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giovedì 6 giugno 2013

Ristrutturazioni reali

Vi avevo già parlato delle smanie da femmina che hanno attaccato la mia povera Sister O. alla soglia dei trenta. Che poi soglia dei trenta un par de ciufoli, io devo ancora farne 29, la precisione è tutto quando sei nata a dicembre. 

Ho deciso di darle retta anche in virtù di un'orrida frase, rivolta a me ed M., ancora Ciovani e gnocche, pronunciata dalla collega bionda, quella dalla voce stridula e che ha come fashion guru il mago Zurlì:

Voi siete già al limite d'età utile per la prevenzione. Dovete iniziare ora, prima che sia TROPPO TARDI

Lì per lì l'ho mandata mentalmente affanculo a farsi benedire pensando che la sua fosse solo invidia e poi, vabbè lo sapete che sono una Princess acida no?, ho pensato pure le cose sono due o tu la prevenzione non l'hai fatta o avresti avuto bisogno dell'intercessione della Vergine Maria già a 20 anni per fare in modo che INVECCHIASSI decenemente.

Qualche giorno dopo, sola e ignuda davanti lo specchio grande del bagno, pentedomi amaramente dei miei peccaminosi pensieri, ho iniziato a vedere cose che voi sudditi non potete nemmeno immaginare. Così sono andata dritta dritta verso la soluzione: 50€ di creme. Una per il corpo da mettere sotto la doccia, che promette di rendere la mia pelle assai morbida al tatto, una per il viso, che eliminirà tutte le impurità ed eviterà mi spuntino le zampe di gallina ai lati degli occhi il giorno successivo il mio 30esimo compleanno, una per i capelli, che li rimetterà in sesto dopo anni di piastra, phon e forcine e poi c'è lei: l'anticellulite. Quella che ti promette di spazzare via qualsiasi accenno di buccia d'arancia in 10 giorni, che manco Mark Sloan quando era ancora vivo.  

Questa mattina ho rischiato di far tardi al lavoro visto che il tempo medio di una doccia è spaventosamente salito dagli originari 15 minuti ai 35 abbondanti. Roba che l'USI ogni tanto si affaccia in bagno per controllare che io sia viva. Ma sono soddisfatta eh. Sì sì. E ho difeso la mia scelta anche quando in pieno atteggiamento amoroso il mio coniuge mi ha chiesto perchè avessi le natiche appiccicose e, alla mia risposta è il gel anticellulite, ha riso di cuore palesando un suo tremendo sospetto con la seguente frase:

Tu la cellulite ce l'hai al cervello.

venerdì 5 aprile 2013

Chi ben comincia...

Immemore delle conseguenze nefaste che l'associazione tacchi - gonna stretta - pioggia - mezzi pubblici può provocare sul proprio equilibrio interiore, questa mattina una Princess decisa ad elevare il suo livello medio di ficaggine, in vista di una cena core a core con il suo Umile Servo, si è vestita tanto caruccia e tanto attillata.

Forse troppo, visto che sul bus s'è rimorchiata un baldo ciovine che ha attaccato bottone con la solita, triste e stantia frase sul tempo. Voglio dire, me stanno a cresce le branchie, lo vedo da sola che piove, spremiti quelle meningi, diobono!. Fortuna vuole che il baldo ciovine non fosse poi tanto caparbio e abbia desistito nell'esatto momento in cui ho pronunciato la parola scacciamosconi: marito.

Non paga di aver scelto un abbigliamento comodo come una bici senza sellino, ho deciso di assecondare la richiesta dell'amica M che ama definirsi fieramente morbida e mi ha condotto per mano sulla via della perdizione, quella che porta dritta dritta ad un cornetto con la nutella e un caffè macchiato col cacao sopra.

Non soddisfatta di aver infranto con una dose extra di calorie uno dei tanti inutili buoni propositi settimanali, quello di non far spostare di un mm l'ago della bilancia, ho ceduto ad un'altra seducente tentazione. Comprare quelli che Mina ama definire stracci da quattro soldi in una delle tante bancarelle da stazione. Sono arrivata a sospettare che i mercatini da strada siano stati strategicamente posti in corrispondenza di qualche polo magnetico e che io, con la mia carica negativa, ne sia maledettamente attratta. Deve essere questo il motivo per cui invece di rigare dritta verso la fermata del bus, stamattina ho deviato a destra. Considerando le temperature non propriamente caraibiche dubito che io possa sfoggiare il mio consistente bottino, due magliette di cotone rispettivamente rossa e blu, prima di un paio di mesi ma fare shopping da strada prima di iniziare la giornata lavorativa è terapeutico.

Ora, però, qualcuno mi imbavagli e leghi le mani. Please.

lunedì 25 marzo 2013

Oltre le gambe c'è di più

E' estremamente raro che La Princess esca di casa senza tacchi e mascara. Binomio accessoriale forse spartano ma che, almeno fino ad ora, le ha garantito la sufficienza, secondo il suo personalissimo metro di giudizio, in materia di gnoccagine.

Tacchi e mascara sono gli unici strumenti di bellezza che l'ingenua regnante usa.
La Princess, infatti, non sa cosa sia un fondotinta. In vita sua l'ha messo solo due volte. Quando si è sposata e quando, in vacanza a Rimini con le amiche, si fece truccare dall'amica N, la quale si prese, senza remore, tutto il merito quando, quella stessa sera, La Princess rimorchiò un tedesco dal nome di un liquore. Una cosa tipo Vermouth.

Il viso della Princess non ha mai conosciuto altro che sapone e bagnoschiuma. L'unica volta in cui tentò di migliorarsi spargendosi sulle gote l'acclamata bava di lumaca, presa su consiglio della biondissima ed espertissima collega dalla voce stridula, si ritrovò preda di rossore, secchezza e bollicine.

Quando La Princess esce dalla doccia ama avvolgersi nel grande e morbido accappatoio del suo Umile Servo, perché le piace sentirsi addosso il suo odore, per poi, una volta asciutta, vestirsi alla velocità della luce senza che neppure un cm del suo corpo conosca una lacrima di crema idratante, snellente, ristrutturante, rigenerante, anticellulite.

I suoi capelli, vittime sacrificali di piastra e phon, stanno firmando in massa una petizione per l'uso di balsami e creme che permettano loro di sopravvivere alla vita puritana che essa gli impone. Ovviamente possono farlo solo quando sono liberi e non imprigionati in qualche severo e malriuscito chignon, retaggio degli anni di danza e unico modo, secondo la terribile posseditrice della corona, di tenerli in ordine.

Se fosse per La Princess le estetiste morirebbero di fame. Il sabato pomeriggio, infatti, lo impiega spesso in quella che ama definire ristrutturazione casalinga e che, sovente, si risolve in una semplice e veloce depilazione tra strisce Lycia e lamette Gilette. 

La sua fortuna è essere circondata da amiche molto simili a lei. Messi da parte quei due o tre casi disperati di  soggetti femminili che si truccano, tingono, incremano, lisciano da quando erano in fasce, le altre hanno un concetto piuttosto semplice di femminilità (quando ce l'hanno, perché La Sister G., per esempio, ha anima e corpo di un pastore bergamasco).

Questo enorme preambolo ha il solo scopo di rendervi partecipi del grado di stupore della Princess quando La Sister O. se ne è uscita con la seguente frase:

Ho comprato a te e a G. una crema contorno occhi.

E quando, non paga, ha risposto così alla domanda sul perché dell'insano gesto:

Perché alla soglia dei 30 è ora di iniziare ad essere femmine.