Okkei, mancano i saluti in pompa magna del Presidente della Repubblica e poi posso finalmente finirla di avere questa faccia qui:
quando qualcuno dimostra il suo dispiacere per la mia prematura dipartita lavorativa e mi ricorda quanto s'è lavorato bene insieme qui dentro, quanto sono stata profescional, precisa, geniale. Sì, cari miei. Sono stata addirittura definita geniale. E mica dall'ultima pulce del pelo di Biagio, no no. Nientedimeno che dal Capo Supremo di Comunuicazione, sì sì. Si campasse di soddisfazioni sarei la Naomo degli Appennini, mica pizza e coriandoli. Peccato che non mi paghino per ricevere complimenti.
Che poi, pensavo, sarebbe tutto molto più semplice se tutti facessero gli gnorri, se mi dicessero una cosa tipo beh allora ci si vede, se mi passassero di fianco fischiettando e voltando lo sguardo altrove. Perché così l'è una tortura medievale. Soprattutto quando i tuoi dosaggi ormonali sono più sballati di quelli Leonida. No, non il virile Re di Sparta ma il personaggio comico interpretato da Leo Gullotta. Non provate a farmi credere che non ve la ricordate, tutti da bambini adoravano il Bagaglino, qualcuno pure da adulto.
Insomma, bypassiamo la fase saluti e baci e diamoci alla pazza gioia con un festino alcolico. Non è meglio? Sono sicura che molti riuscirebbero persino ad essere tollerabili, qui dentro, dopo tre caipirinha.
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venerdì 20 dicembre 2013
mercoledì 18 dicembre 2013
Senza patria e senza spada
Io faccio.
Io ho sempre fatto.
Io non mi tiro indietro, mai.
Io non rientro nella categoria dei condizionali.
Io mi do da fare ed è così da sempre.
Io non mi sono mai nutrita di manna, mai stata parcheggiata anni e anni all'università, mai stata con le mani in mano.
E non me ne sono mai pentita.
Lo voglio, lo ottengo. Ha sempre funzionato.
Fino ad ora.
Fino al momento in cui mi sono resa conto che la professionalità, la disponibilità, la puntualità non pagano. Fino al momento in cui ho realizzato che, forse per la prima volta nella mia vita, gli sforzi fatti si sono volatilizzati, aria fritta, scatola vuota, encefalogramma piatto, tabula rasa. Ho seminato con impegno, costanza e dedizione e non ho raccolto un cazzo.
Sono incazzata e sapevo che sarebbe arrivato questo momento. A tre giorni dalla mia dipartita lavorativa io ho passato la fase depressione e sono immersa fino al collo in quella della rabbia.
Sono incazzata perché fatta fuori. Sono incazzata perché non me lo merito, perché ho lavorato bene e sodo, perché sono stata un'autodidatta, perché se so fare le cose lo devo solo a me. Perché mi sono fatta il culo più di altri. Ma non sono io che resto.
Mi sono guardata indietro tante volte in vita mia, nonostante la giovane età. E mi ritenevo soddisfatta del mio operato.
Ora non più. Dietro di me vedo fallimenti e devastazione e la cosa peggiore è che io non me li sono cercati. Mi sono piombati addosso con l'eleganza d'un elefante in calore. Sono schiacciata dagli eventi, sono delusa dalle persone.
E riesco solo a pensare che voglio andarmene. Pure se persino il mondo, oggi, mi sembra troppo piccolo.
Io ho sempre fatto.
Io non mi tiro indietro, mai.
Io non rientro nella categoria dei condizionali.
Io mi do da fare ed è così da sempre.
Io non mi sono mai nutrita di manna, mai stata parcheggiata anni e anni all'università, mai stata con le mani in mano.
E non me ne sono mai pentita.
Lo voglio, lo ottengo. Ha sempre funzionato.
Fino ad ora.
Fino al momento in cui mi sono resa conto che la professionalità, la disponibilità, la puntualità non pagano. Fino al momento in cui ho realizzato che, forse per la prima volta nella mia vita, gli sforzi fatti si sono volatilizzati, aria fritta, scatola vuota, encefalogramma piatto, tabula rasa. Ho seminato con impegno, costanza e dedizione e non ho raccolto un cazzo.
Sono incazzata e sapevo che sarebbe arrivato questo momento. A tre giorni dalla mia dipartita lavorativa io ho passato la fase depressione e sono immersa fino al collo in quella della rabbia.
