittisce me, anche se ancora per poco.

Sarebbe davvero un meglio mondo se, semplicemente, tutti rispettassero quel tacito undicesimo comandamento, il cui valore, a mio modesto ma manco troppo avviso, supera di gran lunga il santificare le feste. Sarà che le feste comandate, come tutto quello di comandato, mi stanno sul cazzo.

Ci sono volute otto dico otto sedute per tirarmi fuori che mi viene l'ansia quando ho la sensazione di non potermi tirare indietro, quando mi costringo a sorridere e fingermi solare e accondiscentente.

Accondiscendente un par de cocomeri.

Volevo essere perfetta. Ma mica per me eh. E' qui che sta la deficienza, per gli altri. Figlia perfetta, moglie perfetta, lavoratrice perfetta. Perfettamente stronza, direi.

Comunica Princess, fatti conoscere per quella che sei. Esprimi i tuoi desideri, bisogni, necessità. E soprattutto, esprimi le tue perplessità, i tuoi disagi, i tuoi malesseri. Senza timori. Sei una persona libera.

Ok, Sciattaman, vado 7 anni in Tibet, che se me dice culo incontro pure Brad Pitt, smaltisco tutta la tossicità di anni e anni di sorrisi forzati e torno, incazzata e con la barba. No dai, quella no, che già rinunciare al tacco 12 sarà un mezzo trauma.

Non lo so se la terapia sta funzionando visto che dopo l'ultima chiacchierata ho deciso di non soffocare i miei scazzi dietro un non c'è problema ma io mi sento caricata a pallettoni. E incazzata, non so se s'era capito. 

Reprimersi è male

Esprimersi è bene

Ma esprimersi male è bene o male?

Va bè, vi saluto gente, vado a condurre Sottovoce al posto di Marzullo.



giovedì 26 settembre 2013

Iniziare bene IX

Ovvero:  outfit ingrassanti e manicure made in office


Il mio reggiseno imbottito è davvero troppo, troppo imbottito. Pare che allatto. Sto seriamente prendendo in considerazione l'idea che l'ipotesi di Mina riguardo le mie tette grosse ti starebbero male sia corretta.

Questo vestito mi allarga. Mi allarga il culo, mi allarga i fianchi, mi allarga le spalle.

In pratica sembro uno di quei donnoni del '500. Bei tempi quando l'ideale di bellezza non era incarnato da Kate Moss ma da quella trippona della Venere del Botticelli, non trovate?

Stamattina la sveglia ha suonato alle cinque dico c-i-n-q-u-e e trenta. Roba che i galli mi hanno preso per il culo. L'affaire depilazione ad occhi chiusi sotto il getto d'acqua bollente non è che sia andato proprio a buon fine. Fortuna che ho ancora un briciolo d'abbronzatura che confonde la ricrescita.

Mi si è sbeccato lo smalto fuxia, messo appena ieri. E scheggiata l'unghia.

Visto che sono senza il kit manicure ho tagliato il pezzetto con un paio di forbici da sarta.

Buongiorno.

martedì 24 settembre 2013

Una coppetta media, grazie

Quasi due anni e mezzo orsono A. mi fece notare che, precisamente alle 15 e 30 del pomeriggio, l’anima cortese della tipa mora, occhi, verdi, tacco 12 veniva barbaramente sfrattata dallo spirito di un rude scaricatore di porto di Oxtia che risponde al nome di Nazzareno.

Siccome qui non ho usato filtri anti trivialità mi è spesso sorto il sospetto che a picchiettare i tasti del mio vetusto HP fosse proprio lui, Nazzareno e che qualcuno non particolarmente forte di stomaco o, semplicemente, manchevole d’ironia potesse sentirsi urtato da tanta spontaneità o, meglio, crudezza, rozzezza, maleducazione. Fate vobis.

Tutte le mie preoccupazioni sono scomparse dopo aver visto questa.
Per chi non ha ceduto al fascino perverso di faccialibro: è la pagina Facebook di FleurCup.
Per gli uomini e i puri di cuore che non hanno idea di cosa sia questo è il sito.

Non fate quella faccia schifata, maschi. Siete peggio voi in mutande e calzini.

Io sono una retrograda old style e non mi stacco dal Lines Seta Blu shame on me ma ammiro le donne che hanno avuto il coraggio di provarla, ci stanno facendo un pensierino o considerano ormai il suo uso una consolidata ed irrinunciabile abitudine.


