Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post

venerdì 18 luglio 2014

Primo

Sei un cane, solo un cane. Ma non lo sai. E qualche volta me lo dimentico pure io.



Hai riempito questa casa di peli, bava, giocattoli, fango, croccantini ma il tuo scodinzolio, in certi giorni grigi, è l'unica cosa che riesce a farmi sorridere.



Sei arrivato in mezzo alla tormenta e ogni giorno, come un fedele cavaliere, aiuti la tua principessa a combattere i mostri che, da troppo tempo, la abitano.

Grazie, cucciolotto e tanti auguri.

lunedì 14 aprile 2014

Mondo cane

Cinque mesi di cane e a me pare d'avercelo da sempre. A quelli che dicevano un cane è un'altra cosa, un cane ti cambia la vita mica ci credevo. Non è un figlio, certo. Non è un essere umano, certo. E non andrebbe nemmeno troppo umanizzato. Un cane non ha  bisogno di vestiti e se ne fotte del collare di LuiVuittòn. Un cane non parla e non è mica poi sto gran difetto, se ci pensate. Un cane è un'esperienza che, probabilmente, se non fossi la moglie di mio marito, se non l'amassi tanto d'aver voluto realizzare il suo sogno di bambino, non avrei mai fatto. Me la sarei persa e sarei un po' più povera.

Però non sono diventata una di quelle che un cane è per sempre, tutti dovrebbero averne uno. No no. Perché un cane ha bisogno. Un cane dipende da voi. Quando vi fate un cane dovete sapere a cosa andate incontro.

E se non ne avete idea, niente paura, v'aiuto io.

Punto primo: altruismo

Vivrà nella vostra ombra, non vi abbandonerà mai nel momento del bisogno. Soprattutto nel momento del bisogno fisiologico. Sventolate il fazzoletto bianco alla vostra intimità perché quando le vostre terga saranno fisse sul trono, il quadrupede, seduto alla destra del padre, le osserverà ammirato con la testa inclinata di lato, come non esistesse al mondo null'altro d'altrettanto interessante. Vani saranno i vostri sforzi di mandarlo a giocare altrove. Lui sarà lì, pronto a tendervi la zampa a dimostrazione della sua vicinanza morale in un momento così delicato.


Punto secondo: voracità

Mangerete straziati da un atroce senso di colpa perché le loro pupille imploranti rimbalzeranno dal vostro cibo alla vostra bocca, dalla vostra bocca al vostro cibo senza sosta.  Poco importa se l'avete appena sfamato con una ciotola stracolma di crocchette, se la sua dieta è più ricca e bilanciata della vostra, se avete svuotato una confezione di fichissimi biscottini della Conad a forma di stella, sole, cuore e amore.
Lui ha fame, sempre. Anche le passeggiate non saranno esenti da snack, il più delle volte dannosi per la sua salute. Per esempio, in questi mesi, Biagio ha ingurgitato: corteccia d'albero, canna di bambù, sassolini, fili d'erba, fiori e foglie, bacarozzi e suoi fratelli, cacca di cane, cacca di gatto, una pasticca per ipertesi, conchiglie e un guscio vuoto di lumaca. In barba a quelli che si improvvisano gourmet quando se magnano le escargò.



Punto terzo: socializzazione

Nessuno resta indifferente a un cucciolo quindi, quando il cucciolo crescerà, nessuno gli sarà indifferente. Annuserà culi, ringhierà, abbaierà, scodinzolerà e voi, di conseguenza, sarete costretti a scuse, sorrisi di cortesia e frasi di circostanza ma no è buono, vuole solo giocare/no, signora, non morde/ sì, signora, perde perli mallorachecazzoloaccarezziaffà?. Verrete, però, anche ripagati. Tipo quando la depositerà sull'uscio del vicino stronzo.



Punto quarto: idolatria

Il cane di Claudia Shiffer non sa che lei è Claudia Shiffer ergo il cane d'una cozza non lo sa che è una cozza. Al vostro cane non gliene frega una mazza se c'avete la panza a canotto da costipazione cronica, se vi è spuntato un brufolo sul naso, se avete lo smalto sbeccato, una calza smagliata, un calzino bucato sull'alluce, se avete votato Berlusconi, se non vi cambiate la maglietta dopo aver sudato, se vi scaccolate nel traffico, se ascoltate Gigi d'Alessio, se siete Gigi d'Alessio. Per lui siete eroi. Pure quando non avete voglia di cercare la pallina che ha perso chissà dove, pure quando siete così stanchi che il legnetto da riporto glielo lanciate a un metro e mezzo di distanza manco c'aveste la pleurite.



I cani cagano e cagano una cifra, pisciano sul tappeto appena lavato, rigurgitano erba in salotto, perdono così tanto pelo che arriverete a pensare d'aver montato una moquette anziché il parquet, vi costringeranno a uscire di casa con la bufera, vi deformeranno la mano destra tirando il guinzaglio manco foste una slitta con sopra quattro esquimesi e un igloo ma vi ameranno.

E vi dirò di più: vi ameranno senza motivo. Di chi altri si può dire lo stesso?



lunedì 23 settembre 2013

Biagio

Dicono che i figli si fanno di pancia, perché è una scelta pazza e irresponsabile. Un po' come innamorarsi, se ci pensate. Un po' come tutte le scelte dai risvolti inaspettati, a volte pesanti, a volte preda di qualche postumo segnale di pentimento racchiuso in un ma chi me l'ha fatto fare.

Noi, che di pance non siamo esperti, soprattutto di pance piene, noi che non abbiamo potuto scegliere una gravidanza, la nostra scelta folle l'abbiamo fatta scegliendo lui.



Totalmente all'oscuro di ciò che un cane comporta, in qualche modo faremo. Un po' come quando arriva un figlio a sorpresa. In qualche modo si fa sempre.


L'incontro con sua maestà baffuta non ha avuto il sapore dell'idillio, c'era da aspettarselo da una micia isterica. Con la schiena inarcata, il pelo dritto e la faccia satanica ha fatto capire a noi bipedi che no, Biagio non era proprio stato contemplato nel suo personalissimo progetto di vita.

Io, che sono una gattara, roba che se fossi zitella finirei circondata da pedanti miagolii e morirei sola con la faccia nei croccantini, ho scoperto nel nuovo arrivato un affetto e una dolcezza che parlamose chiaro i mici raramente concedono.

E pensare che mi piacciono per questo: indipendenti, opportunisti, ruffiani.



Siccome l'arrivo del fratellone panzuto e puzzolente avrebbe potuto avere ripercussioni nefaste sul suo ego smisurato, abbiamo deciso di lasciare proprio alla gatta l'ultimoa parola miagolio riguardo il nome del venturo.

Due post-it accartocciati lanciati in direzione opposta, il primo che prende vince.

Ha scelto Biagio, mi sa che l'ho plagiata con la storia del fascino vagabondo del fidanzato di Lilli. E va bene, la smetterò con la Disney. Quando avrò 80 anni. Forse.



Insomma, gente, siamo in quattro e che nessuno ora si azzardi a dire che non siamo prolifici.