Sono incazzata perché fatta fuori. Sono incazzata perché non me lo merito, perché ho lavorato bene e sodo, perché sono stata un'autodidatta, perché se so fare le cose lo devo solo a me. Perché mi sono fatta il culo più di altri. Ma non sono io che resto.
Mi sono guardata indietro tante volte in vita mia, nonostante la giovane età. E mi ritenevo soddisfatta del mio operato.
Ora non più. Dietro di me vedo fallimenti e devastazione e la cosa peggiore è che io non me li sono cercati. Mi sono piombati addosso con l'eleganza d'un elefante in calore. Sono schiacciata dagli eventi, sono delusa dalle persone.
E riesco solo a pensare che voglio andarmene. Pure se persino il mondo, oggi, mi sembra troppo piccolo.
giovedì 24 ottobre 2013
Lo smalto rosso
Io sono nata femmina.
Lo so come funziona la storiella dell'ape e del fiore e perché i maschietti fanno la pipì in piedi. L'ho scoperto a 4 anni quando il mio amico D. si tirò fuori pippo per annaffiare un albero. Non siate spiritosi.
Non mi riferisco, o almeno non solo, alla combinazione cromosomica doppia ics che ha fatto in modo non mi scendessero le ovaie quando ero poco più di un piccolo ammasso di cellule nell'utero arcuato di Mina.
Intendo dire che sono femmina nei modi, nei pensieri, nelle opere e nelle omissioni. Per mia colpa, mia colpa, mia gravissima colpa. Non prendetevela con quei poveri cromosomi che mica tutto può essere sempre imputato alla genetica.
Sono femmina e mi piacciono gli specchi. Sono femmina e sono vanitosa. Sono femmina e mi piace esprimere la mia femminilità con un tacco alto, una gonna corta, uno smalto rosso.
Ferme tutte o voi da l'utero è mio e lo gestisco io. Non sto dicendo che una donna debba necessariamente mettere in mostra le cosce per essere donna. Non ne faccio una questione di genere, non è un giudizio. Parlo di me e solo per me. Perchè io sono fatta così. Non so flirtare ma mi vesto bene e so ragionare anche quando sono 10 cm più su della mia statura. Il tacco non m'annebbia il cervello.
Questo però udite udite non vuol dire che io non abbia il sacrosanto diritto di inacidirmi quando il masculo medio, probabilmente preda di astinenza sessuale, traduce il suo apprezzamento in uno di quei commenti di bassa lega che, generalmente per pudore, educazione o immotivato timore di offendere, vengono accolti con un mezzo sorriso e un insulto urlato solo nella testa.
La mia gonna tra l'altro mai sopra al ginocchio in ufficio non autorizza ad un atteggiamento libertino nei miei confronti.
Che fosse solo una reazione dovuta all'associazione gonna-tacco non sarebbe manco tanto grave ma in questa valle di lacrime che alcuni si ostinano a chiamare luogo di lavoro, in questa landa desolata dove io e M. siamo le uniche due persone dotate di doppia ics, anche uno smalto rosso viene interpretato come un messaggio subliminale.
Avete lettto bene.
Sai ho letto da qualche parte (mecojoni che fonte autorevole eh) che le donne mettono lo smalto rosso quando hanno voglia di fare sesso
E dimmi, deficiente, non hai mai letto nulla sull'ipercompensazione?
Lo so come funziona la storiella dell'ape e del fiore e perché i maschietti fanno la pipì in piedi. L'ho scoperto a 4 anni quando il mio amico D. si tirò fuori pippo per annaffiare un albero. Non siate spiritosi.
Non mi riferisco, o almeno non solo, alla combinazione cromosomica doppia ics che ha fatto in modo non mi scendessero le ovaie quando ero poco più di un piccolo ammasso di cellule nell'utero arcuato di Mina.
Intendo dire che sono femmina nei modi, nei pensieri, nelle opere e nelle omissioni. Per mia colpa, mia colpa, mia gravissima colpa. Non prendetevela con quei poveri cromosomi che mica tutto può essere sempre imputato alla genetica.
Sono femmina e mi piacciono gli specchi. Sono femmina e sono vanitosa. Sono femmina e mi piace esprimere la mia femminilità con un tacco alto, una gonna corta, uno smalto rosso.