Quel che invece non si spiega persino una come me, Princess a cui scivola spesso la corona, sono le vignette.

Una fra tutte:


Cioè, ci prendete per il culo voi strateghi della comunicazione per vagine?

Conviviamo con le rosse per gran parte della nostra vita terrestre e sperimentiamo diversi metodi di gestione dell'affaire mestruo fin quando non troviamo la pace dei sensi col prodotto che più si addice al nostro Sancta Sanctorum non è necessario fare un disegnino con cordicella rossa annessa, che, visto il colore, potrebbe essere confusa per ben altro, un po’ come se c’avessimo un rubinetto Paini nelle parti basse, ne tantomeno illustrare le possibili complicazioni dell’utilizzo di un tampax associato ad un costume striminzito.


Capisco che chi non mostra non vende ma, ecco, a me pare una strategia di comunicazione un tantino priva di tatto. Quasi peggio della pubblicità della Nuvenia con la tipa che durante le sue cose faceva paracadutismo invece di lagnarsi mangiando Nutella in pigiama di pile davanti la tivvù. Spingere l’acceleratore sulle differenze tra un prodotto e i suoi concorrenti è un must a cui si inchinano tutti gli esperti di marketing di questo mondo ed è anche giusto, almeno quando la pubblicità non è ingannevole, che lo si faccia. Ma santiddio qua s’esagera.

E non voglio commentare la foto del muro delle vagine.

Le più emancipate potrebbero tacciarmi di bigottismo o falso perbenismo. Non credo proprio di corrispondere a quel prototipo di femmina. Mi sono messa a nudo e ho ironizzato sulla mia Vù sufficienti volte da evitare questa possibile accusa, credo. Solo che, semplicemente, di fronte a tanto spietato realismo io ho storto la bocca, involontariamente e mi sono chiesta se tutti quei dettagli fossero davvero necessari così come, a suo tempo, mi chiesi se fosse davvero necessario il seno nudo nelle proteste delle femen.

lunedì 23 settembre 2013

Biagio

Dicono che i figli si fanno di pancia, perché è una scelta pazza e irresponsabile. Un po' come innamorarsi, se ci pensate. Un po' come tutte le scelte dai risvolti inaspettati, a volte pesanti, a volte preda di qualche postumo segnale di pentimento racchiuso in un ma chi me l'ha fatto fare.

Noi, che di pance non siamo esperti, soprattutto di pance piene, noi che non abbiamo potuto scegliere una gravidanza, la nostra scelta folle l'abbiamo fatta scegliendo lui.



Totalmente all'oscuro di ciò che un cane comporta, in qualche modo faremo. Un po' come quando arriva un figlio a sorpresa. In qualche modo si fa sempre.


L'incontro con sua maestà baffuta non ha avuto il sapore dell'idillio, c'era da aspettarselo da una micia isterica. Con la schiena inarcata, il pelo dritto e la faccia satanica ha fatto capire a noi bipedi che no, Biagio non era proprio stato contemplato nel suo personalissimo progetto di vita.

Io, che sono una gattara, roba che se fossi zitella finirei circondata da pedanti miagolii e morirei sola con la faccia nei croccantini, ho scoperto nel nuovo arrivato un affetto e una dolcezza che parlamose chiaro i mici raramente concedono.

E pensare che mi piacciono per questo: indipendenti, opportunisti, ruffiani.



Siccome l'arrivo del fratellone panzuto e puzzolente avrebbe potuto avere ripercussioni nefaste sul suo ego smisurato, abbiamo deciso di lasciare proprio alla gatta l'ultimoa parola miagolio riguardo il nome del venturo.

Due post-it accartocciati lanciati in direzione opposta, il primo che prende vince.

Ha scelto Biagio, mi sa che l'ho plagiata con la storia del fascino vagabondo del fidanzato di Lilli. E va bene, la smetterò con la Disney. Quando avrò 80 anni. Forse.



Insomma, gente, siamo in quattro e che nessuno ora si azzardi a dire che non siamo prolifici.


venerdì 20 settembre 2013

Infertile a chi?!

Allora: o SantoSpirito è un pazzo che si finge medico quasi quasi con nonchalance gli faccio compilare il questionario di Sciattaman o c'è del marcio in Danimarca. Sì, la chiamo Danimarca adesso la mia , e allora!?

Ieri ho fatto una visita di controllo dopo la isterocosa dalla quale, per i gentili ascoltatori che si mettono solo ora all'ascolto, è uscito fuori che le mia cannucce son libere come l'A24... no, paragone sbagliato, come il viale di casa mia la mattina alle sei e mezzo. Roba che pare io sia l'unica che lavora nel mio condominio.

