Io sono una femmina atipica. Una di quelle che avrebbe mandato a cagare Mr. Big col primo volo senza scalo dopo il terzo appuntamento. Tuttavia, convinta dalla Sister G., sono andata a vedere il primo film di Sex and the city. Il secondo no eh, troppo raccapricciante.
Quando Carrie viene lasciata all'altare con una piuma di pavone in testa e parte con le sue tre amiche, fancazziste e impaccate di soldi, alla volta del Messico, si chiede se riuscirà mai più a ridere. Le viene risposto quando succederà qualcosa di estremamente divertente riderai. Poi Charlotte si caga nelle mutande e la depressione le passa.
La cosa più simile che mi è accaduta è stato Biagio che ha pisciato sullo zerbino della vicina di casa. Come potrete immaginare non ho riso. Perché non è stato divertente pegnente.
In ogni caso pensavo che aver conosciuto la dark side of my soul non è stato un danno completo. Nel senso che quando sei felice sei troppo impegnata ad essere felice per apprezzare le piccole cose. Magari hai successo, una carriera, tanti soldi, un figlio, un nuovo lavoro. Magari hai l'amore o magari non c'hai un cazzo ma ti va bene lo stesso fattostà che sei superficiale.
Invece quando lotti tutti i giorni con la malinconia, l'insoddisfazione e la solitudine impari a bastarti, a esaminarti, a conoscerti e ad apprezzare la bellezza. E no, non è in un centro commerciale e manco in uno smalto di Kiko.
Per esempio io dipingo. Per esempio fotografo. Per esempio sono anni che ho una Reflex ma non mi sono mai chiesta perché, in ottobre, certe foglie diventino rosse prima di altre
Se quella lumaca mi stava davvero guardando
Quanto duri la precarietà d'una foglia autunnale
Quante sfumature di colore racchiuda un albero
Quale bizzarro progetto urbanistico ha fatto in modo che il mio vecchio, caro paese sembri quasi pendere da una collina, sospeso in un equilibrio precario e affascinante
Quali scorci lontani dal centro, umidi, bui, abbandonati avevo dimenticato
Quando passerà tutto questo.
Perché non sono mai stata un'ipocrita. La superficialità mi manca, le risate pure. Ma forse di questa lezione, dopotutto, avevo bisogno.
martedì 4 novembre 2014
lunedì 27 ottobre 2014
La corona e il camice bianco
Alla fine lui i Coli nello sperma ce li aveva per davvero ed io ho il vago sospetto che qui si fa a ping pong col batterio. Tipo il gioco della patata bollente. Togli qua, metti là. Un gran casotto che al pari le cinque giornate di Milano sono Fantasilandia con la sfilata dei carri. Là sotto ci si diverte, gente.
'Sti benedetti invasori della corte di sua maestà non dovrebbero creare problemi nel perseguimento della missione pupo ma è necessario si levino dalle palle. In senso letterale. Così l'USI si buca con l'antibiotico, io pure e si fa all'amore come i verginelli. Che poesia.
Insomma non siamo arrivati alle bombe al Napalm ma poco ce manca. Il mio antibiogramma è un elogio alla resistenza. I principi attivi in grado di battere il nemico si possono ormai contare sulla dita di una mano. Di certo due anni di cistiti non hanno aiutato, anzi. I maledetti si sono nutriti e pompati ed ora sono tipo Hulk in Guerra Fredda che grida Cuba libre imbracciando missili nucleari. A risentirne saranno le mie povere chiappe. Ed io che pensavo che i prossimi buchi sarebbero stati quelli per il pompaggio ormonale pre-IUI.
Intanto mi sono arresa al PCT perché, alla fine, funziona che chi ha il camice bianco vince e no, quello del pizzicagnolo non vale, pare ci voglia proprio una laurea in medicina per avere l'ultima parola.
