Mia mamma s'è trasformata in collega C.
E' su di lei che per tre giorni ho proiettato il celebre rapporto simbiotico oggetto delle mie riflessioni da pazzoide con Sciattaman. Sì perché quando sei l'ultima stella dell'Orsa funziona più o meno così:
Fase 1:
C. decide autonomamente di prendersi in carico una gatta da spelacchiare e lascia a me ed M. tutto il lavoro ordinario.
Fase 2:
C. si rende conto che la gatta è davvvero troppo, troppo pelosa e visto che ha richiesto una ceretta integrale che vi devo dire è una gatta dalle ampie vedute C. ha bisogno di una di noi. Una di noi è io.
Fase 3:
C. realizza che la cosa è più complessa del previsto. Coinvolge sistemisti, informatici, KGB e Jesus Christ Super Star nel vano tentativo di risolvere imprevisti imprevedibili e irrisolvibili.
Assisto alla nascita di teorie fantasiose, dispute tra gente urlante, risatine nervose, voci tremanti, crisi esistenziali, aggiornamenti di sistema, neologismi. Contribuisco alla creazione di settordici versioni dello stesso file HTML, all'invio di milleduecentocinquantotto mail di prova con oggetto test1, test2, test alla n fratto tre. E leva il tag e metti il tag e allungaje 'e gambe, aristendije 'e gambe, aritiraje 'e gambe, aricoprije 'e gambe... io jee tejerei quelle gambe!
Tutto sempre appiccicata a C.
Ho vissuto appollaiata sul suo desk, mangiato le sue caramelle, risposto al telefono a suo marito, mandato mail per suo conto, prestato un assorbente. Quando ha bevuto per sbaglio dalla mia bottiglietta da mezzo litro ho smorzato la sua mortificazione con un dai C., fa conto che avemo pomiciato. L'ho sentita chiaramente dire un paio di volte non mi lasciare. Dopo 36h di convivenza forzata e lavoro massacrante di quelli che se una cosa può andare bene o male è inutile scommettere: andrà male alle sette di ieri pomeriggio la situazione si presentava più o meno così:
Princess in ballerine, gambaletto antistupro color carne, maglietta fuxia macchiata di mais sì il mais macchia, capelli sporchi, trucco colato, smalto sbeccato, baffetto in ricrescita e non voglio parlare dei peli sulle gambe sedeva su una sedia girevole, a gambe larghe, ignorando i dictat imposti dalla sua proverbiale innata eleganza, mangiando i cookies tossici del distributore senza curarsi delle briciole che, la sera a casa, avrebbe trovato finanche nelle sue mutande.
Ciao, reputazione, ciao.
Visualizzazione post con etichetta stress. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stress. Mostra tutti i post
venerdì 4 ottobre 2013
martedì 6 agosto 2013
Intenti vacanzieri
Questa mattina seduta sulla tazza del cesso mentre mi rifacevo il trucco mi son chiesta per quale motivo mi stessi preparando per andare a lavoro anzichè camminare su una spiaggia bianchissima o essere sdraiata a chiappe in sù su un materassino morbido cullata dalle onde di un mare cristallino.
Poi mi sono ricordata delle bollette.
E del fatto che se la vacanza me la voglio pagare devo lavurà. C'è poco da fare. Lo sapevo io che dovevo maritarmi a un uomo ricco. S'è mica mai vista una Princess che lavora? Suvvia.
Dopo aver affrontato l'ora di macchina a 40gradi ed essere stata accolta da un cetriolo lavorativo di notevoli dimensioni ho fatto una capatina su Fb giusto per vedere la foto delle bianche cosce della Sister, della settimana enigmistica e del suo costume a righe. Le ho scritto che la odio.
Il malessere da reclusione forzata è, oltretutto, solo in fase iniziale visto che la sottoscritta dovrà passare la settimana di ferragosto con il culo ben saldo su una sedia girevole e alla presenza di Capetto che quest'anno ha avuto la brillante idea di andarsene in ferie a settembre, giusto per farmi compagnia. Son fortune.
La misura della mia stanchezza fisica e mentale si evince dal rifiuto categorico delle solite vacanze all'arrembaggio così care alla coppia principesca. Quelle in cui con il dichiarato intento di fare tutto e vedere tutto ti stressi come se dovessi presentare il bilancio semestrale all'AD.
Insomma ho voglia di cose semplici. Tipo mangiare, abbronzarmi, dormire.
Quasi quasi vado in gita col centro anziani del paesello.
Poi mi sono ricordata delle bollette.
E del fatto che se la vacanza me la voglio pagare devo lavurà. C'è poco da fare. Lo sapevo io che dovevo maritarmi a un uomo ricco. S'è mica mai vista una Princess che lavora? Suvvia.
Dopo aver affrontato l'ora di macchina a 40gradi ed essere stata accolta da un cetriolo lavorativo di notevoli dimensioni ho fatto una capatina su Fb giusto per vedere la foto delle bianche cosce della Sister, della settimana enigmistica e del suo costume a righe. Le ho scritto che la odio.
Il malessere da reclusione forzata è, oltretutto, solo in fase iniziale visto che la sottoscritta dovrà passare la settimana di ferragosto con il culo ben saldo su una sedia girevole e alla presenza di Capetto che quest'anno ha avuto la brillante idea di andarsene in ferie a settembre, giusto per farmi compagnia. Son fortune.
La misura della mia stanchezza fisica e mentale si evince dal rifiuto categorico delle solite vacanze all'arrembaggio così care alla coppia principesca. Quelle in cui con il dichiarato intento di fare tutto e vedere tutto ti stressi come se dovessi presentare il bilancio semestrale all'AD.
Insomma ho voglia di cose semplici. Tipo mangiare, abbronzarmi, dormire.
Quasi quasi vado in gita col centro anziani del paesello.
Etichette:
mare,
stress,
vacanza,
vita quotidiana
Iscriviti a:
Post (Atom)