L'ottimismo in camice bianco è tornato a parlarmi di tempi, pazienza, saturno contro. Marito bene, io bene. Tanti saluti e un bacio ai pupi. Quali pupi? L'unico che abbiamo miagola e c'ha i baffi, santocielo!

Non azzardarti a definirti infertile. Dice lui.

Doc, tiri fuori la marmotta che confeziona la cioccolata, ora! Dico io.

No, dai, non l'ho detto. Solo pensato.

Ho acceso i riflettori sul mio cruccio, senza vergogna e timore d'essere cacciata a calci. L'MTHFR. Non aggiungo altro. Che ogni volta che dico ho una mutazione genetica mi sento come E.T. anche perché sono già munita di un cranio xxl, mi mancano giusto un po' di rughe e il colorito verdastro. No, 'spettate, c'ho pure quello, porco boia.

Ci penseremo dopo. Ora pensiamo a farti restare incinta.

Mi conferma l'eventuale terapia acido folico, cardioaspirina, eparina all'occorrenza.

Dopo la smanettata e l'ecografia mentre io cercavo di far riprendere l'USI dalla visione di sua moglie che attraversa la stanza senza mutande per farla vedere ad un altro, mi prescrive la terapia da seguire per i prossimi tre mesi. Insomma fino a Natale semo coperti.

Clomid. Again?! Again.

Monitoraggio ecografico degli ovetti de pasqua.

Gonasi. Sono punture?! Sono punture. Erede, appena esci io te gonfio. Lo sai sì?

E per finire lavande. Sì quelle con quell'inquietante beccuccio. Il clistere da vagina.

Ah che bello vedere i propri sogni di bambina realizzati eh...

mercoledì 18 settembre 2013

E tu, chi pazzo sei?

Facciamo la conta... ambrabaciccìcoccò tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore... nessuno vi ha mai parlato di zoofilia eh?
Forse è meglio eeny neeny miny moe... no 'spettate, questa è inquietante, per non parlare della variante razzista.

Vabbè, facciamo che decido io.

Vi parlo di ovaie o di cervello?

Maschietti stanchi dei miei racconti splatter avete vinto.

Let's pick my brain!

Come gli affezionati sapranno o avranno potuto intuire, dopo tre settimane di assenteismo spregiudicato e superbo con la Princess schiena dritta e spocchia chiavi in mano che in preda a deliri di onnipotenza andava blaterando in giro sono forte, sono figa, sono invincibile e pure immortale, chi ha bisogno della psicoterapia? sono tornata, tremolante, coda tra le gambe e con questa espressione qui:


da Sciattaman.

S'è parlato di Mina e Pino aka i miei parents che, bontàloro, in una ipotetica cerimonia di premiazione per il titolo di genitore dell'anno sarebbero stati quelli in ultima fila che si girano i pollici e guardano avidamente il buffet, sperando che lo strazio finisca in fretta. Non è stata colpa loro, certo. Hanno ricoperto il ruolo come meglio hanno potuto. Epperò han fatto un bel casino, diciamocelo. Così io mi ritrovo con una mamma simbiotica e un padre fantasma. Famiglia Adams spazzame il salotto.

Hai sofferto per le mancanze di tuo padre Princess?

Ma no, figuriamoci. Ero così abituata che nemmeno le ho notate.

Ma prima hai detto che in adolescenza hai iniziato a chiederti se ti amasse o no, giusto?

Eh

E porsi domande simili non è già soffrire?

Azz, quando Sciattaman c'ha ragione, c'ha ragione.

Anyway

Pare che siam passati dalla fase benessere, tipica del periodo successivo ai primi incontri, alla fase must to do something alias damose da fa che siam mica qui a far crescere il pisello a Ken

Punto primo: evitare di sentirmi in obbligo di raccontare a mia mamma pure quando ovulo. Fare scelte consapevoli e assolutamente autonome. Non farsi condizionare dal giudizio altrui. 

Insomma fatte 'na vita, Princess. E io ci proverò, giurin giurello.

Ora, però una questione mi attanaglia. Sì perché Sciattaman m'ha dato i compitini a casa e io da scolara diligente, abituata a far la primina della classe, ho compilato il questionario consegnatomi dallo psaico il giorno stesso della seduta. Tra i molti quesiti ce ne sono alcuni finalizzati a rilevare eventuali forme di dipendenza, a vari livelli, da cibo, alcool, droghe, sesso e altri tesi ad evidenziare eventuali forme maniacali come il disturbo ossessivo compulsivo o le manie di persecuzione. Fortuna che io so' solo depressa e ipocondriaca. Pfiù.