Quindi si monitora l'ovo e poi, come se la nostra intimità non fosse stata già abbastanza violata, si preleva il frutto della nostra passione programmata. Che stavolta mica basta lo spettro delle 12h. No. Devi proprio farlo all'ora x, del giorno y, e venire qui alle tot in punto non un minuto di meno non uno di più che la precizione è tutto, nein!
Signorsissignore.
Ditemi voi se è questo il modo di trattare una testa coronata. Non dovrei essere io a dare ordini? Sento puzza di Robespierre.
'Sti benedetti invasori della corte di sua maestà non dovrebbero creare problemi nel perseguimento della missione pupo ma è necessario si levino dalle palle. In senso letterale. Così l'USI si buca con l'antibiotico, io pure e si fa all'amore come i verginelli. Che poesia.
Insomma non siamo arrivati alle bombe al Napalm ma poco ce manca. Il mio antibiogramma è un elogio alla resistenza. I principi attivi in grado di battere il nemico si possono ormai contare sulla dita di una mano. Di certo due anni di cistiti non hanno aiutato, anzi. I maledetti si sono nutriti e pompati ed ora sono tipo Hulk in Guerra Fredda che grida Cuba libre imbracciando missili nucleari. A risentirne saranno le mie povere chiappe. Ed io che pensavo che i prossimi buchi sarebbero stati quelli per il pompaggio ormonale pre-IUI.
Intanto mi sono arresa al PCT perché, alla fine, funziona che chi ha il camice bianco vince e no, quello del pizzicagnolo non vale, pare ci voglia proprio una laurea in medicina per avere l'ultima parola.
Quindi si monitora l'ovo e poi, come se la nostra intimità non fosse stata già abbastanza violata, si preleva il frutto della nostra passione programmata. Che stavolta mica basta lo spettro delle 12h. No. Devi proprio farlo all'ora x, del giorno y, e venire qui alle tot in punto non un minuto di meno non uno di più che la precizione è tutto, nein!
Signorsissignore.
Ditemi voi se è questo il modo di trattare una testa coronata. Non dovrei essere io a dare ordini? Sento puzza di Robespierre.
God save the Princess!
giovedì 23 ottobre 2014
Little (new) women
Sua tappezza reale s'è presentata alle ore 07:36 con quel piccolo ritardo che si concede solo alle grandi dive, trascinando un'imbottitissimo zaino rosa shocking e un album di figurine che andava rigorosamente spulciato, ripassato, completato prima dello svolgimento dei compiti.
Ha mangiato come un facocero africano, che uno si chiede come facciano quelle gambette ad essere così smilze. Nello specifico ha svuotato il mio barattolo di Nutella, chiedendo alla sottoscritta di spalmare quel nettare degli dei sopra qualsiasi tipo di superficie, commestibile o non.
Abbiamo visto il primo quarto d'ora di Up, i primi 10 minuti di Transformers, tutto Cattivissimo me e Shrek Terzo, 5 minuti scarsi del mago di Oz. M'è venuto un attacco epilettico da iperstimolazione neuronale e sono arrivata alla tragica conclusione che le nuove generazioni sono mostruose.
Il Paleolitco e il Neolitico io li ricordavo del tutto diversi. Il fatto che trovi interessante un libro di storia di quarta elementare la dice lunga sul pietoso stato in cui versa quella parte di cervello deputata alla conservazione della mia cultura generale, 'rgogna.
Nonostante copiosi sforzi non sono riuscita a farle entrare in quella zucca bionda il verbo levigare e tutte le sue possibili derivazioni. Penso che sopravvivrà ma se la maestra le avesse mai chiesto la differenza tra una pietra del paleolitico e una del neolitico avrebbe senz'altro fatto un figurone. Però ha compreso piuttosto bene che il cane è stato il primo animale ad essere addomesticato dall'uomo. Sarà perché Biagio l'ha sleccazzata tutto il tempo suscitando la sua ilarità e quei gridolini eccitati tra la paura e il divertimento che sono tipici della sua età.
Ha otto anni. E in otto anni, nonostante io sia una calamita vivente per gli under10, non mi ha mai concesso un bacio, non di sua sponte.
