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lunedì 17 novembre 2014

Sboccaccio

Dunque.

Per essere Vip, è Vip. Così Vip che la fase raccolta minuziosa delle analisi e delle nevrosi della sottoscritta se l'è ciucciata la sua assistente mora.

Sono entrata nel suo studio e lui like a Boss, seduto in poltrona, mi ha teso la mano presentandosi.

Faccia tonda, brizzolato, bocca stretta.

Io ero quasi emozionata, in posa e gergo reverenziale inizio a parlare come mia abitudine. A manetta.

Io te conosco, a te. Mi interrompe lui. Tu sei una cybernauta da internet, forum, diagnosi on line.

'orcocazzo, ma che lavori al KGB?

Punto primo: su internet ce stanno 'nsacco de cazzate. Su internet tu 'ncedevianna'. Punto secondo: hai fatto 'nsacco de cose che 'nservonoancazzo.

Gente, il GinoVip è 'n parolacciaro de roma.

Gente, sono a casa!

Ora, se il Gino Boccaccesco sapesse di questo blog, credo m'ammazzerebbe. Ma il Gino Boccaccesco che da ora sarà, semplicemente, Sboccaccio mica lo sa che anche grazie a questo blog sono arrivata, finalmente, a lui.

E' venuto fuori che tra le cose che 'nservonoancazzo c'è pure l'isterosalpingografia. Cioè non è che 'nserveproprioancazzo è che, per avere una diagnosi completa, nun basta. Così lui mi spedisce al Gemelli da tale dottoressa che mi metterà in lista per isteroscopia e udite udite laparoscopia. Che al confronto il cagotto che m'è venuto in quel settembre 2013 in occasione dell'esame stappatube è 'na passeggiata de salute.

Io lo pensavo che era difficile, ma no così.

USI, ovvio, altra pippa. Ma pippa diversa. Sì perché sul ricettario medico, stavolta, c'è scritto tipo MAR, swim-up e 'naltra cosa che spero serva a qualche cazzo.

La conclusione, ordunque, è tale:

se lui ha anticorpi antisperma o altri cazzi che nun vanno bene si va in vitro
se lui sta bene io mi faccio bucare la trippa con la laparoscopia
se la laparoscopia e l'isteroscopia sono pulite si va di IUI o vitro, tocca valutare
se la laparoscopia e l'isteroscopia presentano piccole aderenze o altre cazzate risolvibili in loco, si
risolvono e per 6 mesi si fa all'amore alla vecchia maniera sperando di aver rimosso l'intoppo.
se la laparoscopia e l'isteroscopia presentano problemi gravi si va in vitro.

Ho scritto vitro un sacco di volte. Me ne rendo conto solo adesso.

Già, capita.

Capita che ti rendi conto d'essere stata dove sei stata solo a tarda sera, mentre scrivi un post. Capita che t'è capitato di vedere le foto di 70 bambini e 13 coppie di gemelli e hai sorriso pensando alle loro mamme e vorresti abbracciarle, una a una. Capita che t'è pure capitato di sentire parole come transfert e pick up. Parole che avevi solo letto in quei forum, quei blog, quei siti così odiati da Sboccaccio. 

Lo sto facendo, ci sono dentro.

Ci aggiorniamo coi risultati in mano, coraggio che sei 'na ragazzina. 

E' la prima volta che qualcuno mi rende orgogliosa dei miei quasi trenta.

Sei simpatica e sveglia. Però ricordati su internet...

...'ncedevoanna', ho capito dotto'

Che ci crediate o meno io non ho manco googolato swim-up. Mi piace pensare sia una prova di nuoto. E se sapete cos'è, vi prego, non ditemelo. Perché su internet, voi, mie care ricercatrici

NUNCEDOVETEANNA'

lunedì 27 ottobre 2014

La corona e il camice bianco

Alla fine lui i Coli nello sperma ce li aveva per davvero ed io ho il vago sospetto che qui si fa a ping pong col batterio. Tipo il gioco della patata bollente. Togli qua, metti là. Un gran casotto che al pari le cinque giornate di Milano sono Fantasilandia con la sfilata dei carri. Là sotto ci si diverte, gente.

'Sti benedetti invasori della corte di sua maestà non dovrebbero creare problemi nel perseguimento della missione pupo ma è necessario si levino dalle palle. In senso letterale. Così l'USI si buca con l'antibiotico, io pure e si fa all'amore come i verginelli. Che poesia.

Insomma non siamo arrivati alle bombe al Napalm ma poco ce manca. Il mio antibiogramma è un elogio alla resistenza. I principi attivi in grado di battere il nemico si possono ormai contare sulla dita di una mano. Di certo due anni di cistiti non hanno aiutato, anzi. I maledetti si sono nutriti e pompati ed ora sono tipo Hulk in Guerra Fredda che grida Cuba libre imbracciando missili nucleari. A risentirne saranno le mie povere chiappe. Ed io che pensavo che i prossimi buchi sarebbero stati quelli per il pompaggio ormonale pre-IUI.

Intanto mi sono arresa al PCT perché, alla fine, funziona che chi ha il camice bianco vince e no, quello del pizzicagnolo non vale, pare ci voglia proprio una laurea in medicina per avere l'ultima parola.

Quindi si monitora l'ovo e poi, come se la nostra intimità non fosse stata già abbastanza violata, si preleva il frutto della nostra passione programmata. Che stavolta mica basta lo spettro delle 12h. No. Devi proprio farlo all'ora x, del giorno y, e venire qui alle tot in punto non un minuto di meno non uno di più che la precizione è tutto, nein! 

Signorsissignore. 

Ditemi voi se è questo il modo di trattare una testa coronata. Non dovrei essere io a dare ordini? Sento puzza di Robespierre.

God save the Princess!



giovedì 16 ottobre 2014

Il percorso a ostacoli

Altro giro altra pippa.

Perdonate la volgavità miei adorati sudditi ma quando ce vo' ce vo' e da queste parti ce vo' molto spesso.