Per farvi un esempio, queste sono alcune domande tipo:

In passato l'abitudine alla droga mi ha creato molte difficoltà: vero o falso

Il mio lavoro non è mai stato realmente disturbato dall'abitudine del bere: vero o falso


Fin da piccolo/a e per buona parte della vita ho avuto pensieri tristi: vero o falso


Ho difficoltà a dormire e mi sveglio stanco come quando sono andato a letto: vero o falso


Sarei disposto a morire di fame pur di diventare più magro di quello che sono: vero o falso


Mi accorgo che la gente parla male di me quando passo loro accanto: vero o falso

Fin qui nulla di strano. Ora però, por favor, qualcuno mi spieghi questa:

L'anno scorso sono andato a finire sulla copertina di una rivista: vero o falso

E questa:

Negli ultimi 10 anni non ho visto nemmeno un'automobile

Voi l'avete vista almeno una macchina negli ultimi 10 anni, vero?
Sennò sete pazzi, amici miei. Stiratevi la camicia di forza che vi servirà.

lunedì 16 settembre 2013

Rose rosse e fiori fuxia

Ho comprato un piccolo cactus dagli aculei lunghissimi, l'ho messo in bella mostra sulla mia scrivania, tra telefono e tastiera, che si sappia che non sono un'orchieda, io. Però, ogni tanto, faccio fiori fuxia e bellissimi che l'orchidea, al confronto, è un Armadillium vulgare altresì conosciuto come porchetto de Sant'Antonio. Insomma chi vuol intendere intenda. Pungo, faccio male, so scontrosa, c'ho il muso lungo e a Capetto gli passo la lingua sulla mia adorabile piantina la prossima volta che mi da della capocciona.
I swear.
Quante soddisfazioni da un euro e novanta di spesa? Moltissime.

Ho voglia matta di spiedini di pesce. Però devono essere ben cotti, possibilmente sulla brace, meglio se accompagnati da qualche salsa agrodolce e piccanti. No, non sono incinta. Sono a dieta. Precisamente da cinque giorni. E muoio di fame. Inoltre, da brava masochista, non faccio altro che spulciare blog di cucina per poi piangere dentro a mensa, davanti all'insalatina lattuga, mais e tonno sgocciolato. Senza sapore. Non aggiungerci un po' di maionese è reato. Ne sono certa, danno il carcere.

M'è venuta voglia di portare la ZiaSanta a vedere Massimo Ranieri, al Sistina dall'8 al 20 ottobre, perché Massimo Ranieri piace pure a me, embè? Non è che una che ascolta Guccini, De Andrè  Rino Gaetano, Beatles, Queen, Doors e Janis Joplin non se po' senti pure Massimo Ranieri. No? La cosa davvero importante è fingere di portarci qualcun altro. Daje zi' che se scatenamo co' Erba di casa mia. Che è una canzone, maligni che non siete altro. Non intendevo dire che mi faccio le canne co' zia. Che a ben pensarci non sarebbe manco un'idea malvagia.

Buon inizio settimana, adorati sudditi


giovedì 12 settembre 2013

Mancarsi

Dipendenze. Dicono non sia sano averne perché ci rendono schiavi, imprigionati in gabbie di malsane abitudini o appendici di altre persone, altre vite, in balia di umori, desideri e speranze che non ci appartengono.

Circa due anni fa, durante il nostro consueto filosofeggiare pomeridiano, in un ufficio semideserto A. mi parlò della sua personalissima teoria delle mezze mele. Spero mi conceda qualche licenza poetica perché, nonostante io abbia una memoria da elefante, è passato molto tempo e non riesco a focalizzare le parole esatte che utilizzò, il succo, tuttavia, è più o meno questo:

si dice che un rapporto perfetto si raggiunga quando due mezze mele si uniscono. Non a caso si sente parlare spesso di altra metà. In realtà, per quanto le due metà possano coincidere alla perfezione, nel tempo la mezza mela tende scurirsi. Ce l'avete presente no? Quando i bordi diventano marroncini e la polpa si raggrinzisce. Due mezze mele, per quanto coincidenti, per quanto possano dare parvenza di una perfetta unione, non saranno mai come una mela intera. Prima o poi entrambe si scuriranno, fino a fare la muffa. Quindi un rapporto perfetto si raggiunge solo quando due mele, complete, si avvicinano. Perché saranno intere ma arricchite dalla presenza dell'altra mela.

