Quando vivi in un posto così tu non sei solo tu. Sei il viso di suo padre, l'intelligenza di sua madre, il brutto carattere di quel diavolo di suo nonno. A seconda dei casi, sei l'orgoglio e l'imbarazzo dei tuoi compaesani. A seconda dei casi ti amano e ti odiano.
Quando vivi in un posto così la tua sfera personale non è personale. E' condivisa, sociale, conosciuta.
Vivere in un paese è il fastidio che provi nel tornare a casa e trovare la dirimpettaia appollaiata sulla finestra stile civetta-sul-comò che ti chiede come mai oggi hai fatto tardi, manco fosse tua madre che ti aspetta per la cena. Ma è anche la gratitudine che provi per l'altra vicina, quella piccola e con tanti capelli grigi, quando la senti chiacchierare dal viale di casa tua voglio portarle alla figlia di A. che lavora sempre e quando ce l'ha il tempo per farsele? e poi te la vedi davanti, con un vassoio di fettuccine fatte a mano e un sorriso buono.Quando vivi in un posto così in fila dal medico tutti vogliono sapere che hai. Ma quando non hanno bisogno di chiederlo ti fanno passare avanti.
Vivere in un paese vuol dire essere tuo malgrado protagonista di carrambate che farebbero impallidire la Raffaella nazionale quando incontri per caso un tuo compaesano fuori dalle mura. Uno che magari, di solito, manco ti dice buongiorno. Perché in quel momento tu rappresenti tutto quello che lui conosce e che più ama. Il suo paese, la sua famiglia allargata. Tu rappresenti la piazza, la festa patronale, le gelate mattutine, i disagi del pendolare, le chiacchiere da bar, le carte e il vino, il dialetto e le ciambelle all'anice. Sei una delegazione del suo piccolo universo che lo viene a trovare in un posto ostile. Sei il rassicurante ci si vede sù, che chiude ogni conversazione. Perché sù ci si vede sempre. Pure se non ci si dice manco buongiorno.Io e l'Umile Servo dobbiamo prendere una decisione.
Andare via o restare.
Credo che non sarà facile.

C'è che ti capisco tanto sai.
RispondiEliminaUna decisione del genere tocca anche me, in questo giorni: cercare casa dove sono cresciuta, dove ho pochi amici ma buoni, la mia famiglia e tutto il resto oppure trasferirmi nella grande città dove dovrei cominciare da capo?
Non sono mai decisioni facili da prendere perchè ti senti ad un bivio. L'unica cosa che mi dico e quindi, di riflesso, dico anche a te è di prendervi tutto il tempo di cui avete bisogno per capire dove volete andare, o restare :)
Già. I pro e i contro da mettere sul piatto della bilancia sono molti e ho come l'impressione che siano in egual numero e dello stesso peso. Ecco perché sarà difficile. Ecco perché ci vorrà un sacco di tempo per decidere. Speriamo bene :)
EliminaUn bacio Olivia
" Quando vivi in un posto così la tua sfera personale non è personale. E' condivisa, sociale,conosciuta. "
RispondiEliminase questa frase è vera allora parti pure, puoi sempre consolarti con facebook..... ma le fettuccine ti mancheranno :D
Questa frase ahimè è verissima. Mi mancheranno le fettuccine ma temo non mi mancherà un bel mutuo trentennale qualora decidessimo di venircene in città. Sempre che qualcuno ce lo dia. Sigh -_-
EliminaConosco qualcuno che per un'altra persona, andrebbe ovunque sia anche sotto un ponte, e credo che tu lo possa fare con il tuo USI, dopotutto (diceva l'altra persona) non è importante il posto, diventa bello anche un centro commerciale. E poi la casa è la persona che ami, io per esempio amerò sempre la mia casa anche quando mi trasferirò. Non posso odiare la mia casa. Che sia in un paese, che sia in una metropoli, penso che sarai sempre a casa. Prendi la decisione con assoluta libertà.
RispondiEliminaIn sintesi, non è importante la direzione, ma chi ti ci accompagna. Si mi rispondo personalmente, ho un problema di bipolarismo.
EliminaCerto che sotto un ponte è tosta eh :)
EliminaNon sono mai decisioni facili da prendere queste. Non ho consigli da dare, sono sicura che alla fine farete la scelta migliore per voi. Anche perché quello è ciò che conta, che siate VOI, ovunque sia. :)
RispondiEliminaVero :)
EliminaGiusta o sbagliata sarà la nostra scelta e andrà bene così :)
Un abbraccio
Io, che vivo in un paese piccolo come il tuo da quando sono nata, non ne posso più e vorrei andare ad abitare in un posto dove ANONIMATO è la parola d'ordine...
RispondiEliminaCavolo. Andare via o restare? Io sono per il "restare". Ma se poi decido di andare via non ci torno più. Troppo forte il flusso di ricordi con le cose del mio passato, diciamo che mi piace tagliare.
RispondiEliminaMa...parliamo di te parliamo di te. Chicca...la cosa migliore come ti hanno già consigliato è fare la famosa lista pro/contro. Poi certe decisioni le prende la vita per voi (tipo casa/occasione/lavoro imperdibile in un posto che non pensavate mai) :)
Ti abbraccio :*
Effettivamente, Berry, spero in un segno rivelatore :)
EliminaAnche io, quasi sempre, opto per il "restare". Tagliare è cosa assai complessa certe volte :)
Bacio