Questo tunnel è peggio della Giovanni XXIII all'ora di punta, incidentata, allagata e con qualche cedimento strutturale. Peggio de Termini alle 7 de mattina. Peggio dei lavori per la metro C. Non c'è speranza, fine, uscita. Qui si tappa un buco e ne cicciano fuori altri 100 che manco la Dea Kalì riuscirebbe a starci appresso.

Insomma lo spermiogramma è migliorato ma i leucociti continuano a non essere graditi a SantoSpirito che ha spedito mio marito a fare una spermiocoltura.

Del resto le tue cistiti ricorrenti potrebbero essere dovute al fatto che lui ha i Coli nello sperma

Del resto io 'sta cosa da mo che te l'avevo detta, mio caro Doc. Non mi faccia lo gnorri, 'orcocaz. Qualcuno mi conferisca una laurea ad honorem in medicina della riproduzione, pliz.

Tu mi rifai un'urinocoltura

Again? Again.

Nessun medico sano di mente ti manderebbe a fare una IUI o una FIVET con un'infezione in corso

E vabbè, tanto io ormai sono così skillata nella pisciata dentro il barattolino che se avessi il pipino potrei partecipare a qualche competizione internazionale su chi centra la tazza a 10 mt di distanza. Questione di doti innate.

Forse il Ciproxin non ti basta, hai bisogno di roba più forte

Bombe al napaml dottore, bombe al napalm e li sterminamo tutti 'sti Coli maledetti. Obama lo chiami te?

Poi mese prossimo Post Coital Test. 

What?! No 'spetta. Tu me recacci efore il PCT quanno emmo decisu per la IUI?

Ah... la bellezza del dialetto burino della Roma Est quasi abbruzzese.

Sarebbe a dire: mi starai mica riproponendo il PCT dopo aver deciso di tentare la prima IUI?

Sì, lo ha fatto. Sto sfacciato.

Per aumentare le possibilità che la IUI abbia successo dobbiamo prima esaminare il tuo muco. Se è troppo acido per esempio, potrebbe essere un problema.

Ah beh, io le acidità ce l'ho tutte, come i cartoni Disney. A partire da quella di stomaco fino a quella di testa. Sicuro esce fuori che secco i soldatini al ciao come stai. Maleducata che non son altro.

Ricontrolla il progesterone venerdì o al massimo sabato. Fatto tutto questo mi prenoti al centro una bella IUI. 

Ora, io sono furbastra che ve pensate. Paro scema ma sono intellig... vabbè zitti, ho capito.
Insomma era per dirvi che il centro io già l'ho chiamato. E scelto.

Roma batte Firenze.

Manco ci voglio pensare a quello che accadrà quando non avremo più un centesimo.

Incontrerò il GinoVip, la superstar, quello che a capo dell'organigramma. Ho chiesto lui perché già che ci sono avanzo pretese. E pretendo il meglio.

17 novembre. Data sfigata ma almeno non è un venerdì. Che di quelli, a me, ne manca già qualcuno.

lunedì 1 settembre 2014

Il triangolo no

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni.

Io l'ho tradito.

Ho tradito l'uomo che potrebbe darmi un figlio, l'uomo che conosce come sono fatta dentro, colui che scruta con attenzione maniacale le mie più intime particolarità, l'uomo che programma i miei rapporti, che gestisce le mie nevrosi, che mi rallegra, che mi consola.

Avevo bisogno di certezze, di confronto, di diverse attenzioni. Perciò non giudicatemi.

Sono andata da un altro ginecologo.

Basso, abbronzato, vecchissimo. Con uno studio fichissimo e un conto salatissimo.

E sono delusa.

Che io, sapete, sono sempre la solita scema. Quella fermamente convinta che certe soluzioni possano essere tirate fuori per magia, come un coniglio da un cilindro. Insomma, sei un luminare, illuminami.

E invece no.

Sono uscita di lì con un opuscolo sulla fertilità che parla di fumo, alcool, calcolo dell'ovulazione, età della donna, abitudini alimentari. Aria fritta. Sulla copertina due modelli in finta posa nature si scambiano effusioni da scuola media. E lui ha pure un maglione blu sulle spalle, il capello al vento e i mocassini.

Lei è fertile.

Tutto quel che ha detto. Quel che ha detto di sensato, almeno. Il resto del tempo l'ho passato a parlare, parlare, parlare, roba che tra i due il medico parevo io. Fascio d'analisi in mano, un'ecografia, un follicolo pronto, un utero perfetto, l'endometrio pure. Stop. La storia infinita che si ripete sempre uguale a se stessa. Che barba che noia, proprio.

Lui è seguito da un andrologo, quindi va bene così. La natura farà il suo corso, intanto si dia da fare che sta ovulando.

La natura. Dico, stiamo scherzando?

Il Prefolic da 15 va benissimo, in gravidanza si vedrà. Lavande vaginali per prevenire infezioni e Chirofert 1000, un integratore a base di vitamine per regolarizzare un ciclo già di per se puntuale come la telefonata del mio commercialista il 16 d'ogni mese.

Tutto qui?  E mio figlio, di preciso, dove l'hai nascosto, luminare de 'sta ceppa?

Insomma, mi fossi vistata da sola o avessi affidato la mia salute a Dr. Google sarei, probabilmente, più soddisfatta, meno povera e meno incazzata ma il dubbio, quell'atroce dubbio riguardo le competenze e il modus operandi dello specialista che mi sta seguendo da oltre un anno, quantomeno, me lo sono tolto. E sono tornata, con la coda tra le gambe, all'ovile, da lui. Brizzolato con gli occhiali a specchio e la battuta pronta. Adesso mi pare pure più intelligente.

lunedì 4 agosto 2014

Il lavoro te lo sogni. La panza pure.

