Uno nessuno e centomila. Pirandello docet.
Un sacco di io. Io a destra e a manca. Io da collezione.
Ce l'ho, mi manca, ce l'ho, mi manca.
Ecco.
A me manca quello più importante.
L'io interiore.
Ovvio che non me lo dico da sola, che va bene che penso e penso e penso ma sono così tante le cose a cui penso che pensare all'io no, non c'avevo pensato.
Me l'ha detto Sciattaman.
Che poi io sono una cazzona, lo sapete no? E quando ha nominato st'io interiore io me lo sono collocato tra stomaco e budella. Non sono affatto poetica e a st'io devo stargli un pochino sul cazzo visto che ho scelto per lui la periferia invece, che so, di collocarmelo sul cuore, sul cervello, nelle zone in. Quelle che agli americani piace raffigurare con gabbie intorno agli alberi.
Pure Mary Poppins docet.
Insomma st'io nasce quando siamo piccini, pare. Il mio non è nato. Cioè io oltre che non essere tanto brava a far nascere bambini non faccio nemmeno nascere gli io.
Un fallimento.
Ma niente panico, dice Sciattaman, che l'io lo facciamo nascere adesso. Con la psicoterapia.
E io ho pensato cazzo esiste pure la procreazione assistita dell'io.
Non me faccio manca' niente. Io.