lunedì 30 settembre 2013

Amebe in scarpe da trekking

Controllo, dominio, potere.



Le altezze mi gonfiano l'ego che manco il Re Sole a Versailles.

Quando ero una studentessa squattrinata che, non si sa come, riusciva a viaggiare per il mondo molto più di quanto faccia la lavoratrice sottopagata regolarmente stipendiata di ora, cercavo in ogni nuovo luogo qualcosa che mi consentisse di elevarmi, vedere la città dall'alto. La Tour Eiffel a Paris, il Castello di Praga, la funicolare di Barcellona, il London eye e così via. Da lassù i problemi diventano piccini, formiche da schiacciare. Quanto relativismo in qualche centinaio di metri d'altezza eh.



Sabato scorso l'allegra corte principesca composta da USI, Sisters, Sister col pisello noto ai più come amico G. e, udite udite, i rispettivi consorti manco un reggimoccolo gente! Son cose... hanno deciso di avventurarsi in un'allegra scampagnata, annoverata nella lista to do da secoli.
Perché oggigiorno se non avete una to do list siete nessuno, sapevatelo.

Rocca Calascio, Abbruzzo. Quota 1500, circa.



Lady Hawke, il film. Ve lo ricordate? Lei falco di giorno, lui lupo di notte, trombare un'utopia? Bene. Alcune scene, pare, furono girate qui.

Il castello domina la valle del Tirino, a pochi passi da Campo Imperatore, comprensiorio di sua maestà il Gran Sasso. E' a pianta quadrangolare, composto da un maschio centrale, mura perimetrali merlate e quattro torri su base circolare poste ai quattro angoli.



Ha il fascino di altre epoche e il mistero insito in tutto ciò che è in rovina.

Se siete un filino più sportivi della sottoscritta tranquilli non ci vuole molto potrete seguire il sentiero che dalla Rocca porta al piccolo borgho di Santo Stefano di Sessanio.

Onestamente da uno dei borghi annoverati tra i più belli d'Italia m'aspettavo di più ma il paese ha subito parecchi danni durante il terremoto del 2009, primo fra tutti il crollo della torre medicea.

Le viuzze pullulano di botteghe artigianali. Quelle odorose e colorate, dentro le quali perdersi è un piacere, quelle che lì dentro vaporizzeresti in mezzo minuto il tuo modesto stipendio, quelle in cui la Sister O. trasforma quest'ultimo condizionale in presente storico.


E se una palletta per l'albero di Natale vi costerà 10 euri, non lagnatevi. Questa è arte.


Nell'entroterra abbruzzese se non assagiate almeno un arrosticino verrete con buona probabilità sbranati da qualche orso marsicano per oltraggio al sacrificio della pecora. Io non sono un'amante della carne ma l'arrosticino per antipasto è da bava, soprattutto dopo una modesta lunga camminata.

Noi li abbiamo mangiati qui.

Evitate i ravioli burro e salvia. L'amico G. aveva ragione nel dire questi te li poi fa a casa, non sono un piatto da prendere al ristorante. Non ditegli che l'ho detto, pliz. In compenso le fettuccine ai funghi erano molto buone e la ciccia, mi è stato riferito, pure.

Così appanzati non ce la siamo sentita di affrontare la camminata verso Campo Imperatore. G., geologo montanaro futuro testimonial di qualche costosissima scarpa da trekking, s'è arrabbiato e c'ha dato delle amebe. Non le trovate carine?

Io sì.

venerdì 27 settembre 2013

...e a culo tutto il resto!

Ciao, sono la Princess, sono una misantropa sociopatica e sono fiera del mio carattere di merda.

Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate, perché ho il filtro diplomazia su off e non ho manco intenzione di farvi credere che sia a causa dell'ormone a palla da periodo mestruale.