Ho sognato d'aver vinto una lunghissima intervista a Beppe Grillo. Proprio così. Avevo facoltà di chiedere tutto quello che volevo ma senza previa preparazione. Così, forte del mio passato da giornalista dotata di ventose per l'arrampicata selvaggia sugli specchi, mi sono parata il chiulo giustificando la mia impreparazione con una lunghissima premessa che parlava della mia disaffezione nei confronti della politica, figlia della delusione per i fatti e misfatti dei tipi loschi che avevo scelto alle elezioni come miei rappresentanti. La prima domanda vera e propria riguardava, guarda un po', il lavoro. Chiedevo a Grillo cosa si stesse facendo di concreto per i precari come me. La classe operaia del nuovo millennio. Quelli con ameni contratti a Partita Iva, che versano contributi INPS a fondo perduto, che non hanno neppure il diritto di ammalarsi e subiscono le raccomandazioni, degli altri. Non ha fatto in tempo a rispondermi perché alle quattro e quaranta di notte, Biagio, che aveva già violato il divieto di salire sul letto, è caduto dallo stesso. Sì, c'ho il cane scemo ma ogni scarrafone... etcetera. 

Come avrete quindi intuito sul fronte lavoro non ci sono novità. Continuo a fare colloqui, inviare curricula, ricevere proposte dequalificanti o iperqualificanti ma sempre a, tipo, un euro e mezzo l'ora che manco la benzina per arrivarci o l'abbonamento alla corriera.

Niente di nuovo nemmeno sul fronte gravidanza perduta. Per il post coital test è presto, prima bisogna rifare le analisi al marito per accertarci che la cura di tre mesi stia facendo effetto. Che questo stop coincida con agosto paziente mia non ti conosco magari è una coincidenza. O magari SantoSpirito 'sta a palle all'aria alle Maldive, vacceacapì.

Io continuo a fare la spettatrice o scrutatrice non votante, fate vobis. Assisto a pance in crescita, nascite, fiocchi rosa, racconti splatter, congratulazioni vivissime.

Che poi 'sta cosa delle congratulazioni vivissime mica l'ho mai capita. Voi l'avete mai vista una congratulazione vivissima? Io no.

lunedì 21 luglio 2014

Orizzonti toscani

La mia amica C. ha dato alla luce suo figlio ieri pomeriggio ed io non sono invidiosa è che mi disegnano così. Mio marito, in un evidente momento di disconnessione neuronale, mi ha detto di non essere d'accordo con la mia invidia, io avrei voluto fargli notare che non si può essere in accordo o in disaccordo con un sentimento, per quanto ostile possa essere, di un'altra persona ma non avevo voglia di alimentare la tensione, così mi sono limitata a covare segretamente rancore e pensare a tutta una serie di attività che avrebbero potuto regalarmi momenti di gloria. Attività che, ovviamente, sono precluse a gestanti e neo mamme. Insomma, un po' come dire : sticazzi se tu hai un figlio e io no, io posso andare a fare rafting, corsa campestre, volo dell'angelo e parcavventura coi regazzini. E poi mi sveglio alle 11 del mattino, tiè.

Questo dovrebbe essere il mese del post-coital test. Oppure no. Tutto dipende dai risultati dell'ultimo spermiogramma. Perché se i soldatini continuano ad essere poco svegli il fatto che passino o no è superfluo. Bisognerà farli passare per forza.

Così ho deciso, l'udienza è tolta.

Sì perché, da queste parti, siamo diventati così esperti di ova, spermiogrammi, dopaggi e prostatiti che ci sentiamo pure in diritto di decidere in autonomia. SantoSpirito non sei nessuno, lasciami la scena e poi, diavolo, smettila di indossare gli occhiali a specchio, che c'hai n'età.

In occasione dell'ultimo incontro, corazzata e impavida, ho parlato di FIVET. Lui mi ha consigliato una clinica romana zona Parioli. Io gli ho sparato il Demetra.

Quando sarà ora, ovvio

Ovvio

Che poi per me l'ora sia passata già da un pezzo e partirei, seduta stante, per Firenze è un altro conto.

Attendere. Che brutta parola.

mercoledì 18 giugno 2014

Habemus causa

...grossomodo, circa, quasi, chi lo sa. Diciamo che habemus qualcosa contro cui scatenare l'ira funesta del Pelìde Achille. E no, non è decisamente la mia mente.

Non ci devi pensare un gran par de cocomeri.

Se non c'avessi pensato le cose non avrebbero fatto altro che peggiorare fino a diventare irreparabili.

Lui ha una prostatite.

Formula leucocitaria alta e leggera astenospermia. Scusate eh, ma quando uso 'sti termini mi sento tanto Dott. House e la cosa mi esalta però se dovessi iniziare a zoppicare avvertitemi che accanno. In soldoni vuol dire difese alterate e lentezza dei soldatini. La causa è un'infiammazione della prostata. Infiammazione che, finora, pur essendoci sempre stata era rimasta latente, nascosta da valori che, a pensarci adesso, non sono mai stati poi così esaltanti. Insomma non erano Speedy Gonzales ma nessuno ci aveva mai dato troppo peso.

E invece no.

Così non arrivano da nessuna parte. Ha detto il giaino dei piselli.

Così i dopaggi sono stati inutili. Adesso lo sappiamo. E se SantoSpirito, dopo aver visto i risultati dell'ultimo esame, non avesse mandato mio marito a calci in culo dall'andrologo, col ciufolo che ci saremmo mai arrivati. Avremmo continuato a chiederci come mai.

Bisognava andarci prima, I know. E forse avrei dovuto dar retta a quella vocina interiore che continuava a dirmi se tu sei così perfetta ci dev'essere qualcosa che non quadra in lui. Ma ero circondata da muri di gomma e rassicurazioni. Da qui è tutto apposto che, ora, appaiono così superficiali.

Il punto è che se noi siamo abituate alle esploratio non petita e corriamo a farci fotografare utero, ova e tutto il cucuzzaro al primo terrificante sospetto d'infertilità, i maschietti non fanno altrettanto. O non vengono spinti a fare altrettanto. Anche quando c'è quel piccolo, stupido, insignificante ma, a quanto pare, determinate valore border line che voglio dì, porcazoccola, qualcosa dovrà pur significare.