La teoria mi piacque, anche se non lo diedi troppo a vedere. Era passato troppo poco tempo perché la mia dose di acidità si abbassasse tanto da permettermi di essere sincera e dire una cosa tipo: hai ragione.

Il discorso si concluse con un insolito complimento alla sottoscritta. Insolito perché A. non è bravo coi complimenti, parole sue. Queste le ricordo bene.

Disse: tu sei una mela

A me venne da sorridere perché, e questo credo di non averglielo mai detto, mela era il soprannome con cui usava chiamarmi Mina da ragazzina. Per la faccia tonda, ovvio. Non giudicatela, suvvia. Avrebbe potuto chiamarmi, chessò, mappamondo. Alla fine mi è andata di culo.

Io una mela, in realtà, non mi ci ero mai sentita ma mi fidai di lui e gli credetti.

L'altra sera ero a letto. Sola. Persa nei miei pensieri e nei fastidiosi dolori di pancia e schiena. Somatizzo sul corpo le smanie della mente. O almeno spero si tratti solo di somatizzazione. L'ansia ha fatto capolino dietro la bocca del mio stomaco per poi invadere diaframma e polmoni. Ho provato a dormire. Nada. Leggere. Nada. Vedere la tv. Nada.

Così mi sono alzata e ho pregato l'USI di farmi compagnia nel letto.

Non dormo senza te.

Mi sono sentita una fallita. Mi sono sentita mezza. Perché qui il romanticismo non c'entra. Non c'entra l'amore. Non c'entra l'egoismo.

E' dipendenza.

E no, non va bene. Perché io, diavolo, sono una cazzo di mela, intera, tonda. Ora lo so, non si tratta di credere o no ad A. Lo so perché da un po' di tempo io mi manco. Mi manca la metà di me stessa. E la rivoglio.

Forse averlo capito è un piccolo passo verso la creazione di quell'io di cui parla Sciattaman.

Forse.

In ogni caso, gente, che siate mele verdi, rosse o gialle, piccole o grandi, dolci o aspre, farinose o polpose siate intere, sempre.

martedì 10 settembre 2013

50 sfumature d'ufficio

Ve lo ricordate no? Mr. Grey, dico. Quel pervertito maniaco possessivo con una cifra di turbe psichiche. L'uomo capace di trombare 10h di fila senza che i suoi capelli sempre perfetti si scompisciassero un tantinello. Il sogno di ogni vagina di mezz'età. E pure di quelle ciovani, diciamocelo.

E lei? Ana, nome che è tutto un programma. Un programma zozzo. Ingenua verginella che dopo tredicotre incontri hot col tizio dalle 50 sfumature di coloreacaso potrebbe essere assunta da Tinto Bras come controfigura di Cicciolina.

Bene. I tre libri tutti vergognosamente uguali diventeranno un film.

Quale occasione migliore per affrontare l'argomento sesso, a mensa, col collegame femminile over 50? Che poi si sa, 'na cosa tira l'altra e ci si ritrova al caffé a parlare dei cazzi propri. In senso figurato, maligni che non siete altro.

Viene fuori l'argomento uso-non uso dei sex toys. Quasi tutte le persone interpellate ne posseggono uno ma non l'hanno mai usato e quasi sempre è un regalo di qualche amico, collega, fratello buontempone che con la scusa di fare il simpatico-emancipato invia al ricevente il più classico dei messaggi subliminali: tromba di più e incazzati di meno.

Non essendo una grande esperta di oggettini della felicità ho chiesto informazioni riguardo l'uso e consumo di tale anello vibrante. Presente ricevuto in altre ere geologiche da collega C.

Ah e che ne so' io come se mette

Ma scusa non l'hai mai usato?

Ma no! E sai perché? Me viè da ride. E se ridi in quei momenti è finito tutto.

C'ho pensato su. E mo' non lamentatevi eh, che sennò ricomincio a parlarvi delle mie ovaie. Sono arrivata alla conclusione che C. ha ragione. Se ridi è finito tutto. Datemi voce calda, mani forti, sguardi intensi. Se poi riuscite a usare un vibratore a forma di paperella senza che il vostro momento perda pathos e intensità tanto di cappello.

Perchè il sesso è 'na cosa seria.

