Non ci devi pensare un gran par de cocomeri.
Se non c'avessi pensato le cose non avrebbero fatto altro che peggiorare fino a diventare irreparabili.
Lui ha una prostatite.
Formula leucocitaria alta e leggera astenospermia. Scusate eh, ma quando uso 'sti termini mi sento tanto Dott. House e la cosa mi esalta però se dovessi iniziare a zoppicare avvertitemi che accanno. In soldoni vuol dire difese alterate e lentezza dei soldatini. La causa è un'infiammazione della prostata. Infiammazione che, finora, pur essendoci sempre stata era rimasta latente, nascosta da valori che, a pensarci adesso, non sono mai stati poi così esaltanti. Insomma non erano Speedy Gonzales ma nessuno ci aveva mai dato troppo peso.
E invece no.
Così non arrivano da nessuna parte. Ha detto il giaino dei piselli.
Così i dopaggi sono stati inutili. Adesso lo sappiamo. E se SantoSpirito, dopo aver visto i risultati dell'ultimo esame, non avesse mandato mio marito a calci in culo dall'andrologo, col ciufolo che ci saremmo mai arrivati. Avremmo continuato a chiederci come mai.
Bisognava andarci prima, I know. E forse avrei dovuto dar retta a quella vocina interiore che continuava a dirmi se tu sei così perfetta ci dev'essere qualcosa che non quadra in lui. Ma ero circondata da muri di gomma e rassicurazioni. Da qui è tutto apposto che, ora, appaiono così superficiali.
Il punto è che se noi siamo abituate alle esploratio non petita e corriamo a farci fotografare utero, ova e tutto il cucuzzaro al primo terrificante sospetto d'infertilità, i maschietti non fanno altrettanto. O non vengono spinti a fare altrettanto. Anche quando c'è quel piccolo, stupido, insignificante ma, a quanto pare, determinate valore border line che voglio dì, porcazoccola, qualcosa dovrà pur significare.
Bisognava andarci prima, I know. E forse avrei dovuto dar retta a quella vocina interiore che continuava a dirmi se tu sei così perfetta ci dev'essere qualcosa che non quadra in lui. Ma ero circondata da muri di gomma e rassicurazioni. Da qui è tutto apposto che, ora, appaiono così superficiali.
Il punto è che se noi siamo abituate alle esploratio non petita e corriamo a farci fotografare utero, ova e tutto il cucuzzaro al primo terrificante sospetto d'infertilità, i maschietti non fanno altrettanto. O non vengono spinti a fare altrettanto. Anche quando c'è quel piccolo, stupido, insignificante ma, a quanto pare, determinate valore border line che voglio dì, porcazoccola, qualcosa dovrà pur significare.
Poi dici la parità.
Anyway, il risultato è una cura per lui di novanta giorni. I progressi dovrebbero iniziare a vedersi già dopo un mese ma se la situazione non migliora si passa alla IUI. La prima.
Ieri sera ho pianto. Un po' per rabbia nei confronti di tutti i banali non ci devi pensare/è la tua testa/c'hai il blocco psicologico. Un po' per frustrazione, perché il problema era lì, forse solo accennato ma era lì, nero su bianco e anche se fosse rimasto al solo stadio di sospetto andava approfondito. Subito. E poi, un po', ho pianto pure di gioia perché ora, quantomeno, conosco il mio nemico e avrò armi per combatterlo, avrò la mia strada e ho tutta l'intenzione di percorrerla. Tappa per tappa, comunque vada, fino alla fine. Perché oltre ai termini medici le serie tv ospedaliere, tra un morto e un miracolo, m'hanno pure insegnato che a giochi fatti quello che conta davvero è poter dire: abbiamo fatto tutto il possibile.

