martedì 23 aprile 2013

Cavalcare l'onda

Non mi sono mai piaciute le citazioni, nemmeno quando facevo la giornalista. Avevo sempre l'impressione di tradire il significato originario del messaggio, la sensazione che mi sfuggisse qualcosa, che nel riportare una frase estrapolandola dal suo contesto mi perdessi qualche pezzo o che quella stessa frase non avesse più senso, carisma, potere.

Ieri, però, sono capitata sul blog di Massimo Gramellini, uno scrittore che non conosco nonostante il suo nome celebre e i suoi best sellers e non posso fare a meno di citarlo perché, tra i tanti post, c'era questo. Mi sono specchiata in quel lamento vittimista, in quel capitano tutte a me. Mi sono vista prima travolta dall'onda, poi sbattuta a riva, nel tentativo di voltarle le spalle, di ignorarla. Insomma, come al solito devo prendere a testate il muro parecchie volte prima di provare a scavalcarlo. Perché da brava spietata maniaca del controllo quale sono ho qualche difficoltà a accettare quella consistente percentuale di cose che, semplicemente, accadono quando non vorresti accadessero o non accadono quando, invece, le vorresti disperatamente. Insomma, le cose che non si possono controllare.

Non posso controllare il mio corpo.
Non posso far tornare indietro una persona cara.
Non posso trasformare un sentimento.

E allora, siccome sono una persona saggia, invece di cavalcare l'onda, aiutare il mio corpo, accettare una perdita, convivere con un sentimento io rifiuto. Rifiuto tutto. E poi mi dispero.

Il punto è che non credo di avere le capacità per darmi al surf. Io non lo so come si cavalca un'onda. Non posso promettere ne all'USI ne a me stessa che da domani o tra un mese o tra sei non mi lascerò più travolgere. Immagino che prima di riuscire a starci in piedi si debba sbattere la pancia, la faccia, la schiena contro il muro d'acqua parecchie volte. E io le sconfitte le rifiuto. Pare, però, che non abbia altra scelta e spero che a tempesta passata non resti altro che una Princess a panza in sù, su un materassino morbido.

12 commenti:

  1. In mezzo alla piscina, con occhiali da sole e cocktail in mano, mi vien da aggiungere :-*

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  2. Non c'è niente da fare, non ci si fa mai l'abitudine... tieniti stretta il materassino! ;)

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  3. Se è questo che desideri... te lo auguro con tutto il cuore!

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  4. Cara Princess, non saprei che dirti, perchè pure io sono una campionessa di 'facciamoci travolgere dall'onda'...quello che sto realizzando in questo periodo sommerso sotto le acque è che, alla fin fine, il maggiore ostacolo al cavalco e scavalco dell'onda, sono proprio io. Mannaggia a me. Se trovi un buon surf, che tenga su anche un peso-piombo come la sottoscritta, fammi sapere che me lo vado a prendere pure io.
    Un abbraccio :-)

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    1. Hai ragione. Il maggior ostacolo siamo noi stesse. Bel guaio. Lo cerco e ti faccio sapere ma continuo a preferire i materassini :)

      Un bacio

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  5. Ho provato con i manicotti, le ciambelle, i materassini, con il nuoto, le bracciate vigorose, l'apnea e gli erogatori. Niente! Quando l'onda attacca ci vado sotto, fino in fondo, dritta dritta. Pare che se vai dentro faccia meno male. O riesci a superarla e la racconti, finendo prima o passi tutta la vita a schivarla. Ma quella è come il Natale, quando arriva, arriva. Non c'è niente che tenga!
    Baci
    Raffaella

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    1. Già, non posso schivarla per sempre. Nuotarci sotto non mi sembra una cattiva idea. Grazie Raffaella :)

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  6. E così il "farsi travolgere" è un po il filo conduttore...
    Sarà la primavera, che prima arriva e poi scappa, cosa ci fa trascinare a fondo dalla corrente? Dalle onde? Cosa, non il peso delle zavorre che noi stesse ci siamo legate alle caviglie?
    Che poi magari te ne liberi e come per magia ti accorgi che quell'onda invece di sbatterti contro gli scogli ti culla dolcemente sul tuo bel materassino...
    Ma forse si deve andare a fondo qualche volta, prima di imparare a nuotare nella corrente, si deve bere un po di acqua torbida, ci si deve far prendere dal panico un attimo prima di vedere la riva e iniziare a nuotare ad un ritmo costante, semplice... Che ci tiene a galla...

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    1. Sì, stavolta mi tocca andare a fondo e farmi prendere dal panico di non riuscire a prendere fiato sperando di "riveder le stelle" prima di soffocare :)

      Bacio

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