Da ieri sera convivo con l'identico stato d'animo che aveva Guccini la sera in cui scrisse l'Avvelenata, peccato che son quasi astemia, avrei potuto scrivere un post memorabile, roba da candidatura al MIA2014 e invece ho un mondo di rancore nel cuore e non riesco ad esprimerlo con le parolacce parole.

Riflettevo sull'ultima perla di Sciattaman.

Temi troppo il giudizio altrui

E te credo, strizzacervelli ottuso, convivo con gente idiota.

Dai su, provate ad azzeccare il primo della lista!

Bravi, è Capetto.

Lui rientra in quella categoria di persone grosso ego piccolo cervello. Che io dico, prima di esprimere qualsivoglia giudizio sul prossimo dovresti almeno imparare a camminare senza mettere i piedi a papera. A meno che tu non abbia interiorizzato la postura da prima posizione dopo 10 anni di danza classica non sei giustificato. Ci vorrebbe un modestissimo Q.I. da 90 per zittirlo, peccato possa decidere sul mio futuro, il che zittisce me, anche se ancora per poco.

Sarebbe davvero un meglio mondo se, semplicemente, tutti rispettassero quel tacito undicesimo comandamento, il cui valore, a mio modesto ma manco troppo avviso, supera di gran lunga il santificare le feste. Sarà che le feste comandate, come tutto quello di comandato, mi stanno sul cazzo.

Ci sono volute otto dico otto sedute per tirarmi fuori che mi viene l'ansia quando ho la sensazione di non potermi tirare indietro, quando mi costringo a sorridere e fingermi solare e accondiscentente.

Accondiscendente un par de cocomeri.

Volevo essere perfetta. Ma mica per me eh. E' qui che sta la deficienza, per gli altri. Figlia perfetta, moglie perfetta, lavoratrice perfetta. Perfettamente stronza, direi.

Comunica Princess, fatti conoscere per quella che sei. Esprimi i tuoi desideri, bisogni, necessità. E soprattutto, esprimi le tue perplessità, i tuoi disagi, i tuoi malesseri. Senza timori. Sei una persona libera.

Ok, Sciattaman, vado 7 anni in Tibet, che se me dice culo incontro pure Brad Pitt, smaltisco tutta la tossicità di anni e anni di sorrisi forzati e torno, incazzata e con la barba. No dai, quella no, che già rinunciare al tacco 12 sarà un mezzo trauma.

Non lo so se la terapia sta funzionando visto che dopo l'ultima chiacchierata ho deciso di non soffocare i miei scazzi dietro un non c'è problema ma io mi sento caricata a pallettoni. E incazzata, non so se s'era capito. 

Reprimersi è male

Esprimersi è bene

Ma esprimersi male è bene o male?

Va bè, vi saluto gente, vado a condurre Sottovoce al posto di Marzullo.



giovedì 26 settembre 2013

Iniziare bene IX

Ovvero:  outfit ingrassanti e manicure made in office


Il mio reggiseno imbottito è davvero troppo, troppo imbottito. Pare che allatto. Sto seriamente prendendo in considerazione l'idea che l'ipotesi di Mina riguardo le mie tette grosse ti starebbero male sia corretta.

Questo vestito mi allarga. Mi allarga il culo, mi allarga i fianchi, mi allarga le spalle.

In pratica sembro uno di quei donnoni del '500. Bei tempi quando l'ideale di bellezza non era incarnato da Kate Moss ma da quella trippona della Venere del Botticelli, non trovate?

Stamattina la sveglia ha suonato alle cinque dico c-i-n-q-u-e e trenta. Roba che i galli mi hanno preso per il culo. L'affaire depilazione ad occhi chiusi sotto il getto d'acqua bollente non è che sia andato proprio a buon fine. Fortuna che ho ancora un briciolo d'abbronzatura che confonde la ricrescita.

Mi si è sbeccato lo smalto fuxia, messo appena ieri. E scheggiata l'unghia.

Visto che sono senza il kit manicure ho tagliato il pezzetto con un paio di forbici da sarta.

