Immemore delle conseguenze nefaste che l'associazione tacchi - gonna stretta - pioggia - mezzi pubblici può provocare sul proprio equilibrio interiore, questa mattina una Princess decisa ad elevare il suo livello medio di ficaggine, in vista di una cena core a core con il suo Umile Servo, si è vestita tanto caruccia e tanto attillata.
Forse troppo, visto che sul bus s'è rimorchiata un baldo ciovine che ha attaccato bottone con la solita, triste e stantia frase sul tempo. Voglio dire, me stanno a cresce le branchie, lo vedo da sola che piove, spremiti quelle meningi, diobono!. Fortuna vuole che il baldo ciovine non fosse poi tanto caparbio e abbia desistito nell'esatto momento in cui ho pronunciato la parola scacciamosconi: marito.
Non paga di aver scelto un abbigliamento comodo come una bici senza sellino, ho deciso di assecondare la richiesta dell'amica M che ama definirsi fieramente morbida e mi ha condotto per mano sulla via della perdizione, quella che porta dritta dritta ad un cornetto con la nutella e un caffè macchiato col cacao sopra.
Non soddisfatta di aver infranto con una dose extra di calorie uno dei tanti inutili buoni propositi settimanali, quello di non far spostare di un mm l'ago della bilancia, ho ceduto ad un'altra seducente tentazione. Comprare quelli che Mina ama definire stracci da quattro soldi in una delle tante bancarelle da stazione. Sono arrivata a sospettare che i mercatini da strada siano stati strategicamente posti in corrispondenza di qualche polo magnetico e che io, con la mia carica negativa, ne sia maledettamente attratta. Deve essere questo il motivo per cui invece di rigare dritta verso la fermata del bus, stamattina ho deviato a destra. Considerando le temperature non propriamente caraibiche dubito che io possa sfoggiare il mio consistente bottino, due magliette di cotone rispettivamente rossa e blu, prima di un paio di mesi ma fare shopping da strada prima di iniziare la giornata lavorativa è terapeutico.
Ora, però, qualcuno mi imbavagli e leghi le mani. Please.
Ma no che non ti lego le mani, w lo shopping terapeutico e soprattutto pre-lavorativo! Con le branchie come va? A me spuntano i piedini palmati, tanto che al raduno di Roma arriverò via fiume, che ne pensi? :)
RispondiEliminaBella sei, acchiappi più tu della cartamoschicida!
Non ne posso più della pioggia. Ho i capelli perennemente increspati. 'Na tragedia. Spero che per fine mese il tempo si riprenda, così per il nostro incontro sfoggerò la magliettina nuova della bancarella! :D
EliminaHahahahaha, le maledette bancarelle prima delle fermate dei mezzi, chi non se ne trova una (per caso) proprio fra i piedi ogni mattina andando a prendere il bus?! siamo in tante col potere magnetico... :-D
RispondiEliminaSono una maledettissima droga. Io le adoro.
EliminaChi bella vuol apparire...
RispondiElimina:)
Artù
... non se magna i cornetti con la Nutella
EliminaMa allora è un virus!! Sono colta da catastrofici raptus di shopping compulsivo in questi giorni e lo giuro, non è da me. (risate del pubblico in sottofondo).
RispondiEliminaMaledettaprimavera. Almeno uscisse un raggio di sole per sfoggiarli tutti sti acquisti. Se non la pianto alzo il PIL della Cina da sola.
Lo alziamo in due il PIL, credimi. E non poter indossare questi acquisti primaverili è deprimente.
EliminaBacio Olivia
socia lo shopping è un mezzo per la felicità...
RispondiEliminacol piffero che te lego le mani!
Questo è vero, infatti sono arrivata in questo infausto luogo di lavoro col sorriso stamattina :)
EliminaVa tutto bene, è terapeutico...infatti torno da un pomeriggio di shopping compulsivo e non ho (quasi) sensi di colpa. Quasi.
RispondiEliminaBrava! Lasciamo i sensi di colpa a chi non possiede almeno tre paia di scarpe. :)
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