Però ieri m'ha detto io non ti lascerei mai, zia.
Quale emozione, gente. Quanto sarebbe bello se un giorno una frase così uscisse dalla bocca di mia figlia.
Ha mangiato come un facocero africano, che uno si chiede come facciano quelle gambette ad essere così smilze. Nello specifico ha svuotato il mio barattolo di Nutella, chiedendo alla sottoscritta di spalmare quel nettare degli dei sopra qualsiasi tipo di superficie, commestibile o non.
Abbiamo visto il primo quarto d'ora di Up, i primi 10 minuti di Transformers, tutto Cattivissimo me e Shrek Terzo, 5 minuti scarsi del mago di Oz. M'è venuto un attacco epilettico da iperstimolazione neuronale e sono arrivata alla tragica conclusione che le nuove generazioni sono mostruose.
Il Paleolitco e il Neolitico io li ricordavo del tutto diversi. Il fatto che trovi interessante un libro di storia di quarta elementare la dice lunga sul pietoso stato in cui versa quella parte di cervello deputata alla conservazione della mia cultura generale, 'rgogna.
Nonostante copiosi sforzi non sono riuscita a farle entrare in quella zucca bionda il verbo levigare e tutte le sue possibili derivazioni. Penso che sopravvivrà ma se la maestra le avesse mai chiesto la differenza tra una pietra del paleolitico e una del neolitico avrebbe senz'altro fatto un figurone. Però ha compreso piuttosto bene che il cane è stato il primo animale ad essere addomesticato dall'uomo. Sarà perché Biagio l'ha sleccazzata tutto il tempo suscitando la sua ilarità e quei gridolini eccitati tra la paura e il divertimento che sono tipici della sua età.
Ha otto anni. E in otto anni, nonostante io sia una calamita vivente per gli under10, non mi ha mai concesso un bacio, non di sua sponte.
Però ieri m'ha detto io non ti lascerei mai, zia.
Quale emozione, gente. Quanto sarebbe bello se un giorno una frase così uscisse dalla bocca di mia figlia.
lunedì 20 ottobre 2014
Volver
Abbiamo mangiato un pessimo hot-dog consistenza gommapiuma seduti su un muretto di un grande parco, lontano da casa, lontano da tutti. Eravamo circondati da sconosciuti e quadrupedi dalle code scodinzolanti ed eccitate impegnati in sfilate, gare di agility, giochi.
L'ho iscritto ad una gara di somiglianza cane-padrone. Non abbiamo vinto ma abbiamo riso tanto.
Abbiamo passeggiato lungo vialoni alberati all'ora di pranzo in una città semi deserta. Foglie rosse a farci da tappeto e un gelato al Kinder.
A fine giornata ho pensato che, dopotutto, ritrovarsi è una cosa semplice. Che non occorre nemmeno pianificarlo. Succede e basta. Come l'amore.
Sono tornata.
Sono io, sempre io, di nuovo io. Al fianco suo.
Sono pronta per noi. Non ho più paura.
L'ho iscritto ad una gara di somiglianza cane-padrone. Non abbiamo vinto ma abbiamo riso tanto.
Abbiamo passeggiato lungo vialoni alberati all'ora di pranzo in una città semi deserta. Foglie rosse a farci da tappeto e un gelato al Kinder.
A fine giornata ho pensato che, dopotutto, ritrovarsi è una cosa semplice. Che non occorre nemmeno pianificarlo. Succede e basta. Come l'amore.
Sono tornata.
Sono io, sempre io, di nuovo io. Al fianco suo.
Sono pronta per noi. Non ho più paura.
giovedì 16 ottobre 2014
Il percorso a ostacoli
Altro giro altra pippa.
Perdonate la volgavità miei adorati sudditi ma quando ce vo' ce vo' e da queste parti ce vo' molto spesso.