Poi dici la parità.

Anyway, il risultato è una cura per lui di novanta giorni. I progressi dovrebbero iniziare a vedersi già dopo un mese ma se la situazione non migliora si passa alla IUI. La prima.

Ieri sera ho pianto. Un po' per rabbia nei confronti di tutti i banali non ci devi pensare/è la tua testa/c'hai il blocco psicologico. Un po' per frustrazione, perché il problema era lì, forse solo accennato ma era lì, nero su bianco e anche se fosse rimasto al solo stadio di sospetto andava approfondito. Subito. E poi, un po', ho pianto pure di gioia perché ora, quantomeno, conosco il mio nemico e avrò armi per combatterlo, avrò la mia strada e ho tutta l'intenzione di percorrerla. Tappa per tappa, comunque vada, fino alla fine. Perché oltre ai termini medici le serie tv ospedaliere, tra un morto e un miracolo, m'hanno pure insegnato che a giochi fatti quello che conta davvero è poter dire: abbiamo fatto tutto il possibile.

venerdì 23 maggio 2014

Ode al pudor perduto

Ho sacrificato sull'altare della fertilità la mia femminilità. Tutte quelle menate da vedo non vedo pizzo nero e luce soffusa. Adios amigos.

Succede.

Succede anche questo nel meraviglioso mondo delle infertili. Perché a calarti le braghe davanti a perfetti sconosciuti con tuo marito lì, che nel vano tentativo di salvare quel pizzico di romanticismo evita di guardare, sorride e ti strizza l'occhio, dopo un po' ci si fa l'abitudine.

Addirittura ho smesso di pensare a quali calzini indossare. Diciamola tutta. Ho smesso persino di vergognarmi del gambaletto modello anzianotta zitella ai vespri delle sei. 

Dopotutto sono medici, penso, mica mi ritrovo Enzo Miccio tra le gambe.

Anyway

SantoSpirito m'ha commissionato altri tamponi. Io, che non smetto mai d'essere un'ingenuotta, mi sono presentata spavalda e impavida al laboratorio d'analisi. I tamponi erano tredici. Avete letto bene, t-r-e-d-i-c-i. Tra cervicali, vaginali, uretrali e l'anima de li mortacci sua. La dottoressa dall'accento slavo, accompagnata dalla sua meshata specializzanda, mi ha chiesto come mai ne dovessi fare così tanti e poi ha aggiunto che tutti in una volta non li aveva mai fatti prima d'allora. No ma grazie eh, fammi sentire un altro po' in imbarazzo tanto sono solo davanti a te senza mutande. 

Spiegarle che siamo alla disperata ricerca di una causa è stato un tantino complesso. Soprattutto perché mi veniva da piangere e avevo solo voglia di rivestirmi, recuperare la mia perduta dignità, mettermi un rossetto da battona, scolarmi un cocktail zuccheroso e trincerarmi dietro un mutismo ostinato e disperato.

Ma non è mica finita. Sì perché dopo un anno di visite, esplorazioni, dopaggi, discese ardite e risalite lui, il giaino che ti costruisce il nido delle cicogna sul comignolo, mi parla di tale post-coital test. Una cosa, tutto sommato, banale. Per i non addetti: serve a capire se i soldatini nuotano nel mare delle Maldive o in una pozza di fango. Per non dire merda. Perché, a quanto ho capito, può succedere che il muco cervicale sia troppo denso, di cattiva qualità e impedisca il passaggio tipo soglia di sbarramento parlamentare. Insomma può essere che il padreterno v'abbia dato in dotazione quello scrauso del discount anzichè quello di Eataly.

Mi presterò a quest'ennesima smutandata ma non posso fare a meno d'essere amareggiata. Perché solo adesso? Perché queste analisi di routine non sono state fatte prima dei dopaggi?

E soprattutto perché non mi sono presa una laurea in medicina?

venerdì 16 maggio 2014

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Il mio cucciolo stamattina mi ha preso a zampate sul viso mentre stavo sognando d'esser stata riassunta dalla mia azienda per metà del mio vecchio stipendio. Credo volesse comunicarmi il suo impellente bisogno di fare pipì. Io, che sono un'ingenua, l'ho interpretato, semplicemente, come un bisogno di coccole, così ho atteso qualche minuto di troppo prima di mettere il culo fuori dal letto. Risultato: pisciata in salotto.

Con questa premessa non potevo certo pretendere che la giornata prendesse una piega diversa da quella del disastro atomico. Dopo due ore, infatti, ho avvertito tre crampi mestruali, chiari, forti ed inequivocabili, al basso ventre. Così sono passata al controllo tette. Rispetto a ieri fanno meno male e sono meno gonfie. Ci risiamo, insomma. Un altro mese di speranze e sofferenze fisiche e mentali buttato nel cesso. Il vortice infinito di sfiga pare proprio non voglia arrestare il suo moto centrifugo ossessivo. Io mi ci vedo dentro, ormai quasi del tutto stritolata. Ho chiamato mio marito, volevo solo sentire la sua voce. Ho sperato mi dicesse qualcosa d'intelligente, mi ha detto di stare su e gli ho attaccato in faccia. L'infertilità scoppia la coppia.

Non voglio continuare coi tentativi ad minchiam. Cinque mesi di Clomid e due di pere sono un banco di prova sufficiente, credo. Io non funziono. Io non funziono così, quantomeno.

Ho intenzione di proporre l'uso di armi atomiche a SantoSpirito. Che se non funzionano quelle almeno potrò mettermi l'anima in pace. E non è questione di non pervenuta capacità di gestire le attese come direbbe il caro, vecchio e abbandonato Sciattaman. Sento che quella della PMA, la PMA vera intendo, sia al momento l'unica strada percorribile. Sento il suo richiamo. Un po' come il canto delle sirene. Speriamo solo che non vogliano uccidermi.

domenica 11 maggio 2014

Un buon non compleanno

E' inutile che ce la raccontiamo. Questo per noi è un giorno difficile. E' il giorno in cui i nostri compagni ci guardano dubbiosi, indecisi se farci o no degli auguri che continuano ad essere solo maledettamente potenziali. E' il giorno in cui la nostra bacheca di Fb pullula di dediche, amore, felicità e lavoretti fatti a mano da dolcissimi nani con le manine sporche di pennarello.

