Non si è fatto vivo per più di una settimana. Ha deliberatamente ignorato telefonate, messaggi, appelli della Corte Suprema, intimidazioni terroristiche.
Mi ha chiamata stamattina nell'unico momento in cui ero impossibilitata a rispondere. Quando l'ho richiamato, cinque minuti più tardi, era già volato verso altri lidi, lasciandomi senza nemmeno la promessa di tornare in giornata.
Sì, sto di nuovo parlando del mio idraulico e della nostra tormentata neverendingstory.
Se non altro, in questa valle di lacrime e vasche gocciolanti, è arrivata una buona notizia sul fronte andrologico. Non solo la prostata dell'USI è tornata sotto i livelli di guardia ma pare (i risultati ancora non li abbiamo visti ma l'andrologo ha chiamato il laboratorio di analisi e si è fatto dare qualche ghiotta anticipazione) che la velocità dei fieri servitori di sua maestà sia migliorata, quasi raddoppiata.
Io me li sono immaginati zompettanti, in fila indiana e giubbe rosse mentre suonavano la fanfara dei bersaglieri.
Insomma, la vita mi ha reso più dura ma il tasso di deficienza è costante.
Non faccio salti di gioia perché, porcomondo, questo miglioramento alla pennuta non è evidentemente bastato.
Così il mio cuore ora è diviso tra Roma e Firenze. Ovvero tra il centro PMA che mi ha consigliato SantoSpirito, costosissimo mancoadirlo e quello, a mio parere, altrettanto buono, convenzionato ma ahinoi lontanuccio immerso nella verde Toscana.
Passo il tempo sui forum alla ricerca di nomi, protocolli, costi, esperienze (a proposito, grazie allafinearrivamamma per le dritte, che ti lovvo lo sai già).
Sono ancora molto confusa ma non riesco a stare con le mani in mano persa tra i miei pensieri annebbiati e affogati nelle mie paure, così ho preso due appuntamenti.
Due date, ne sceglierò una soltanto.
E non tornerò più indietro.
Il passato fa male e non si cambia il futuro è una carta da giocare. Io me la gioco. Io rischio.
Io, volo.
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lunedì 29 settembre 2014
Io volo
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domenica 12 maggio 2013
Luca
La prima volta che ti vidi ti diedi uno schiaffo. Perché io ero una stronzetta restia alle dimostrazioni d'affetto e tu un bambolotto troppo buono e calmo per rispondere a quella palese manifestazione di cattiveria gratuita. Si narra che ti limitasti a guardarmi imbronciato, con una mano sulla guancia paffuta e arrossata mentre io, soddisfatta dalla mia dimostrazione di forza bruta, me ne tornavo trionfante da Mina, per la seconda volta (dopo questa) umiliata e piena di materna vergogna.
Io avevo 4 anni, tu 3.
Siamo cresciuti nello stesso paese, stesse strade, stesse scuole, molti amici comuni. Tu eri un tipo semplice. Mai una lite mai una cattiveria. Sorridevi e alzavi le spalle quando qualcuno insinuava fossi tonto, brutto, strano. Che poi brutto non lo sei mica mai stato, anzi. Hai lineamenti dolci, quasi femminili e dei grandi occhi verdi. Ti piaceva la musica, a 17 anni volevi fare il dj. Per la mia festa dei 18 ti improvvisasti esperto al mixer, non ricordo con quale esito ma sono certa ci divertimmo.
In ogni storia c'è sempre un punto di svolta. Quello oltre il quale tutto cambia. Cenerentola perde la mamma, Ariel si innamora di Eric, il padre di Belle viene rapito dalla Bestia e tu decidi di non nasconderti più a te stesso.
Cosa c'è di male se mi piacciono le perle?
E se mi trucco?
Io avevo 4 anni, tu 3.
Siamo cresciuti nello stesso paese, stesse strade, stesse scuole, molti amici comuni. Tu eri un tipo semplice. Mai una lite mai una cattiveria. Sorridevi e alzavi le spalle quando qualcuno insinuava fossi tonto, brutto, strano. Che poi brutto non lo sei mica mai stato, anzi. Hai lineamenti dolci, quasi femminili e dei grandi occhi verdi. Ti piaceva la musica, a 17 anni volevi fare il dj. Per la mia festa dei 18 ti improvvisasti esperto al mixer, non ricordo con quale esito ma sono certa ci divertimmo.
