lunedì 11 marzo 2013

Cataldo e Neruda

Ho capito la gravità della situazione quando la Sister G. mi ha confessato di aver ascoltato diverse volte questa:



Perché, sapete, l'afflizione del tuo stato d'animo è direttamente proporzionale al livello pietoso della musica che ascolti. Quindi, sì, la Sister è veramente molto, molto, molto afflitta.
Ed io mi barcameno tra saggezza, tenerezza e pugno duro nel, per ora vano, tentativo di acchiappare al volo e fissarle in testa quel piccolo lume di ragione che, a tratti, le scalda il cervello e tappa i buchi provocati da una storia che l'ha ridotta in pezzi, singhiozzi, lacrime e infamità. Oltre ad aver pericolosamente abbassato lo standard qualitativo dei suoi, di solito condivisibili, gusti musicali.
Perché quella che ascolta Massimo Di Cataldo, con tutto il rispetto per lui e per i suoi fans, non è mia sorella.
Ed io la rivoglio.
Rivoglio il suo cinismo, le sue cazziate e le sue cazzate.
Ma, più di tutto, rivoglio il suo sorriso.

Io e la Sister O. abbiamo, ormai da giorni, indossato i panni delle crocerossine stranamore mode, quelle che come segno distintivo c'hanno un cuore spezzato al posto della croce rossa sul pettosenza ottenere grossi risultati. Perché i the delle cinque, le ore al telefono, i papiri digitali su WhatsApp vengono vanificati da un sms, peraltro terribilmente ambiguo, del responsabile del patatrac. Un solo ignavo messaggino idiota e puf  dobbiamo ricominciare da capo la terapia d'urto.

Ieri, però, a seguito dell'ennesima notte insonne e disperata la Sister G., mi ha mandato una poesia di Neruda. Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Sarà che in assenza di altri segnali positivi uno s'attacca a tutto ma, che vi devo dire, io l'ho interpretato come un piccolo passo avanti.
Perlomeno abbiamo sfanculato Di Cataldo.

18 commenti:

  1. decisamente meglio anche perchè dopo Di Cataldo c'è solo l'abisso e da lì non si torna indietro.

    RispondiElimina
  2. Di Cataldo...ma esiste ancora? Comunque concordo: qualsiasi cosa è meglio di lui, persino la sigla dei Puffi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Con quella almeno ti sale un po' di serotonina. Con Di Cataldo puoi solo pensare compulsivamente al suicidio

      Elimina
  3. no cazzo Massimo di Cataldo è l'anticamera della morte...
    quasi al fianco di Masini...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Poi 'sta canzone cioè... aiuto!

      Elimina
    2. Masini....ribattezzato l'asino che raglia!
      Che ricordi...pessimi ovviamente! :)

      Elimina
  4. Uhahahahahah Di Cataldo...lo ascoltavo a 13 anni! Consolare le sorelle è ciò che di più tremendo ci può essere...ci provavo anche io ieri in macchina con Sister N. ma non ho dato buoni frutti. O meglio...i buoni frutti ci sono, peccato che appunto, come dici bene te, basti un messaggino, una foto postata su fb o poco altro a riscombinare tutte le belle cose fatte! Dobbiamo arrenderci quindi...che le frasi tragiche siano con noi per i prossimi secoli. Amen!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non ce la posso fare. Da qualche ora è passata agli aforismi leopardiani. Diocesalvi

      Elimina
  5. Mamma mia Di Cataldo!! E chi si ricordava più della sua esistenza?
    Sì, sì, anche per me stiamo migliorando!

    Un abbraccio alla Sister!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma infatti ora che ci penso... è sparito da qualche secolo. Come ha fatto a riesumarlo... devo chiederglielo.

      Un abbraccio anche a te :)

      Elimina
  6. Io avevo una cassettina della premiata ditta DiCataldo&Masini.
    Ci tengo a precisare che andavo in prima o seconda media.
    Durante un viaggio in macchina mio padre, all'ennesima richiesta di mettere su la cassetta incriminata mi ha guardata con infinito amore paterno, ha abbassato il finestrino e l'ha fatta volare in mezzo ai campi.

    RispondiElimina
  7. E non so alla Sister mi viene da dire..
    "Passerà.. prima o poi..."

    Alessandro Baldi.. oh mio dio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hahahahahahaa tuo papà è un mito!

      Oh, Baldi glielo devo proporre :D

      Elimina
  8. Allora, ho un'amica che ha due gemelle e nella sua famiglia gli avvenimenti, belli o brutti, si vivono in totale condivisione. Un tempo eravamo così unite che quando io mi disperazvo su canzoni improbabili, lei, abituata con le sue sorelle, correva in mio soccorso. E ricordo che bastava che Lui mi sorridesse, perchè io ricominciassi a devastarmi. Il bello è che tutto passa. Urca come è vero. Anche se ora le sembra di non riuscire a respirare, anche se pensa che non toccherà mai più nessun uomo nella vita che le rimane, anche se crede fermamente che gli dei l'abbiano tradita togliendole la sua metà ancestrale, dille che passa. Il dolore non è amore.
    Abbracciala.
    Raffaella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il dolore non è amore. Quant'è vero :)
      Sono convinta che le passerà, come in passato le sono passate pene simili. Stavolta, certo, c'aveva investito se stessa e ci vorrà un po' di più ma passerà.
      Ieri mi ha detto "dove lo trovo uno così?"
      le ho risposto "speriamo da nessuna parte" :)

      Elimina
  9. carinissimo questo post...canzoni che accompagnano la nostra vita..che mi hai fatto ricordare con questo post...
    ho scoperto il tuo blog per caso leggendo un commento che hai lasciato ad un blog che seguo mi ha colpito e non potevo non venire a curiosare
    passa da me se ti va, possiamo seguirci a vicenda
    bacioni

    RispondiElimina