Lo scorso anno ho portato a mia madre una rosa rossa, lei ha ricambiato regalandomi un test di gravidanza e l'augurio che anche io potessi diventare presto madre. Onestamente spero non replichi perché un anno di fallimenti è stato già abbastanza.

Feci pipì su quella striscia sottile alla fine di Novembre. Avevo perdite e crampi ma ci credevo. Se il mondo non girasse sempre a cazzi suoi oggi avrei una panza da settimo mese, caviglie da elefante e tette da mucca. Insomma sarei un cesso. Un cesso vergognosamente felice.

Va così. Certe volte si può scegliere certe altre no.

Per esempio io oggi ho scelto di non pensarci troppo. Non pensare a quel test, a quell'augurio, al potenziale. Però a voi proprio a voi a voi che c'avete i fantasintomi, che prenotate tamponi, che leggete referti, che avete speranze crioconservate, che vi sparate le pere in panza, che c'avete i lividi, che ce l'avete fatta, che non ce l'avete fatta sì, proprio a voi che siete le donne più cazzute ch'io conosca, ci penso. E solo per voi mi calo nelle vesti del Cappellaio Matto e gli auguri, pure se non siete mamme, ve li faccio lo stesso.

mercoledì 9 aprile 2014

Grazie, in tutte le lingue del mondo

Mentre io mi lamento perché mi fa male l'ovaia sinistra nonostante questo mese non sia stata stimolata, c'è R., 45 anni, 4 aborti, una FIVET, due gemelli omozigoti nati a 22 settimane causa rottura del sacco. Uno non ce l'ha fatta.

Mentre io mi lamento perché sono quasi due anni che cerco un figlio che non arriva c'è C., 35 anni, tube chiuse, una FIVET, sesto mese di gravidanza, distacco parziale della placenta. Lotta per tenersi dentro il suo bambino.

Mentre io mi lamento perché non voglio ricominciare le pere c'è M., 40 anni, marito con teratozoospermia, 3 IUI, una FIVET, un camera gestazionale vuota, un raschiamento. Tenterà di nuovo, il prossimo mese.

Mentre io mi lamento perché lui deve fare un altro spermiogramma c'è una sentenza della Corte Costituzionale che di fatto cancella il divieto di fecondazione eterologa, cuore proibizionista della legge 40.

Le nostre sofferenze sono troppo nostre perché ci appaiano meno gravi e profonde di quelle degli altri. Però io, oggi, non mi lamento.

Io oggi ringrazio. Le coppie che hanno lottato, quelle che ce l'hanno fatta, quelle che ci riproveranno. Le coppie che hanno tenuto duro e quelle che si sono arrese, separate dall'assenza di quel collante che i figli a volte sanno essere. Perché è grazie alle coppie infertili che io sono ancora qui, col faro della speranza puntato verso di te. 

E' grazie alle coppie infertili se io, un giorno, potrò ricorrere al seme o all'ovulo di un donatore senza avventurarmi in un dispendioso e discriminante viaggio della speranza oltre i confini del mio paese.

Un paese che oggi sento un po' più mio e un po' meno ostile nei confronti di chi, non per sua colpa, soffre per un problema troppo spesso sottovalutato, deriso e, cosa peggiore di tutte, giudicato.

mercoledì 12 marzo 2014

Restart

Come i miei fedelissimi sapranno, questo mese io non mi dopo. La confezione aperta di Gonal-F giace pacificamente sul primo ripiano del frigo, tra la lattuga e due limoni, in attesa che la sottoscritta capisca dove buttarla al fine di evitare una denuncia per smaltimento illecito di rifiuti tossici.

Siccome però a Palazzo non si resta mai con le mani in mano in attesa che la divina provvidenza si decida a buttare un occhio sul mio bellissimo ma vuotissimo utero, io e SantoSpirito abbiamo giocato a trova la causa, ripercorrendo col fascio d'analisi sul tavolo, le tappe del nostro tormentato e tortuoso cammino, dalle preconcezionali all'ultima eco coi miei numerosi follicoloni in bella vista.

Niente, manco a dirlo.

Mi sono paptestata e tamponata nella speranza esca fuori un batterio tropicale preso in qualche spiaggia caraibica mai visitata. Del resto questa mia fantasiosa speranza ha le stesse possibilità di concretizzarsi di quella di SantoSpirito che è arrivato a puntare il dito contro i coli responsabili della mia cistite cronica ma, almeno finora, non della mia infertilità.

Dopotutto sempre di infezione si tratta. Nel frattempo ricontrolliamo anche lui. 

Mio marito sarà felicissimo di pagare per un atto di autoerotismo in un cesso triste.

E poi magari lo potenziamo.

E non potevi farlo pure prima?

Uscita dal suo studio mi sono resa conto che arrivare a sperare d'avere qualcosa che non quadra vuol dire essere arrivati alla frutta. Anzi no, parlare di gambe a candela e osservazioni del muco vaginale dopo un anno e mezzo vuol dire essere arrivati alla frutta e avere pure il coraggio di ricominciare dall'aperitivo. 

Masochismo puro.

Ma quel che più mi abbatte è l'assenza d'un piano. Perché per la FIVET è presto. Ne riparleremo al momento opportuno. Momento opportuno che per la cronaca a me pare passato da un pezzo. Qualcuno mi dia un nemico contro cui sfogare la mia rabbia o impazzirò.
Se non esiste, vi prego, inventatevelo.

lunedì 24 febbraio 2014

Divieto di transito

Come volevasi dimostrare. Quelli di voi che sono usciti  indenni da un liceo scientifico dovrebbero comprendere il moto d'orgoglio che percorreva tutto il mio essere quando, senza imbrogli di sorta, riuscivo a scrivere queste tre paroline alla fine d'una complessa dimostrazione matematica piena, nella maggior parte dei casi, più di simboli alfabetici greci che di simboli numerici umanamente comprensibili. Insomma, se questa è matematica io sono la dea della fertilità.