Oppure no?

domenica 8 settembre 2013

La PMA dell'io

Dunque vediamo se ho capito. Ci sono io, poi ci sono io come mi vedete voi, poi ci sono io come credo mi vediate voi. Poi ci sono io come vorrei essere io. Poi ci sono io come sono io.

Uno nessuno e centomila. Pirandello docet.

Un sacco di io. Io a destra e a manca. Io da collezione. 

Ce l'ho, mi manca, ce l'ho, mi manca.

Ecco. 

A me manca quello più importante.

L'io interiore.

Ovvio che non me lo dico da sola, che va bene che penso e penso e penso ma sono così tante le cose a cui penso che pensare all'io no, non c'avevo pensato.

Me l'ha detto Sciattaman.

Che poi io sono una cazzona, lo sapete no? E quando ha nominato st'io interiore io me lo sono collocato tra stomaco e budella. Non sono affatto poetica e a st'io devo stargli un pochino sul cazzo visto che ho scelto per lui la periferia invece, che so, di collocarmelo sul cuore, sul cervello, nelle zone in. Quelle che agli americani piace raffigurare con gabbie intorno agli alberi. 

Pure Mary Poppins docet.

Insomma st'io nasce quando siamo piccini, pare. Il mio non è nato. Cioè io oltre che non essere tanto brava a far nascere bambini non faccio nemmeno nascere gli io.

Un fallimento.

Ma niente panico, dice Sciattaman, che l'io lo facciamo nascere adesso. Con la psicoterapia.

E io ho pensato cazzo esiste pure la procreazione assistita dell'io.

Non me faccio manca' niente. Io.

venerdì 6 settembre 2013

AAA antagonista cercasi

Lo dirò una volta sola. Poi negherò para siempre quindi approfittatene, scatenatevi.
Insultatemi, inseguitemi con un bastone, tramortitemi ma fermatemi, perché lo sto rifacendo. 

Sto ignorando gli illustrissimi pareri, nell'ordine, di Giulietta alias la giaina namber uan, SantoSpirito alias il giaino namber tuNegnente alias il mio medico di famiglia, Sciattaman alias lo psaico tuttologo per affidare la mia salute e la mia possibile futura maternità alla medicina self service di vu vu vu punto gugol punto i ti. 

Perché a me i conti non tornano. Perché io a qualcosa devo appigliarmi. Perché ho bisogno di un nemico contro cui scatenare l'ira funesta del pelide achille

Perché se i suoi soldatini lavorano bene, io ho l'utero narciso, tube free, niente endometriosi, fibromi, malformazioni, problemi tiroidei, insulinici, cisti e pure gli ormoni allineati in fila per sei col resto di due per quale diavolo di motivo non me ne vado in giro con un cocomero nell'addome e la caviglie da elefante?

Abbiamo escluso il 90% delle possibili cause di infertilità. Il restante 10% è l'imponderabile: sei stressata, non ci devi pensare, c'hai il blocco psicologico, i pianeti non sono allineati, c'hai saturno contro, qualcuno t'ha fatto il malocchio, non è destino.

Col tubero che io ci credo a 'ste minchiate da cartomante. No no e no.

Io razionalizzo pure i sogni, come dice Sciattaman. Un problema dev'esserci.

E un problema c'è.

E' uscito fuori allo start. Con le preconcezionali. Omocisteina a palla e MTHFR mutato in omozigosi. A causa di questa mutazione genetica non assorbo la vitamina B che drena l'omocisteina che, a sua volta, può provocare la creazione di piccoli coaguli nel sangue.

Niente panico, dicono tutti. E' un problema gestibile e, soprattutto, non inficia la fertilità, casomai crea problemi dopo, a cose fatte, a panza piena. E allora si valuterà. La cura si chiama acido folico-cardioaspirina-eparina all'occorrenza ma ora non è il momento di pensarci, facciamo solo abbassare l'omo, che ti intossica il sangue, con vitamina B e Prefolic da 15.

Eppur si muove.

Eppure spulciando forum, blog e medici.it viene fuori che sì, l'mthfr crea problemi dopo ma che in molti casi di infertilità sine causa è stato riscontrato questo problema. 

M'è partito il neurone per la tangente. 

E se un'omo così alta l'embrione non lo facesse proprio attaccare? E se avessi delle mestruazioni abortive? E se incinta ci fossi rimasta, anche solo per un giorno? Anche solo per farmici credere un po'? E se non me ne fossi accorta?

Il mio cervello a forza di seghe mentali si sta accecando.

