Ed io me lo sono segnato, su consiglio di Troisi. E ho aggiunto alla nota tra atroci sofferenze.
Ok, sono insofferente ed esagerata ma provate voi ad avere placche alla gola e pericoronite.
Ora che vi siete spaventati e m'avete dato per spacciata posso confessarvi che quella parolaccia significa semplicemente infiammazione acuta della gengiva che circonda un dente parzialmente erotto. Nel mio caso il dente del giudizio che il giudizio te lo toglie, tanto fa male.
In preda allo sconforto sono corsa da Kappler aka il mio dentista tedesco. No, non equiparatemi a Berlusconi ed alle sue immonde battute filonaziste. Ma lui è medico, manovra arnesi di tortura, è tedesco e sadico, ci sta.
Se tu va altro dentizta mi ha detto sorridendo lui dice togliere tenten giutizio ma io vecchia scuola, io no togliere tenten, io tagliave cenciva in eccesso.
Che a me pare pure peggio, non so a voi.
Non pago s'è messo a fare domande che presuppongono risposte articolate mentre io, mezza morta, giacevo in preda a dolore, paura e disperazione sulla sua poltroncina reclinabile, con i suoi arnesi appuntiti conficcati in gola.
Se c'è qualche dentista all'ascolto mi deve proprio spiegare in base a quale logica vi mettete a parlare di massimi sistemi con le vostre povere vittime momentaneamente palesemente private del loro sacrosanto diritto di parola. Ma vabbè.
Il dato interessante è che pure lui si è accorto della pessima condizione in cui verte il mio attuale stato psicofisico.
Te zuccezzo cvesto pevché tu tvoppo stvezzata. Tuo organizmo depilitato. Non andaren penen. No, no e no!
Che ne so dotto', me voi da pure 'na pizza in faccia?
Tutta qvestione ti testa.
Eccone n'altro.
