mercoledì 10 aprile 2013

Pausa caffé

La redazione, sia essa un immenso open space con le scrivanie a nido d'ape o un rustico bugigattolo che odora di carta e fumo di sigaretta è luogo per eccellenza di neuroni saltellanti, sinapsi iperattive, ritmi frenetici,  occhi sgranati e tic nervosi. Un tripudio di menti con un unico, grande obiettivo: fottere la deadline. Che poi nient'altro sarebbe che LA scadenza. Non una qualsiasi. L'unica davvero importante. Nel nostro caso era l'attimo immediatamente precedente l'invio di tutto l'ambaradan alla tipa sempre troppo incazzosa della tipografia che conosceva una sola frase: vi avverto, stavolta è un miracolo se riesco a farvelo stampare per la data prevista. A tre anni di distanza ho l'ardire di affermare che o era una santa o era una cazzara.

In un ambiente di lavoro con un ritmo così incalzante ed in particolare durante i giorni di chiusura, dove le ore lavorative non venivano nemmeno più contate, l'unica cosa che non poteva mancare era la sola sostanza dopante ammessa dalla legge, considerando che la Red Bull fa schifo. Il caffé.

Ottenere tale nettare degli dei non era impresa semplice. Bisognava attraversare uno stradone a due carreggiate e quattro corsie, un'aiuola, scendere una rampa di scale ed arrivare in una piccola piazzetta tonda. Un quarto d'ora abbondante per ogni dose. Decisamente troppo.

Così il Direttore, persona democratica e intelligente, dopo aver minacciato tutti di sottrarre ogni pausa caffè dal nostro già ridicolo stipendio, decise di comprare una macchinetta. Felicità.
Non era più necessario uscire con il freddo polare o col caldo umido, quello che squaglia l'asfalto e ti ci fa affondare dentro il tacco 10. Bastava alzarsi, inserire la cialda, premere un bottone, tornare alla scrivania e sorseggiarlo tra una picchiata e l'altra dei polpastrelli sulla tastiera.

Il terzo giorno eravamo depressi.

Perché avevamo scoperto che il caffè così non ha sapore. E non ti sveglia.
Avevamo scoperto che il bello del caffè era uscire insieme, dire due cazzate traversando la strada, imprecare contro qualche automobilista che passava col rosso al semaforo pedonale, rimproverare il collega idiota che passava sull'erba dell'aiuola, scendere lo scalone, arrivare alla piazzetta tonda e dare sempre la stessa risposta alla stessa domanda del barista:

Oh ecco gli Enzo Biagi dei poveri. Diteme un po', che è successo sta settimana?

Sandri' comprate il giornale. E facci 5 caffé

16 commenti:

  1. Mi ci ritrovo perfettamente. Il caffe' preso tutti insieme alla macchinetta non è lo stesso che si prende al bar.
    Che poi, siam fortunati qui, si esce ed è subito a destra, neanche troppa strada.
    Ma è quella pausa fuori dalle quattro mura dell'ufficio che fa la vera differenza, anche per un caffe'. :)

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    1. Vero. Dopo 3 o 4 ore tra quattro mura manca l'aria. L'uscita è salvifica :)

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  2. beh per quanto la macchinetta macini chicchi, essi non possono essere definiti caffè...

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  3. E' così bello staccare 10 minuti per caffettarsi in santa pace con i colleghi o gli amici, cazzeggiando in tranquillità! Non ha lo stesso sapore quello che ti prendi alla macchinetta dentro l'ufficio, non sa di trasgressione!

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  4. vero, quanto mi mancano i caffè con le ex colleghe!!! ciao, gaia

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  5. Le pause caffè, quanto mi mancano! Qui a Nippolandia non è concesso alzarsi o (orrore, orrore) addirittura USCIRE per prendersi un caffè, e d'altra parte c'è una cucina con annesso fornelletto da campeggio...
    Io le mie pause caffè le facevo con le colleghe alla tristissima macchinetta che rifornisce quella brodaglia d'acqua sporca. Erano 10 minuti di chiacchiere, sigarette all'uscita di emergenza e bicchierini di plastica buttati giù tipo sciroppo per la tosse. Mamma mia quanto mi mancano!

    Ciauu! :)

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    1. OMG! Non puoi alzarti? Orrore!
      Però la cucina da campeggio in ufficio la vorrei anche io :)

      Kiss

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  6. No vabbè ma mi fai morire dal ridere.

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  7. io ho smesso con le pause caffè... che poi uno si mangia tutto quello che c'è in quelle macchinette malefiche.

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  8. Io ci faccio anche il pranzo in ufficio...non c'è niente intorno sigh...non ho scampo! Però non bevo il caffè...faccio la pausa orzo, va bene uguale? Bacio topo!

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    1. Povera Berry... io vado a mensa, che non è che sia poi tanto meglio. Orzo o caffè poco importa, l'importante è staccare :)

      Bacio bellezza

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