Ferme tutte o voi da l'utero è mio e lo gestisco io. Non sto dicendo che una donna debba necessariamente mettere in mostra le cosce per essere donna. Non ne faccio una questione di genere, non è un giudizio. Parlo di me e solo per me. Perchè io sono fatta così. Non so flirtare ma mi vesto bene e so ragionare anche quando sono 10 cm più su della mia statura. Il tacco non m'annebbia il cervello.
Questo però udite udite non vuol dire che io non abbia il sacrosanto diritto di inacidirmi quando il masculo medio, probabilmente preda di astinenza sessuale, traduce il suo apprezzamento in uno di quei commenti di bassa lega che, generalmente per pudore, educazione o immotivato timore di offendere, vengono accolti con un mezzo sorriso e un insulto urlato solo nella testa.
La mia gonna tra l'altro mai sopra al ginocchio in ufficio non autorizza ad un atteggiamento libertino nei miei confronti.
Che fosse solo una reazione dovuta all'associazione gonna-tacco non sarebbe manco tanto grave ma in questa valle di lacrime che alcuni si ostinano a chiamare luogo di lavoro, in questa landa desolata dove io e M. siamo le uniche due persone dotate di doppia ics, anche uno smalto rosso viene interpretato come un messaggio subliminale.
Avete lettto bene.
Sai ho letto da qualche parte (mecojoni che fonte autorevole eh) che le donne mettono lo smalto rosso quando hanno voglia di fare sesso
E dimmi, deficiente, non hai mai letto nulla sull'ipercompensazione?
lunedì 21 ottobre 2013
La dittatura dell'Amoxicillina
Il mio corpo mi odia. Ne ho le prove.
M'è tornata la cistite. Ma mica una cosa normale, eh. Mica di quelle che passano bevendo tre ettolitri virgola sei di acqua Panna, mica di quelle che c'hanno tutte le donne e che si curano con l'estratto di ribes de 'sta minchia, no no. Io so' Principessa, io faccio le cose in grande e il mio corpo lo sa. I Coli, stavolta, hanno indossato la maglia di mithril, imbracciano l'ascia di guerra, gridano in preda a fomenti assassini. Me li vedo, con le loro zampette ben ancorate alla mia vescica e la faccia pittata di strisce blu mentre studiano il prossimo attacco.
Ok, compagni, ora la faremo pisciare a intervalli di due minuti, tutti pronti? Tre, due, uno...
E io scappo al cesso. Gli squat li faccio sulla tazza, non mi serve la palestra.
Che poi fosse arrivata a inizio mese, nella fase pre-doping, l'avrei combattuta come al solito con una dose extra di Bactrim me frega cazzi a me della gastrite il mio stomaco ormai è partito per le Bahamas dopo avermi lasciato sul comodino una lettera di denuncia per maltrattamenti.
Invece è arrivata ora. Nei giorni dell'incertezza. Nei giorni potrei essere in stato interessante o essere la solita stronza che non può saltare la fila alla cassa del supermercato.
Quindi niente Bactrim.
Chiamo SantoSpirito: prova con l'Augmentin
Chiamo l'urologa che mi seguì quando io e i Coli dormivamo abbracciati: prova con l'Augmentin.
Poi un ricordo riaffiora nelle mia mens insana in corpore insano: Negnente (aka il mio medico di famiglia) che con la sue erre moscia mi parla di prodotti più efficaci e meno dannosi per l'organismo per curare la cistite.
Chiamo Negnente.
Prova con l'Augmentin.
mavafangul
M'è tornata la cistite. Ma mica una cosa normale, eh. Mica di quelle che passano bevendo tre ettolitri virgola sei di acqua Panna, mica di quelle che c'hanno tutte le donne e che si curano con l'estratto di ribes de 'sta minchia, no no. Io so' Principessa, io faccio le cose in grande e il mio corpo lo sa. I Coli, stavolta, hanno indossato la maglia di mithril, imbracciano l'ascia di guerra, gridano in preda a fomenti assassini. Me li vedo, con le loro zampette ben ancorate alla mia vescica e la faccia pittata di strisce blu mentre studiano il prossimo attacco.
Ok, compagni, ora la faremo pisciare a intervalli di due minuti, tutti pronti? Tre, due, uno...
E io scappo al cesso. Gli squat li faccio sulla tazza, non mi serve la palestra.
