Mentre io mi lamento perché mi fa male l'ovaia sinistra nonostante questo mese non sia stata stimolata, c'è R., 45 anni, 4 aborti, una FIVET, due gemelli omozigoti nati a 22 settimane causa rottura del sacco. Uno non ce l'ha fatta.
Mentre io mi lamento perché sono quasi due anni che cerco un figlio che non arriva c'è C., 35 anni, tube chiuse, una FIVET, sesto mese di gravidanza, distacco parziale della placenta. Lotta per tenersi dentro il suo bambino.
Mentre io mi lamento perché non voglio ricominciare le pere c'è M., 40 anni, marito con teratozoospermia, 3 IUI, una FIVET, un camera gestazionale vuota, un raschiamento. Tenterà di nuovo, il prossimo mese.
Mentre io mi lamento perché lui deve fare un altro spermiogramma c'è una sentenza della Corte Costituzionale che di fatto cancella il divieto di fecondazione eterologa, cuore proibizionista della legge 40.
Le nostre sofferenze sono troppo nostre perché ci appaiano meno gravi e profonde di quelle degli altri. Però io, oggi, non mi lamento.
Io oggi ringrazio. Le coppie che hanno lottato, quelle che ce l'hanno fatta, quelle che ci riproveranno. Le coppie che hanno tenuto duro e quelle che si sono arrese, separate dall'assenza di quel collante che i figli a volte sanno essere. Perché è grazie alle coppie infertili che io sono ancora qui, col faro della speranza puntato verso di te.
E' grazie alle coppie infertili se io, un giorno, potrò ricorrere al seme o all'ovulo di un donatore senza avventurarmi in un dispendioso e discriminante viaggio della speranza oltre i confini del mio paese.
Un paese che oggi sento un po' più mio e un po' meno ostile nei confronti di chi, non per sua colpa, soffre per un problema troppo spesso sottovalutato, deriso e, cosa peggiore di tutte, giudicato.