Questo tunnel è peggio della Giovanni XXIII all'ora di punta, incidentata, allagata e con qualche cedimento strutturale. Peggio de Termini alle 7 de mattina. Peggio dei lavori per la metro C. Non c'è speranza, fine, uscita. Qui si tappa un buco e ne cicciano fuori altri 100 che manco la Dea Kalì riuscirebbe a starci appresso.
Insomma lo spermiogramma è migliorato ma i leucociti continuano a non essere graditi a SantoSpirito che ha spedito mio marito a fare una spermiocoltura.
Del resto le tue cistiti ricorrenti potrebbero essere dovute al fatto che lui ha i Coli nello sperma
Del resto io 'sta cosa da mo che te l'avevo detta, mio caro Doc. Non mi faccia lo gnorri, 'orcocaz. Qualcuno mi conferisca una laurea ad honorem in medicina della riproduzione, pliz.
Tu mi rifai un'urinocoltura
Again? Again.
Nessun medico sano di mente ti manderebbe a fare una IUI o una FIVET con un'infezione in corso
E vabbè, tanto io ormai sono così skillata nella pisciata dentro il barattolino che se avessi il pipino potrei partecipare a qualche competizione internazionale su chi centra la tazza a 10 mt di distanza. Questione di doti innate.
Forse il Ciproxin non ti basta, hai bisogno di roba più forte
Bombe al napaml dottore, bombe al napalm e li sterminamo tutti 'sti Coli maledetti. Obama lo chiami te?
Poi mese prossimo Post Coital Test.
What?! No 'spetta. Tu me recacci efore il PCT quanno emmo decisu per la IUI?
Ah... la bellezza del dialetto burino della Roma Est quasi abbruzzese.
Sarebbe a dire: mi starai mica riproponendo il PCT dopo aver deciso di tentare la prima IUI?
Sì, lo ha fatto. Sto sfacciato.
Per aumentare le possibilità che la IUI abbia successo dobbiamo prima esaminare il tuo muco. Se è troppo acido per esempio, potrebbe essere un problema.
Ah beh, io le acidità ce l'ho tutte, come i cartoni Disney. A partire da quella di stomaco fino a quella di testa. Sicuro esce fuori che secco i soldatini al ciao come stai. Maleducata che non son altro.
Ricontrolla il progesterone venerdì o al massimo sabato. Fatto tutto questo mi prenoti al centro una bella IUI.
Ora, io sono furbastra che ve pensate. Paro scema ma sono intellig... vabbè zitti, ho capito.
Insomma era per dirvi che il centro io già l'ho chiamato. E scelto.
Roma batte Firenze.
Manco ci voglio pensare a quello che accadrà quando non avremo più un centesimo.
Incontrerò il GinoVip, la superstar, quello che a capo dell'organigramma. Ho chiesto lui perché già che ci sono avanzo pretese. E pretendo il meglio.
17 novembre. Data sfigata ma almeno non è un venerdì. Che di quelli, a me, ne manca già qualcuno.
Perdonate la volgavità miei adorati sudditi ma quando ce vo' ce vo' e da queste parti ce vo' molto spesso.
Questo tunnel è peggio della Giovanni XXIII all'ora di punta, incidentata, allagata e con qualche cedimento strutturale. Peggio de Termini alle 7 de mattina. Peggio dei lavori per la metro C. Non c'è speranza, fine, uscita. Qui si tappa un buco e ne cicciano fuori altri 100 che manco la Dea Kalì riuscirebbe a starci appresso.
Insomma lo spermiogramma è migliorato ma i leucociti continuano a non essere graditi a SantoSpirito che ha spedito mio marito a fare una spermiocoltura.
Del resto le tue cistiti ricorrenti potrebbero essere dovute al fatto che lui ha i Coli nello sperma
Del resto io 'sta cosa da mo che te l'avevo detta, mio caro Doc. Non mi faccia lo gnorri, 'orcocaz. Qualcuno mi conferisca una laurea ad honorem in medicina della riproduzione, pliz.
Tu mi rifai un'urinocoltura
Again? Again.