Che poi fosse arrivata a inizio mese, nella fase pre-doping, l'avrei combattuta come al solito con una dose extra di Bactrim me frega cazzi a me della gastrite il mio stomaco ormai è partito per le Bahamas dopo avermi lasciato sul comodino una lettera di denuncia per maltrattamenti.
Invece è arrivata ora. Nei giorni dell'incertezza. Nei giorni potrei essere in stato interessante o essere la solita stronza che non può saltare la fila alla cassa del supermercato.
Quindi niente Bactrim.
Chiamo SantoSpirito: prova con l'Augmentin
Chiamo l'urologa che mi seguì quando io e i Coli dormivamo abbracciati: prova con l'Augmentin.
Poi un ricordo riaffiora nelle mia mens insana in corpore insano: Negnente (aka il mio medico di famiglia) che con la sue erre moscia mi parla di prodotti più efficaci e meno dannosi per l'organismo per curare la cistite.
Chiamo Negnente.
Prova con l'Augmentin.
mavafangul
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venerdì 27 settembre 2013
...e a culo tutto il resto!
Ciao, sono la Princess, sono una misantropa sociopatica e sono fiera del mio carattere di merda.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate, perché ho il filtro diplomazia su off e non ho manco intenzione di farvi credere che sia a causa dell'ormone a palla da periodo mestruale.
Da ieri sera convivo con l'identico stato d'animo che aveva Guccini la sera in cui scrisse l'Avvelenata, peccato che son quasi astemia, avrei potuto scrivere un post memorabile, roba da candidatura al MIA2014 e invece ho un mondodi rancore nel cuore e non riesco ad esprimerlo con le parolacce parole.
Riflettevo sull'ultima perla di Sciattaman.
Temi troppo il giudizio altrui
E te credo, strizzacervelli ottuso, convivo con gente idiota.
Dai su, provate ad azzeccare il primo della lista!
Bravi, è Capetto.
Lui rientra in quella categoria di persone grosso ego piccolo cervello. Che io dico, prima di esprimere qualsivoglia giudizio sul prossimo dovresti almeno imparare a camminare senza mettere i piedi a papera. A meno che tu non abbia interiorizzato la postura da prima posizione dopo 10 anni di danza classica non sei giustificato. Ci vorrebbe un modestissimo Q.I. da 90 per zittirlo, peccato possa decidere sul mio futuro, il che zittisce me, anche se ancora per poco.
Sarebbe davvero un meglio mondo se, semplicemente, tutti rispettassero quel tacito undicesimo comandamento, il cui valore, a mio modesto ma manco troppo avviso, supera di gran lunga il santificare le feste. Sarà che le feste comandate, come tutto quello di comandato, mi stanno sul cazzo.
Ci sono volute otto dico otto sedute per tirarmi fuori che mi viene l'ansia quando ho la sensazione di non potermi tirare indietro, quando mi costringo a sorridere e fingermi solare e accondiscentente.
Accondiscendente un par de cocomeri.
Volevo essere perfetta. Ma mica per me eh. E' qui che sta la deficienza, per gli altri. Figlia perfetta, moglie perfetta, lavoratrice perfetta. Perfettamente stronza, direi.
Comunica Princess, fatti conoscere per quella che sei. Esprimi i tuoi desideri, bisogni, necessità. E soprattutto, esprimi le tue perplessità, i tuoi disagi, i tuoi malesseri. Senza timori. Sei una persona libera.
Ok, Sciattaman, vado 7 anni in Tibet, che se me dice culo incontro pure Brad Pitt, smaltisco tutta la tossicità di anni e anni di sorrisi forzati e torno, incazzata e con la barba. No dai, quella no, che già rinunciare al tacco 12 sarà un mezzo trauma.
Non lo so se la terapia sta funzionando visto che dopo l'ultima chiacchierata ho deciso di non soffocare i miei scazzi dietro un non c'è problema ma io mi sento caricata a pallettoni. E incazzata, non so se s'era capito.
Reprimersi è male
Esprimersi è bene
Ma esprimersi male è bene o male?
Va bè, vi saluto gente, vado a condurre Sottovoce al posto di Marzullo.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate, perché ho il filtro diplomazia su off e non ho manco intenzione di farvi credere che sia a causa dell'ormone a palla da periodo mestruale.
Da ieri sera convivo con l'identico stato d'animo che aveva Guccini la sera in cui scrisse l'Avvelenata, peccato che son quasi astemia, avrei potuto scrivere un post memorabile, roba da candidatura al MIA2014 e invece ho un mondo
Riflettevo sull'ultima perla di Sciattaman.