Io lo sapevo che la laurea avrei dovuto prenderla in medicina. Tanto la sindrome da quarto anno, quella per cui ti autodiagnostichi tutto quel che studi, ce l'ho comunque. 

martedì 3 settembre 2013

Sboc!

Alle ore sette e trentadue di un fresco ma soleggiato mattino di settembre duemilaecredici una Princess dotata di camicia da notte anni '70, poco ottimismo, tanto cagotto varcava la soglia della clinica sforna marmocchi a lei ormai tanto cara.

Alle ore otto e zerodue subiva già la prima pesantissima violenza psicologica da una caposala occhi verdi e caschetto biondo:

devi toglierti lo smalto, mani e piedi, eccoti l'acetone.

Barbari.

No, dico io, avete presente la cura e la pazienza necessarie per pittarsi le unghie? Il meticoloso lavoro di precisione, il pennello inclinato a 35°, gli smadonnamenti per la comparsa delle antiestetiche bollicine? E avete presente quando il rosso ciliegia vi riesce alla perfezione che manco la tipa che fa nail art su Real Time e per giunta si intona pure perfettamente ai vostri outfit settimanali?

Ecco.

Un minuto di silenzio per tutta Kiko di Porte di Roma. Grazie.

Come se non bastasse la povera vittima entrata dopo di lei, stessa spiaggia e stesso esame aveva le unghie dei piedi pittate d'azzurro. Nessuno le ha chiesto di togliersi lo smalto.

Infamità. Figli e figliastri. E mo glielo dico a SantoSpirito eh.

Anyway

Vestita di tutto punto la Princess si è dovuta, poi, piegare ad un'altra umiliazione. Spogliarsi delle sue vesti e indossare lui: il camiciotto verde. Incubo delle operande. Orrore e raccapriccio. Oltre ad essere vergognosamente trasparente e totalmente scoperto all'altezza natiche era pure provvisto di accessori.

La cuffia.

Oscenità.

Parcheggiata in una sorta di ampio salone anti operatorio ha poi atteso lui. Bello come il sole, abbronzato e, come sempre, cazzone allegro.

Eccoci qua Princess! Siamo carichi?

Certo, come no. Non vedo l'ora di farmi esplorare. Me so fatta la ceretta all'inguine apposta. 

Eh Princess cara, tu non me lo fai 'sto figlio...

E speriamo che lei fa meglio de me. Sennò semo rovinati

Allora ora ti girerà un poco la testa

Sì ok doc ma il referto me lo da subito?

Per il referto scritto ci vorrà qualche giorno ma te lo dico a voce

Ah quindi dopo passa in stanz...

Addormentiamola!

Okkei
, forse il vero motivo era proprio ti tramortisco così non rompi il cazzo. Avevate ragione.

Quindici minuti dopo, senza che se ne rendesse conto, la Princess, sveglia ma ubriaca d'anestetico, ha chiesto a chiunque gli capitasse a tiro USI, infermiere, Mina come fosse andato l'esame. Domanda ripetuta, in base ai racconti del parentame tutto, diverse volte fin quando Mina, esausta, le ha risposto:

Bene! L'hai già chiesto 4 volte!

Ma che dici? Non è mica vero

Ok, l'anestesia mi fa strani effetti. Vista da fuori devo esser stata piuttosto comica.

Ripreso il senno e la decenza la Princess ha dato il via alla sua attività prediletta nei momenti d'attesa.

Fracassare i maroni dell'USI e girarsi nervosamente i pollici.

Dopo due ore ha deciso:

scendo al suo studio e chiedo che io co' st'ansia non ce posso sta'.

Siccome una testa coronata non si piega a bussare alle altrui porte ha delegato un USI sbuffante che, non c'è che dire, le ha così dato gran prova del suo amore.

E' poi prepotentemente entrata nello studio delle meraviglie

Eccomi doc! Allora, allora, allora?

Allora tu devi startene a letto! A letto!

Sì, sì ora ci torno giuro ma mi dica, la prego

Rullo di tamburi

Ancora

Ancora

Ancora

Va beeeene, ve lo dico.

Sinistra libera. Nella destra il liquido ha fatto un po' fatica a passare ma ce l'ha fatta. Utero bellissimo. Sto bene. Le tube non sono la causa della mia infertilità. Nessun problema meccanico.

Ora vattene subito a letto!

Ok ok doc un'ultima cosa, io sto sanguinando ehm, un bel po'

E' per questo che devi startene A LETTO!