Stavolta, invece, 'ste tre paroline mi inacidiscono le pareti interne dello stomaco, come se non fosse già abbastanza compromesso.

Come volevasi dimostrare le rosse son tornate. Quasi quasi cambio colore preferito, sia mai che porta sfiga.

Come se non bastasse SantoSpirito ha piazzato un bel cartello di stop all'ingresso della mia . Godete pure della poetica immagine che ho appena avuto l'onore di far apparire nel lobo frontale del vostro cervello. Provate a pensarci mentre siete in fila alla posta e poi spiegate il perché del vostro sghignazzo, se v'aregge.

Le ovaie sono ancora provate dal duro lavoro imposto loro dalle pere. Meglio non replicare il dopaggio per questo mese.

Ovulerai comunque spontaneamente, fa come se io non ci fossi

Così si torna ai vecchi cari calcoli astronomici combinati con imbarazzanti osservazioni mutandali. Non ne sentivamo affatto la mancanza ma tant'è.

Almeno avessi aggiornato Woman log, fanculo.

sabato 22 febbraio 2014

Le donne lo sanno

Tutto si potrebbe riassumere con un'onomatopea, che in fondo a tutti piace essere protagonisti d'un fumetto sebbene io li ritenga riduttivi, alla fine quel che puoi scrivere dentro una nuvoletta è una micragnosa porzione di realtà, magari tutto fosse così poco complesso come una vignetta di Bitstrip.

Un palloncino che si sgonfia, avete presente il rumore che fa, no?

Pfiu

Ecco, quel palloncino sono io.

Niente più panza a mongolfiera, niente più tette esplosive e doloranti. 

Bene! Penseranno i non esperti di affari riproduttivi. Così ti sentirai meglio.
Vero, mi sento meglio.
Bene una verga e du' limoni, penseranno le ricercatrici. Preferiresti star peggio, no?
Sì, preferirei star peggio.

Perché le donne lo sanno. C'aveva ragione il rockettaro emiliano che pasteggiava a lambrusco e popcorn. Le donne lo sanno e le ricercatrici lo sanno pure meglio. Perché l'infertilità ti mette a nudo, ti spinge a conoscere il tuo corpo, i suoi segnali, il suo funzionamento, i suoi limiti.

Non sono incinta. Non ho bisogno di fare pipì su un bastoncino ne di farmi prelevare il sangue da qualche vampiro della Asl per averne conferma. Non ho bisogno dei ma non puoi mai saperlo, non essere disfattista, non hai la palla di vetro, eh ma ci devi credere fino alla fine. A che pro crederci quando io so come stanno le cose? Di illusioni e speranze c'ho campato abbastanza. E c'ho campato male.

Se fossi incinta il mio leggero iperstimolo sarebbe peggiorato, non migliorato.
Se fossi incinta le tette non sarebbero tornate a star comode in una seconda.
Se fossi incita io non mi sentirei meglio, starei peggio.

Arriveranno tra due giorni o forse tre, puntuali e beffarde. E stavolta non ho molta voglia di pensare al prossimo passo, sarà che stamattina mi sono svegliata avvolta in un amore fatto di zampe, braccia e gambe e, per oggi, mi basta. 

giovedì 20 febbraio 2014

Ordini dall'alto

E insomma all'ospedale io ancora non ci sono finita ma c'ho due ovaie come du' cocomeri.
Il dio delle gravide mancate quella parolina lì, quella che mi fa una paura da cagotto a spruzzo scusate questa era una citazione di Capetto, non ho saputo resistere non l'ha detta ma dai sintomi, dalla panza ics ics elle e pure, ammettiamolo, dal mio rodimento di chicchero mi pare abbastanza chiaro ch'io sia in iperstimolo.

Una cosetta moderata, niente che faccia pensare ad acqua nei polmoni e conseguente sepoltura però se dovesse succedere sappiate che voglio la mia corona nella bara. Allora ditemi perché ci sto pensando, ditemi perché ogni colpo di tosse si traduce nel pensiero ora vado su gugol e scrivo "sintomi versamento pleurico". Bravi, ho letto il bugiardino. Riletto per la precisione. Perché quando una è idiota, è idiota tutta. Mica a pezzi, mica a rate. Le cazzate non si fanno una volta sola, il vero gusto sta nel ripeterle, impararle a memoria come gli effetti collaterali e le possibili complicazioni del dopaggio ovarico da Gonaf-F.

Quando ha sondato la situescion SantoSpirito m'ha chiesto come andassero dolori e gonfiore.

Bene Doc! Ci sono tutti, nse famo manca gnente da 'ste parti

E manco hai finito, guarda qua!

E' incorragiante il mio gianio, eh. Non c'è che dire.

Se ti viene il ciclo son dolori

Molto bene.

Così oltre alla depressione da ennesimo fallimento in occasione dell'arrivo del grande rosso io dovrò subire fitte lancinanti e correre da lui perché, con una risposta ovarica così, forse non è prudente ripartire subito in quarta con un altro ciclo di buchi in panza. Forse è il caso di mettere a riposto tutto l'ambaradan, almeno per un mese e poi dosare meglio la troga.

Una cosa è certa. Con due ovaie così tu adesso i figli me li fai per forza, chiaro?

Signor sì, signore!

giovedì 13 febbraio 2014

Dica trentatrè

Io non lo so se tutti i miei malesseri possano essere imputati al doping ma mi sento una chiavica e aiutatemi a dire chiavica all togheter, coraggio: C-H-I-A-V-I-C-A.

Una parte dei miei disturbi ha senza dubbio origine da qual genio di mio marito, in possesso, fino a una settimana fa, di una forma di tosse con espulsione di polmone incorporata. Siccome il mio corpo è geloso delle altrui malattie, sia mai gli venga tolto il primato, ha deciso di appropriarsene indebitamente. Così ora ho un polmone in uscita dal tratto laringe-trachea, raffreddore, mal di gola e un respiro con fischietto da richiamo per tordi.

