domenica 24 febbraio 2013

Tu chiamale se vuoi elezioni

Dovete sapere che l'Umile Servo è un ex militante ed è anche una delle persone più giuste e oneste che io conosca, motivo per cui ha lasciato la politica alla tenera età di 25 anni, proprio quando avrebbe potuto spiccare il volo con un'importante candidatura. Il suo compagno di merende, che con il concetto di giustizia e onestà non è che abbia tanto a che vedere, decise invece di continuare. Buttarsi nella mischia. Ora è sindaco di un'importante città e candidato regionale, dimostra 50 anni, parla per slogan, è estremamente noioso ma, diavolo, ha fatto tanti soldi.
Il solo fatto di essere stato un militante non farebbe, certo, dell'Umile Servo un esperto di politica se non fosse che è anche una persona lungimirante, appassionata, informata. Nonostante la laurea in Scienze Politiche in stand by da secoli. 

La Princess, invece, ha avuto la fortuna (vi pregherei di notare la sottile ironia nella parola fortuna, non per niente scritta in corsivo) di essere unico frutto di un matrimonio misto. No, non sono figlia di un buddhista e un musulmano ma di un democristiano e una comunista. Sì, ho detto proprio democristiano e comunista.
Le liti in famiglia erano pane quotidiano. Ergo io odio la politica. Tuttavia, negli anni, ho imparato a farmi una mia idea. Sono sempre andata a votare piuttosto convinta della scelta che avrei fatto nel segreto della cabina elettorale.

Quest'anno no.

Qualche giorno fa, mentre ridevo dell'imitazione di Bersani in tivvù, l'Umile servo mi ha chiesto una cosa, apparentemente, banale.

"Princess hai deciso per chi votare?"
"Devo proprio andarci, a votare?"


Mi ha guardata così:



E poi ha iniziato il discorso. Quello che ti fa sentire una cacchetta di cane pestata. Quello che ripercorre la storia del suffragio universale senza timore di perdersi qualche particolare. Ci mancava solo ci mettesse in mezzo le suffragette. Così mi sono messa a cercare la scheda elettorale. Dopo aver messo casa a soqquadro e aver chiamato Mina per sincerarmi non fosse a casa sua avevo quasi interpretato la perdita del documento come un segno divino. In barba alla povere suffragette. Poi l'ho ritrovata. In mezzo al documento con la lista degli esami dell'università e solo perché, presa da immotivata curiosità, non ricordavo quanto avessi preso all'esame di sociolinguistica del secondo anno. Il risultato (27 per i curiosi) era a pagina 3, proprio sotto la scheda elettorale.

Io e l'USI ci siamo confrontati per un po'.
Come sempre lui mi fa da mentore e poi io decido ad minchiam, forse perché sono una povera illusa. Da che ho memoria di voto le nostre scelte hanno sempre coinciso. Stavolta abbiamo votato per due partiti diversi. Io ho messo la ics sul partito di PincoPallo nonostante sentissi chiaro odore di supercazzola, visto che PincoPallo è alleato con PalloPinco che, a sua volta, non disdegna un accordo con PincoPanco e io PincoPanco non lo sopporto.
Lui ha votato per PancoPinco nonostante gli stiano sulle balle alcuni dei suoi supporters.

Ho segnato quelle tre schede con la rabbia, la frustrazione e la delusione di chi si accontenta.
E ho pensato che questo non è certo un bel finale per la storia del suffragio universale.

16 commenti:

  1. DC+PCI: un frutto in carne e ossa del compromesso storico... :)
    A proposito di parole in corsivo, bellissimo anche quell'ad minchiam!
    Io qui per ora sono semibloccato dalla neve: gli Dèi della scrittura avevano sospeso lo spargimento di forfora bagnata per consentirmi di andare a Padova e Verona, ma adesso hanno ricominciato. Così per una volta voterò di lunedì, dopo aver passato anni a criticare lo stupido sciupìo italiota delle votazioni su due giorni... :-))))
    Ciao!!

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    1. Un compromesso che ha compromesso anche la mia salute mentale ma, almeno, mi ha permesso di scegliere con consapevolezza e non per "partito di famiglia" preso.
      Anche qui oggi nevischia ma, forse per timore perdessi ancora, volutamente, la scheda elettorale, mi sono trascinata fuori di casa questa mattina :)

      Buon voto feriale allora!

      Un abbraccio

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  2. ahahah, ormai si vota il meno peggio...! ciao, gaia

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  3. Anche se non c'è niente che ci ispira, credo sia giusto comunque andare a votare, per lo meno per cercare di non far uscire quelli che proprio non vorremmo per nessunissima ragione alla guida del nostro paese.
    Anche io sono piuttosto confusa in merito e demoralizzata, l'unica certezza che ho è quella di chi NON vorrei che vincesse.

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    1. Miss Anchovy, questo commento mi era finito, non so come, in spam. Me ne sono accorta solo oggi e quindi solo oggi posso ringraziarti e dire che sono d'accordo con te. E' curioso pensare a quel che è successo in questi mesi...

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  4. piùttosto che il meno peggio penso che fosse tuo sacrosanto diritto anche quello di astenerti.

    oppure ad minkiam e bendata!! :D

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    1. Onestamente non so quale sia la scelta migliore. Se di scelta si tratta. In ogni caso alea iacta est.

      Certo l' "ando' coglio coglio" bendata non sarebbe stata una cattiva idea :D

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  5. Io sono cresciuta con la ninna nanna di "Bella Ciao", cantata da mia mamma, di famiglia democristiana, rinata a nuova vita con mio babbo, ex militante del PC (quando esisteva ancora...). Immaginati. Adesso mia sorella D. è sposata con un berlusconiano e io ogni volta "prego" per lei. :)
    Sono daccordo sul tuo finale. Ics messa ma amaro in bocca. Un bacione cara!

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    1. "Bella Ciao" ha un valore affettivo inestimabile per me. Me la cantava mio nonno Mario. Mi ha insegnato le parole insieme alla raccomandazione "non cantarla davanti a quel democristiano di tuo padre" :D

      Un bacione a te, Berry :)

      Ps: Fa rinsavire tuo cognato! :D

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  6. Bel finale di post. Brutto finale di storia. Però è quello che meritiamo.

    Artù

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  7. Anche io ho votato con rabbia e frustrazione perché alla fine non mi piaceva nessuno...Puntavo su Renzi...e invece...Speriamo in bene,per tutti!!

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  8. Ahimè, vedo sempre più gente in giro che ha votato come me, con la rabbia e la disillusione. E adesso vedi come ci ritroviamo.
    Non ho mai militato ma da un paio di anni mi appassiono parecchio alla politica, e me la prendo tantissimo quando vedo che il nostro bel Paese va a puttane (sia reali che figurate). Che amarezza. Se penso che per mia nonna è stata una conquista poter votare al referendum del '46, e adesso...no comment!
    :-(

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    1. Già, adesso è solo uno sforzo. E visti i risultati pure vano.

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