Buongiorno.

martedì 24 settembre 2013

Una coppetta media, grazie

Quasi due anni e mezzo orsono A. mi fece notare che, precisamente alle 15 e 30 del pomeriggio, l’anima cortese della tipa mora, occhi, verdi, tacco 12 veniva barbaramente sfrattata dallo spirito di un rude scaricatore di porto di Oxtia che risponde al nome di Nazzareno.

Siccome qui non ho usato filtri anti trivialità mi è spesso sorto il sospetto che a picchiettare i tasti del mio vetusto HP fosse proprio lui, Nazzareno e che qualcuno non particolarmente forte di stomaco o, semplicemente, manchevole d’ironia potesse sentirsi urtato da tanta spontaneità o, meglio, crudezza, rozzezza, maleducazione. Fate vobis.

Tutte le mie preoccupazioni sono scomparse dopo aver visto questa.
Per chi non ha ceduto al fascino perverso di faccialibro: è la pagina Facebook di FleurCup.
Per gli uomini e i puri di cuore che non hanno idea di cosa sia questo è il sito.

Non fate quella faccia schifata, maschi. Siete peggio voi in mutande e calzini.

Io sono una retrograda old style e non mi stacco dal Lines Seta Blu shame on me ma ammiro le donne che hanno avuto il coraggio di provarla, ci stanno facendo un pensierino o considerano ormai il suo uso una consolidata ed irrinunciabile abitudine.


Quel che invece non si spiega persino una come me, Princess a cui scivola spesso la corona, sono le vignette.

Una fra tutte:


Cioè, ci prendete per il culo voi strateghi della comunicazione per vagine?

Conviviamo con le rosse per gran parte della nostra vita terrestre e sperimentiamo diversi metodi di gestione dell'affaire mestruo fin quando non troviamo la pace dei sensi col prodotto che più si addice al nostro Sancta Sanctorum non è necessario fare un disegnino con cordicella rossa annessa, che, visto il colore, potrebbe essere confusa per ben altro, un po’ come se c’avessimo un rubinetto Paini nelle parti basse, ne tantomeno illustrare le possibili complicazioni dell’utilizzo di un tampax associato ad un costume striminzito.


Capisco che chi non mostra non vende ma, ecco, a me pare una strategia di comunicazione un tantino priva di tatto. Quasi peggio della pubblicità della Nuvenia con la tipa che durante le sue cose faceva paracadutismo invece di lagnarsi mangiando Nutella in pigiama di pile davanti la tivvù. Spingere l’acceleratore sulle differenze tra un prodotto e i suoi concorrenti è un must a cui si inchinano tutti gli esperti di marketing di questo mondo ed è anche giusto, almeno quando la pubblicità non è ingannevole, che lo si faccia. Ma santiddio qua s’esagera.

E non voglio commentare la foto del muro delle vagine.

Le più emancipate potrebbero tacciarmi di bigottismo o falso perbenismo. Non credo proprio di corrispondere a quel prototipo di femmina. Mi sono messa a nudo e ho ironizzato sulla mia Vù sufficienti volte da evitare questa possibile accusa, credo. Solo che, semplicemente, di fronte a tanto spietato realismo io ho storto la bocca, involontariamente e mi sono chiesta se tutti quei dettagli fossero davvero necessari così come, a suo tempo, mi chiesi se fosse davvero necessario il seno nudo nelle proteste delle femen.

lunedì 23 settembre 2013

Biagio

Dicono che i figli si fanno di pancia, perché è una scelta pazza e irresponsabile. Un po' come innamorarsi, se ci pensate. Un po' come tutte le scelte dai risvolti inaspettati, a volte pesanti, a volte preda di qualche postumo segnale di pentimento racchiuso in un ma chi me l'ha fatto fare.

Noi, che di pance non siamo esperti, soprattutto di pance piene, noi che non abbiamo potuto scegliere una gravidanza, la nostra scelta folle l'abbiamo fatta scegliendo lui.