Temi troppo il giudizio altrui
E te credo, strizzacervelli ottuso, convivo con gente idiota.
Dai su, provate ad azzeccare il primo della lista!
Bravi, è Capetto.
Lui rientra in quella categoria di persone grosso ego piccolo cervello. Che io dico, prima di esprimere qualsivoglia giudizio sul prossimo dovresti almeno imparare a camminare senza mettere i piedi a papera. A meno che tu non abbia interiorizzato la postura da prima posizione dopo 10 anni di danza classica non sei giustificato. Ci vorrebbe un modestissimo Q.I. da 90 per zittirlo, peccato possa decidere sul mio futuro, il che zittisce me, anche se ancora per poco.
Sarebbe davvero un meglio mondo se, semplicemente, tutti rispettassero quel tacito undicesimo comandamento, il cui valore, a mio modesto ma manco troppo avviso, supera di gran lunga il santificare le feste. Sarà che le feste comandate, come tutto quello di comandato, mi stanno sul cazzo.
Ci sono volute otto dico otto sedute per tirarmi fuori che mi viene l'ansia quando ho la sensazione di non potermi tirare indietro, quando mi costringo a sorridere e fingermi solare e accondiscentente.
Accondiscendente un par de cocomeri.
Volevo essere perfetta. Ma mica per me eh. E' qui che sta la deficienza, per gli altri. Figlia perfetta, moglie perfetta, lavoratrice perfetta. Perfettamente stronza, direi.
Comunica Princess, fatti conoscere per quella che sei. Esprimi i tuoi desideri, bisogni, necessità. E soprattutto, esprimi le tue perplessità, i tuoi disagi, i tuoi malesseri. Senza timori. Sei una persona libera.
Ok, Sciattaman, vado 7 anni in Tibet, che se me dice culo incontro pure Brad Pitt, smaltisco tutta la tossicità di anni e anni di sorrisi forzati e torno, incazzata e con la barba. No dai, quella no, che già rinunciare al tacco 12 sarà un mezzo trauma.
Non lo so se la terapia sta funzionando visto che dopo l'ultima chiacchierata ho deciso di non soffocare i miei scazzi dietro un non c'è problema ma io mi sento caricata a pallettoni. E incazzata, non so se s'era capito.
Reprimersi è male
Esprimersi è bene
Ma esprimersi male è bene o male?
Va bè, vi saluto gente, vado a condurre Sottovoce al posto di Marzullo.
giovedì 18 luglio 2013
Il cazzarum magno
Donne! Arriva l'arrotino.
No scherzavo, tranquille.
Donne! Alzi la mano chi di voi è incappata almeno una volta nella vita nel diffuso esemplare di maschio adulto noto alla comunità scientifica come cazzarum magno.
Lo so, vi vedo. Siete tante, forse tutte. Col sopracciglio accigliato focalizzate la faccia di chi v'ha rubato l'ingenuità. Di chi v'ha costretto a vestire i panni di Sherlock Holmes in gonnella alla ricerca del segnale in seguito al quale vi siete sentite legittimate a scatenare l'inferno.
Non vergonatevi, donne. Che quell'esemplare lì è come la varicella. Prima o poi se lo beccano tutte.
E siccome io sono una tipa solidale e mi sento in debito con le attività di volontariato è mia intenzione stilare in favore dei posteri, ovvero quella minoranza di sciagurate che ancora non hanno vissuto le gioie del vivere una storia con qualche pinocchio new era, le 4 fasi di comportamento post-stronzata comuni a tutta la specie.
Fase uno: negazione totale.
Pure dell'evidenza, se necessario.
Voi lo beccate con un'altra? Ripassavano anatomia.
Sì, peccato che sei iscritto a ingegneria, coglione.
Vi chiama col nome di un'altra? Oggigiorno quelli dell'anagrafe sbagliano pure a registrarvi appena nati, che oscenità! Roba che vi dovreste indignare. Perché voi pensavate di chiamarvi Elisabetta di Baviera invece, in realtà, vi chiamate Kate Middleton.
Sì peccato che mi chiamo Maria Antonietta, coglione.
Quando farete notare al cazzarum che la negazione totale è un insulto alla vostra intelligenza egli si prodigherà in scuse atte a negare solo parzialmente l'evento incriminato.
