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martedì 2 aprile 2013

Let's dance. Let's start.

Sarò onesta. Io questa exploratio vaginalis da parte di SantoSpirito me la sarei risparmiata volentieri. Da brava procastrinatrice quale sono ero quasi arrivata a sperare che il guru delle gravidanze a portar via mi fissasse la visita, che so, a maggio inoltrato. Invece zac, 2 Aprile ore 16:30.

Le va bene?

Sissignore sono prontissima

Se, come no. Non è vero. Non lo sono. Ma mancopegnente. 

Perché datemi pure della paesanotta, retrograda, bigotta ma a me le manine, sempre un po' troppo fredde in verità, della Giulietta aka la mia scrutavagina storica, quella a cui ho affidato la mia fonte di vita e di potere  per anni, mancheranno. Tantissimo. Perchè lei è una donna. Lei ha la vagina. E parlare di ciclo, ovulazione, rapporti e tutto ciò che ruota attorno il sancta sanctorum con una donna è la cosa più naturale del mondo. Perché il ciclo è ciò che ci accomuna. Perché il ciclo ce l'abbiamo tutte e a tutte, indistintamente, in quei giorni lì ci si gonfia la panza e ci rode il chicchero. Non a caso ne facciamo argomento di conversazione anche da perfette sconosciute. Davanti al ciclo siam tutte uguali. Il ciclo è la legge. Il ciclo è comunista.

Insomma è la prima volta che mi affido a mani mascule non appartententi a qualche moroso per un viaggetto negli anfratti della mia regale persona.

Ovviamente non è certo questo il motivo per cui me la sto facendo sotto. Che son scema sì, ma mica fino a questo punto. Che SantoSpirito sia dotato di apparato riproduttivo maschile o femminile poco importa, purché mi faccia riprodurre. E io temo un no, nsepofa. 
Ma se non ci provo non cambierà mai nulla.

Ormai siamo in ballo. Balliamo.
Ormai siamo in ballo. Calamose 'ste mutande.

mercoledì 5 dicembre 2012

Iniziare bene

Quando la tua giornata inizia in compagnia del becco (alias divaricatore vaginale) e della scrutavagina (alias ginecologa) credo sia assolutamente legittimo rispondere mentalmente ad ogni "Buongiorno" con un:

"Buongiorno al cazzo"

martedì 27 novembre 2012

Le sorprese del corso prematrimoniale


La prima lezione di educazione sessuale della mia vita è stato un filmino poco ortodosso visto da me e da altre, diciamo 30 persone, in una sovraffollata, calda e puzzolente stanza di un albergo di una piccola cittadina umbra, durante la prima gita di più giorni con la scuola, in prima media.  Non che non conoscessi, a grandi linee, il funzionamento del mio corpo ma, diciamo, cose così esplicite non le avevo mai viste. Non era ancora arrivato il mio primo bacio alla francese, figuriamoci il resto. In realtà con le mie due migliori amiche avevamo già visto il VHS de “L’albero della vita”, un cartone animato con due alieni verdi protagonisti, pensato appositamente per infarcire ai più piccoli lezioni di sessualità senza turbare troppo il loro mondo. Tutto sommato una buona cosa, direi. Noi non eravamo per nulla sconvolte (anche se la scena dell’erezione con il membro di lui che si trasformava in una trombetta suonante ce la siamo portata dietro per un bel po’) ad essere scandalizzata fu la nonna della mia migliore amica che con gli occhi sgranati disse “che so’ ste zozzerie?! Togliete subito!”. No. Non era una nonna moderna.

Questo per dire che arrivare a 26quasi27 anni e sentirsi dire da Doncomplicolecosefacili durante il corso prematrimoniale che “nel prossimo incontro ci sarà la cinicologa (ginecologa per i comuni mortali, questa era difficile…) che vi spiecherà come nascono i pampini” è una cosa abbastanza comica. Il bello è che a me a lui scappava da ridere, agli altri no.

Comunque… cinicoloca fu. La tizia si è presentata con tanto di marito al seguito e un presentazione in PPT (ebbene sì) di quelle rudimentali, con musichette, loghi e immagini brutalmente copiate e incollate dal web, con una risoluzione degna della mia prima macchina fotografica digitale, presa a punti, da un pixel e mezzo. La cosa più osé che ci è stata messa davanti agli occhi è stata una riproduzione del corpo maschile e di quello femminile. In ogni caso, tutto fila più o meno liscio tra ingrandimenti di spermatozoi e schemi sul ciclo femminile fin quando non è stato affrontato il tema contraccezione.

All’inizio la vena di cattolicesimo spinto non è venuta fuori. La dott.ssa si è limitata a descrivere tutti i metodi. Poi … poi abbiamo scoperto che la pillola fa male. E vabbè … alcune controindicazioni ce l’ha e le conosciamo, più o meno, tutte. E però abbiamo pure scoperto che esiste un complotto interplanetario messo in atto dalle case farmaceutiche che, tramite altri geni del male assoluto, tra cui la maggior parte dei ginecologi, diffonde questo veleno (la pillola, ovviamente) per far soldi senza avvertire del male che provoca. Quindi? “Quindi vi consiglierei di usare il metodo Billings”.

Per chi non lo sapesse il metodo in questione si basa sull’osservazione del muco vaginale. In soldoni quando è copioso e filante (lo so fa un po’ schifo) vuol dire che siete in ovulazione quindi “se volete un bambino è il momento giusto, se non lo volete non fate sesso in quei giorni”. Astinenza, si chiama così. A questo punto qualcuno si ribella e dice la classica frase “se, sai quanti regazzini so nati co’ sto metodo. Io  nun me fido”. Risata generale. “Ma no” risponde candida lei “il tasso di fallimento del metodo è bassissimo, rischiate di più con il preservativo ragazzi! Certo, però, dovete astenervi durante l’ovulazione (e c’arifrega…) e tenere un diario aggiornato giornalmente sulla quantità di muco che secerne la vostra vagina”. E certo perché io, la mattina alle 6, appena sveglia, non ho altro di meglio da fare che guardarmi le parti basse, registrare l’andamento del mio muco, i rapporti sessuali con mio marito, i giorni del ciclo sul mio diario della felicità. Quasi quasi metto pure in correlazione le variabili, preparo un grafico e lo metto su un PPT.

PS: la ginecologa ha 5 figli. “Tutti doni del cielo”. Se siano stati tutti voluti o meno non si sa…