Totalmente all'oscuro di ciò che un cane comporta, in qualche modo faremo. Un po' come quando arriva un figlio a sorpresa. In qualche modo si fa sempre.


L'incontro con sua maestà baffuta non ha avuto il sapore dell'idillio, c'era da aspettarselo da una micia isterica. Con la schiena inarcata, il pelo dritto e la faccia satanica ha fatto capire a noi bipedi che no, Biagio non era proprio stato contemplato nel suo personalissimo progetto di vita.

Io, che sono una gattara, roba che se fossi zitella finirei circondata da pedanti miagolii e morirei sola con la faccia nei croccantini, ho scoperto nel nuovo arrivato un affetto e una dolcezza che parlamose chiaro i mici raramente concedono.

E pensare che mi piacciono per questo: indipendenti, opportunisti, ruffiani.



Siccome l'arrivo del fratellone panzuto e puzzolente avrebbe potuto avere ripercussioni nefaste sul suo ego smisurato, abbiamo deciso di lasciare proprio alla gatta l'ultimoa parola miagolio riguardo il nome del venturo.

Due post-it accartocciati lanciati in direzione opposta, il primo che prende vince.

Ha scelto Biagio, mi sa che l'ho plagiata con la storia del fascino vagabondo del fidanzato di Lilli. E va bene, la smetterò con la Disney. Quando avrò 80 anni. Forse.



Insomma, gente, siamo in quattro e che nessuno ora si azzardi a dire che non siamo prolifici.


venerdì 20 settembre 2013

Infertile a chi?!

Allora: o SantoSpirito è un pazzo che si finge medico quasi quasi con nonchalance gli faccio compilare il questionario di Sciattaman o c'è del marcio in Danimarca. Sì, la chiamo Danimarca adesso la mia , e allora!?

Ieri ho fatto una visita di controllo dopo la isterocosa dalla quale, per i gentili ascoltatori che si mettono solo ora all'ascolto, è uscito fuori che le mia cannucce son libere come l'A24... no, paragone sbagliato, come il viale di casa mia la mattina alle sei e mezzo. Roba che pare io sia l'unica che lavora nel mio condominio.

L'ottimismo in camice bianco è tornato a parlarmi di tempi, pazienza, saturno contro. Marito bene, io bene. Tanti saluti e un bacio ai pupi. Quali pupi? L'unico che abbiamo miagola e c'ha i baffi, santocielo!

Non azzardarti a definirti infertile. Dice lui.

Doc, tiri fuori la marmotta che confeziona la cioccolata, ora! Dico io.

No, dai, non l'ho detto. Solo pensato.

Ho acceso i riflettori sul mio cruccio, senza vergogna e timore d'essere cacciata a calci. L'MTHFR. Non aggiungo altro. Che ogni volta che dico ho una mutazione genetica mi sento come E.T. anche perché sono già munita di un cranio xxl, mi mancano giusto un po' di rughe e il colorito verdastro. No, 'spettate, c'ho pure quello, porco boia.

Ci penseremo dopo. Ora pensiamo a farti restare incinta.

Mi conferma l'eventuale terapia acido folico, cardioaspirina, eparina all'occorrenza.

Dopo la smanettata e l'ecografia mentre io cercavo di far riprendere l'USI dalla visione di sua moglie che attraversa la stanza senza mutande per farla vedere ad un altro, mi prescrive la terapia da seguire per i prossimi tre mesi. Insomma fino a Natale semo coperti.

Clomid. Again?! Again.

Monitoraggio ecografico degli ovetti de pasqua.

Gonasi. Sono punture?! Sono punture. Erede, appena esci io te gonfio. Lo sai sì?

E per finire lavande. Sì quelle con quell'inquietante beccuccio. Il clistere da vagina.

Ah che bello vedere i propri sogni di bambina realizzati eh...

mercoledì 18 settembre 2013

E tu, chi pazzo sei?

