Protagonisti: papà e pupo. Obiettivo: cambio del pannolino. Al papà serve un incoraggiamento così si spara un più latte meno cacao. Fin qui nulla da ridire. Io ricorro al cucchiaio di Nutella per molto meno anche se mangiarsi una barretta di cioccolato con un pannolino sporco sotto il naso non dev'essere proprio il massimo della vita. Scelte. Poi però intento a rinnegare la sua diretta discendenza dall'homo sapiens decide di montare il misterioso aggeggio assorbente sopra la tutina a strisce bianche e rosse della povera creatura così da far sembrare il povero pupo un polpo con quattro tentacoli e un pannolino.
Se la volta scorsa il mio appello era rivolto a tutte le donne che rifuggono dalla figura della casalinga-mamma-lavoratrice tuttofare, stavolta mi rivolgo a voi, maschietti mortificati. Perché se io fossi un rappresentante della categoria xy mi sentirei offeso.Insomma, noi abbiamo Marie Curie ma voi avete predecessori come Leonardo Da Vinci. Lui progettava aeroplani e voi non siete in grado di mettere un pannolino a vostro figlio? Suvvia.
Non siete stanchi degli stereotipi? Io sì, i pubblicitari evidentemente no perché ci sguazzano ancora nel tentativo di rimediare alla loro mancanza di fantasia e innovazione. Per esempio sono abbastanza certa d'aver visto una pubblicità in cui lui prendeva per il culo lei intenta a parcheggiare a S.
Al fine di superare le discriminazioni di genere ripetiamo insieme e diciamo:
Al fine di superare le discriminazioni di genere ripetiamo insieme e diciamo:
Sono una donna e posso eseguire un parcheggio a S.
Sono un uomo e posso cucinare un risotto.
Sono una donna e posso montare un mobile Ikea.
Sono un uomo e posso vestire mio figlio.
Ora potete andare in pace, diffondete il verbo e sfondatevi d'ovetti. Amen.