Nessun medico sano di mente ti manderebbe a fare una IUI o una FIVET con un'infezione in corso
E vabbè, tanto io ormai sono così skillata nella pisciata dentro il barattolino che se avessi il pipino potrei partecipare a qualche competizione internazionale su chi centra la tazza a 10 mt di distanza. Questione di doti innate.
Forse il Ciproxin non ti basta, hai bisogno di roba più forte
Bombe al napaml dottore, bombe al napalm e li sterminamo tutti 'sti Coli maledetti. Obama lo chiami te?
Poi mese prossimo Post Coital Test.
What?! No 'spetta. Tu me recacci efore il PCT quanno emmo decisu per la IUI?
Ah... la bellezza del dialetto burino della Roma Est quasi abbruzzese.
Sarebbe a dire: mi starai mica riproponendo il PCT dopo aver deciso di tentare la prima IUI?
Sì, lo ha fatto. Sto sfacciato.
Per aumentare le possibilità che la IUI abbia successo dobbiamo prima esaminare il tuo muco. Se è troppo acido per esempio, potrebbe essere un problema.
Ah beh, io le acidità ce l'ho tutte, come i cartoni Disney. A partire da quella di stomaco fino a quella di testa. Sicuro esce fuori che secco i soldatini al ciao come stai. Maleducata che non son altro.
Ricontrolla il progesterone venerdì o al massimo sabato. Fatto tutto questo mi prenoti al centro una bella IUI.
Ora, io sono furbastra che ve pensate. Paro scema ma sono intellig... vabbè zitti, ho capito.
Insomma era per dirvi che il centro io già l'ho chiamato. E scelto.
Roma batte Firenze.
Manco ci voglio pensare a quello che accadrà quando non avremo più un centesimo.
Incontrerò il GinoVip, la superstar, quello che a capo dell'organigramma. Ho chiesto lui perché già che ci sono avanzo pretese. E pretendo il meglio.
17 novembre. Data sfigata ma almeno non è un venerdì. Che di quelli, a me, ne manca già qualcuno.
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lunedì 13 ottobre 2014
Franziska
Onestamente credevo avresti pianto, perché sotto quella corazza forgiata nella valle del cinismo c'è un esserino estremamente delicato, sensibile, empatico. Certo, odi che si sappia. Ci tieni a mostrarti dura, superiore, sempre incazzata col mondo, pronta a dargli battaglia armata di lingua tagliente ma quegli occhi rotondi da cerbiatta, certe volte, ti tradiscono.
Ti sei vestita da femmina, come fai sempre in occasione di giornate importanti. Addirittura sul tuo vestitino color tortora c'era un fiocco. Il tacco però no, perché tu punti alla comodità, alla sostanza.
Non ami apparire ma adori esserci. Non ti risparmi mai. Sei pazza, egocentrica, sconsiderata, avventata, istintiva.
Insieme a te questi 30 anni sono stati degni d'esser raccontati, indipendentemente dai successi e dai tanti fallimenti.
Io me lo chiedo spesso come sarebbe stata la mia vita senza te e non riesco proprio ad immaginarmela. Dopotutto tu te la immagini un'esistenza senza sapore? Senza gusto?
Io no.
Io non l'avrei voluta una vita senza te.
Auguri per questi 30, Sister di mezzo.
Ti sei vestita da femmina, come fai sempre in occasione di giornate importanti. Addirittura sul tuo vestitino color tortora c'era un fiocco. Il tacco però no, perché tu punti alla comodità, alla sostanza.
Non ami apparire ma adori esserci. Non ti risparmi mai. Sei pazza, egocentrica, sconsiderata, avventata, istintiva.
Insieme a te questi 30 anni sono stati degni d'esser raccontati, indipendentemente dai successi e dai tanti fallimenti.
Io me lo chiedo spesso come sarebbe stata la mia vita senza te e non riesco proprio ad immaginarmela. Dopotutto tu te la immagini un'esistenza senza sapore? Senza gusto?
Io no.
Io non l'avrei voluta una vita senza te.
Auguri per questi 30, Sister di mezzo.