Fase due: negazione parziale
E' che ti somiglia proprio!
Oh povero, c'hai l'uccello guercio? Mai pensato all'amputazione? Che insomma così soffre, la creatura.
Volevo raccontarti un aneddoto in cui c'entrava lei aneddoto in cui cercherà di descriverla come il mostro di Lochness ecco perché ho sbagliato a chiamarti
Qui potreste rispondere così:
Stremato dalle vostre legittime resistenze passerà alla fase tre: ammissione parziale
Inizia generalmente con è vero, però
E' vero però con lei faccio sesso, con te l'amore.
Che culo, ora sì che mi sento una donna fortunata. Grazie.
E' vero però ero distratto
E di quale altra distrazione non sono a conoscenza?
A questo punto le opzioni sono due. O il cazzarum tronfio e idiota non si accorgerà della velata ironia nelle vostre risposte e, quindi, continuerà la sua vita come nulla fosse o passerà, mortificato, alle fase 4: l'ammissione totale. Pregna di scusa, mi dispiace, perdonami, non lo faccio più.
Non lasciatevi ingannare, donne. Fatelo per la sopravvivenza della nostra specie. Fatelo per voi. Per il vostro benessere e per la vostra autostima. Perché chi nasce cazzarum, cazzarum more.
No scherzavo, tranquille.
Donne! Alzi la mano chi di voi è incappata almeno una volta nella vita nel diffuso esemplare di maschio adulto noto alla comunità scientifica come cazzarum magno.
Lo so, vi vedo. Siete tante, forse tutte. Col sopracciglio accigliato focalizzate la faccia di chi v'ha rubato l'ingenuità. Di chi v'ha costretto a vestire i panni di Sherlock Holmes in gonnella alla ricerca del segnale in seguito al quale vi siete sentite legittimate a scatenare l'inferno.
Non vergonatevi, donne. Che quell'esemplare lì è come la varicella. Prima o poi se lo beccano tutte.
E siccome io sono una tipa solidale e mi sento in debito con le attività di volontariato è mia intenzione stilare in favore dei posteri, ovvero quella minoranza di sciagurate che ancora non hanno vissuto le gioie del vivere una storia con qualche pinocchio new era, le 4 fasi di comportamento post-stronzata comuni a tutta la specie.
Fase uno: negazione totale.
Pure dell'evidenza, se necessario.
Voi lo beccate con un'altra? Ripassavano anatomia.
Sì, peccato che sei iscritto a ingegneria, coglione.
Vi chiama col nome di un'altra? Oggigiorno quelli dell'anagrafe sbagliano pure a registrarvi appena nati, che oscenità! Roba che vi dovreste indignare. Perché voi pensavate di chiamarvi Elisabetta di Baviera invece, in realtà, vi chiamate Kate Middleton.
Sì peccato che mi chiamo Maria Antonietta, coglione.
Quando farete notare al cazzarum che la negazione totale è un insulto alla vostra intelligenza egli si prodigherà in scuse atte a negare solo parzialmente l'evento incriminato.
Fase due: negazione parziale
E' che ti somiglia proprio!
Oh povero, c'hai l'uccello guercio? Mai pensato all'amputazione? Che insomma così soffre, la creatura.
Volevo raccontarti un aneddoto in cui c'entrava lei aneddoto in cui cercherà di descriverla come il mostro di Lochness ecco perché ho sbagliato a chiamarti
Qui potreste rispondere così:
Stremato dalle vostre legittime resistenze passerà alla fase tre: ammissione parziale
Inizia generalmente con è vero, però
E' vero però con lei faccio sesso, con te l'amore.
Che culo, ora sì che mi sento una donna fortunata. Grazie.
E' vero però ero distratto
E di quale altra distrazione non sono a conoscenza?
A questo punto le opzioni sono due. O il cazzarum tronfio e idiota non si accorgerà della velata ironia nelle vostre risposte e, quindi, continuerà la sua vita come nulla fosse o passerà, mortificato, alle fase 4: l'ammissione totale. Pregna di scusa, mi dispiace, perdonami, non lo faccio più.
