Si vede che ero più rincoglionita del solito perché non ho messo l'acqua nel piccolo contenitore e quando la puzza di bruciato ha invaso la mia piccola cucina, la moca da bianca è diventata marrone e il caffè non voleva saperne d'uscire è stato troppo tardi. La gommina circolare che riveste il filtro era fusa, filante e appiccicosa e la macchinetta era insalvabile.
Ho rinunciato all'idea del caffè ripiegando su un tè freddo al limone.
Stamane ho preso la nuova moca, identica alla buonanima barbaramente assassinata dalla mia noncuranza il giorno precedente. Giaceva in fondo ad un pensile ed io ero convinta d'averla già usata e lavata. Così ho messo su il caffè senza pensarci due volte.
Quando ho sollevato il coperchio il foglietto delle istruzioni che, evidentemente, non avevo rimosso galleggiava nel liquido tingendolo di pece. L'inchiostro nero si stava fondendo alla mia colazione.
Quale dramma è stato rinunciare al benefico effetto della caffeina per due mattine di fila lo sa solo mio marito che, come sempre, fa da capro espiatorio pure quando la colpa è solo ed esclusivamente mia.
Io, intanto, ho deciso che da domani la macchinetta del caffè me la preparo la sera, prima d'andarmene a letto. Dite che la mattina sarò almeno in grado di accendere il gas senza provocare un'esplosione?