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giovedì 1 agosto 2013

L'adulazione maligna

Che d'estate ci sia una generale moria di programmi televisi decenti è cosa risaputa, insomma manca solo che ci propinino le repliche delle previsioni del tempo. Qualcuno potrebbe obiettare che, semplicemente, programmi televisi decenti non esistono e sarei pronta a dargli ragione se non ci fosse SuperQuark. Roba che io e l'amico G., 10 e 12 anni rispettivamente, non perdevamo una puntata e abbiamo eletto Piero Angela a nostro modello di vita. Cioè io, in realtà, me lo volevo sposà ma questa è un'altra storia.

Ieri sera mentre preparavo il pasto serale notturno ad un marito imprigionato sul raccordo, la Tv era sintonizzata su Canale5. L'interessante trasmissione condotta da Signorini, che ha l'innata qualità di far produrre al mio fegato un'eccessiva quantità di bile, aveva l'obiettivo di ripercorrere le tappe principali della carriera (?) di alcuni personaggi televisivi. Tralasciando le prestazioni sessuali come mezzo di scambio per ottenere la conduzione di un programma e/o la parte in un film e compagnia bella.

Prima ospite Federica Panicucci. Che a me stava pure simpatica quando aveva i capelli alla Raperonzolo e la faccia tonda. 

Viene introdotta, grossomodo, così:

una superdonna che riesce a far tutto. La mattina prepara la colazione a marito e figli, pulisce la lettiera del gatto, esce con il cane e raccoglie pure la sua cacchina (e non gliel'ha dato nessuno il Nobel per tale titanica impresa?) e alle 8 è già perfetta, truccata e pettinata, pronta a condurre Mattino5.

Lei entra col suo rossetto scintillante, un vestito da 18enne e le gambe a stambecco e, tra le altre ovvietà, spara un:

sembra un luogo comune ma è la verità, le donne hanno una marcia in più

e poi la perla di saggezza dell'idolo delle socere:

ah è verissimo, perché voi lavorate, curate la casa, la famiglia e ci stirate pure le camicie a noi maschietti

Ecco, dopo questa pure la mia Micia si è indignata.

Perché io lo devo proprio dire:

avete rotto il cazzo con la storia di Wonder Woman

Perché, questa porca zozza è una discriminazione al contrario, è indorare la pillola, è coglionarci con l'adulazione, è una grande presa per il culo.

Siamo esseri umani, ci stanchiamo come gli uomini, l'unica differenza è il peso del senso di responsabilità che grava sulle nostre spalle. Ce l'hanno inculcato da bambine quando le nostre madri ci hanno insegnato come stirare le camicie e fare la pasta al forno e le nostre insegnanti ce l'hanno fatto a peperini con la storia dell'emancipazione femminile, della donna che lavora, che è indipendente, che viaggia che io casalinga? giammai!. Peccato però che i piatti li devi lavare pure se stai fuori 12h al dì. A meno che tu non rientri tra le fortunate che possono permettersi otto tate e 16 donne di servizio, come la Panicucci. 

Ci hanno fregate, care mie. E continuano a farlo sbattendoci in faccia modelli di super donne che dormono 4h per notte e son sempre fighe come se fossero uscite da una beauty farm. 

Questi non sono modelli da imitare, a meno che il vostro obiettivo sia il ricovero al CIM per esaurimento nervoso. Questi sono strumenti meschini, molto peggio di quelli coercitivi, per fotterci. Creano aspettative che nessun essere umano potrà soddisfare e, di conseguenza, senso di inadeguatezza.

A me essere donna, piace. Ad eccezione di quei 5 giorni al mese in cui baratterei le mie ovaie per un apparato riproduttivo maschile. Mi piace la cavalleria, mi piacciono i tacchi, mi piace abbinare i colori dei vestiti, mi piacciono i gioielli, gli smalti, la crema corpo della Nivea e il fresco del gel anticellulite sulle chiappe. Mi piace l'odore del balsamo e lo shopping sfrenato. Mi piace accavallare le gambe e farmi allacciare la cerniera del tubino. 

Stirare la camicie non mi piace. Come non piace a voi maschietti. Quindi, ecco, non prendiamoci per il culo.