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Sister G.
giovedì 9 ottobre 2014
Ossi di seppia
Durante il giorno lo combatto come meglio posso, alla meno peggio come si dice da queste parti. Evito che pervada le mie viscere fintanto che il sole rende i colori vividi, l'aria leggera, questa casa luminosa e i miei sensi svegli.
Mi tengo occupata, sempre. Scrivo, leggo, imparo, dipingo, cucino, cammino, invento.
Ma poi arriva la sera. Con Quasimodo e l'intera combriccola di poeti maledetti al seguito. E si piazza lì. Tra lo sterno e lo stomaco, tra il respiro e il battito.
Non è tristezza, non è angoscia. E' più profondo, diverso, pesante.
Male di vivere, forse. In tanti l'hanno chiamato così e a ben pensarci non esiste, credo, una definizione altrettanto calzante.
All'improvviso i colori svaniscono, la speranza si trasforma in consapevolezza d'un illusione e nulla più. Non esiste futuro, consolazione, compagnia.
Non esiste gioia.
E tutte le certezze coltivate con cura durante il giorno vengono sradicate da un vento gelido, improvviso, violento.
Che io sia particolarmente abile nel maneggiare l'ironia per metabolizzare ed esorcizzare quel che più mi impaurisce è, modestia a parte, un dato di fatto. Qualcuno lo definisce un dono, altri parlano di una dimostrazione di forza. Balle. E' un modo come un altro per difendersi, un modo che ho ereditato da mia madre, così come da lei ho ereditato l'umore ballerino, l'ossessione della perfezione, la smania di controllo.
Ma l'ironia è anche una maschera. E il più delle volte assolve perfettamente alla sua funzione: l'inganno.
Mi sta così bene addosso che spesso, persino io, dimentico d'indossarla.
E va bene così.
E' faticosa, l'ironia. Ma pure estremamente utile. Un po' tipo quando ci si tappa il naso per mandar giù uno sciroppo disgustoso. Smetti di respirare ma ti risparmi di vomitare.
Poi però arriva la sera. E la maschera cade. E la parte umida, fragile e molliccia sotto il guscio viene allo scoperto.
Piccola.
Vulnerabile.
Mi tengo occupata, sempre. Scrivo, leggo, imparo, dipingo, cucino, cammino, invento.
Ma poi arriva la sera. Con Quasimodo e l'intera combriccola di poeti maledetti al seguito. E si piazza lì. Tra lo sterno e lo stomaco, tra il respiro e il battito.
Non è tristezza, non è angoscia. E' più profondo, diverso, pesante.
Male di vivere, forse. In tanti l'hanno chiamato così e a ben pensarci non esiste, credo, una definizione altrettanto calzante.
All'improvviso i colori svaniscono, la speranza si trasforma in consapevolezza d'un illusione e nulla più. Non esiste futuro, consolazione, compagnia.
Non esiste gioia.
E tutte le certezze coltivate con cura durante il giorno vengono sradicate da un vento gelido, improvviso, violento.
Che io sia particolarmente abile nel maneggiare l'ironia per metabolizzare ed esorcizzare quel che più mi impaurisce è, modestia a parte, un dato di fatto. Qualcuno lo definisce un dono, altri parlano di una dimostrazione di forza. Balle. E' un modo come un altro per difendersi, un modo che ho ereditato da mia madre, così come da lei ho ereditato l'umore ballerino, l'ossessione della perfezione, la smania di controllo.
Ma l'ironia è anche una maschera. E il più delle volte assolve perfettamente alla sua funzione: l'inganno.
Mi sta così bene addosso che spesso, persino io, dimentico d'indossarla.
E va bene così.
E' faticosa, l'ironia. Ma pure estremamente utile. Un po' tipo quando ci si tappa il naso per mandar giù uno sciroppo disgustoso. Smetti di respirare ma ti risparmi di vomitare.
Poi però arriva la sera. E la maschera cade. E la parte umida, fragile e molliccia sotto il guscio viene allo scoperto.
Piccola.
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