Dovete sapere che l'Umile Servo è un ex militante ed è anche una delle persone più giuste e oneste che io conosca, motivo per cui ha lasciato la politica alla tenera età di 25 anni, proprio quando avrebbe potuto spiccare il volo con un'importante candidatura. Il suo compagno di merende, che con il concetto di giustizia e onestà non è che abbia tanto a che vedere, decise invece di continuare. Buttarsi nella mischia. Ora è sindaco di un'importante città e candidato regionale, dimostra 50 anni, parla per slogan, è estremamente noioso ma, diavolo, ha fatto tanti soldi.
Il solo fatto di essere stato un militante non farebbe, certo, dell'Umile Servo un esperto di politica se non fosse che è anche una persona lungimirante, appassionata, informata. Nonostante la laurea in Scienze Politiche in stand by da secoli.
La Princess, invece, ha avuto la
fortuna (vi pregherei di notare la sottile ironia nella parola
fortuna, non per niente scritta in corsivo) di essere unico frutto di un matrimonio misto. No, non sono figlia di un buddhista e un musulmano ma di un democristiano e una comunista. Sì, ho detto proprio democristiano e comunista.
Le liti in famiglia erano pane quotidiano. Ergo io odio la politica. Tuttavia, negli anni, ho imparato a farmi una mia idea. Sono sempre andata a votare piuttosto convinta della scelta che avrei fatto nel segreto della cabina elettorale.
Quest'anno no.
Qualche giorno fa, mentre ridevo dell'imitazione di Bersani in
tivvù, l'Umile servo mi ha chiesto una cosa, apparentemente, banale.
"Princess hai deciso per chi votare?"
"Devo proprio andarci, a votare?"
Mi ha guardata così:
E poi ha iniziato
il discorso. Quello che ti fa sentire una cacchetta di cane pestata. Quello che ripercorre la storia del suffragio universale senza timore di perdersi qualche particolare. Ci mancava solo ci mettesse in mezzo le suffragette. Così mi sono messa a cercare la scheda elettorale. Dopo aver messo casa a soqquadro e aver chiamato Mina per sincerarmi non fosse a casa sua avevo quasi interpretato la perdita del documento come un segno divino. In barba alla povere suffragette. Poi l'ho ritrovata. In mezzo al documento con la lista degli esami dell'università e solo perché, presa da immotivata curiosità, non ricordavo quanto avessi preso all'esame di sociolinguistica del secondo anno. Il risultato (27 per i curiosi) era a pagina 3, proprio sotto la scheda elettorale.
Io e l'USI ci siamo confrontati per un po'.
Come sempre lui mi fa da mentore e poi io decido
ad minchiam, forse perché sono una povera illusa. Da che ho memoria di voto le nostre scelte hanno sempre coinciso. Stavolta abbiamo votato per due partiti diversi. Io ho messo la
ics sul partito di PincoPallo nonostante sentissi chiaro odore di supercazzola, visto che PincoPallo è alleato con PalloPinco che, a sua volta, non disdegna un accordo con PincoPanco e io PincoPanco non lo sopporto.
Lui ha votato per PancoPinco nonostante gli stiano sulle
balle alcuni dei suoi
supporters.
Ho segnato quelle tre schede con la rabbia, la frustrazione e la delusione di chi si accontenta.
E ho pensato che questo non è certo un bel finale per la storia del suffragio universale.