Un'altra fetta dei miei problemi deriva dagli effetti collaterali del Gonal-f, la penna magica per stimolazione ovarica. Sul bugiardino, lo so lo so non si fa, cattivissima me! c'è un vago riferimento a disturbi gastrointestinali. E cosa succede se uno ce li aveva già di suo? Ve lo dico io. Anche i disturbi si pompano. Come panza e tette. Roba che potrei presentarmi a Sanremo con occhiali da nerd e vestiti da ritardata a cantare aciditààààà, un elemento imprescindibileeeee, per una stimolazione stabileeee, che punti all'eternitàààà, m'attacco al Gaviscon come fosse Chardonnay dell'81, ho l'intestino gonfio e dolorante, ho appetito ma dopo tre bocconi un senso di pesantezza mi pervade le viscere e dulcis in fundo ho la nausea da pregnant 0-12. Probabilmente senza essere pregnant.

E poi c'è lei, la tipa occhialuta e coi capelli color pantegana del Tevere che gioca con la riproduzione 3D della mia bamboletta vodoo. Spero almeno l'abbia fatta very faiga e abbia aggiornato il taglio di capelli. Vi dico solo che l'altro ieri mi si sono congelati gli alluci. Avete capito bene. Erano freddi e bianchi, li ho immersi per un quarto d'ora nell'acqua bollente per farli diventare viola-blu e formicolanti e poi di nuovo rosa. Tra l'altro il sinistro aveva già dovuto subire un riuscitissimo attentato da parte della stufetta elettrica del bagno, quella che viene data in dotazione a qualsiasi famiglia italiana quando mette su casa, che ha pensato bene di cadere proprio sopra il suddetto dito. Sì, ho provato molto dolore.

Insomma se non scrivo è perché sono in ospedale, sapevatelo.
E qualcuno, poi, mi dica perché sono andata again su Gugol a cercare i sintomi dell'iperstimolazione ovarica. Perché ora ce li ho. Tutti.

martedì 11 febbraio 2014

Raggio al quadrato per tre e quattordici

Panza mia fatti capanna non è solo un modo di dire da usare quando si è di fronte ad un pasto succulento. E' una realtà concreta con cui debbono fare i conti tutte le stimolate. Pure quelle col ventre piatto da addominale allenato, pure la tipa che fa la pubblicità di Mediashopping e ci fa sentire così inaccettabilmente ciccione.

La panza si gonfia, s'arrotonda e fa male, dubito che qualcuna sia sfuggita a quest'effetto collaterale. Io, per esempio, se fossi un cartone animato sarei stata disegnata col compasso. Se fossi un dipinto sarei stata ritratta da Botticelli, che la Venere sarà pure stata una gran gnocca cinquecentesca ma c'aveva la trippa.

Niente di insopportabile, almeno per ora. Un fastidio irritante quanto basta per scoperchiare la mia parte misantropa, già di per se ipersviluppata, e potenziare quello sguardo acido da cheminchiaguaddi rivolto a chiunque osi fissarmi il ventre, anche inavvertitamente, per più di mezzo secondo.

Che poi la parte più difficile è fingere la normalità quando sei costretta a presenziare a quei meravigliosi eventi conviviali che tanto ti erano cari prima di diventare una rabbiosa e insoddisfatta sociopatica, preda di disturbi ossessivi compulsivi che ti obbligano a tastarti le tette, per assicurati non si siano sgonfiate, almeno 10 volte al minuto. Mi auguro che nessuno interpreti l'insano gesto come un segnale sessuale di dubbio gusto.

Nel frattempo litigo con tutti, Mina in primis. Che mica vorremmo farle perdere il primato di scazzi settimanali, sono o non sono la figlia ideale? La sua ansia è la mia ansia. Roba che pure pianificare la prossima visita da SantoSpirito pare un affare di stato. Qualcuno chiami la NATO, ora!

Ieri rivedevo la mia bozza di lettera di presentazione, quella roba che si invia insieme al curriculum nella vana speranza che sia sufficientemente convincente da garantirti un'assunzione in tempo di crisi. Dite che se esordisco così: ciao sono la Princess, mi sono bucata esattamente per 11 giorni, 12 se contiamo il buco in chiappa e la mia panza pare un punaspilli qualcuno, ammirato dal mio coraggio, potrebbe assumermi?

giovedì 6 febbraio 2014

Ova(zione)

Habemus responsum monitoraggium, gente!

Mie prave pampine avere fatto un sacco d'ova. Tanto che quel volpone di SantoSpirito l'ha guardate così:


E ha pure fischiato, veloggiuro, l'ho sentito bene. Perdonatelo, suvvia, lui mica si eccita quando gli passa dinanzi una bella gnocca, si eccita quando vede tanti follicoletti impazziti e vogliosi di scoppiare. Puff!

Insomma il Clomid non gli è piaciuto ma col Gonal-f le pupe si sono scatenate, belledemamma.

Si può essere orgogliose delle proprie ovaie? Sì, si può. Non fate quella faccia voi dee della fertilità, non potete capire, da 'ste parti ci si accontenta di poco.

Omertà sul numero d'ovetti. So solo che sono tanti e che devo prepararmi ad atroci dolori. Urrà.
Che poi secondo il mio personalissimo et insignificante parere SantoSpirito me ne ha parlato solo per evitare telefonate trafelate di una paziente ipocondriaca che al primo doloretto d'ovaie si vede già a letto con una panza tanta, il testamento in mano e morte certa per iperstimolazione.

Vorrei far notare che oltre a partorire con dolore noi poracce dalla fertilità ambigua dobbiamo pure concepire con dolore. Venitemi a dire che il mondo è giusto e vi prendo a calci sulle gengive.