Rincuorata e stanca la Princess, digiuna dalle 21 del giorno precedente e cazziata da infermiere ostinate che con un cenno di diniego zittivano le sue ripetute richieste di cibo, si è concessa una micropennica. Alzatasi per fare pipì ha trovato il percorso cesso-letto irto di ostacoli. Orecchie tappate, sguardo appannato, vuoto di stomaco, gira il mondo gira nello spazio senza fine.

Mina, preso coscienza del malore della progenie ha chiamato soccorsi. Pressione 90 su 60.

Un po' bassina

No, non è bassina. E' la Brunetta delle pressioni, fateme magna', diobono.

Va bene, qualcosina di salato

Qualcosina di salato si è tradotto in 3mq di pizza e mortadella.

Sono felice? No. Non resterò certo incinta domani. Ma sono sollevata, questo sì. Il mio corpo resta imperfetto, io lo so. Ma ora lo è un po' meno e io, forse, lo amo un po' di più. Poco poco eh. Che poi si monta la testa.

Dopo altre interminabili ore d'attesa, come da promessa fatta sul lettino operatorio, SantoSpirito è passato in stanza per darmi spiegazioni più dettagliate e poi dimettermi. Pare, mie care infertili che sicuramente saprete già tutto, che le tube siano affarini assai delicati. Possono ostruirsi da un momento all'altro e per i motivi più fantasiosi. Come un intestino che preme troppo su di loro, per esempio. Questo impronunciabile esame ha, quindi, il vantaggio di essere diagnostico e, in alcuni specifici casi, anche terapeutico.

Insomma st'esame le può stappare

Sì, proprio così: sboc!

Capito gente? Le tube quando si liberano fanno lo stesso rumore del tappo del Tavernello. Pensateci mentre aprite il cartone domenica prossima, a pranzo co' la socera.

Siccome il sanguinamento non cessava e tutt'ora ho qualche residuo ho chiesto al guru delle panze a portar via se fosse normale

Sì, sì è che io voglio vedere bene tutto e sono un poco materiale, è per questo che uso l'anestesia

Un poco materiale. Ah moglie fortunella la sua!

Tra dieci giorni visita di controllo, poi si decide il da farsi. Previsto doping, pesante stavolta, che col Clomid avemo giocato. 

Io non lo so se è solo il benefico effetto di una notizia decente che domani scomparirà, lasciandomi di nuovo sola, nel buio dei miei malumori fatto sta che io, stasera, ti sento un po' più vicino, erede mio.


lunedì 2 settembre 2013

Elogio dell'ozio

Il punto è che ci crediamo immortali e invincibili. Ci trinceriamo dietro a slogan logori e ipocriti come io ce la posso fare. Pensiamo di essere immuni allo stress, alla stanchezza, allo sconforto. Proiettiamo le nostre energie verso obiettivi pretenziosi, come la felicità. Come riaverla, soprattutto.
Tratteniamo il fiato e ci immergiamo, ignari, speranzosi ed equipaggiati per la battaglia, nel mare dei nostri problemi. Restiamo così, convinti di avere sufficiente aria nei polmoni, per tanto tempo. Troppo. Fino a quando non sentiamo bisogno d'ossigeno. Così iniziamo a riemergere, senza fretta, un po' per volta e impariamo a boccheggiare, facendo piccole scorte d'aria fin quando nemmeno quelle bastano più. E tiriamo fuori la testa, osservando la bellezza della terra ferma, del mondo che, imperterrito, è andato avanti mentre noi, sott'acqua, trattenevamo il respiro.

La mia boccata d'ossigeno è stata questa vacanza.



Non ho preteso nulla da me stessa, ho lasciato che fosse il mio corpo a dettar legge a decidere i ritmi ad assecondare i bisogni. 

Ho spento la sveglia, pranzato a sera inoltrata, letto libri che da troppo tempo reclamavano attenzione e accumulavano polvere sul mio comodino.



Ho giocato coi sassi pensando a un piede piccolo, di una Lei. Io, che ho sempre fermamente creduto che mio figlio sarebbe stato maschio, con quella consapevolezza della ragione, ho invece visto l'esatto profilo e gli occhi tondi di mia figlia. Come se esistesse già. Come se stesse solo aspettando che sua madre le dia la possibilità di essere vergognosamente felice.



Mi sono goduta la lentezza. La simmetria dei sassi tondi su uno sfondo marittimo.




Il vento tra gli ombrelloni.




La vita leggera. 

La vita come dovrebbe essere.