In ogni storia c'è sempre un punto di svolta. Quello oltre il quale tutto cambia. Cenerentola perde la mamma, Ariel si innamora di Eric, il padre di Belle viene rapito dalla Bestia e tu decidi di non nasconderti più a te stesso.
Cosa c'è di male se mi piacciono le perle?
E se mi trucco?
E se mi piacciono gli uomini?
In ogni storia c'è un antagonista. Tu ne hai avuto uno particolarmente accanito: l'ignoranza.
Luca va conciato da donna
In ogni storia c'è un antagonista. Tu ne hai avuto uno particolarmente accanito: l'ignoranza.
Luca va conciato da donna
Luca frequenta locali poco raccomandabili
Luca sta fuori col cervello
In ogni storia c'è un finale. Vorrei che il tuo fosse stato lieto. Come quello di Cenerentola, della Sirenetta, di Belle.
Luca si droga
Luca ha manie di persecuzione
Luca è stato ricoverato in una clinica psichiatrica
Luca si è buttato dal quarto piano
Luca è vivo ma non camminerà più. Non indosserà più le perle, non andrà più in giro conciato da donna, non frequenterà più alcun locale.
Luca ha perso la battaglia più importante, quella con se stesso. Ed io mi chiedo quando abbia smesso di sorridere e alzare le spalle. E perché nessuno se ne sia accorto.
In ogni storia c'è un finale. Vorrei che il tuo fosse stato lieto. Come quello di Cenerentola, della Sirenetta, di Belle.
Luca si droga
Luca ha manie di persecuzione
Luca è stato ricoverato in una clinica psichiatrica
Luca si è buttato dal quarto piano
Luca è vivo ma non camminerà più. Non indosserà più le perle, non andrà più in giro conciato da donna, non frequenterà più alcun locale.
Luca ha perso la battaglia più importante, quella con se stesso. Ed io mi chiedo quando abbia smesso di sorridere e alzare le spalle. E perché nessuno se ne sia accorto.
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venerdì 29 marzo 2013
Certe volte basta un Lines blu
Quando si tratta di cose mie, my period, mestruo, ciclo, marchese, giovanni chiamatelo un po' come ve pare, io sono una tradizionalista. Rifuggo da tutto ciò non sia Lines di colore blu notte anche se il prezzo da pagare, 5 giorni di culo a papera, è piuttosto alto, io sto comoda e asciutta solo se uso loro. Soprattutto sono sicura di non fare figure barbine come quella di cui fu protagonista la mia amica C, quando ebbe la brillante idea di provare i Nuvenia a forma di perizoma sottilissimi e inutilissimi al secondo giorno di ciclo, sotto una gonna. Gialla. Lascio a voi la ricostruzione del tragicomico misfatto. Nella mia lunga carriera di ciclata ho tradito i Lines blu sono con gli è. Non l'ho fatto per il lattiflex che mi fa pure abbastanza senso, ne per il nome naif. L'ho fatto per la pochette in regalo. Fustigatemi.
Come gli affezionati sapranno, sono alla ricerca di un moccioso erede al trono per cui i miei decennali amici blu sono diventati il nemico. Li guardo in cagnesco ogni volta che apro il cassetto del mobile del cesso e loro, porelli, si staranno chiedendo cosa mai mi avranno fatto di male. Soprattutto mentre strappo rabbiosamente la confezione o, a voce alta, leggo i consigli riportati sulla bustina per poi criticarli con faccia spocchiosa e frasi tipo tutte cazzate, io i latticini me li magno quando voglio oppure vacce te a fa yoga, stronzo.
Ebbene, mentre mi esibivo nella patetica scenetta che ho appena avuto l'ardire di raccontarvi mi sono resa conto che vivermi a fianco, ultimamente, sta diventando una cosetta piuttosto pesante. Sarà che c'ho mal di stomaco un giorno sì e l'altro pure, sarà che vorrei cambiare la mia vita ma non so da dove partire, sarà che il bagaglio di orribili esperienze che io e l'USi ci portiamo dietro sta diventando, per me in particolare, incredibilmente pesante e invasivo, sarà che sono arrivata al punto di voler cambiare casa solo perché queste mura hanno immagazzinato solo brutti ricordi, fatto sta che io non mi sopporto manco da sola.
Il punto è che ho provato a rialzarmi, ricominciare un fottio di volte e in mano non mi sono ritrovata nemmeno il celebre pugno di mosche. Ho atteso, cercato, bramato, l'evento ics in seguito al quale gli ingranaggi sarebbero ripartiti, avrebbero ricominciato a lavorare nel modo giusto. Invece niente, nothing, niet, rien.