Anyway

Sapere che non sono una low responder è già qualcosa. Qualcosa di non brutto va' che culo ma per una che ha preso solo schiaffi in fronte v'assicuro che la sensazione che qualcosa porcavacca finalmente si muove è un piccolo, modesto ma pieno di luccicanza sollievo.

Ora non mi resta che fare un bel discorsetto motivazionale ai soldatini di lui. Qualcosa tipo: non fate i vozzi, siate gentili. Che qualcuno di voi porti almeno un mazzo di fiori alle mie ova, please.



Dite che però così ammazzo l'Eros?

No dai, dopotutto Più bella cosa non era male.

mercoledì 29 gennaio 2014

Il tempo delle pere

Dunque, da dove si comincia?

Capitolo uno. Matrimonio.

Con quest'anello io ti sposo!

Eh no, 'spettate n'attimo. Già fatto, festeggiato, archiviato. Possiamo bypassare.

Fase successiva, pliz! 

Capitolo due. Riproduzione.



Aho, ho detto riproduzione




R-i-p-r-o-d-u-z-i-o-n-e




What?!


Questo è un problema! Qualcuno s'è magnato il capitolo! 

Uh signur, me gira la cabeza! Torre di controllo aiuto sto finendo l'aria dentro il serbatoio 

Niente paura ci pensa SantoSpirito, m'han detto così.




Piano Bì: capitolo duepuntouno.

Riproduzione assistita.

Pfiu!

Manuale di riproduzione per negati.

Maneggiare con cura.

Primo step : con questa pera io ti buco!




...

Fu così che il tempo delle pere ebbe inizio.

Pere sulla panza, per essere precisi. Che le dimostrazioni d'amore non son mica tutte rose, fiori, gioielli e kamasutra, no no. Dimostrare il proprio amore significa anche impugnare un siringone che somiglia a uno di quei pennoni multicolore così in voga nei mitici '90 e infilzare la tua dolce metà senza mai aver fatto un'iniezione neppure su una chiappa paffuta prima.

Qua siam coraggiosi, gente.

Lui e io, che mi sono affidata alle sue manone per ricevere la mia giornaliera dose di droga per le ovaie. Forse però il titolo di cuore impavido spetta più a lui che a me, niente ex equi nel palazzo reale. Sì perché facendo appello a tutta la razionalità e calma che mi contraddistingue più o meno pari a quella di Penelope quando vede volare una mosca in occasione del primo buco dopo essermi scoperta il ventre sono stata colta da improvvisa ed irruenta sindrome delle gambe senza riposo e ho frignato qualcosa come non lo voglio fare, non lo voglio fare, non lo voglio fare. Aiuto mi ucciderai.  La fiducia nel tuo compagno, il sale del rapporto.

Però poi l'ho fatto, eh. E senza manco strillare.

Ricercatrici alle prime armi fidatevi di una cagasotto come me, le pere non fanno male. Non il male che t'aspetti quantomeno, giurin giurello. E' più sensibile il culo della panza, tanto che adesso temo di più il Gonasi del Gonal-f. Non è che c'ho preso gusto ma il cagotto pre-buco non mi viene più, solo un leggerissimo friccichìo alla bocca dello stomaco prima che entri l'ago.

Insomma, sono sopravvissuta. Sono una cazzo di eroina. Sono la Princess sulle pere. Qualcuno vada a dire alla Principessa sul pisello che i 20 materassi li troverà occupati, stasera.


lunedì 9 dicembre 2013

Luci della ribalta

Siamo nati per la ribalta, siamo nati per essere protagonisti assoluti e indiscussi delle nostre vite, ognuno secondo i propri desideri, le proprie inclinazioni, le proprie possibilità. Ognuno secondo il proprio destino.
Basterebbe accettare questa consapevolezza per vivere sereni. Percorrere il proprio cammino, sia esso in salita, in discesa o fatto a scale senza confronti, senza ansie, senza sentirsi meno di.

Il mondo gira, sì ma alla rovescia. Tutti gli eventi che aspetti con trepidazione tardano ad arrivare o marcano visita, quelli che invece temi arrivano con una puntualità feroce e beffarda.

Ho ricevuto una notizia, la notizia. Quella che tutte le ricercatrici incallite come me temono. E non per invidia ma per paura. Paura del dolore, paura della propria reazione, paura di non essere mai come, paura di sentirsi meno di.

Ad essere incinta stavolta non è la figlia della cugina di terzo grado di tua madre, la vicina di casa di tua zia, la tipa che prende il bus con te, l'amica emigrata in America. Ad essere incinta è una tua cara amica d'infanzia, quella che insieme a te ha costruito tanti divertenti ricordi, quella senza la quale la tua adolescenza sarebbe stata un po' più piatta, un po' più grigia. Quella a cui vuoi un bene sincero anche se non la vedi spesso.

Io non la invidio, io sono felice per lei. Io non mi sento privata a causa della sua gravidanza di qualcosa che comunque non avrei avuto. E sono fiera di me.

Il punto, però, è che il lieto evento m'ha fatto riflettere su quella cosetta chiamata karma. Sì perché appena saputo io ho pensato solo che lei se lo merita perché ha sofferto tanto. A febbraio scorso ha perso il padre, si è tatuata il dolore sul braccio con la scritta papà e il segno dell'infinito. Non ha avuto la sua pacca sulla spalla quando ha comprato casa col suo compagno, quando ha iniziato a convivere. Ora però ha la sua luce.

Io no.

E mi chiedo perché, pure se so che non ha senso. Mi chiedo quando verrà il mio turno di tornare a sorridere. Mi chiedo dove sia la mia luce, quale forma prenda, se saprò riconoscerla dopo tutto questo dolore.

Perché lei se lo merita ma porcatroia me lo merito pure io.

E' per questo che l'incipit di questo post me lo dovrei tatuare, come ha fatto lei.

Non perdere di vista l'obiettivo, ognuno ha la sua strada, Princess. Niente confronti, niente ansie. Sii tu la protagonista della tua vita.

Certo che è lunghetta come frase, occhio e croce mi sa che l'avambraccio non mi basta.