Facciamo la conta... ambrabaciccìcoccò tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore... nessuno vi ha mai parlato di zoofilia eh?
Forse è meglio eeny neeny miny moe... no 'spettate, questa è inquietante, per non parlare della variante razzista.

Vabbè, facciamo che decido io.

Vi parlo di ovaie o di cervello?

Maschietti stanchi dei miei racconti splatter avete vinto.

Let's pick my brain!

Come gli affezionati sapranno o avranno potuto intuire, dopo tre settimane di assenteismo spregiudicato e superbo con la Princess schiena dritta e spocchia chiavi in mano che in preda a deliri di onnipotenza andava blaterando in giro sono forte, sono figa, sono invincibile e pure immortale, chi ha bisogno della psicoterapia? sono tornata, tremolante, coda tra le gambe e con questa espressione qui:


da Sciattaman.

S'è parlato di Mina e Pino aka i miei parents che, bontàloro, in una ipotetica cerimonia di premiazione per il titolo di genitore dell'anno sarebbero stati quelli in ultima fila che si girano i pollici e guardano avidamente il buffet, sperando che lo strazio finisca in fretta. Non è stata colpa loro, certo. Hanno ricoperto il ruolo come meglio hanno potuto. Epperò han fatto un bel casino, diciamocelo. Così io mi ritrovo con una mamma simbiotica e un padre fantasma. Famiglia Adams spazzame il salotto.

Hai sofferto per le mancanze di tuo padre Princess?

Ma no, figuriamoci. Ero così abituata che nemmeno le ho notate.

Ma prima hai detto che in adolescenza hai iniziato a chiederti se ti amasse o no, giusto?

Eh

E porsi domande simili non è già soffrire?

Azz, quando Sciattaman c'ha ragione, c'ha ragione.

Anyway

Pare che siam passati dalla fase benessere, tipica del periodo successivo ai primi incontri, alla fase must to do something alias damose da fa che siam mica qui a far crescere il pisello a Ken

Punto primo: evitare di sentirmi in obbligo di raccontare a mia mamma pure quando ovulo. Fare scelte consapevoli e assolutamente autonome. Non farsi condizionare dal giudizio altrui. 

Insomma fatte 'na vita, Princess. E io ci proverò, giurin giurello.

Ora, però una questione mi attanaglia. Sì perché Sciattaman m'ha dato i compitini a casa e io da scolara diligente, abituata a far la primina della classe, ho compilato il questionario consegnatomi dallo psaico il giorno stesso della seduta. Tra i molti quesiti ce ne sono alcuni finalizzati a rilevare eventuali forme di dipendenza, a vari livelli, da cibo, alcool, droghe, sesso e altri tesi ad evidenziare eventuali forme maniacali come il disturbo ossessivo compulsivo o le manie di persecuzione. Fortuna che io so' solo depressa e ipocondriaca. Pfiù.

Per farvi un esempio, queste sono alcune domande tipo:

In passato l'abitudine alla droga mi ha creato molte difficoltà: vero o falso

Il mio lavoro non è mai stato realmente disturbato dall'abitudine del bere: vero o falso


Fin da piccolo/a e per buona parte della vita ho avuto pensieri tristi: vero o falso


Ho difficoltà a dormire e mi sveglio stanco come quando sono andato a letto: vero o falso


Sarei disposto a morire di fame pur di diventare più magro di quello che sono: vero o falso


Mi accorgo che la gente parla male di me quando passo loro accanto: vero o falso

Fin qui nulla di strano. Ora però, por favor, qualcuno mi spieghi questa:

L'anno scorso sono andato a finire sulla copertina di una rivista: vero o falso

E questa:

Negli ultimi 10 anni non ho visto nemmeno un'automobile

Voi l'avete vista almeno una macchina negli ultimi 10 anni, vero?
Sennò sete pazzi, amici miei. Stiratevi la camicia di forza che vi servirà.