Non lasciatevi ingannare, donne. Fatelo per la sopravvivenza della nostra specie. Fatelo per voi. Per il vostro benessere e per la vostra autostima. Perché chi nasce cazzarum, cazzarum more.
giovedì 11 luglio 2013
Iniziare bene VII
V. sta incazzato perché dice che questa mail non è stata lavorata
V. ha detto una cazzata perché la mail a cui si riferisce riguardava il sito Y ed è stata lavorata immediatamente. Riguardo al sito X non è arrivata richiesta alcuna ergo non è stato fatto nulla fino alle 6 del pomeriggio ora in cui dall'alto si sono resi conto che mancava una comunicazione sul sito X e hanno finalmente mandato la mail di richiesta. Basta leggere la posta per capire come è andata.
Il processo non funziona
Non è vero. L'errore è stato di chi non ha mandato la mail, non certo il nostro. Non abbiamo responsabilità sulle decisioni su cosa pubblicare o meno. Se non mi arriva una richiesta io non pubblico.
Ora chiamiamo il Capo-Intermendio
Breve spiegazione sull'andamento dei fatti. Vengo interrotta.
So tutto. Quelli se so' dimenticati di mandare la mail, Dott. V. ha fatto confusione e non deve permettersi di aprire bocca e dargli fiato. Voi lavorate benissimo. Semplicemente non date peso a quel che dice Dott. V., usate i filtri con certe persone. Il vostro referente sono io. Io so come sono andate le cose. Apposto così.
God bless Capo-Intermedio
Vedi? Tutto si risolve, hai sbollito la rabbia?
Sì
In realtà te vorrei prende a calci ma ho il contratto in scadenza, Capetto.
V. ha detto una cazzata perché la mail a cui si riferisce riguardava il sito Y ed è stata lavorata immediatamente. Riguardo al sito X non è arrivata richiesta alcuna ergo non è stato fatto nulla fino alle 6 del pomeriggio ora in cui dall'alto si sono resi conto che mancava una comunicazione sul sito X e hanno finalmente mandato la mail di richiesta. Basta leggere la posta per capire come è andata.
Il processo non funziona
Non è vero. L'errore è stato di chi non ha mandato la mail, non certo il nostro. Non abbiamo responsabilità sulle decisioni su cosa pubblicare o meno. Se non mi arriva una richiesta io non pubblico.
Ora chiamiamo il Capo-Intermendio
Breve spiegazione sull'andamento dei fatti. Vengo interrotta.
So tutto. Quelli se so' dimenticati di mandare la mail, Dott. V. ha fatto confusione e non deve permettersi di aprire bocca e dargli fiato. Voi lavorate benissimo. Semplicemente non date peso a quel che dice Dott. V., usate i filtri con certe persone. Il vostro referente sono io. Io so come sono andate le cose. Apposto così.
God bless Capo-Intermedio
Vedi? Tutto si risolve, hai sbollito la rabbia?
Sì
In realtà te vorrei prende a calci ma ho il contratto in scadenza, Capetto.
giovedì 13 giugno 2013
Quello che i precari non dicono
Essere precari non vuol dire soltanto programmare la propria esistenza un semestre la volta o posticipare l'acquisto del divano IKEA a dicembre sperando di avere ancora un lavoro o programmare le vacanze con 15gg di anticipo perché chi lo sa come sto messa ad agosto.
Essere precari vuol dire vivere in una perenne condizione di sudditanza psicologica che trova giustificazione nella minaccia manco troppo velata: se mi fai girare le sfere del drago ti caccio, quindi fai pippa nelle situazioni in cui vorresti rispondermi male o tirarmi un calcio in faccia.
Per esempio le colleghe A e B, quelle che non possono proprio fare a meno di istigare me ed M. alla prostituzione, non perdono occasione di ricordarci la nostra pietosa condizione prodigandosi in consigli non richiesti e terribilmente scontati tipo: io, fossi in voi, inizierei a guardarmi intorno che qui, ragazze mie, l'appalto è in scadenza e la vostra società la vedo male. E poi non vorrete mica finire come noi, murate vive qui dentro.
E tu pensi: sì, porcazoccola, io voglio finire esattamente come te. Voglio lavorare 25 anni per la stessa azienda e non essere costretta a fare e disfare progetti alla velocità della luce, roba che potrei iniziare a viaggiare nel tempo, tornare al tuo anno di nascita e prendere a pizze tua madre la sera che t'ha concepita. E lo so che a dicembre ce ne potremmo andare tutti a casa non me serve certo un promemoria delle mie sfighe.
