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martedì 10 settembre 2013

50 sfumature d'ufficio

Ve lo ricordate no? Mr. Grey, dico. Quel pervertito maniaco possessivo con una cifra di turbe psichiche. L'uomo capace di trombare 10h di fila senza che i suoi capelli sempre perfetti si scompisciassero un tantinello. Il sogno di ogni vagina di mezz'età. E pure di quelle ciovani, diciamocelo.

E lei? Ana, nome che è tutto un programma. Un programma zozzo. Ingenua verginella che dopo tredicotre incontri hot col tizio dalle 50 sfumature di coloreacaso potrebbe essere assunta da Tinto Bras come controfigura di Cicciolina.

Bene. I tre libri tutti vergognosamente uguali diventeranno un film.

Quale occasione migliore per affrontare l'argomento sesso, a mensa, col collegame femminile over 50? Che poi si sa, 'na cosa tira l'altra e ci si ritrova al caffé a parlare dei cazzi propri. In senso figurato, maligni che non siete altro.

Viene fuori l'argomento uso-non uso dei sex toys. Quasi tutte le persone interpellate ne posseggono uno ma non l'hanno mai usato e quasi sempre è un regalo di qualche amico, collega, fratello buontempone che con la scusa di fare il simpatico-emancipato invia al ricevente il più classico dei messaggi subliminali: tromba di più e incazzati di meno.

Non essendo una grande esperta di oggettini della felicità ho chiesto informazioni riguardo l'uso e consumo di tale anello vibrante. Presente ricevuto in altre ere geologiche da collega C.

Ah e che ne so' io come se mette

Ma scusa non l'hai mai usato?

Ma no! E sai perché? Me viè da ride. E se ridi in quei momenti è finito tutto.

C'ho pensato su. E mo' non lamentatevi eh, che sennò ricomincio a parlarvi delle mie ovaie. Sono arrivata alla conclusione che C. ha ragione. Se ridi è finito tutto. Datemi voce calda, mani forti, sguardi intensi. Se poi riuscite a usare un vibratore a forma di paperella senza che il vostro momento perda pathos e intensità tanto di cappello.

Perchè il sesso è 'na cosa seria.

Oppure no?

martedì 12 marzo 2013

Sex lessons

Io ho ricevuto un'educazione piuttosto rigida. Forse perché la Mina, come ho avuto modo di accennare in questo post degno di Edmondo De Amicis (sì, faccio ironia pure sui miei racconti leopardiani, temo di essere senza speranza di redenzione dal mio stato di cazzona) quando sono nata si è sentita così sola e investita da tale responsabilità da assumere contemporaneamente il ruolo paterno e materno, quello del carabiniere buono e del carabiniere cattivo.

Argomenti quali amore e sesso erano piuttosto spinosi anche se non sono mai stati tabù.

Sì, è bellissimo innamorarsi ed è giusto tu faccia le tue esperienze prima di scegliere la persona giusta per te MA a casa mia ce porti solo quello che te sposi.

Sì, le dimostrazioni d'affetto sono bellissime MA le pomiciate in pubblico so' da scostumata.

Sì, è importante la sfera sessuale MA non me torna' a casa co' la panza.

Roba che a sentirla ora, questa, alla Mina risponderei a Ma' dormi tranquilla che qua non se vede traccia de erede manco se me ripasso il Kamasutra tutte le notti.

Rientrare a casa dopo aver fatto quella cosa che Cioè e Top Girl chiamavano petting era, per me, fonte di ansia. Soprattutto a causa della mia pelle stile Biancaneve dopo 'na ripassata in varechina. Roba che una volta, proprio l'Umile Servo, allora solo fidanzato clandestino, preso da foga maschia mi aveva insucchiottato tutto il mio bianchissimo collo. Ho campato con un foulard da pensionata, lamentando una tonsillite farlocca per una settimana.

Ricordo ancora quello che alcuni chiamano il discorsetto con sommo orrore. Frequentavo le scuole medie e i miei insegnanti pensarono bene di scrivere a tutti i genitori esortandoli a parlare apertamente di sesso e affini con i propri figli al fine di responsabilizzarli, soprattutto in materia di prevenzione di malattie veneree e gravidanze indesiderate. Io e le Sisters grazie al VHS dell'Albero della vita sapevamo già tutto ma Mina non mi risparmiò. Mentre usava termini tecnici che manco Giulietta, la mia ginecologa, userebbe io, che mi stavo esercitando con paint (no dico, paint, quanti cazzo di anni ho?!) non facevo altro che pensare, fissando lo schermo del computer:  fa che finisca presto, fa che finisca presto, fa che finisca presto. 

Il punto è che a me, tutto sommato, stava bene così. Le mamme sono mamme non sono amiche a cui raccontare le proprie fantasie sessuali col ganzo di turno. Il suo dovere col discorsetto l'aveva fatto. Contenta io, contenta lei.

Fino a che non mi sono sposata. O, meglio, fino a che non le ho comunicato di desiderare un pargolo. E' stato lì che la timorata di Dio, la mamma casta che mai e poi mai immagineresti trombare, roba che io so' nata sotto un cavolo, e NON PROVATE A DIRMI CHE NON E' VERO, s'è scatenata.

Ma la calcoli l'ovulazione?
Ma se oggi è un giorno buono stasera DACCE DENTRO, no?!
Ma che è sto pigiama? Guarda che gli uomini se stufano. Dove ce l'hai quel perizoma di pizzo nero?

Sai che da Intimissimi ho visto certe autoreggenti ... carucce eh!

E il top:

Eh te credo che Giulietta ti ha detto di farlo a giorni alterni. Se gli dai giù tutte le sere a quel poraccio, lì dentro, che gli resta? Il vuoto cosmico!

S A L V A T E M I