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venerdì 4 ottobre 2013

Due piselle in un baccello

Mia mamma s'è trasformata in collega C.

E' su di lei che per tre giorni ho proiettato il celebre rapporto simbiotico oggetto delle mie riflessioni da pazzoide con Sciattaman. Sì perché quando sei l'ultima stella dell'Orsa funziona più o meno così:

Fase 1:
C. decide autonomamente di prendersi in carico una gatta da spelacchiare e lascia a me ed M. tutto il lavoro ordinario.

Fase 2:
C. si rende conto che la gatta è davvvero troppo, troppo pelosa e visto che ha richiesto una ceretta integrale che vi devo dire è una gatta dalle ampie vedute C. ha bisogno di una di noi. Una di noi è io.

Fase 3:
C. realizza che la cosa è più complessa del previsto. Coinvolge sistemisti, informatici, KGB e Jesus Christ Super Star nel vano tentativo di risolvere imprevisti imprevedibili e irrisolvibili.

Assisto alla nascita di teorie fantasiose, dispute tra gente urlante, risatine nervose, voci tremanti, crisi esistenziali, aggiornamenti di sistema, neologismi. Contribuisco alla creazione di settordici versioni dello stesso file HTML, all'invio di milleduecentocinquantotto mail di prova con oggetto test1, test2, test alla n fratto tre. E leva il tag e metti il tag e allungaje 'e gambe, aristendije 'e gambe, aritiraje 'e gambe, aricoprije 'e gambe... io jee tejerei quelle gambe!
Tutto sempre appiccicata a C.

Ho vissuto appollaiata sul suo desk, mangiato le sue caramelle, risposto al telefono a suo marito, mandato mail per suo conto, prestato un assorbente. Quando ha bevuto per sbaglio dalla mia bottiglietta da mezzo litro ho smorzato la sua mortificazione con un dai C., fa conto che avemo pomiciato. L'ho sentita chiaramente dire un paio di volte non mi lasciare. Dopo 36h di convivenza forzata e lavoro massacrante di quelli che se una cosa può andare bene o male è inutile scommettere: andrà male alle sette di ieri pomeriggio la situazione si presentava più o meno così:

Princess in ballerine, gambaletto antistupro color carne, maglietta fuxia macchiata di mais sì il mais macchia, capelli sporchi, trucco colato, smalto sbeccato, baffetto in ricrescita e non voglio parlare dei peli sulle gambe sedeva su una sedia girevole, a gambe larghe, ignorando i dictat imposti dalla sua proverbiale innata eleganza, mangiando i cookies tossici del distributore senza curarsi delle briciole che, la sera a casa, avrebbe trovato finanche nelle sue mutande.

Ciao, reputazione, ciao.