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giovedì 24 ottobre 2013

Lo smalto rosso

Io sono nata femmina.

Lo so come funziona la storiella dell'ape e del fiore e perché i maschietti fanno la pipì in piedi. L'ho scoperto a 4 anni quando il mio amico D. si tirò fuori pippo per annaffiare un albero. Non siate spiritosi.

Non mi riferisco, o almeno non solo, alla combinazione cromosomica doppia ics che ha fatto in modo non mi scendessero le ovaie quando ero poco più di un piccolo ammasso di cellule nell'utero arcuato di Mina.

Intendo dire che sono femmina nei modi, nei pensieri, nelle opere e nelle omissioni. Per mia colpa, mia colpa, mia gravissima colpa. Non prendetevela con quei poveri cromosomi che mica tutto può essere sempre imputato alla genetica.

Sono femmina e mi piacciono gli specchi. Sono femmina e sono vanitosa. Sono femmina e mi piace esprimere la mia femminilità con un tacco alto, una gonna corta, uno smalto rosso.

Ferme tutte o voi da l'utero è mio e lo gestisco io. Non sto dicendo che una donna debba necessariamente mettere in mostra le cosce per essere donna. Non ne faccio una questione di genere, non è un giudizio. Parlo di me e solo per me. Perchè io sono fatta così. Non so flirtare ma mi vesto bene e so ragionare anche quando sono 10 cm più su della mia statura. Il tacco non m'annebbia il cervello.

Questo però udite udite non vuol dire che io non abbia il sacrosanto diritto di inacidirmi quando il masculo medio, probabilmente preda di astinenza sessuale, traduce il suo apprezzamento in uno di quei commenti di bassa lega che, generalmente per pudore, educazione o immotivato timore di offendere, vengono accolti con un mezzo sorriso e un insulto urlato solo nella testa.

La mia gonna tra l'altro mai sopra al ginocchio in ufficio non autorizza ad un atteggiamento libertino nei miei confronti.

Che fosse solo una reazione dovuta all'associazione gonna-tacco non sarebbe manco tanto grave ma in questa valle di lacrime che alcuni si ostinano a chiamare luogo di lavoro, in questa landa desolata dove io e M. siamo le uniche due persone dotate di doppia ics, anche uno smalto rosso viene interpretato come un messaggio subliminale.

Avete lettto bene.

Sai ho letto da qualche parte (mecojoni che fonte autorevole eh) che le donne mettono lo smalto rosso quando hanno voglia di fare sesso

E dimmi, deficiente, non hai mai letto nulla sull'ipercompensazione?

giovedì 1 agosto 2013

L'adulazione maligna

Che d'estate ci sia una generale moria di programmi televisi decenti è cosa risaputa, insomma manca solo che ci propinino le repliche delle previsioni del tempo. Qualcuno potrebbe obiettare che, semplicemente, programmi televisi decenti non esistono e sarei pronta a dargli ragione se non ci fosse SuperQuark. Roba che io e l'amico G., 10 e 12 anni rispettivamente, non perdevamo una puntata e abbiamo eletto Piero Angela a nostro modello di vita. Cioè io, in realtà, me lo volevo sposà ma questa è un'altra storia.

Ieri sera mentre preparavo il pasto serale notturno ad un marito imprigionato sul raccordo, la Tv era sintonizzata su Canale5. L'interessante trasmissione condotta da Signorini, che ha l'innata qualità di far produrre al mio fegato un'eccessiva quantità di bile, aveva l'obiettivo di ripercorrere le tappe principali della carriera (?) di alcuni personaggi televisivi. Tralasciando le prestazioni sessuali come mezzo di scambio per ottenere la conduzione di un programma e/o la parte in un film e compagnia bella.

Prima ospite Federica Panicucci. Che a me stava pure simpatica quando aveva i capelli alla Raperonzolo e la faccia tonda. 

Viene introdotta, grossomodo, così:

una superdonna che riesce a far tutto. La mattina prepara la colazione a marito e figli, pulisce la lettiera del gatto, esce con il cane e raccoglie pure la sua cacchina (e non gliel'ha dato nessuno il Nobel per tale titanica impresa?) e alle 8 è già perfetta, truccata e pettinata, pronta a condurre Mattino5.

Lei entra col suo rossetto scintillante, un vestito da 18enne e le gambe a stambecco e, tra le altre ovvietà, spara un:

sembra un luogo comune ma è la verità, le donne hanno una marcia in più

e poi la perla di saggezza dell'idolo delle socere:

ah è verissimo, perché voi lavorate, curate la casa, la famiglia e ci stirate pure le camicie a noi maschietti

Ecco, dopo questa pure la mia Micia si è indignata.

Perché io lo devo proprio dire:

avete rotto il cazzo con la storia di Wonder Woman

Perché, questa porca zozza è una discriminazione al contrario, è indorare la pillola, è coglionarci con l'adulazione, è una grande presa per il culo.

Siamo esseri umani, ci stanchiamo come gli uomini, l'unica differenza è il peso del senso di responsabilità che grava sulle nostre spalle. Ce l'hanno inculcato da bambine quando le nostre madri ci hanno insegnato come stirare le camicie e fare la pasta al forno e le nostre insegnanti ce l'hanno fatto a peperini con la storia dell'emancipazione femminile, della donna che lavora, che è indipendente, che viaggia che io casalinga? giammai!. Peccato però che i piatti li devi lavare pure se stai fuori 12h al dì. A meno che tu non rientri tra le fortunate che possono permettersi otto tate e 16 donne di servizio, come la Panicucci. 

Ci hanno fregate, care mie. E continuano a farlo sbattendoci in faccia modelli di super donne che dormono 4h per notte e son sempre fighe come se fossero uscite da una beauty farm. 

Questi non sono modelli da imitare, a meno che il vostro obiettivo sia il ricovero al CIM per esaurimento nervoso. Questi sono strumenti meschini, molto peggio di quelli coercitivi, per fotterci. Creano aspettative che nessun essere umano potrà soddisfare e, di conseguenza, senso di inadeguatezza.

A me essere donna, piace. Ad eccezione di quei 5 giorni al mese in cui baratterei le mie ovaie per un apparato riproduttivo maschile. Mi piace la cavalleria, mi piacciono i tacchi, mi piace abbinare i colori dei vestiti, mi piacciono i gioielli, gli smalti, la crema corpo della Nivea e il fresco del gel anticellulite sulle chiappe. Mi piace l'odore del balsamo e lo shopping sfrenato. Mi piace accavallare le gambe e farmi allacciare la cerniera del tubino. 

Stirare la camicie non mi piace. Come non piace a voi maschietti. Quindi, ecco, non prendiamoci per il culo.