venerdì 28 dicembre 2012

Men at work


Nel posto in cui lavoro dire che c’è una netta prevalenza del genere maschile è usare un eufemismo. Il 90% degli impiegati, siano essi comuni schiavi a contratto zero o dirigenti, sono uomini. Dopo aver passato dentro queste mura quasi due anni e non sapendo, del resto, se potrò festeggiarli, visto l’appalto in scadenza, ho deciso che vi racconterò cosa vuol dire per noi femminucce questa netta prevaricazione.

STATE TRANQUILLI
Niente discorsi seri su atti discriminatori nei confronti delle ovaio-munite o quote rosa. Questo è un blog serio, santiddio!

Punto primo. Autostima.
Siamo poche e 8h sono lunghe per tutti. L’uomo, per sua natura cacciatore, quando la selvaggina scarseggia, s’attacca a quella che c’è. Epperciò che tu sia la fotocopia di Halle Berry o una balla di fieno con le gambe riceverai la tua sacrosanta dose giornaliera di provolaggine. Un toccasana. Specialmente quando arrivi la mattina con le occhiaie ai piedi o senza trucco o con il kg post week end in più o col ciclo o con un taglio di merda perché il tuo coiffeur s’era fatto un quartino di troppo al bar.

Punto secondo. Solidarietà femminile.
Ok, non esiste. Questo lo sappiamo. Ma in casi estremi la vagina ha bisogno di un’altra vagina. Leggere letteralmente, grazie. Sto parlando del caso in cui, nonostante l’applicazione del tuo telefonino che ti ricorda che tra 3h ti deve venire il ciclo, tu hai dimenticato la tua leggendaria scorta di settordici assorbenti a casa. Bene. Anzi male. Trovare un’assorbente in questi casi è impresa epica. Il fallimento della missione è matematico. Ci sono 10 donne in tutto lo stabile. 4 non le conosci, 3 sono in menopausa, 1 è incinta, 1 sei te e l’altra è M. M non ce l’ha.

Punto terzo. Solidarietà maschile
Chiedere al tuo Capetto mezz’ora di permesso per andare a comprare un assorbente non sarà un problema. Ogni scusa sul ciclo è buona. Le scuse sul ciclo sono tra i diritti inviolabili di ogni donna. Il Capetto, del resto, non potrà indagare sulla veridicità di quello che dici interrogando altre donne traditrici perché non ce ne sono.

Punto quarto. Il bagno.
E’ sempre libero.  Che quelli che hanno suddiviso i bagni mica lo sapevano che siamo 10 in tutto. No no. Quindi puoi truccarti con tutta calma, passarti il filo interdentale dopo pranzo, fare yoga, pliates, tai chi. Hai spazio sufficiente. C’è, però, anche il rovescio della medaglia. Per esempio io e M siamo le uniche donne del nostro piano, ora che ci hanno spostate nella stanza del Capetto. Ergo io so che se c’è una goccia di pipì sulla tavoletta è la sua e lei sa che se c’è una sbavatura di dentifricio sul lavabo è la mia. Gli sguardi d’accusa della serie “so quello che hai fatto” sono pane quotidiano.



6 commenti:

  1. non avevo mai valutato l'aspetto provolaggine dal punto di vista dell'autostima, ovvero, capisco che i complimenti possano far piacere, ma chi ci prova sul posto di lavoro secondo me ha sempre un non so chè di bavoso.... boh :D

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    1. Ma guarda... Ci sono diversi tipi di provolaggine.
      Le macro categorie sono "buona" e "cattiva" e dentro ci finisce di tutto.
      Dalla semplice cavalleria, tipo quella del Capo-Intermedio che ti apre la porta della mensa alla risatina di chi ti guarda il deretano, sghignazzando con i colleghi e pensando che noi, povere posseditrici di utero, non ci accorgiamo di nulla. Ovviamente il secondo caso è tutt'altro che piacevole. E i viscidoni che ci provano insistentemente sono da prendere a mazzate sui denti. Io mi riferivo alla provolaggine "buona" fatta di gesti cortesi e complimenti rientranti nel comune senso di decenza e pudore.

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  2. mi hai fatto davvero scompisciare dalle risate!

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  3. E' capitato anche a me il "problema assorbenti". Una tragedia!

    Clara

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