Forse l'evento ics non esiste.
Forse devo smetterla di pensarci.
Forse devo smetterla di rimandare.
Mi sono tirata su slip e pantaloni. Ho raggiunto con passo deciso la camera da letto. Ho staccato il post-it giallo. E ho chiamato.
Come gli affezionati sapranno, sono alla ricerca di un moccioso erede al trono per cui i miei decennali amici blu sono diventati il nemico. Li guardo in cagnesco ogni volta che apro il cassetto del mobile del cesso e loro, porelli, si staranno chiedendo cosa mai mi avranno fatto di male. Soprattutto mentre strappo rabbiosamente la confezione o, a voce alta, leggo i consigli riportati sulla bustina per poi criticarli con faccia spocchiosa e frasi tipo tutte cazzate, io i latticini me li magno quando voglio oppure vacce te a fa yoga, stronzo.
Ebbene, mentre mi esibivo nella patetica scenetta che ho appena avuto l'ardire di raccontarvi mi sono resa conto che vivermi a fianco, ultimamente, sta diventando una cosetta piuttosto pesante. Sarà che c'ho mal di stomaco un giorno sì e l'altro pure, sarà che vorrei cambiare la mia vita ma non so da dove partire, sarà che il bagaglio di orribili esperienze che io e l'USi ci portiamo dietro sta diventando, per me in particolare, incredibilmente pesante e invasivo, sarà che sono arrivata al punto di voler cambiare casa solo perché queste mura hanno immagazzinato solo brutti ricordi, fatto sta che io non mi sopporto manco da sola.
Il punto è che ho provato a rialzarmi, ricominciare un fottio di volte e in mano non mi sono ritrovata nemmeno il celebre pugno di mosche. Ho atteso, cercato, bramato, l'evento ics in seguito al quale gli ingranaggi sarebbero ripartiti, avrebbero ricominciato a lavorare nel modo giusto. Invece niente, nothing, niet, rien.
Forse l'evento ics non esiste.
Forse devo smetterla di pensarci.
Forse devo smetterla di rimandare.
Mi sono tirata su slip e pantaloni. Ho raggiunto con passo deciso la camera da letto. Ho staccato il post-it giallo. E ho chiamato.
martedì 26 marzo 2013
Il post-it giallo
Il post-it giallo è in camera da letto, attaccato sul ripiano della cassettiera bianca, tra l'argento che incornicia una foto in bianco e nero di me e l'Umile Servo il giorno delle nostre nozze, le casse nere della dockin station e un micio di ceramica very kitch, regalo della Sister O.
Sul post-it giallo è segnato un numero di telefono, un indirizzo e un nome. L'indirizzo è quello di una clinica sforna-eredi, il nome appartiene a una figura mitologica, un medico noto in paese per aver fatto nascere un numero incredibilmente alto di marmocchi. Roba da far concorrenza allo Spirito Santo. Motivo per cui io e l'Umile Servo l'abbiamo chiamato affettuosamente SantoSpirito. Non me ne voglia il principale, d'atronde mi ha creata lui così cazzona e se non sdrammatizzo poi succede che mi deprimo.
Il post-it giallo mi è stato dato dalla 35enne figlia di una carissima amica di Mina e mamma felice di tre adorabili mostri, gemelli, nati in provetta.
Il post-it giallo è lì che mi fissa con aria di sfida mista a commiserazione ormai da giorni. Io lo stacco e lo riattacco almeno due volte al dì senza trovare il coraggio di alzare il telefono e fissare un appuntamento con SantoSpirito.
Il punto è che il post-it giallo è solo l'inizio di un percorso che potrebbe essere lungo, sfiancante e rischioso. Un percorso che non sarebbe, forse, nemmeno il caso di iniziare in questo momento. Perché a me e l'USI ne sono successe troppe, siamo provati e stanchi e avremmo bisogno di una ricarica.
Il post-it giallo è, in sostanza, la misura della mia determinazione. Tra il dire e il fare c'è lui di mezzo. Staccarlo sarà il mio Start.
Sul post-it giallo è segnato un numero di telefono, un indirizzo e un nome. L'indirizzo è quello di una clinica sforna-eredi, il nome appartiene a una figura mitologica, un medico noto in paese per aver fatto nascere un numero incredibilmente alto di marmocchi. Roba da far concorrenza allo Spirito Santo. Motivo per cui io e l'Umile Servo l'abbiamo chiamato affettuosamente SantoSpirito. Non me ne voglia il principale, d'atronde mi ha creata lui così cazzona e se non sdrammatizzo poi succede che mi deprimo.