Ma dici: certo che ci stiamo muovendo ma sai non è facile trovare un nuovo lavoro in questa situazione
Ma no - afferma candidatemente A - le crisi sono grandi occasioni, sapete.
Certo, e tu, di preciso, quando l'hai persa, l'occasione de annà a fanculo?
Lo so, lo so. Sono un po' cattivella ma una Princess buona non s'è mai vista e poi sono reduce da una pseudo-conversazione con Capetto, tenutasi pochi istanti fa.
L'esordio: Questo lavoro mi fa cagare. Ma perché voi non lo cambiate? Siete così giovani.
Perché non credo ne troveremmo un altro con tanta facilità e per quanto mi riguarda questo lavoro mi piace. Il mio problema non è il lavoro in se ma la precarietà.
Ma che cazzo dici, questo posto è pieno di teste di cazzo
Una, per esempio, potresti essere tu. C'hai mai pensato, Capetto?
Quelle sono ovunque, Capetto
Quando avrai la mia età mi darai ragione
Ma su cosa, di preciso? Ecco che ricominci a parlare del nulla spaziale
Resto in silenzio
Che vita di merda firmare il contratto ogni sei mesi
Ok, Capetto, mi stai prendendo per il culo, è chiaro. Altrimenti non si capisce come tu possa affermare una cosa del genere dall'alto del tuo contratto indeterminato, del tuo fancazzismo galoppante e della tua memoria labile. Perché forse ti stai dimenticando che mi stai facendo firmare il contratto MESE PER MESE.
Hai ragione è una vita di merda. Eppure la sai una cosa? La tua non la vorrei.
Essere precari vuol dire vivere in una perenne condizione di sudditanza psicologica che trova giustificazione nella minaccia manco troppo velata: se mi fai girare le sfere del drago ti caccio, quindi fai pippa nelle situazioni in cui vorresti rispondermi male o tirarmi un calcio in faccia.
Per esempio le colleghe A e B, quelle che non possono proprio fare a meno di istigare me ed M. alla prostituzione, non perdono occasione di ricordarci la nostra pietosa condizione prodigandosi in consigli non richiesti e terribilmente scontati tipo: io, fossi in voi, inizierei a guardarmi intorno che qui, ragazze mie, l'appalto è in scadenza e la vostra società la vedo male. E poi non vorrete mica finire come noi, murate vive qui dentro.
E tu pensi: sì, porcazoccola, io voglio finire esattamente come te. Voglio lavorare 25 anni per la stessa azienda e non essere costretta a fare e disfare progetti alla velocità della luce, roba che potrei iniziare a viaggiare nel tempo, tornare al tuo anno di nascita e prendere a pizze tua madre la sera che t'ha concepita. E lo so che a dicembre ce ne potremmo andare tutti a casa non me serve certo un promemoria delle mie sfighe.
Ma dici: certo che ci stiamo muovendo ma sai non è facile trovare un nuovo lavoro in questa situazione
Ma no - afferma candidatemente A - le crisi sono grandi occasioni, sapete.
Certo, e tu, di preciso, quando l'hai persa, l'occasione de annà a fanculo?
Lo so, lo so. Sono un po' cattivella ma una Princess buona non s'è mai vista e poi sono reduce da una pseudo-conversazione con Capetto, tenutasi pochi istanti fa.
L'esordio: Questo lavoro mi fa cagare. Ma perché voi non lo cambiate? Siete così giovani.
Perché non credo ne troveremmo un altro con tanta facilità e per quanto mi riguarda questo lavoro mi piace. Il mio problema non è il lavoro in se ma la precarietà.
Ma che cazzo dici, questo posto è pieno di teste di cazzo
Una, per esempio, potresti essere tu. C'hai mai pensato, Capetto?
Quelle sono ovunque, Capetto
Quando avrai la mia età mi darai ragione
Ma su cosa, di preciso? Ecco che ricominci a parlare del nulla spaziale
Resto in silenzio
Che vita di merda firmare il contratto ogni sei mesi
Ok, Capetto, mi stai prendendo per il culo, è chiaro. Altrimenti non si capisce come tu possa affermare una cosa del genere dall'alto del tuo contratto indeterminato, del tuo fancazzismo galoppante e della tua memoria labile. Perché forse ti stai dimenticando che mi stai facendo firmare il contratto MESE PER MESE.
Hai ragione è una vita di merda. Eppure la sai una cosa? La tua non la vorrei.
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