Noi, che di pance non siamo esperti, soprattutto di pance piene, noi che non abbiamo potuto scegliere una gravidanza, la nostra scelta folle l'abbiamo fatta scegliendo lui.
Totalmente all'oscuro di ciò che un cane comporta, in qualche modo faremo. Un po' come quando arriva un figlio a sorpresa. In qualche modo si fa sempre.
L'incontro con sua maestà baffuta non ha avuto il sapore dell'idillio, c'era da aspettarselo da una micia isterica. Con la schiena inarcata, il pelo dritto e la faccia satanica ha fatto capire a noi bipedi che no, Biagio non era proprio stato contemplato nel suo personalissimo progetto di vita.
Io, che sono una gattara, roba che se fossi zitella finirei circondata da pedanti miagolii e morirei sola con la faccia nei croccantini, ho scoperto nel nuovo arrivato un affetto e una dolcezza che parlamose chiaro i mici raramente concedono.
E pensare che mi piacciono per questo: indipendenti, opportunisti, ruffiani.
Siccome l'arrivo del fratellone panzuto e puzzolente avrebbe potuto avere ripercussioni nefaste sul suo ego smisurato, abbiamo deciso di lasciare proprio alla gatta l'ultimo
Due post-it accartocciati lanciati in direzione opposta, il primo che prende vince.
Ha scelto Biagio, mi sa che l'ho plagiata con la storia del fascino vagabondo del fidanzato di Lilli. E va bene, la smetterò con la Disney. Quando avrò 80 anni. Forse.
Insomma, gente, siamo in quattro e che nessuno ora si azzardi a dire che non siamo prolifici.