Il post-it giallo mi è stato dato dalla 35enne figlia di una carissima amica di Mina e mamma felice di tre adorabili mostri, gemelli, nati in provetta.
Il post-it giallo è lì che mi fissa con aria di sfida mista a commiserazione ormai da giorni. Io lo stacco e lo riattacco almeno due volte al dì senza trovare il coraggio di alzare il telefono e fissare un appuntamento con SantoSpirito.
Il punto è che il post-it giallo è solo l'inizio di un percorso che potrebbe essere lungo, sfiancante e rischioso. Un percorso che non sarebbe, forse, nemmeno il caso di iniziare in questo momento. Perché a me e l'USI ne sono successe troppe, siamo provati e stanchi e avremmo bisogno di una ricarica.
Il post-it giallo è, in sostanza, la misura della mia determinazione. Tra il dire e il fare c'è lui di mezzo. Staccarlo sarà il mio Start.
domenica 24 febbraio 2013
Tu chiamale se vuoi elezioni
Dovete sapere che l'Umile Servo è un ex militante ed è anche una delle persone più giuste e oneste che io conosca, motivo per cui ha lasciato la politica alla tenera età di 25 anni, proprio quando avrebbe potuto spiccare il volo con un'importante candidatura. Il suo compagno di merende, che con il concetto di giustizia e onestà non è che abbia tanto a che vedere, decise invece di continuare. Buttarsi nella mischia. Ora è sindaco di un'importante città e candidato regionale, dimostra 50 anni, parla per slogan, è estremamente noioso ma, diavolo, ha fatto tanti soldi.
Il solo fatto di essere stato un militante non farebbe, certo, dell'Umile Servo un esperto di politica se non fosse che è anche una persona lungimirante, appassionata, informata. Nonostante la laurea in Scienze Politiche in stand by da secoli.
La Princess, invece, ha avuto la fortuna (vi pregherei di notare la sottile ironia nella parola fortuna, non per niente scritta in corsivo) di essere unico frutto di un matrimonio misto. No, non sono figlia di un buddhista e un musulmano ma di un democristiano e una comunista. Sì, ho detto proprio democristiano e comunista.
Le liti in famiglia erano pane quotidiano. Ergo io odio la politica. Tuttavia, negli anni, ho imparato a farmi una mia idea. Sono sempre andata a votare piuttosto convinta della scelta che avrei fatto nel segreto della cabina elettorale.
Quest'anno no.
Qualche giorno fa, mentre ridevo dell'imitazione di Bersani in tivvù, l'Umile servo mi ha chiesto una cosa, apparentemente, banale.
"Princess hai deciso per chi votare?"
"Devo proprio andarci, a votare?"
Mi ha guardata così:

E poi ha iniziato il discorso. Quello che ti fa sentire una cacchetta di cane pestata. Quello che ripercorre la storia del suffragio universale senza timore di perdersi qualche particolare. Ci mancava solo ci mettesse in mezzo le suffragette. Così mi sono messa a cercare la scheda elettorale. Dopo aver messo casa a soqquadro e aver chiamato Mina per sincerarmi non fosse a casa sua avevo quasi interpretato la perdita del documento come un segno divino. In barba alla povere suffragette. Poi l'ho ritrovata. In mezzo al documento con la lista degli esami dell'università e solo perché, presa da immotivata curiosità, non ricordavo quanto avessi preso all'esame di sociolinguistica del secondo anno. Il risultato (27 per i curiosi) era a pagina 3, proprio sotto la scheda elettorale.
Io e l'USI ci siamo confrontati per un po'.
Come sempre lui mi fa da mentore e poi io decido ad minchiam, forse perché sono una povera illusa. Da che ho memoria di voto le nostre scelte hanno sempre coinciso. Stavolta abbiamo votato per due partiti diversi. Io ho messo la ics sul partito di PincoPallo nonostante sentissi chiaro odore di supercazzola, visto che PincoPallo è alleato con PalloPinco che, a sua volta, non disdegna un accordo con PincoPanco e io PincoPanco non lo sopporto.
Lui ha votato per PancoPinco nonostante gli stiano sulle balle alcuni dei suoi supporters.
Ho segnato quelle tre schede con la rabbia, la frustrazione e la delusione di chi si accontenta.
E ho pensato che questo non è certo un bel finale per la storia del suffragio universale.
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